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Antisemitismo a Torino: vandalizzate pietre d’inciampo
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Londra, attacco antisemita: accoltellate due persone nel quartiere ebraico
Parlamento europeo: 52 deputati candidano blogger antisemita al Premio Sacharov 2014
L’eroe della lista Tsipras è un blogger arabo che incita a uccidere ebrei L’ultima trovata dell’eurosinistra: candidare al premio Sakharov Alaa Abdel Fattah, egiziano noto per gli appelli all’odio verso Israele. di Noam Benjamin Da due settimane è tornato in libertà su cauzione. Un domani potrebbe aspirare al Premio Sacharov per la libertà di pensiero: riconoscimento del Parlamento europeo per i difensori dei diritti umani e delle libertà individuali. È Alaa Abd El-Fattah, blogger 33enne egiziano noto nel suo Paese per aver sviluppato una piattaforma digitale libera dalle censure laiche, islamiche o militari. Entrato e uscito dal carcere più volte dal 2006, in Egitto Fattah è diventato un simbolo delle proteste contro il regime dell’ex faraone Hosni Mubarak ed è considerato un precursore della primavera araba. Peccato però che il suo nome sia anche associato a bellicose dichiarazioni di odio verso Israele e i suoi abitanti, che il blogger invita a uccidere senza tanti complimenti. La sua candidatura al premio intitolato al dissidente sovietico Andrej Sacharov arriva dall’ala sinistra dell’Europarlamento. Sono stati i 52 deputati di Sinistra unitaria europea/ Sinistra verde nordica (Gue/Ngl) a sostenere il nome Fattah assieme a quello di due rapper arabi: Mouad Belghouate (meglio noto come El Haqed) e Ala Yaacoubi (Weld El 15), condannati a una serie di pene detentive nei rispettivi Paesi di origine per aver espresso le proprie opinioni. Il gruppo Gue/Ngle comprende fra gli altri i tedeschi della Linke, i francesi del Front de gauche, e gli italiani di «L’altra Europa con Tsipras», al secolo Barbara Spinelli, Curzio Maltese ed Eleonora Forenza. Tre deputati che hanno fatto parlare di sé per avere, la prima, promesso di candidarsi solo per aiutare il partito, salvo mantenere a sorpresa il seggio a Strasburgo; il secondo per non aver rinunciato allo stipendio di Repubblica ; la terza per aver introdotto a Regina Coeli un collaboratore colto a spacciare marijuana al leader antagonista detenuto Nunzio d’Erme. «Il Parlamento deve riconoscere le voci della primavera araba»: così il gruppo politico ha motivato la triplice candidatura.Continua a leggere
Antisemitismo sul web: un tweet di auguri ai propri tifosi di religione ebraica scatena gli insulti dei followers del Liverpool
«Buone feste a tutti i nostri tifosi ebrei». Insulti antisemiti, autogol del Liverpool di Francesco Battistini Che siano neri o ebrei, poco importa: loro non cinguettano, gracchiano. Dopo il caso Balotelli della scorsa settimana, e i tweet che gli davano della «scimmia» perché s’era permesso di sfottere bonariamente i rivali del Manchester, i corvi del social network sono tornati a bombardare il Liverpool Football Club. Venerdì scorso, capodanno ebraico, è bastato un normale gesto di cortesia della società — augurare […]Continua a leggere
ANP ammette: “Lavoratori palestinesi trattati meglio dagli israeliani che dai propri fratelli”
Lavoratori palestinesi in Cisgiordania: “Meglio lavorare per gli israeliani” Pochi soldi e nessun diritto sotto datori di lavoro palestinesi, dice un reportage del quotidiano ufficiale dell’Autorità Palestinese Il quotidiano ufficiale dell’Autorità Nazionale Palestinese Al-Hayat Al-Jadida elogia le condizioni di lavoro dei palestinesi impiegati da israeliani negli insediamenti in Cisgiordania, denunciando al contempo i bassi salari e la mancanza di diritti dei palestinesi alle dipendenze di altri palestinesi. In un articolo pubblicato lo scorso 21 settembre (tradotto in inglese da Palestinian Media Watch), Al-Hayat Al-Jadida scrive: “Ogni volta che i lavoratori palestinesi hanno l’opportunità di lavorare per datori di lavoro israeliani sono pronti a lasciare il loro lavoro sotto datori di lavoro palestinesi per motivi che hanno a che vedere con stipendio e altri diritti”. Il giornale ha intervistato un gruppo di lavoratori palestinesi per la stesura del reportage e ha scoperto che quelli con datori di lavoro israeliani guadagnato molto di più di quelli che lavorano per altri palestinesi. Tutti i palestinesi impiegati da palestinesi hanno detto di non avere assicurazione medica, che per la legge palestinese non è obbligatoria, e che non ricevono nessun rimborso per i trasporti. Al contrario, specifica il quotidiano palestinese, i datori di lavoro israeliani sono soliti coprire le spese di trasporto dei lavoratori da e per il luogo di lavoro.Continua a leggere
