Ultimi Articoli

Nakba day: attentato a Tel Aviv ma nessuno ne parla. Ora si teme il peggio

Di Emanuel Baroz | 16 maggio 2011
22 commenti
Nakba day: attentato a Tel Aviv ma nessuno ne parla. Ora si teme il peggio

Nakba day: attentato a Tel Aviv ma nessuno ne parla. Ora si teme il peggio di Sharon Levi Ieri i giornali di tutto il mondo hanno dato ampio risalto alla reazione dell’esercito israeliano al tentativo di centinaia di palestinesi di infiltrarsi in Israele, reazione che ha provocato una ventina di vittime e diversi feriti. Ma nessuno ha dato la notizia dell’attentato terroristico avvenuto ieri a Tel Aviv dove ha perso la vita un giovano ragazzo israeliano e nel quale si sono registrati 17 feriti di cui alcuni gravi. La vittima si chiamava Aviv Morag, 29 anni, ed è stato falciato insieme ad altre decine di persone da un arabo israeliano che con il suo mezzo si è gettato contro un gruppo di pedoni al grido di “Allah Akhbar” con la chiara intenzione di provocare una strage. L’uomo, arrestato dalla polizia, ha prima fornito una versione basata sul fatto accidentale, poi schiacciato dalle testimonianze le quali hanno riferito che l’uomo a bordo del suo camion aveva bruciato volontariamente diversi semafori, tamponato diverse macchine e poi si era gettato volontariamente sul gruppo di pedoni, ha dovuto cedere all’evidenza ammettendo la sua intenzione stragista e permettendo alla polizia di arrestare un suo complice che era già pronto a compiere un atto simile. I due volevano commemorare il giorno della cosiddetta Nakba provocando una strage di israeliani. Questo episodio deve far riflettere sulla situazione che si sta vivendo in questi giorni in Israele, una situazione che vede lo Stato Ebraico contrastare i ripetuti tentativi da parte araba di infiltrarsi in territorio israeliano al fine di commettere atti di terrorismo. Non solo ci si deve guardare dalle minacce esterne ma anche da quelle interne portate avanti da alcuni arabi con cittadinanza israeliana. Di questo fatto però nessuno ne parla.Continua a leggere

Egitto: scontri davanti all’ambasciata di Israele al Cairo

Di Emanuel Baroz | 16 maggio 2011
1 commento
Egitto: scontri davanti all’ambasciata di Israele al Cairo

Scontri davanti all’ambasciata di Israele al Cairo La polizia disperde la folla che chiedeva l’espulsione dell’ambasciatore IL CAIRO, 16 mag. – Almeno 24 persone sono state ferite ieri vicino all’ambasciata d’Israele al Cairo in violenti scontri tra agenti di polizia e manifestanti che protestavano per il terzo giorno consecutivo (e come già accaduto nelle settimane precedenti) contro la creazione dello Stato ebraico, nel 1948. Secondo quanto riferito dall’agenzia ufficiale Mena, dopo molte ore di scontri, “i responsabili della sicurezza sono […]Continua a leggere

Su Israele il pensiero di Hamas e Fatah è unico

Di Emanuel Baroz | 15 maggio 2011
47 commenti
Su Israele il pensiero di Hamas e Fatah è unico

Su Israele il pensiero di Hamas e Fatah è unico Gaza, 15 Maggio 2011 –  “I palestinesi nutrono grandi speranze di porre termine al progetto sionista”. Con queste parole il “primo ministro” di Hamas a Gaza, Ismail Haniyeh, ha lanciato domenica mattina una giornata di manifestazioni violente in occasione delle celebrazioni della Nakba. “Per conseguire i nostri obiettivi – ha aggiunto – abbiamo bisogno di un’unica leadership”. Haniyeh ha anche ribadito che Hamas non riconoscerà mai il diritto di esistere […]Continua a leggere

Israele protegge i giacimenti da Hezbollah

Di Emanuel Baroz | 14 maggio 2011
0 commenti
Israele protegge i giacimenti da Hezbollah

