Ultimi Articoli

Gaza: ma quale embargo?

Di Emanuel Baroz | 22 febbraio 2014
1 commento
Gaza: ma quale embargo?

Gaza: ma quale embargo? Gerusalemme, 22 Febbraio 2014 – Mentre il mondo continua ad indicare lo Stato di Israele come maggior responsabile della situazione della popolazione nella Striscia di Gaza, dimenticando che la stessa è controllata da Hamas da anni ormai e che in realtà ci sarebbe sempre il confine con l’Egitto, accusando lo stato ebraico di rinchiudere i palestinesi all’interno della Striscia, tramite il consueto rapporto settimanale effettuato dal COGAT (Coordination of Government Activies in the Territories) veniamo a […]Continua a leggere

Boicottaggio contro Israele: una nuova forma di antisemitismo.

Di Emanuel Baroz | 21 febbraio 2014
10 commenti
Boicottaggio contro Israele: una nuova forma di antisemitismo.

“Una volta si boicottavano i negozi ebraici, ora lo stato ebraico” Si celebrano gli ebrei morti e si discriminano quelli vivi. I casi Deutsche Bank, Danske, Nordea e Pggm Banche e fondi pensione, ecco come l’Europa sta isolando Israele di Giulio Meotti Una settimana fa il ministro israeliano dell’Economia, Naftali Bennett, aveva abbandonato l’Aula della Knesset dopo l’attacco portato allo stato ebraico dal presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz. Un compagno di partito di Bennett, il ministro Uri Orbach, ha detto di trovare insopportabile “sentire menzogne alla Knesset, e per giunta in lingua tedesca”. Si alza rapidamente la posta in gioco del boicottaggio economico a Israele, dopo che Deutsche Bank, la più grande banca tedesca, ha incluso la Hapoalim Bank israeliana in una lista di compagnie riguardo le quali gli investimenti sollevano “questioni etiche”. Deutsche Bank non è un caso isolato. Numerose banche d’affari europee e istituti finanziari stanno voltando le spalle agli israeliani, lanciando una moratoria dei loro istituti di credito. Anche la più grande banca danese, la Danske Bank, ha posto la Hapoalim nella sua black list. Poi è arrivata la banca svedese Nordea, che ha messo sotto scrutinio le israeliane Leumi e Mizrahi-Tehafot per la loro presenza nei Territori. Il più grande fondo pensione olandese, Pggm, ha ritirato gli investimenti da cinque istituti finanziari dello stato ebraico. Pggm ha venduto titoli di Bank Hapoalim, Bank Leumi, Bank Mizrahi-Tefahot, First International Bank of Israel e Israel Discount Bank perché hanno filiali in Cisgiordania (Giudea e Samaria per Israele) e perché coinvolte nel finanziamento della costruzione degli insediamenti. Pggm ha 150 miliardi di euro in portafoglio. Dall’Inghilterra l’agenzia UK Trade and Investment ha “scoraggiato” le compagnie inglesi dal fare affari con aziende israeliane coinvolte in insediamenti.Continua a leggere

Libano: attentato contro centro iraniano in zona controllata da Hezbollah. Teheran accusa Israele

Di Emanuel Baroz | 20 febbraio 2014
0 commenti
Libano: attentato contro centro iraniano in zona controllata da Hezbollah. Teheran accusa Israele

Libano, kamikaze colpiscono Iran che però accusa Israele Beirut, 19 Febbraio 2014 – Doppio attentato kamikaze a Beirut davanti a un centro culturale iraniano. 4 morti, 100 feriti il bilancio dell’attacco in una zona controllata da Hezbollah, il partito di dio libanese. L’attentato è stato rivendicato invece dal gruppo qaedista delle Brigate Abdullah Azzam, che a novembre, sempre a Beirut, avevano fatto 23 morti. Il Libano è sempre più terreno di scontro fra i sostenitori di Teheran e delle milizie […]Continua a leggere

Milano, bufera in consiglio provinciale: “Per l’Olocausto si sprecano fiato, soldi e iniziative” dichiara la consigliera di FdI (Fratelli d’Italia)

Di Emanuel Baroz | 20 febbraio 2014
6 commenti
Milano, bufera in consiglio provinciale: “Per l’Olocausto si sprecano fiato, soldi e iniziative” dichiara la consigliera di FdI (Fratelli d’Italia)

