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Allarme rosso in Israele per gli arsenali chimici in Siria

Di Emanuel Baroz | 29 gennaio 2013
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Allarme rosso in Israele per gli arsenali chimici in Siria

Allarme rosso in Israele per gli arsenali chimici in Siria Si teme il passaggio a Hezbollah. Contatti serrati con Usa e Russia Gerusalemme, 28 Gennaio 2013 – Allarme rosso in Israele per la minaccia degli arsenali chimici della Siria, ed in particolare il pericolo che essi possano cadere nelle mani degli Hezbollah libanesi o di gruppi ribelli legati ad al-Qaida. La settimana scorsa, il giorno dopo le elezioni politiche, il premier Benyamin Netanyahu ha convocato una consultazione urgente. Il ministro della Difesa Ehud Barak ha interrotto la sua partecipazione al vertice economico di Davos (Svizzera) e ha fatto rientro in patria. Subito dopo, nel nord di Israele è stato elevato il livello di allerta e alla periferia di Haifa è stata installata una batteria di difesa aerea ‘Iron Dome’, Cupola di ferro. In parallelo è cresciuta l’attività diplomatica volta a circoscrivere la crisi siriana. Netanyahu ha incontrato a due riprese l’ambasciatore degli Stati Uniti Dan Shapiro e ha ricevuto una delegazione di parlamentari statunitensi: la questione siriana ha dominato l’agenda degli incontri. Al tempo stesso il Consigliere per la sicurezza nazionale di Israele, Yaakov Amidror, è stato inviato in Russia. Secondo la stampa israeliana, la Siria dispone di arsenali chimici immensi: Maariv parla di mille tonnellate. Altri indicano quantità minori, ma sempre molto consistenti. Per il momento, ha affermato il generale Amos Ghilad (un consigliere di Barak) quelle armi sono ancora sotto il controllo del regime di Bashar Assad. Ma in Siria, avverte, “c’é una eruzione vulcanica” che può alterare la situazione in ogni momento. Il sito web Ynet ha affermato da parte sua che gli Hezbollah hanno eretto proprie installazioni in prossimità di basi siriane dove sono custodite armi chimiche: uno sviluppo che desta preoccupazione in Israele.Continua a leggere

Per l’ANP di Abu Mazen «L’Europa non ne poteva più dei complotti degli ebrei»

Di Emanuel Baroz | 28 gennaio 2013
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Per l’ANP di Abu Mazen «L’Europa non ne poteva più dei complotti degli ebrei»

Autorità Nazionale Palestinese: «L’Europa non ne poteva più dei complotti degli ebrei» di Itamar Marcus, Nan Jacques Zilberdik In occasione del 27 gennaio, Giornata internazionale dedicata alla memoria della Shoà, l’istituto Palestinian Media Watch ha voluto ricordare i messaggi antisemiti e di odio e calunnia verso gli ebrei che continuano ad essere diffusi dalla tv dell’Autorità Nazionale Palestinese. Un esempio recente è il nuovo filmato sulla storia del movimento Fatah di Mahmoud Abbas (Abu Mazen), intitolato “Fatah: rivoluzione fino alla vittoria”, che è stato trasmesso il primo gennaio scorso (qui il video) in occasione delle celebrazioni per il 48esimo anniversario del primo attacco terroristico di Fatah contro Israele. Gli autori hanno scelto di aprire il filmato con la riproposizione di una classica demonizzazione antisemita secondo la quale l’Europa “patì una tragedia per aver offerto rifugio agli ebrei”. Secondo questa teoria, gli ebrei furono espulsi dall’Europa a causa dei loro “complotti, della loro corruzione e della loro scalata ai posti di potere”, che esasperarono gli europei al punto da non poter più “sopportare i tratti caratteriali” degli ebrei. L’istituto Palestinian Media Watch ha più volte documentato il fatto che da anni le fonti ufficiali dell’Autorità Nazionale Palestinese spiegano il sionismo come un complotto europeo volto a sbarazzarsi degli ebrei. Si veda qui (in inglese).Continua a leggere

Giorno della Memoria, Ahmadinejad a Islam: “Nostro obiettivo è sradicare il sionismo”

Di Emanuel Baroz | 28 gennaio 2013
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Giorno della Memoria, Ahmadinejad a Islam: “Nostro obiettivo è sradicare il sionismo”

