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Gaza City: dato alle fiamme un parco di divertimenti

Di Emanuel Baroz | 19 settembre 2010
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Gaza City: dato alle fiamme un parco di divertimenti

Incendiato un parco di divertimenti a Gaza City A agosto era stato chiuso perché vi andavano uomini e donne GAZA CITY, 19 set. – Uno dei pochi parchi di divertimenti di Gaza, chiuso ad agosto dal governo di Hamas, è stato incendiato. Lo ha reso noto Ala al Araj, proprietario del “Crazy Park”, spiegando che un gruppo di uomini incappucciati aveva prima legato le guardie, poi sparso del gasolio e infine appiccato fuoco al parco. Hamas aveva chiuso il parco […]Continua a leggere

Roma come Ramallah? No, grazie

Di Emanuel Baroz | 18 settembre 2010
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Roma come Ramallah? No, grazie

Richiesta urgente per il Sindaco Alemanno Roma come Ramallah? No, grazie di Costantino Pistilli Roma, 18 Settembre 2010 – Roma, quartiere San Lorenzo. Gli studenti dell’Istituto Superiore N. Machiavelli rientrando dalle vacanze estive avranno ancora trovato sulla parete esterna della scuola una targa commemorativa dedicata a Yasser Arafat. Perché dedicare il liceo classico di via dei Sabelli 86, che porta oltretutto il nome di uno degli esponenti più alti del pensiero e della storia d’Italia, alla memoria di uno dei protagonisti del terrorismo internazionale contemporaneo? Non siamo a Ramallah dove le scuole (e i campi di calcio, i nomi delle squadre di calcio, i tornei, le sale computer e i monumenti vengono regolarmente dedicati ad assassini conclamati). Siamo a Roma, non potrebbe dunque intervenire il primo cittadino? Negli ultimi mesi, il Sindaco Alemanno saetta dichiarazioni politicamente scorrette che fanno storcere il naso ai benpensanti: dai campi rom abusivi (“da troppi anni esistono nella nostra città”) a Tor Bella Monaca (“raderla al suolo”) passando per il Grande Raccordo Anulare (“se mettono il casello lo sfondo con la macchina”). Coraggio, appunto. Ma anche tanta magnanimità: è già stato molto “buono” con la causa palestinese lasciando in comodato d’uso la sede che ne ospita la rappresentanza ufficiale in Italia. Ed allora, visto che si sta dimostrando un Sindaco profitterol – dolce e buono sì, ma con le palle! -, perché non approfittarne per chiedere la rimozione di quel simbolo di morte, travestito da malintesa resistenza e lotta di liberazione nazionale?Continua a leggere

Roma: scritte antisemite sul muro del liceo Mameli. Alemanno indignato: “Atto gravissimo”

Di Emanuel Baroz | 17 settembre 2010
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Roma: scritte antisemite sul muro del liceo Mameli. Alemanno indignato: “Atto gravissimo”

Scritte antisemite sul muro del Mameli. Alemanno indignato: “Atto gravissimo” A dare la segnalazione questa mattina alle 8 la preside dell’istituto. Pacifici, presidente della Comunità ebraica: “Certo, calcolando che sono appena iniziate le scuole non è proprio un buon avvio” Roma – Una scritta di circa cinque metri fatta con vernice nera, e tra due svastiche la frase “ebrei porci”. Parole antisemite e ingiuriose, accompagnate da due svastiche, sono apparese questa mattina sul Muro del Liceo Mameli di Roma. A dare la segnalazione questa mattina alle 8 la preside dell’istituto. Il testo è stato tracciato sul muro all’interno del cortile, in via Pietro Antonio Micheli al civico 8. Sono subito scattate le indagini del commissariato Villa Glori, mentre l’Ama è intervenuta per la pulitura del muro. “Certo, calcolando che sono appena iniziate le scuole, non è proprio un buon avvio – ha commentato così Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica – Siamo alla vigilia di Kippur, giorno dedicato al digiuno e alla meditazione e nel quale ogni ebreo cerca di avvicinarsi alla sacralità. Per questo tentiamo di vedere il tutto con un certo ridimensionamento. Nonostante ciò, dall’episodio dobbiamo trarre la spinta per una maggiore determinazione, non solo da parte di noi ebrei ma soprattutto delle istituzioni, ad un impegno rinnovato a lavorare dentro le scuole dove si formeranno i futuri cittadini affinchè si abbandoni una volta per tutti le idee xenofobe e razziste”.Continua a leggere

Nuovo video di Hamas: “La liberazione di Gerusalemme e Tel Aviv”

Di Emanuel Baroz | 16 settembre 2010
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Nuovo video di Hamas: “La liberazione di Gerusalemme e Tel Aviv”

Ecco a voi: Hamas in “La liberazione di Gerusalemme e Tel Aviv” Un nuovo filmato di Hamas intitolato “La grande liberazione” che descrive la distruzione di Israele manda in visibilio il web arabo: vi si vede una immaginaria battaglia finale “per la liberazione della Palestina” che comprende bombardamenti su Tel Aviv e Gerusalemme, e un nuovo telegiornale del Canale Due (israeliano) con tanto di conduttore con kefiah al collo. Il filmato, il cui trailer è particolarmente popolare in questi giorni in Cisgiordania e striscia di Gaza (in attesa dell’uscita della versione completa), è stato creato da due attivisti di Hamas nella striscia di Gaza e mostra una simulazione grafica del bombardamento e distruzione, a Gerusalemme, dell’Alta Corte di Giustizia, della Banca d’Israele e della settecentesca sinagoga di Hurva (recentemente restaurata). Dopodiché si vedono automobili con bandiere palestinesi che corrono lungo la Ayalon Highway, una delle principali arterie dell’area metropolitana di Tel Aviv.Continua a leggere

Hamas non cambia idea: “O vittoria o martirio”

Di Emanuel Baroz | 16 settembre 2010
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Hamas non cambia idea: “O vittoria o martirio”

Hamas non cambia idea: “O vittoria o martirio” Il leader Jaabri rifiuta ogni confronto con il “nemico sionista” TEL AVIV – Abituato da anni alla lotta armata clandestina, il capo militare di Hamas Ahmed Jaabri è uscito allo scoperto durante il vertice israelo-palestinese di Sharm el-Sheikh (Egitto) e ha pubblicato un proclama di rifiuto delle trattative “con il nemico sionista”, promettendo che le sue Brigate Ezzedin al-Qassam “proseguiranno la Jihad (guerra santa) a oltranza”. “Vittoria o martirio” restano le parole d’ordine obbligatorie per i suoi combattenti, ha avvertito quello che oggi è considerato l'”uomo forte” di Gaza e il custode esclusivo di una delle carte migliori in mano a Hamas: il caporale Ghilad Shalit, che dal giugno 2006 è suo prigioniero personale in una località sconosciuta. Nel suo messaggio ai combattenti – stilato nei giorni scorsi, dopo la conclusione del digiuno islamico del Ramadan – Jaabri ha esortato i compagni d’armi (stimati da Israele in almeno 20mila) e tutti i palestinesi a considerare che “grazie al potere della fede e della dottrina, grazie alle armi, ai missili, ai tunnel e ai martiri, Dio ci ha elargito la vittoria su una parte della nostra terra di Palestina”: ossia la Striscia di Gaza, da cui Israele si è ritirato nel 2005, per volere del premier Ariel Sharon.Continua a leggere