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Lettera dell’ambasciatore israeliano presso l’ONU al Consiglio di Sicurezza: “Il vostro silenzio sul terrorismo palestinese vi rende complici degli assassini”

Di Emanuel Baroz | 25 gennaio 2015
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Lettera dell’ambasciatore israeliano presso l’ONU al Consiglio di Sicurezza: “Il vostro silenzio sul terrorismo palestinese vi rende complici degli assassini”

“Il silenzio del Consiglio di Sicurezza dà luce verde ai terroristi e all’istigazione contro Israele” Lettera aperta dell’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite A sua eccellenza Cristián Barros Melet, Presidente del Consiglio di Sicurezza. «Scrivo per richiamare la vostra attenzione sull’ultimo attentato terroristico contro civili israeliani. Mercoledì mattina, dodici cittadini israeliani sono stati selvaggiamente accoltellati da un terrorista palestinese su un autobus di Tel Aviv. Il terrorista, che ha aggredito uomini e donne innocenti, era arrivato dalla città di Tulkarem, ma non era solo. Su quell’autobus insieme a lui c’erano, a guidare la sua mano assassina, anni e anni di calunnie e di istigazione all’odio contro Israele, inculcati in lui dai leader palestinesi così come dai regimi canaglia che finanziano e celebrano ogni attentato terrorista contro gli ebrei, vale a dire l’Iran e il Qatar. Poco dopo l’attentato, Hamas – un gruppo terroristico al servizio dell’Iran e socio del presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen) nel governo di unità nazionale palestinese – elogiava gli accoltellamenti e incoraggiava i palestinesi a commettere altre simili aggressioni contro i cittadini israeliani. Intanto venivano pubblicate sui siti di informazione affiliati a Hamas numerose vignette come quelle mostrate in questa pagina. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non ha ancora detto una parola sull’ondata di terrorismo contro cittadini israeliani degli ultimi mesi. Con il suo silenzio, il Consiglio di Sicurezza dà luce verde ai terroristi e ai loro sponsor, lasciando che letteralmente impuniti i loro omicidi.Continua a leggere

L’antisemitismo è una malattia sempre più contagiosa: nessuno è immune e sono sempre meno i possessori di anticorpi efficaci

Di Emanuel Baroz | 23 gennaio 2015
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L’antisemitismo è una malattia sempre più contagiosa: nessuno è immune e sono sempre meno i possessori di anticorpi efficaci

Sfogli la lista nera antisemita e scopri tanti progressisti di Giulio Meotti Ogni anno il Centro Wiesenthal, che porta il nome del cacciatore di nazisti, pubblica la top ten dell’antisemitismo nel mondo. La sfogli e ti aspetti di trovarci imam, ayatollah, satrapi islamici, tiranni arabi. E ci sono. Il loro odio per Israele e gli ebrei è ossessivo, ipnotico. Ma poi, leggendo la lista, scopri che c’è qualcosa che non va. Scopri che quest’anno, un anno in cui gli ebrei […]Continua a leggere

Nuove minacce dall’Iran contro Israele: “armeremo i palestinesi”

Di Emanuel Baroz | 22 gennaio 2015
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Nuove minacce dall’Iran contro Israele: “armeremo i palestinesi”

Allerta in Israele, l’Iran minaccia: armeremo i palestinesi Teheran, 22 Gennaio 2015 – Gli Hezbollah continuano a giurare vendetta e l’Iran minaccia di armare i palestinesi in Cisgiordania (Giudea e Samaria). È ormai allarme rosso in Israele, dove – nel giorno del nuovo attentato fai-da-te di Tel Aviv – centinaia di migliaia di abitanti dell’alta Galilea hanno avuto ordine di restare vicini ai rifugi mentre l’esercito israeliano ha elevato al massimo lo stato di allerta al confine del Libano nel timore di attacchi o infiltrazioni. Misure straordinarie – accompagnate dalla dislocazione di batterie di anti-aerea e dalla chiusura ai civili della zona a ridosso del confine – legate al timore di una risposta delle milizie sciite libanesi filo-iraniane al raid di tre giorni fa nel Golan siriano in cui sono rimasti uccisi un generale iraniano dei Pasdaran, un comandante di Hezbollah e altri dieci combattenti che erano con loro. Hezbollah e l’Iran hanno subito minacciato ritorsioni, mentre Israele continua secondo costume a mantenere un ostinato riserbo su quell’episodio: senza confermare la propria responsabilità e senza neppure smentirla. «Per quel che ne so – ha detto oggi con sarcasmo il titolare degli esteri Avigdor Lieberman – l’esercito israeliano non c’entra. Il raid sara’ stato magari opera dell’ esercito del Lussemburgo, o del Liechtenstein». Ma da Teheran il ministro della Difesa iraniano, Hossein Dehqan, non ha mostrato alcuna intenzione di scherzare: «i sionisti riceveranno una risposta schiacciante a suo tempo e luogo», ha replicato a muso duro citato dall’agenzia Fars, avvertendo inoltre che «armare la resistenza palestinese in Cisgiordania è una priorità della politica della Repubblica islamica, la quale »userà ogni mezzo e ogni capacità per questo fine».Continua a leggere