Hamas, ISIS e il Diritto Internazionale a targhe alterne
Se il diritto internazionale viene applicato a corrente alternata Quando Israele attaccava i terroristi a Gaza veniva condannato dagli stessi paesi arabi che ora sostengono l’attacco Usa contro i terroristi in Siria di Alan Dershowitz L’attacco aereo da parte di forze americane e arabe contro l’ISIS e altri obiettivi terroristici equivale agli attacchi aerei israeliani contro obiettivi terroristici di Hamas nella striscia di Gaza. Stando alle parole del generale a riposo Wesley Clark, gli attacchi aerei degli Stati Uniti mirano a “degradare e distruggere” le strutture dei gruppi terroristici, tra cui la rete elettrica, le loro fonti di finanziamento e altri obiettivi a doppio uso militare e civile. Quando Israele ha attaccato obiettivi militari di Hamas, compresi alcuni a doppio uso militare e civile, è stato condannato da quegli stessi paesi arabi che ora partecipano e/o sostengono l’attacco congiunto in Siria di Stati Uniti e stati arabi. La differenza, naturalmente, è che la minaccia rappresentata dall’ISIS non è così incombente e immediata per gli Stati Uniti, i loro alleati occidentali e probabilmente neanche per i loro alleati mediorientali di quanto non fossero incombenti e immediate le minacce poste da Hamas per Israele. Tra le nazioni più ipocrite che partecipano all’attacco condotto dagli Stati Uniti spicca naturalmente il Qatar, che non solo ha condannato Israele per aver difeso i propri civili contro i razzi e i tunnel delle infiltrazione terroristiche di Hamas, ma ha anche concretamente sostenuto e finanziato gli attacchi di Hamas e ha offerto asilo ai capi terroristi di Hamas che quegli attacchi ordinavano. Certo l’ipocrisia non è una novità, quando si tratta della doppia morale applicata dalla comunità internazionale nei confronti di Israele. Gli Stati Uniti e i loro partner arabi hanno il diritto di intraprendere un’azione preventiva contro i gruppi terroristici senza dover temere condanne alle Nazioni Unite, “rapporti Goldstone” o la minaccia di vedere i propri leader trascinati davanti alla Corte Penale Internazionale. Invece qualunque cosa faccia Israele, indipendentemente da quanto si preoccupi di ridurre al minimo possibile le vittime civili, diventa motivo di isteriche condanne internazionali.Continua a leggere
Gerusalemme conferma: abbattuto jet siriano sconfinato sul Golan
Abbattuto jet siriano sconfinato sul Golan Il caos che imperversa in Siria impone tolleranza zero nella difesa delle frontiere d’Israele Le Forze di Difesa israeliane hanno confermato martedì mattina che un jet da combattimento siriano è stato abbattuto da un missile Patriot israeliano dopo che era sconfinato sulle alture del Golan. E’ la prima volta in oltre 30 anni che un jet siriano penetra nello spazio aereo d’Israele, probabilmente mentre manovrava per attaccare postazioni dei ribelli nella zona di Quneitra catturata il mese scorso da jihadisti affiliati ad al-Qaeda. “Alle 8.57 – si legge in un comunicato del portavoce militare – un jet da combattimento Sukhoi 24 è penetrato per 800 metri in territorio israeliano ed è stata presa la decisione di abbatterlo. Dal momento in cui è stata presa la decisione al momento dell’impatto sono trascorsi un minuto e 20 secondi. Il missile ha centrato il bersaglio. A quanto ci risulta, l’equipaggio siriano si è espulso e paracadutato con successo. Abbiamo identificato il jet siriano ad un’altezza di 10-14.000 piedi, che è considerata idonea per un attacco. Un jet da combattimento può raggiungere il Mare di Galilea in meno di un minuto e qualunque altra parte del paese nell’arco di cinque minuti”. Fonti militari siriane hanno reagito sostenendo che l’incidente dimostra che Israele “sostiene l’ISIS e il Fonte Nusra”.Continua a leggere
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