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Abu Mazen: “Non un solo israeliano nel futuro stato palestinese”

Di Emanuel Baroz | 1 agosto 2013
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Abu Mazen: “Non un solo israeliano nel futuro stato palestinese”

Abu Mazen: “Non un solo israeliano nel futuro stato palestinese” Alla vigilia della ripresa a Washington dei colloqui di pace, dopo quasi tre anni di stallo, il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha esposto lunedì la sua visione sullo status finale dei rapporti israelo-palestinesi affermando che nessun civile o militare israeliano (e ancor meno ebreo, visti i precedenti) potrà rimanere nel territorio del futuro stato palestinese e che i palestinesi reputano illegali tutte le attività edilizie ebraiche in tutti gli insediamenti nelle terre al di là della linea del ’67 (Gerusalemme compresa). “Nella soluzione definitiva – ha detto Abu Mazen parlando ai giornalisti durante la sua recente visita al Cairo – non si dovrà vedere un solo israeliano, civile o militare, nelle nostre terre”. Abu Mazen ha lasciato intendere una possibile apertura soltanto sull’ipotesi di una “presenza multinazionale” come quelle di stanza nel Sinai e nel Libano meridionale. Israele ha più volte dichiarato che punta a mantenere una presenza militare al confine con la Giordania per evitare sorprese da est e prevenire un eventuale afflusso di uomini e armamenti in Cisgiordania. Il presidente dell’Autorità Palestinese, che si trovava al Cairo per la sua prima visita in Egitto dopo la destituzione di Mohammed Morsi, ha incontrato lunedì il presidente ad interim egiziano Adli Mansour come manifestazione di sostegno al governo egiziano nominato dai militari. L’incontro fra i due ha avuto luogo mentre le autorità egiziane stanno indagando sul ruolo avuto da Hamas, la fazione palestinese rivale a quella di Abu Mazen, nella sanguinosa evasione nel 2011 di Morsi e altri membri della Fratellanza Musulmana dal carcere in cui erano stati rinchiusi dal regime di Hosni Mubarak. Per quasi tre anni i rappresentanti palestinesi hanno bloccato la ripresa dei colloqui con Israele ponendo una serie di pre-condizioni come: la scarcerazione di detenuti palestinesi e arabo-israeliani condannati prima degli Accordi di Oslo per reati contro la sicurezza, il congelamento completo delle attività edilizie ebraiche al di là della ex linea armistiziale del 1949-67, il riconoscimento da parte di Israele della ex linea armistiziale del 1949-67 come base dei futuri confini. Domenica scorsa il governo israeliano ha approvato la scarcerazione graduale, a colloqui iniziati, di 104 detenuti arabi.Continua a leggere

Di Stefano (M5S) ne spara un’altra delle sue: “Eventuali violazioni di Israele ledono all’immagine della comunità ebraica”

Di Emanuel Baroz | 31 luglio 2013
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Di Stefano (M5S) ne spara un’altra delle sue: “Eventuali violazioni di Israele ledono all’immagine della comunità ebraica”

Di Stefano (M5S) ne spara un’altra delle sue: “Eventuali violazioni di Israele ledono all’immagine della comunità ebraica” Roma, 30 Luglio 2013 – Evidentemente è più forte di lui: il deputato Manlio di Stefano non riesce proprio ad assumere una posizione obiettiva ed imparziale quando parla di Israele e di ebrei. Ne è l’ennesima dimostrazione quanto dichiarato durante la conferenza stampa tenutasi alla Camera dei deputati per rendere conto del viaggio svolto nei giorni scorsi da alcuni eletti del Movimento Cinque […]Continua a leggere

Pace. Ma con chi?!

Di Emanuel Baroz | 31 luglio 2013
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Pace. Ma con chi?!