Israele protegge i giacimenti da Hezbollah Gerusalemme – La Marina israeliana si allena per proteggere i giacimenti offshore dalle minacce di Hezbollah. I contrasti tra Israele e Libano nel campo energetico sono cresciuti negli ultimi tempi, dopo la scoperta di ingenti risorse nei fondali del Mediterraneo, come il giacimento-gigante Leviathan. Il comando della Marina dello Stato ebraico ha dichiarato che il contesto attuale presenta «numerose sfide», ma ha assicurato che sia Tamar (giacimento a largo di Haifa) che Leviathan rientrano nella zona economica israeliana. «I giacimenti – hanno dichiarato i vertici militari – si trovano a ovest di Rosh Hanikra (il punto di confine tra Israele e Libano nel Mediterraneo, ndr). Le pretese del segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, secondo cui le risorse si estenderebbero anche in acque territoriali libanesi non sono fondate e non trovano ragion d’essere nel quadro del diritto internazionale». Il “partito di Dio” accampa diritti sulle risorse riscontrate nelle profondità del Mare nostrum basandosi sul fatto che i giacimenti di gas possono essere costituiti da varie falde collegate tra loro, come vasi comunicanti. Se Israele iniziasse a estrarre carburante fossile da una falda, potrebbe sottrarre gas da eventuali falde contigue antistanti il Libano.Continua a leggere

Varsavia: Radio Maria sotto accusa per razzismo e antisemitismo

Di Emanuel Baroz | 13 maggio 2011
3 commenti
Varsavia: Radio Maria sotto accusa per razzismo e antisemitismo

Radio Maria sotto accusa per razzismo di Dario Ferri L’emittente radiofonica cattolica polacca  indagata per dichiarazioni discriminatorie ed antisemite Varsavia, 11 Maggio 2011 – Il Consiglio nazionale delle comunicazioni, una sorta di Agcom della Polonia, ha aperto un’inchiesta su Radio Maryia, l’emittente radiofonica cattolica. Sotto esame sono finite due trasmissioni della radio ultraconservatrice nel quale sono stati attaccate alcune persone in modo razzista e discriminatorio. RADIO MARIA NEL MIRINO – Ancora una volta Radio Marya, edizione polacca, finisce nel mirino per la sua linea editoriale di estrema destra. Il Krajowa Rada Radiofonii i Telewizj, abbreviato in KRRiT, un’istituzione pubblica che supervisiona le trasmissioni televisive e radiofoniche della Polonia, ha inviato una lettera di richiamo al direttore di Radio Maria, padre Tadeusz Rydzyk. Sotto accusa sono due dichiarazioni esplicitamente razziste e antisemite. Il primo si è verificato con un’intervista ad un uomo d’affari Jan Kobylanski, emigrato in Sudamerica, dove presiede l’organizzazione dei polacchi in America latina (USOPAL), e da tempo sponsor chiave dell’emittente cattolica. Secondo Jan Kobylanski, al governo e al Parlamento polacchi non ci sarebbe neppure il 30% di polacchi veri. L’imprenditore, notoriamente schierato all’estrema destra, ha rimarcato che polacchi con origini di altre nazionalità non sarebbero dei veri cittadini, come quelli che hanno radici ebraiche. CONTRO GLI EBREI – In’un’altra trasmissione contestata dalla KRRiT l’editore del più influente quotidiano polacco, Gazeta Wyborcza, è finito nel mirino delle critiche di Radio Maria per motivazioni razziste. Stanislaw Michalkiewicz, un avvocato e giornalista noto per i suoi commenti antiebraici, ha attaccato Adam Michnik proprio per le sue origini. Secondo il commentatore di ultradestra l’editore del Gazeta Wyborcza avrebbe criticato Kobylanski per la solidarietà razziale nei confronti degli altri ebrei, un comportamento tipico, ha aggiunto, del suo giornale.Continua a leggere