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Cisgiordania: ucciso terrorista di Hamas ricercato per attentati del 1995

Di Emanuel Baroz | 29 maggio 2009
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Cisgiordania: ucciso terrorista di Hamas ricercato per attentati del 1995

M.O.: UCCISO MILITANTE DI HAMAS RICERCATO PER ATTENTATI DEL ’95 (ASCA-AFP) – Hebron, 28 mag – Un militante di Hamas, ricercato con l’accusa di aver organizzato diversi attentati suicidi sul territorio israeliano, e’ stato ucciso oggi dall’esercito di Tel Aviv. Abdel al-Majid Dudin, 45 anni, e’ morto in una sparatoria con i soldati e la polizia nel villaggio di Deir al-Assel al-Tahta, vicino alla citta’ di Hebron in Cisgiordania. Secondo quanto riferito da fonti militari, Dudin era all’interno di un’abitazione […]Continua a leggere

Roma: l’UCOII fa rinviare l’inaugurazione di Piazza Gerusalemme?

Di Emanuel Baroz | 28 maggio 2009
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Roma: l’UCOII fa rinviare l’inaugurazione di Piazza Gerusalemme?

Roma: piazza Gerusalemme, salta la cerimonia di Francesco Battistini ROMA — Dicono che la parte più facile del lavo­ro d’un sindaco sia tagliare na­stri e scoprire lapidi. Provate a chiedere che ne pensi Gianni Alemanno, che è appena anda­to in Israele a inaugurare una «piazza Roma» nel centro di Gerusalemme, a due passi dal­la sinagoga italiana, e in que­ste ore si preparava a fare lo stesso e in pompa magna dalle parti del Ghetto, il lenzuolo da tirar giù e sul muro una bella targa con l’incisione «piazza Gerusalemme». Era tutto pron­to: il biglietto aereo per Nir Barkat, il primo cittadino gero­solimitano, la cerimonia con gli applausi, e poi tutti a veder­si la finale di Champions. È ar­rivata qualche telefonata, pe­rò. E sabato a mezzogiorno, quando a Gerusalemme è tut­to chiuso, un’email inviata dal Campidoglio ha cancellato il programma: niente visita uffi­ciale, niente battimani, «per cause di sicurezza che riguar­dano la partita di Champions League, è stato deciso di posti­cipare l’inaugurazione della piazza». A quando? Boh. «Ri­mu! », inganno, scrivono ora i giornali israeliani: «I romani ci hanno imbrogliato», dichia­ra un furibondo portavoce di Barkat. Perché è bastato scava­re un attimo, dicono, per con­vincersi che la paura degli hoo­ligans, «previsti da mesi», non c’entrerebbe nulla. Il corri­spondente dall’Italia del quoti­diano Yedioth Ahronot cita fonti diplomatiche: «L’annulla­mento è nato da una decisione politica», l’imbarazzo dopo le frasi del premier Netanyahu, e dello stesso Narkat, su Gerusa­lemme «capitale unita e indivi­sibile d’Israele». A protestare sarebbe stato qualche Paese arabo: inaugurare contempora­neamente piazza Roma e piaz­za Gerusalemme significa, di fatto, considerare questa la ve­ra capitale d’Israele (il contra­rio di quel che dicono l’Onu e l’Italia, che tiene l’ambasciata a Tel Aviv). Una gaffe diploma­tica, insomma, confermata da più fonti:Continua a leggere

Ken Loach: boicottate quel festival, finanziato da Israele

Di Emanuel Baroz | 28 maggio 2009
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Ken Loach: boicottate quel festival, finanziato da Israele