Pace. Ma con chi?! Ramallah, 29 Luglio 2013 – Dopo Hamas, anche il FPLP (Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina), una delle storiche fazioni che insieme a Fatah compongono l’Olp, ha respinto i nuovi colloqui di pace con Israele, a poche ore dalla loro ripresa, a Washington lunedì sera, dopo uno stallo di tre anni. (Ricordiamo inoltre le proteste a Ramallah di qualche giorno fa contro la ripresa dei negoziati di pace, oltre alle ultime dichiarazioni di Abu Mazen). […]Continua a leggere

E li chiamano interlocutori per la pace…

Di Emanuel Baroz | 30 luglio 2013
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E li chiamano interlocutori per la pace…

Dal Giordano al mare Quella è in alto è la “copertina” che introduce alla home page su Facebook del negoziatore palestinese che domani sera (martedì sera) discuterà di “pace” a Washington con l’omologo di Gerusalemme. Si nota purtroppo un particolare aberrante: lo stato israeliano non esiste più. E’ tutto coperto da un neonato stato palestinese, come suggerisce anche la scritta in arabo (“filastin”, dai filistei, gli acerrimi nemici degli ebrei che popolavano questa terra ai tempi dei romani, dai quali furono deportati, prima che Galilea, Giudea e Samaria fossero appunto ribattezzate “Palestina” in spregio ai suoi abitanti nativi). Cosa c’è di peggio? liberare 102 criminali che hanno ucciso, brutalizzato, violentato e ferito centinaia di persone innocenti? O stringere la mano ad un soggetto che manifesta la volontà di distruggere un’intera nazione? Cosa direbbe il mondo se il negoziatore israeliano addobbasse la home page del suo profilo Facebook con una dichiarazione con cui si intende prendere possesso del West Bank? Sulla pagina di Mohammad Shtayyeh, che rappresenta i palestinesi, si legge «Pretendiamo di negoziare per la pace, ma solo come mezzo per raggiungere un fine: la distruzione di Israele, e la creazione al suo posto di uno stato palestinese sull’intero territorio».Continua a leggere

Roma: striscioni di auguri e svastiche su sedi Anpi e Pd per i 100 anni del boia nazista Erich Priebke

Di Emanuel Baroz | 29 luglio 2013
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Roma: striscioni di auguri e svastiche su sedi Anpi e Pd per i 100 anni del boia nazista Erich Priebke

Roma: striscioni di auguri e svastiche su sedi Anpi e Pd per i 100 anni del boia nazista Erich Priebke Roma, 29 Luglio 2013 – «Niemals aufgben!». Non mollare mai. Erich Priebke, il «boia delle Fosse Ardeatine», chiude così la lettera di presentazione pubblicata sul suo sito. E i fan del gerarca nazista, condannato all’ergastolo per la fucilazione di 335 persone il 24 marzo 1944, non hanno mollato. Tappezzando Roma di svastiche, scritte spray e striscioni per i 100 anni del capitano delle SS, “regolarmente” festeggiato nell’abitazione di via Boccea dove sconta i domiciliari. In città sono comparsi due striscioni, a firma della Comunità Militante Triburtina. Il primo in via Boccea, a un passo dall’abitazione di Priebke: «Dio stramaledica i tuoi accusatori… Buon compleanno capitano Priebke». Il secondo in Piazza Augusto Imperatore: «Pacifici, arrivaci tu a 100 anni». Un’aggressione diretta a Riccardo Pacifici, il leader della Comunità ebraica romana che aveva invitato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il sindaco capitolino Ignazio Marino a sorvegliare su celebrazioni pubbliche del centenario di un criminale di guerra che è fuggito tra Ande ed Europa prima di insediarsi a Roma. Altri si sono “limitati” a svastiche su mura e serrande: un “Priebke eroe”, senza firma, è comparso sulla sede del Pd di piazza Verbano. E una seconda svastica si è materializzata sulla sede dell’Anpi, l’associazione nazionale dei partigiani. Che sottolinea di non essere «intimidita», liquidando il blitz a base di bombolette spray dei neofascisti: «Sono il solito vile atto di chi ancora non cede di fronte all’unica e sacrosanta verità della storia: il nazismo e il fascismo furono esclusivamente regimi sanguinari che hanno portato l’orrore della guerra e dell’odio razziale in tutta europa e oltre». Scritte che risultano «vergognose e inaccettabili» anche per l’ex primo cittadino Gianno Alemanno. Che invita il Campidoglio a intervenire per una immediata rimozione.Continua a leggere