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Roma: corteo di neofascisti sfila per la città. E le istituzioni tacciono…

Di Emanuel Baroz | 10 novembre 2012
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Roma: corteo di neofascisti sfila per la città. E le istituzioni tacciono…

Roma: corteo di neofascisti sfila per la città. E le istituzioni tacciono… Roma, 10 Novembre 2012 -La vergogna si è compiuta: nel silenzio generale delle istituzioni cittadine  (Sindaco, Prefetto, Questore) e nazionali (Governo, Ministero degli Interni), dietro uno striscione dalla scritta ‘Euroribellione’, tra qualche saluto romano e pugno chiuso alzato con la mano destra alla maniera dei militanti dell’estrema destra russa, ha sfilato a Roma il corteo del Movimento Sociale per l’Europa (Mse), neonata formazione neofascista che vuole riunire i […]Continua a leggere

Le mirabili comparse di Pallywood

Di Emanuel Baroz | 10 novembre 2012
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Le mirabili comparse di Pallywood

Le mirabili comparse di Pallywood Una grande opera cinematografica poggia su grandi interpreti, su una superba regia, su un’impeccabile fotografia, su una sceneggiatura scorrevole; ma anche su comparse all’altezza dei protagonisti. Tutte le messinscene girare nei territori palestinesi, ad uso e consumo dei media occidentali, rispettano gli standard di qualità descritti: la presenza massiccia della stampa e dei reporter sulla “scena del delitto” garantisce una visione ottimale, mai disturbata, con immagini nitidi e non confuse, e con personaggi (palestinesi) ben distinguibili e capaci di strappare una lacrimuccia agli ingenui occidentali. Ma in fondo… stiamo parlando di bambini! cosa si vuole pretendere, che teneri dodicenni, già strappati alla scuola (e sì che l’istruzione a Gaza è in mano ad Hamas, che ha esautorato le agenzie delle Nazioni Unite – che però paghiamo sempre – da questo compito) per recitare per strada, siano pronti ad immortalarsi in scene memorabili davanti alle telecamere delle amorevoli mamme? Ecco allora che puntuale arriva il sostegno, l’incoraggiamento e – perché no? – il suggerimento dei genitori: la bambina pestifera, così poco mediorientale – dicono che in Scandinavia questa immagine “venda di più”… – che attende paziente l’arrivo del microfono del cameraman prima di iniziare ad inveire; i fratelli maggiori che a più riprese spintonano il bambino con la maglia di Ozil verso il soldato israeliano, nel tentativo di provocarne la reazione. Certo, qualche volta questi giovani attori cedono alla tentazione di guardare nella telecamera: grave errore! ma avranno tempo per riscattarsi…Continua a leggere

Sul blog di Grillo insulti antisemiti contro Gad Lerner

Di Emanuel Baroz | 9 novembre 2012
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Sul blog di Grillo insulti antisemiti contro Gad Lerner

Sul blog di Grillo insulti antisemiti contro Gad Lerner di Claudia Guasco Milano, 8 Novembre 2012 – Le ostilità si aprono ufficialmente alle tre del pomeriggio: «Grillo mi dedica nuovamente le sue attenzioni sul blog. Liberissimo, per carità. Gli chiederei solo di cancellare il commento verme ebreo», scrive Gad Lerner su Twitter. Un’ora dopo viene sancita la tregua: «Ringrazio Beppe Grillo per avere prontamente cancellato il commento antisemita dal suo blog», interviene il conduttore. In mezzo, decine di messaggi sul […]Continua a leggere

Tunisia: sventato rapimento di un giovane ebreo. La comunità ebraica chiede la protezione dell’esercito

Di Emanuel Baroz | 5 novembre 2012
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Tunisia: sventato rapimento di un giovane ebreo. La comunità ebraica chiede la protezione dell’esercito

Tunisia – La comunità ebraica chiede la protezione dell’esercito Un poliziotto tunisino e quattro cittadini libici sono stati arrestati a Zarzis, mentre preparavano il rapimento di un giovane ebreo, per l’ottenimento di un riscatto  Tunisi, 4 Novembre 2012 – La comunità ebraica in Tunisia ha chiesto domenica la protezione dell’esercito, dopo l’arresto di quattro libici e di un poliziotto tunisino che preparavano il rapimento di un giovane ebreo a Zarzis, nel sud del paese, per chiedere poi un riscatto, ha […]Continua a leggere

Tunisi, 16 Aprile 1988: così il Mossad eliminò Abu Jihad, mente dell’Intifada e responsabile della morte di decine di civili israeliani

Di Emanuel Baroz | 3 novembre 2012
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Tunisi, 16 Aprile 1988: così il Mossad eliminò Abu Jihad, mente dell’Intifada e responsabile della morte di decine di civili israeliani

Tunisi 1988, ventisei minuti per uccidere. Così il Mossad eliminò la mente dell’intifada di Fabio Scuto Gerusalemme – Era una notte senza luna sulle acque meridionali del Mediterraneo quella del 16 aprile 1988. Gli uomini del commando scivolarono giù veloci da quattro gommoni neri con i motori silenziati sulla spiaggia deserta di Gammarth, a metà strada sulla costa fra Tunisi e Sidi Abu Said. Ventisei minuti più tardi se ne riandranno indisturbati per la stessa strada. La missione è stata compiuta: Khalil Al Wazir, più noto con il suo nome di battaglia di Abu Jihad, numero due di Al Fatah che fondò insieme ad Yasser Arafat, è nel suo letto in un lago di sangue. Crivellato da 50 proiettili. La Browning 7,65 che teneva sul comodino è nel palmo della sua mano, ma non è riuscito a sparare nemmeno un colpo. Quell’azione audace del Mossad rivive oggi sulle pagine del quotidiano israeliano Yedioth Aronoth, perché il giornale dopo una lunga battaglia legale con la censura militare, pubblica un’intervista, postuma, al capo dei commandos israeliani che agirono quella notte. Per dodici anni Yedioth ha tenuto nel cassetto l’intervista che Nahum Lev diede al quotidiano nel 2000, prima di poterla pubblicare. Ed è la prima volta che Israele ammette che furono i suoi uomini a uccidere Abu Jihad nella capitale tunisina nell’ambito di un’operazione destinata a decapitare la dirigenza della prima Intifada, che era scoppiata nei Territori occupati nel dicembre del 1987, e di cui Jihad era uno dei dirigenti all’estero.Continua a leggere