Giorno memoria: Ahmadinejad all’Islam, sradicate il sionismo Teheran (Iran), 27 Gennaio 2013 – Nel Giorno della Memoria della Shoah, il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha sostenuto che tutti i musulmani dovrebbero mobilitare le proprie risorse per sradicare il sionismo. Lo riferisce fuori da virgolette l’agenzia Irna precisando che Ahmadinejad si è espresso in questi termini in un discorso alla 26esima conferenza sull’Unità islamica. Il principale scopo dei musulmani, ha detto ancora il presidente, dovrebbe essere quello di porre fine al […]Continua a leggere

Giorno della Memoria: quelle farneticanti e preoccupanti dichiarazioni di Silvio Berlusconi sul fascismo

Di Emanuel Baroz | 27 gennaio 2013
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Giorno della Memoria: quelle farneticanti e preoccupanti dichiarazioni di Silvio Berlusconi sul fascismo

Giornata della Memoria, farneticanti dichiarazioni di Silvio Berlusconi: “Colpa Mussolini leggi razziali, ma fece bene altro” Milano, 27 Gennaio 2013 – Silvio Berlusconi interviene, a sorpresa, alle celebrazioni per la Giornata della Memoria in corso a Milano. Una presenza «dovuta» per celebrare una vicenda «che non si può ripetere. Solamente nei panni dei deportati si può capire quali vertici di tragedia e disperazione si raggiunsero». Per l’ex premier «è difficile mettersi nei panni di chi decise allora. Certamente il governo […]Continua a leggere

Sami Modiano, sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti racconta: “Mi sono salvato grazie a un carico di patate”

Di Emanuel Baroz | 27 gennaio 2013
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Sami Modiano, sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti racconta: “Mi sono salvato grazie a un carico di patate”

Sami Modiano, 83 anni, sopravvissuto ai campi nazisti, racconta 70 anni dopo Mio padre a Birkenau mi disse: «Vado via, ma tu devi resistere» Mi sono salvato grazie a un carico di patate. E adesso voi non potete dimenticare l’Olocausto di Antonio Ferrari A otto anni Sami Modiano era uno dei bambini più vivaci e brillanti della scuola elementare italiana di Rodi. Forse era in assoluto il primo della classe, come sostenevano i genitori dei suoi compagni, con quell’ammirazione espressa e così insistita da poter sconfinare facilmente nell’invidia. Sì, perché Sami, alunno eccellente, non aveva di sicuro l’aria e il comportamento del secchione. Nuotava, correva, giocava a calcio, scherzava, si divertiva, però a scuola gli bastava studiare il minimo per meritare il massimo. Quella mattina, quando fu chiamato alla cattedra, si sentiva persino più sicuro e disinvolto del solito. Era pronto a rispondere alle domande del maestro ma il suo sorriso si spense subito perché l’insegnante, invece di interrogarlo, lo guardò come mai lo aveva guardato e gli disse: «Samuel Modiano, sei espulso dalla scuola!». Un ceffone morale umiliante, un vero choc, le gote di Sami si tingono di porpora, la gola si chiude. Con un filo di voce: «Ma che colpa ho?», «Che cosa ho fatto? Dove ho sbagliato?». Per far capire a quel bambino sbigottito e improvvisamente spaventato che non aveva fatto nulla di male, e che quel provvedimento non riguardava né il profitto né la condotta, l’imbarazzato maestro gli pose affettuosamente una mano sul capo e aggiunse a bassa voce: «Ora tornatene a casa, tuo padre ti spiegherà». Sami Modiano, che oggi ha quasi 83 anni e che per decine di volte si è salvato per puro caso nella più efferata partita a scacchi con la morte, ha scritto un libro che ha per titolo la risposta – abbastanza ermetica – alla domanda che per decenni lo ha tormentato: Per questo ho vissuto. Che cosa voglia dire in realtà, Sami lo scrive nelle pagine della sua tremenda odissea. Pagine che grondano dolore, orrore, sevizie, umiliazioni, morte, torture, sterminio. All’inizio del racconto, ecco il punto da cui tutto ha avuto origine: «Quella mattina, a Rodi, mi ero svegliato come un bambino. La sera mi addormentai come un ebreo».Continua a leggere