Milano, la consigliera di FdI: “Per l’Olocausto si sprecano fiato, soldi e iniziative” Bufera in consiglio provinciale per l’intervento di Roberta Capotosti (Fratelli d’Italia): “Per le foibe non è stato speso un euro”. Al centrosinistra che la attacca il suo capogruppo replica: “Una sceneggiata” Bagarre al consiglio provinciale di Milano per le parole di una consigliera di Fratelli d’Italia, Roberta Capotosti, che lamentandosi che per iniziative sulle foibe (per cui poche settimane fa era scoppiata un’altra polemica a seguito di un vergonoso tweet di Lorenzo Cribio, consigliere municipale del capoluogo milanese, in quota Pisapia) non è stato speso “un euro o un’ora di tempo” ha aggiunto: “Per gli ebrei e per l’Olocausto si sprecano iniziative, fiato e soldi da tempo“. Questa frase ha portato all’uscita dall’aula dei consiglieri di centrosinistra e alla sospensione della seduta. Secondo la consigliera PD Diana De Marchi si tratta di parole “inaccettabili e provocatorie”. Dichiarazioni “gravissime e irresponsabili” secondo il capogruppo della lista Un’altra Provincia, Massimo Gatti. Capotosti era candidata per Fratelli d’Italia alle ultime elezioni regionali in Lombardia, peraltro, e sui manifesti elettorali sfoggiò al collo una croce celtica. “L’errore più grande – ha commentato il capogruppo dei democratici Bruno Ceccarelli – è pretendere il ricordo di una tragedia sminuendone un’altra“. E’ “proprio perché sono ancora troppe le persone che ritengono sprecato il tempo per ricordare la Shoah, che oggi dobbiamo continuare a ricordarla“. A difendere la consigliera di Fratelli d’Italia è stato il capogruppo del suo partito, Massimo Turci, che ha bollato quella del centrosinistra come una “sceneggiata”.Continua a leggere

Attentato di Taba (Egitto): l’obiettivo era Israele

Di Emanuel Baroz | 19 febbraio 2014
2 commenti
Attentato di Taba (Egitto): l’obiettivo era Israele

Attentato Egitto, il retroscena: Israele nel mirino Il pullman di pellegrini saltato in aria nel Sinai certifica non solo l’insicurezza in Egitto ma alimenta anche i timori (giustificati) israeliani di Luciano Tirinnanzi Il Cairo, 18 Febbraio 2014 – Emergono nuovi fatti – se possibile ancor più inquietanti – legati all’attentato del 16 febbraio nel Sinai, in Egitto, che è costato la vita a tre turisti sudcoreani e al loro autista egiziano (e nel quale sono rimaste ferite anche altre 14 persone). Che sia stato un kamikaze a farsi esplodere sul pullman nell’area di Taba, al confine con Israele, è ormai un fatto acclarato: il gesto, infatti, è stato rivendicato dal gruppo jihadista Ansar al-Bayt Maqdis, che non è nuovo ad attentati – anche eclatanti – sia contro le forze di sicurezza egiziane che pattugliano l’area del Sinai sia contro obiettivi israeliani. Motivo per cui il gruppo terroristico è descritto a ragione come il maggiore nella regione. Uno tra i principali elementi al vaglio degli investigatori è ovviamente la dinamica dell’attentato. La versione ufficiale racconta al momento che il terrorista è salito a bordo del mezzo durante uno stop lungo la strada, quando gli altri passeggeri erano scesi a terra per prendere i bagagli o una boccata d’aria. Quindi, l’uomo ha tolto l’innesco all’ordigno che aveva con sé e, saliti tre gradini del pullman, si è fatto esplodere. Fonti israeliane ben informate affermano però che il vero obiettivo stavolta non fossero né il Sinai né l’Egitto e che, dunque, dietro all’attentato non ci sarebbe propriamente una ritorsione contro il regime militare di Al Sisi né una dimostrazione di forza in solidarietà con il deposto presidente Mohammed Morsi (al Cairo, domenica 16 si è aperto uno dei processi in cui il leader dei Fratelli Musulmani è accusato di spionaggio e cospirazione finalizzati al terrorismo).Continua a leggere