Terrore a Tel Aviv: palestinese accoltella 13 persone su un bus di pendolari. Hamas: “Atto eroico”.

Di Emanuel Baroz | 21 gennaio 2015
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Terrore a Tel Aviv: palestinese accoltella 13 persone su un bus di pendolari. Hamas: “Atto eroico”.

Tel Aviv, terrore sul bus dei pendolari: palestinese accoltella 13 persone Attacco nell’ora di punta in un autobus di pendolari. L’aggressore, 23 anni, ferito a una gamba e arrestato Tel Aviv, 21 Gennaio 2015 – Ancora terrore a Tel Aviv per i cittadini israeliani: almeno tredici persone sono state ferite a pugnalate questa mattina da «un terrorista palestinese» su un autobus della linea 40 nel centro di Tel Aviv. La notizia è stata resa nota dal portavoce della polizia israeliana, […]Continua a leggere

Gerusalemme Est: data alle fiamme auto del professore palestinese che aveva portato i propri alunni ad Auschwitz

Di Emanuel Baroz | 20 gennaio 2015
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Gerusalemme Est: data alle fiamme auto del professore palestinese che aveva portato i propri alunni ad Auschwitz

Bruciata l’auto di un professore palestinese Era stato denunciato per aver portato i suoi studenti ad Auschwitz. di Giulia Aubry È uscito di casa e ha trovato la sua macchina incendiata. Così ha immediatamente pubblicato la foto su Facebook scrivendo: «L’altra notte, la mia auto è stata data alle fiamme. E tutto quello che ho da dire è: l’Islam è la mia religione, e la moderazione sono la mia dottrina e il mio stile di vita». Così ha risposto, a chi presumibilmente ha voluto lanciargli un avvertimento, Mohammed Dajani, palestinese, già professore di Studi americani presso l’università di Al-Quds e fondatore di Wasatia, un movimento politico-sociale che difende i concetti di moderazione, pluralismo, democrazia e giustizia così come vengono enunciati nel Corano. Dajani è diventato popolare anche al di fuori dei confini di Israele quando, nel marzo dello scorso anno, ha condotto un gruppo di 30 studenti palestinesi – primo caso nella storia – ad Auschwitz-Birkenau. La visita è stata raccontata solo a posteriori per motivi di sicurezza e rientrava in un più ampio progetto che vede coinvolte l’università palestinese (con sedi a Gerusalemme, Abu Dis, e al-Bireh) di Al-Quds, l’università tedesca Friedrich Schiller e l’università israeliana Ben Gurion e che ha come scopo quelle di far conoscere agli studenti di ciascun paese le sofferenze degli altri due. Pochi giorni prima della visita al campo di concentramento di Auschwitz un gruppo di ragazzi israeliani aveva visitato il campo di rifugiati di Dheisheh, a sud di Betlemme, dove vivono i palestinesi allontanati dalle loro case nel 1948 a seguito della nascita dello Stato di Israele, comunemente conosciuta in Palestina come la Nakba (“la catastrofe”). Ma mentre le visite di studenti israeliani nei campi palestinesi, anche per questioni di prossimità territoriale, sono consuete, la visita dei giovani palestinesi ai campi di concentramento nazisti non aveva precedenti ed è nata dall’espressa volontà del prof. Dajani che, a seguito di un suo viaggio in Polonia nel 2011, aveva già pubblicato un testo dal titolo “Perché i Palestinesi dovrebbero studiare l’Olocausto”.Continua a leggere