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Continua l’incessante lancio di razzi e colpi di mortaio contro Israele

Di Emanuel Baroz | 20 febbraio 2009
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Continua l’incessante lancio di razzi e colpi di mortaio contro Israele

M.O.: RAZZI E PROIETTILI DI MORTAIO CONTRO ISRAELE (ASCA-AFP) – Gerusalemme, 19 feb – Due razzi e due proiettili di mortaio sono stati sparati oggi all’alba verso il sud di Israele da palestinesi della Striscia di Gaza. Lo ha reso noto un portavoce dell’esercito dello Stato ebraico, precisando che non stati registrati ne’ vittime ne’ danni. Un palestinese e’ stato inoltre ferito lievemente da colpi di arma da fuoco sparati da soldati israeliani mentre si avvicinava alla cintura di sicurezza […]Continua a leggere

Il sistema antimissili di Hamas

Di Emanuel Baroz | 19 febbraio 2009
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Il sistema antimissili di Hamas

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Striscia di Gaza: Hamas continua a riempire il proprio arsenale

Di Emanuel Baroz | 19 febbraio 2009
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Striscia di Gaza: Hamas continua a riempire il proprio arsenale

Striscia di Gaza: Hamas continua a riempire il proprio arsenale Gaza, 18/02/2009 – Hamas si è impadronita di 7 tonnellate di armi e munizioni, residuati della controffensiva israeliana del gennaio scorso, immagazzinate nei depositi delle Nazioni Unite. Gli artificieri Onu avrebbero dovuto neutralizzarle. (Fonte: Israele.net)Continua a leggere

Gaza: la sporca guerra di Hamas

Di Emanuel Baroz | 18 febbraio 2009
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Gaza: la sporca guerra di Hamas

Gaza: la sporca guerra di Hamas di Fausto Biloslavo «Morire con noi è un grande onore. Andremo in Paradiso assieme, oppure sopravviveremo fino alla vittoria. Sia fatta la volontà di Allah». Così reagivano i miliziani di Hamas alle suppliche dei civili palestinesi di non usare le loro case come postazioni durante la terribile offensiva israeliana nella Striscia di Gaza dal 27 dicembre al 18 gennaio. Ora che i riflettori internazionali si sono spenti, Panorama è andato a vedere cosa succede a Gaza. E ha scoperto l’altra faccia della guerra, altrettanto sporca, che non ci è stata raccontata: interi palazzi presi in ostaggio, la popolazione utilizzata come scudo umano e, per i dissidenti, ancora oggi il rischio di beccarsi un proiettile in quanto «collaborazionisti». Pericolo tutt’altro che teorico: dalla fine di dicembre 181 palestinesi sono stati sommariamente giustiziati, gambizzati o torturati perché contrari a Hamas. Ma non è finita: oggi il movimento islamico che governa Gaza con Corano e moschetto vuole controllare tutto, compresi gli aiuti e la ricostruzione. Il palazzo Andalous, nel quartiere al-Karama di Gaza City, è ridotto a uno scheletro di cemento. Gli israeliani hanno pestato duro e a questa coppia di palestinesi di mezza età non resta che raccogliere i cocci di un appartamento ancora da pagare. Ci accompagnano su quel che resta delle scale interne, a patto che Panorama usi solo i soprannomi di famiglia. «Sapevamo che andava a finire così. Fin dai primi giorni dell’attacco i muqawemeen (i partigiani della “resistenza” palestinese, nda) si erano piazzati al dodicesimo e al tredicesimo piano, con i cecchini. Ogni tanto cercavano invano di sparare a uno di quegli aerei senza pilota che usano gli israeliani» racconta Abu Mohammed, scuotendo il capo. Nel palazzo, non ancora finito, vivevano 22 famiglie: oltre 120 civili, compresi donne e bambini. Gli israeliani hanno cominciato a telefonare sui cellulari degli inquilini intimando l’evacuazione. Poi, ai miliziani è arrivato un messaggio più esplicito: un caccia ha sganciato una bomba nel cortile deserto dall’altra parte della strada, senza fare vittime, ma aprendo un cratere enorme. «Una delegazione di capifamiglia ha scongiurato i miliziani di andarsene» riprende l’inquilino. «La risposta è stata: “Morirete con noi o sopravviveremo assieme”».Continua a leggere

