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Intrafada a Gaza: Hamas arresta decine di uomini di Fatah

Di Emanuel Baroz | 9 marzo 2014
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Intrafada a Gaza: Hamas arresta decine di uomini di Fatah

Gaza: Hamas arresta decine di al-Fatah Nella Striscia di Gaza durante comizio a Khan Younis Gaza, 8 Marzo 2014 – Decine di membri del movimento Fatah del presidente palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas) (il cui mandato è scaduto da anni senza che siano state indette nuove elezioni…), sono stati arrestati dalla polizia di Hamas durante un comizio a Khan Younis nella Striscia di Gaza. “I poliziotti di Hamas sono intervenuti durante una cerimonia in onore dei martiri (così vengono chiamati […]Continua a leggere

Abu Mazen ribadisce per l’ennesima volta il suo NO al riconoscimento di Israele come stato ebraico

Di Emanuel Baroz | 8 marzo 2014
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Abu Mazen ribadisce per l’ennesima volta il suo NO al riconoscimento di Israele come stato ebraico

Ricordiamo che questo sarebbe per molti l’interlocutore con cui lo Stato di Israele dovrebbe parlare per arrivare a stipulare un accordo di pace duraturo… M.O.: Abu Mazen, non riconosceremo Israele come Stato ebraico Ramallah, 7 Marzo 2014 – Il presidente dell’Autorita’ nazionale palestinese (Anp) Abu Mazen (Mahmoud Abbas) ha dichiarato che non riconoscera’ ”in alcun modo” Israele come uno Stato ebraico. Lo ha chiarito lui stesso citato dall’agenzia di stampa Wafa, alla quale ha anche spiegato che non sara’ possibile […]Continua a leggere

In Francia, dove “è meglio non dire di essere ebrei”

Di Emanuel Baroz | 7 marzo 2014
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In Francia, dove “è meglio non dire di essere ebrei”

In Francia, gli ebrei sono i nuovi nazisti di Giulio Meotti Il 21 febbraio 1944 i nazisti giustiziarono un gruppo di partigiani della Resistanza noto come “Manouchian”, composto in gran parte da ebrei (in realtà erano 9 su 27). Accadeva settant’anni fa, quando quegli ebrei vennero tacciati dai nazisti di essere dei “terroristi”. Nei giorni scorsi lo storico francese Benoît Rayski è andato a parlare di questi eroi alla scuola superiore di Mantes-la-Jolie. Prima di entrare in classe, l’insegnante gli […]Continua a leggere

Roma, minacce a Riccardo Pacifici in aula durante il processo a Militia: “Attento, ci vediamo presto”

Di Emanuel Baroz | 6 marzo 2014
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Roma, minacce a Riccardo Pacifici in aula durante il processo a Militia: “Attento, ci vediamo presto”

Spunta una quarta testa di maiale Militia, minacce a Pacifici in aula «Attento, ci vediamo presto» Sfiorato lo scontro fisico durante il processo a 7 esponenti di estrema destra Roma, 5 Marzo 2014 – La procura di Roma apre un nuovo filone di inchiesta in merito allo scontro verbale tra il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, ed un militante di Militia, Stefano Schiavulli. L’alterco avviene durante l’udienza del processo in cui quest’ultimo è imputato con altri sei esponenti dell’organizzazione di estrema destra per le reiterate minacce proprio nei confronti della Comunità Ebraica capitolina, che si costituisce parte civile. Solo l’intervento degli uomini di scorta di Pacifici e dei carabinieri nell’aula impedisce uno scontro fisico. Nel processo i militanti di Militia sono accusati anche di apologia del fascismo e di avere violato la legge Mancino. Il fascicolo, affidato al pm Luca Tescaroli, è aperto sulla base di una relazione di servizio dei carabinieri del Nucleo tribunali di Roma, che hanno assistito al battibecco. Per Schiavulli si profila ora una nuova iscrizione nel registro degli indagati per minacce. «Al termine della deposizione di Pacifici – dice la relazione dei militari – Schiavulli ha detto più volte ad alta voce: “Ci vediamo presto”, rivolgendosi proprio a Pacifici che replica «visibilmente alterato – precisano i carabinieri – “Mi stai minacciando?”». In risposta Schiavulli ribatte: «Lo vedrai, ci vediamo presto, lo vedrai…». «Non mi metti paura», lo sfida Pacifici. «Neanche tu», taglia corto Schiavulli. Durante la deposizione Pacifici, che vive da 7 anni sotto scorta dopo essere stato minacciato di morte, racconta al giudice che un mese fa è stata ritrovata davanti alla sua abitazione a Monteverde in una scatola una testa di maiale, simile alle tre recapitate il 25 gennaio scorso alla Sinagoga, all’ambasciata di Israele ai Parioli e al Museo di Roma in piazza Sant’Egidio. «Certa gente non ha il pudore di stare in silenzio neanche in un’aula di tribunale – commenta Pacifici – sfidando così non me, ma le istituzioni». Poi si dice particolarmente preoccupato «per i consensi che l’estrema destra ottiene in mezza Europa sostenendo ancora la xenofobia, il nazismo e il razzismo».Continua a leggere