La polemica –  L’ autore inglese accusa, gli organizzatori scozzesi prima cedono ma poi respingono le sue tesi Ken Loach: boicottate quel festival, finanziato da Israele «Soldi sporchi del sangue di Gaza», lite su 300 sterline inviate a Edimburgo GERUSALEMME — «Inorridisco!». «Demonizzatore!». Dagli applausi della Croisette, alla doccia fredda scozzese. Dal calcio sentimentale del film su (e con) Eric Cantona, appena presentato a Cannes, al calcio nei sentimenti politici di un regista che non sta mai in un cantone. Piovono pietre su Ken Loach. Per un pugno di sterline, 300 per l’ esattezza, che il Film Festival di Edimburgo ha accettato dal governo israeliano e che il rosso Kenneth considera «il prezzo della vergogna». Nei giorni scorsi il regista era andato giù pesante e aveva invitato al boicottaggio, se i curatori della rassegna scozzese non avessero restituito subito «quei maledetti soldi sporchi del sangue di Gaza». Non fosse mai: pur facendo notare che ogni Paese versa denaro a sostegno delle proprie pellicole in concorso (e che Israele l’ aveva fatto per pagare le spese di soggiorno della regista Tali Shlaom Ezer, in cartellone con Surrogate), pur di non perdere il grande Loach, gli organizzatori s’ erano rassegnati a restituire il contributo. Sembrava finita lì. Finché non s’ è mosso il ministero degli Esteri di Gerusalemme, tramite l’ ambasciata a Londra, biasimando il festival per aver ceduto alle pressioni «di elementi che cercano di delegittimare e di demonizzare lo stato d’ Israele». E ricordando allo stesso Ken Loach che «il nostro è un Paese pluralistico, nel quale coesistono voci e opinioni diverse, alcune anche molto critiche». Il pane salato del festival, le rose spinose della polemica.Continua a leggere

Israele : Venezuela e Bolivia vendono uranio all’Iran per la sua bomba atomica

Di Emanuel Baroz | 27 maggio 2009
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Israele : Venezuela e Bolivia vendono uranio all’Iran per la sua bomba atomica

Israele : Venezuela e Bolivia vendono uranio all’Iran per la sua bomba atomica L’accusa di Gerusalemme: collaborazione estesa anche ad altri settori militari di Guido Olimpio WASHINGTON (USA) – Israele alza il volume delle accuse contro gli amici dell’Iran. In un rapporto diffuso lunedì, Gerusalemme afferma che Venezuela e Bolivia aiutano Teheran fornendo uranio per il programma atomico. Una collaborazione estesa anche ad altri settori militari. Inoltre, sempre secondo gli israeliani, il presidente venezuelano Chavez avrebbe ordinato di appoggiare il […]Continua a leggere

L’Unesco e il candidato che odia Israele

Di Emanuel Baroz | 26 maggio 2009
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L’Unesco e il candidato che odia Israele

L’appello per il no alla candidatura di Farouk Hosny a Direttore Generale  dell’Unesco da parte di Bernard Henry Levy, Elie Wiesel e Claude Lanzmann l’ Unesco e il Candidato che odia Israele Il candidato egiziano Hosny si dice già sicuro dell’ elezione: chi ama la libertà deve impedire questo sbaglio Invitiamo Mubarak a sconfessare il suo ministro e a ritirarlo dalla corsa per una poltrona così importante «L’ Unesco si salvi dal naufragio: no a un direttore nemico di Israele» Chi ha dichiarato, nell’ aprile 2001, che «Israele non ha mai contribuito alla civilizzazione, in nessun’ epoca, perché non ha mai fatto altro che appropriarsi del bene altrui»? E chi ha ricominciato, quasi due mesi dopo, asserendo che «la cultura israeliana è una cultura inumana; è una cultura aggressiva, razzista, pretenziosa, che si basa su un principio semplicissimo: rubare quello che non le appartiene per poi pretendere di impadronirsene»? Il 30 maggio si chiudono le iscrizioni per il posto di direttore generale dell’ Unesco, da eleggere in ottobre al posto del giapponese Koïchiro Matsuura (in carica dal 1999). Tra gli Stati che hanno più o meno apertamente sostenuto delle candidature ci sono Bulgaria (Irina Bokova), Paesi baltici (la lituana Ina Marciulionyte), Oman (Musa Bin Jaafar Bin Hassan), Algeria (Mounir Bouchenaki) ed Egitto (Farouk Hosny).Anche in virtù della prassi della rotazione tra aree geografiche, il grande favorito è il discusso ministro della Cultura egiziano Farouk Hosny. Pubblichiamo qui l’ appello firmato dal regista e scrittore Claude Lanzmann, dal filosofo Bernard-Henri Lévy e dal premio Nobel per la pace Elie Wiesel.Continua a leggere