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Siamo alle solite: razzi da Gaza contro Israele

Di Emanuel Baroz | 20 settembre 2015
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Siamo alle solite: razzi da Gaza contro Israele

Lanciati razzi da Gaza, Israele fa ripartire i raid Allarme a Sderot e Ashkelon. Bombardata postazione di Hamas nella Striscia. di Maurizio Molinari Gerusalemme – Con tre raid contro basi di Hamas nel Nord della Striscia di Gaza l’esercito israeliano ha risposto, nella notte, al lancio di due razzi contro città nel Sud del Paese. Poco dopo le 22 di ieri il primo razzo è caduto a Sderot, colpendo un autobus senza causare vittime, e un’ora dopo il secondo è […]Continua a leggere

Bambino palestinese alla tv di Hamas: “Farò esplodere gli ebrei”

Di Emanuel Baroz | 19 settembre 2015
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Bambino palestinese alla tv di Hamas: “Farò esplodere gli ebrei”

Bambino parla alla tv palestinese: “Farò esplodere gli ebrei” Alcune immagini, tratte da un programma per l’infanzia della televisione di Hamas a Gaza, hanno avuto rilievo oggi in Israele anche perché includono l’impegno di un bambino di “far esplodere gli ebrei”. Intervistato da una giovane presentatrice di al-Aqsa Tv, il bambino (che indossa una sorta di divisa militare) dice che da grande vuol fare l’ingegnere ‘”così – spiega – farò esplodere gli ebrei“. La conduttrice allora lo corregge: semmai, rileva, […]Continua a leggere

I palestinesi continuano ad utilizzare cinicamente la Moschea di Al-Aqsa per la loro propaganda

Di Emanuel Baroz | 18 settembre 2015
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I palestinesi continuano ad utilizzare cinicamente la Moschea di Al-Aqsa per la loro propaganda

Il cinico abuso della moschea di Al-Aqsa Fra i massacri e le devastazioni che infuriano in Medio Oriente, i palestinesi fanno fatica a spacciare l’idea che la moschea sul Monte del Tempio sia davvero in pericolo di Reuven Berko La “questione palestinese” non è mai stata così irrilevante. In tutto il Medio Oriente, centinaia di migliaia di persone sono state uccise, a milioni sono sfollate. Moltitudini di profughi si stanno riversando fuori dal Medio Oriente e dall’Africa verso le coste europee nella speranza di andarsi a stabilire nelle enclave musulmane che sono sorte, non senza problemi, nelle principali città d’Europa. L’illusione che espedienti come il riconoscimento della bandiera palestinese alle Nazioni Unite o la marchiatura da parte dell’Unione Europea delle merci prodotte da ebrei in Cisgiordania possano portare alla creazione di un nuovo stato fallimentare e violento sulle macerie dello stato d’Israele, è stata spazzata via dalle ondate di profughi che straripano in Europa. Nel frattempo, gli altri stati arabi fasulli e artificiali si stanno sgretolando sotto gli occhi di tutti. Alla luce di questa catastrofe regionale, è andata in frantumi l’assurda idea, condivisa dagli ottusi e dagli antisemiti, che la “questione palestinese” sia alla radice di tutti i conflitti in Medio Oriente e che la sua soluzione (magari con l’eliminazione di Israele) porterebbe pace e serenità in tutta la regione. Il mondo sta assistendo a stragi, stupri sistematici, mercati di donne ridotte a schiave sessuali, distruzioni di chiese, moschee e siti archeologici perpetrati ormai da anni e su scala industriale da arabi musulmani, e capisce che quell’idea era totalmente priva di fondamento. Messa in ombra dalla catastrofe regionale, la speranza palestinese di ottenere che la comunità internazionale faccia pressione su Israele per il cosiddetto “diritto al ritorno” dei profughi (e loro discendenti) sta diventando una pia illusione. Nessuno è veramente interessato alla situazione dei profughi palestinesi (e loro discendenti) artificialmente alimentata per quasi settant’anni dall’Unrwa e dai pari suoi.Continua a leggere

Anche Reykjavik (Islanda) si iscrive al club dei boicottatori di Israele

Di Emanuel Baroz | 17 settembre 2015
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Anche Reykjavik (Islanda) si iscrive al club dei boicottatori di Israele

Reykjavik boicotta i prodotti israeliani Il consiglio comunale di Reykjavik, capitale dell’Islanda, ha votato una mozione di boicottaggio di tutti prodotti israeliani, avanzata dalla consigliera comunale Björk Vilhelmsdóttir, rappresentante socialdemocratico. Lo riferiscono i siti israeliani che citano ‘Iceland Magazine’ secondo cui la decisione del boicottaggio resterà in vigore fintanto che “continuerà l’occupazione dei Territori Palestinesi“. La mossa del comune definisce la mozione “un atto simbolico” a sostegno dello Stato palestinese e una condanna della “politica israeliana di apartheid“. Il portavoce […]Continua a leggere

“Presto l’Isis attaccherà Israele”

Di Emanuel Baroz | 17 settembre 2015
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“Presto l’Isis attaccherà Israele”

Esercito israeliano: presto lo Stato islamico cercherà di colpire lo Stato di Israele Gerusalemme – Lo Stato islamico cercherà presto di colpire Israele. Lo ha dichiarato il comandante del battaglione Sagi dell’esercito israeliano, colonnello Yehuda Hacohen, in un’intervista all’emittente delle forze armate. Secondo il militare il cui battaglione opera sul confine egiziano, il Cairo potrebbe riuscire a sconfiggere lo Stato islamico nel Sinai entro due anni, ma i terroristi cercheranno senza dubbio di colpire Israele in anticipo. Per Hacohen è “solo una questione di tempo” e finora il gruppo Ansar Beit al Maqdis, che da novembre 2014 ha giurato fedeltà al sedicente Califfato non ha compiuto attacchi proprio perché impegnato negli scontri con i militari egiziani. “La decisione di non lanciare attacchi terroristici contro Israele è razionale, infatti le forze dell’Is si stanno concentrando oggi sulla lotta contro l’Egitto e preferiscono non aprire un altro fronte e ancora di più un fronte con Israele. Sanno che il prezzo che dovrebbero pagare sarebbe pesante“, ha detto Hacohen. Tuttavia, l’ufficiale dell’esercito israeliano sostiene che la quiete al confine con l’Egitto non durerà a lungo. Hacohen ha ricordato che il sogno dell’Is è quello di lanciare un attacco Israele e “tale azione prima o poi arriverà“, sottolineando che le sue forze si stanno preparando a reagire ad un’azione che potrebbe giungere in qualsiasi momento. Secondo il comandante “a giudicare dalla ferocia degli attacchi che avvenuti nella provincia del Sinai contro le forze di sicurezza egiziane, una potenziale azione contro Israele avrà l’obiettivo di generare danni ingenti. Oggi lo Stato islamico attacca le basi egiziane cercando di uccidere il maggior numero di militari e noi ci stiamo preparando ad un’azione simile“, ha sottolineato Hacohen, ammettendo inoltre la possibilità che membri delle forze armate o civili vengano presi prigionieri.Continua a leggere