Se Amnesty accusa Hamas di strage (quasi) nessuno le dà voce

Di Emanuel Baroz | 18 febbraio 2009
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Se Amnesty accusa Hamas di strage (quasi) nessuno le dà voce

Se Amnesty accusa Hamas di strage (quasi) nessuno le dà voce di Carlo Panella “Prelevati dai letti d’ospedale o di notte dalle loro case. Gambizzati, torturati e ammazzati senza processo” Un’incredibile cappa di silenzio circonda da giorni sui media mondiali una denuncia clamorosa di Amnesty International. Pure, il dossier presentato il 10 febbraio scorso è da prima pagina, perché documenta – spesso con nomi e cognomi – le operazioni da macelleria che Hamas conduce contro gli uomini di Abu Mazen a tutt’oggi, a settimane dalla fine dei combattimenti con Israele, durante i quali aveva già eliminato una quarantina di avversari. Nonostante l’abituale meticolosità di Amnesty, non tutti i nomi delle vittime sono conosciuti e le cifre sono per approssimazione, ma si tratta di non meno di 50 palestinesi giustiziati da palestinesi (naturalmente senza processo), durante l’operazione israeliana e di una ventina di palestinesi giustiziati da palestinesi dopo – ripetiamo: dopo – la fine dell’operazione israeliana. A questi si aggiungono alcune centinaia di palestinesi “gambizzati, torturati, con rottura degli arti, percossi da palestinesi, spesso – denuncia Amnesty – “prelevati dai letti di ospedale in cui erano ricoverati per le ferite dei bombardamenti israeliani, o sequestrati di notte dalle loro abitazioni, o fermati arbitrariamente per strada”. L’accusa, per tutti, è “collaborazionismo” con Israele, ma la pretestuosità è facilmente individuabile: nella quasi totalità si tratta di militanti di al Fatah, la cui unica colpa è la fedeltà ad Abu Mazen. Notizia impressionante, dunque, strage di innocenti, squadracce islamiste scatenate nelle strade di Gaza a seminare morte e terrore. Invece, niente. Nulla. Silenzio: nessun media del mondo ritiene queste scene da mattatoio degne di nota, di spazio, di rilievo. L’opinione pubblica mondiale non deve sapere e non sa che i palestinesi massacrano palestinesi (ed è un vizio antico, che iniziò nel 1929). Pure, Amnesty International non è sospettabile di parzialità. Da sempre, e più ancora dal 28 dicembre scorso, è stata in prima linea nel denunciare “i crimini di guerra israeliani”, aggiungendo alle accuse per le uccisioni dei civili quelle per l’uso di bombe al fosforo. Solo che Amnesty, a differenza di altre organizzazioni umanitarie “schierate”, mantiene una sua serietà di analisi e sin dal 28 dicembre ha denunciato i “crimini di guerra di ambo le parti” (incluso l’uso di bimbi palestinesi come scudi umani).  Crimini denunciati da al Fatah e da Abu Mazen con una lista di nominativi di vittime palestinesi  del terrore di Hamas a Gaza e con aperte accuse di terrorismo nei confronti di Hamas. Lista di crimini, peraltro, indirettamente confermata dal portavoce di Hamas Ihab al Ghusein che l’ha commentata sostenendo freddamente che Hamas ha voluto solo punire “una rete di spie e collaborazionisti dell’occupante sionista, creata dall’Anp” e diretta da Mohammed al Habbash, che è figlio di un ministro del governo Fayad con cui al Cairo si dovrebbe ricucire un dialogo nazionale interpalestinese.Continua a leggere