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Malmoe (Svezia): attentato contro una sinagoga

Di Emanuel Baroz | 27 luglio 2010
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Malmoe (Svezia): attentato contro una sinagoga

Malmoe (Svezia): attentato contro una sinagoga Malmoe (Svezia) , 25 Luglio 2010 -Nella notte tra venerdì e sabato, intorno alle 2 di notte, un attentato dinamitardo ha colpito la Sinagoga Bethany Plan di Malmoe. La polizia ha rinvenuto residui  dell’ordigno esplosivo (composto da più miccie secondo l’ufficiale di polizia Goran Billberg) sulle scale della sinagoga, ma ha ritenuto che fossero una minima parte di ciò che era stato preparato. Fortunatamente i danni non sono stati ingenti (qualche vetrata rotta), ma […]Continua a leggere

Strage di Bologna: l’ex giudice Priore rilancia la pista palestinese

Di Emanuel Baroz | 27 luglio 2010
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Strage di Bologna: l’ex giudice Priore rilancia la pista palestinese

Strage di Bologna, ex giudice Priore rilancia la pista palestinese “Possibile matrice internazionale anche per l’attentato di san Benedetto Val di Sambro” ROMA, 26 lug – La strage di Bologna come reazione del terrorismo palestinese all’arresto di un responsabile di alto livello del Fronte popolare, che aveva la sua base operativa proprio nel capoluogo emiliano. A evocare un simile scenario è Rosario Priore, giudice istruttore di alcuni dei più importanti processi della storia giudiziaria italiana, dall’eversione nera e rossa al caso Moro fino alla strage di Ustica e l’attentato a Giovanni Paolo II. Presentando alla sala del Cenalcolo della Camera il libro-intervista scritto con Giovanni Fasanella (“Intrigo internazionale: perché la guerra in Italia. Le verità che non si sono mai potute dire”), il magistrato ripercorre le possibili tappe che potrebbero aver portato alla strage del 2 agosto. “Nel novembre del ’79 avevamo arrestato a Ortona tre autonomi romani (Daniele Pifano, Giuseppe Nieri e Giorgio Baumgartner, ndr) che stavano trasportando due missili terra-aria bulgari, destinate ai terroristi palestinesi – afferma Priore -. Quell’operazione portò anche all’arresto di Abu Anzeh Saleh, un dirigente del Fronte popolare che era il responsabile dell’organizzazione in Italia. L’organizzazione pretendeva assolutamente la liberazione di questa persona, perché la ritenevano una violazione del ‘lodo Moro‘ (basi logistiche in Italia in cambio della non belligeranza, ndr)”. Nonostante un comunicato ufficiale del Comitato centrale del Fplp, Saleh invece condannato dal Tribunale di Chieti e la sentenza venne poi confermata dalla Corte di Appello dell’Aquila.Continua a leggere

Beirut: Hamas incontra il capo dell’esercito libanese

Di Emanuel Baroz | 26 luglio 2010
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Beirut: Hamas incontra il capo dell’esercito libanese

Una delegazione di Hamas incontra il capo dell’esercito libanese Beirut –  ‘Ali Baraka, responsabile politico di Hamas in Libano, accompagnato da due membri della dirigenza politica del movimento, Ahmad ‘Abd el-Hadi e Mashhur ‘Abd el-Halim, hanno reso visita al capo dell’esercito libanese, il generale Jean Qahuji. Nell’incontro è stata affrontata la situazione dei profughi palestinesi in Libano. Inoltre è stato esposto il punto di vista del movimento islamico palestinese al riguardo del Libano stesso. Baraka ha affermato che “la delegazione di Hamas ha discusso col generale Qahuji la questione del ‘diritto al ritorno’ dei profughi palestinesi in Libano e della conservazione della loro identità (collegata al rifiuto della naturalizzazione). Si è anche discusso della ricostruzione del campo profughi di Nahr el-Bared, affinché gli abitanti possano farvi ritorno, e del rispetto dei diritti dei palestinesi in Libano.Continua a leggere

Gli aiuti umanitari dei pacifinti per Gaza? Sono scaduti!!!!

Di Emanuel Baroz | 23 luglio 2010
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Gli aiuti umanitari dei pacifinti per Gaza? Sono scaduti!!!!

La comunità internazionale invia a Gaza medicinali scaduti Gaza, 22 Luglio 2010 – L’autorità sanitaria di Gaza ha lanciato l’allarme denunciando la comunità internazionale per l’invio di medicinali scaduti. L’autorità infatti ha accertato che oltre il 70% di medicinali che arrivano a Gaza come aiuti umanitari sono scaduti da mesi, alcuni addirittura da anni. L’autorità, di fronte a questo triste e increscioso episodio, si è vista costretta a distruggere i medicinali, bruciandoli o sotterrandoli, per un controvalore quantificabile in milioni di euro. Il fatto è stato inoltre denunciato dal Capo del Dipartimento donazioni del Ministero della Sanità palestinese, Monir Albaresh.Continua a leggere

“Meglio mandare la flottiglia a Damasco che a Gaza”

Di Emanuel Baroz | 22 luglio 2010
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“Meglio mandare la flottiglia a Damasco che a Gaza”

Impeto di onestà di un giornalista palestinese: “Meglio mandare la flottiglia a Damasco che a Gaza” di Dimitri Buffa “Gaza non ha aule scolastiche fatte di fango, come quelle che esistono in molte province siriane. Gaza non ha 60 studenti una singola classe. Anche dopo che Gaza è stata messa sotto assedio, il cibo non è scarso come in Siria dove molti prodotti alimentari non raggiungono i mercati all’infuori di quelli contrabbandati attraverso il confine fra Libano e Siria. I servizi Internet a Gaza sono molto superiori ai pietosi servizi di Internet in Siria. Gaza e la Cisgiordania non hanno messo al bando centinaia di siti web. Fino a che Hamas non ha preso il potere, la situazione a Gaza per quanto riguarda l’acqua e l’elettricità era molto migliore che in Siria. Gli stipendi medi nella Striscia di Gaza sono più alti che in Siria. Le decine di migliaia di impiegati governativi che sono rimasti disoccupati dopo il colpo di stato di Hamas ricevono ancora regolarmente il loro salario. Allora, chi ha più bisogno di flottiglie della libertà? I residenti di Gaza o il popolo siriano?” Udite udite, anzi leggete: queste sagge parole le ha scritte un giornalista palestinese in una sorta di overdose orgasmica di onestà intellettuale sul sito internet liberale Aafaq. Si chiama Zainab Rashid e l’articolo, benchè scritto lo scorso 22 giugno e reso noto a tutto l’Occidente con la “O” maiuscola da Memri pochi giorni dopo, ancora non ha ricevuto una degna analisi da parte dei politologi “de noantri”. Ad esempio gli “esperti” del Medio Oriente alla Sergio Romano o Lucio Caracciolo, sempre pronti a dare a Israele la colpa di ogni male che accade in quelle latitudini. Chissà perché?Continua a leggere