Marina israeliana intercetta nave iraniana carica di armi per Hamas

Di Emanuel Baroz | 5 marzo 2014
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Marina israeliana intercetta nave iraniana carica di armi per Hamas

Israele blocca nave da Iran con armi per Gaza Hamas minimizza: un pretesto per continuare il blocco Gerusalemme, 5 Marzo 2014 – La marina israeliana ha fermato nel Mar rosso una nave partita dall’Iran con armi destinate ad Hamas a Gaza. Lo ha reso noto la tv israeliana. Il premier Netanyahu si è congratulato con il capo del Mossad Tamir Pardo, con i servizi di intelligence e con le forze armate di Israele per l’operazione svolta ”in maniera perfetta”. Ha poi rilevato: ”Mentre l’Iran è impegnato in colloqui con le potenze, lancia sorrisi e diffonde parole di distensione, lo stesso Iran invia armi micidiali ad organizzazioni terroristiche… e fa ciò mediante un vasto sistema di operazioni segrete”. ”Questa – ha detto ancora Netanyahu, che ha seguito l’operazione dagli Stati Uniti – è il vero Iran. Occorre impedire che quel Paese si doti di armi nucleari”. La nave Klos-C intercettata oggi nel mar Rosso dalla marina militare israeliana mentre trasportava un carico di armi conteneva decine di missili M-302 con i quali da Gaza si sarebbe potuto colpire gran parte del territorio di Israele (Gerusalemme e Tel Aviv incluse) dove risiedono milioni di persone. Lo sostiene il portavoce militare israeliano. Il tragitto del carico, afferma Israele, è iniziato mesi fa in Siria. I missili sono stati allora trasportati in volo da Damasco verso Teheran e in seguito caricati sulla nave Klos-C, che batte bandiera panamense, nel porto di Bandar Abbas. Da là la nave ha toccato il porto iracheno di Umm Qasr, dove ha prelevato un carico di cemento ”nel tentativo – secondo Israele – di mimetizzare” il carattere del trasporto. La Klos-C si è quindi diretta verso Port Sudan da dove i missili – secondo Israele – dovevano essere trasferiti nel Sinai e da là a Gaza. La intercettazione della nave è stata condotta – sotto la supervisione in tempo reale del ministro della difesa Moshe Yaalon e del Capo di stato maggiore generale Beny Gantz – di fronte alla costa del Sudan dalla unità di elite della marina militare israeliana Shayetet-13, a oltre 1500 chilometri dal territorio israeliano. Il ministero degli esteri israeliano invierà una nota di formale protesta al Consiglio di Sicurezza dell’Onu contro l’Iran. Teheran – ha sostenuto in una nota il ministero – sta violando la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1747 e 1929, che proibisce l’esportazione di ogni arma. Il contrabbando di armi verso la Striscia di Gaza è una una violazione delle Risoluzioni 1373 e 1860”.Continua a leggere