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Gaza: un’altra vittima dei tunnel del contrabbando

Di Emanuel Baroz | 17 giugno 2011
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Gaza: un’altra vittima dei tunnel del contrabbando

M.O.: militante di Hamas trovato morto in un tunnel a Gaza Gaza, 16 Giugno 2011 (Adnkronos) – Un militante della fazione palestinese di Hamas è stato trovato morto in un tunnel che dalla Striscia di Gaza porta al valico di Rafah. Lo riferisce la stampa locale. La notizia è stata riportata anche dal sito web di Hamas che cita una dichiarazione ufficiale rilasciata dalle brigate Al-Qassam, braccio armato del movimento. Secondo quanto si legge nel comunicatom, l’uomo ucciso si chiama […]Continua a leggere

Al Qaeda, il nuovo leader Zawahiri annuncia: “Continueremo la guerra santa contro USA e Israele”

Di Emanuel Baroz | 17 giugno 2011
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Al Qaeda, il nuovo leader Zawahiri annuncia: “Continueremo la guerra santa contro USA e Israele”

Terrorismo – Al Zawahiri sul trono del terrore: avanti con Jihad L’ascesa al vertice di Al Qaida annunciata in un comunicato DUBAI, 16 giu. – Il medico egiziano Ayman al Zawahiri è il nuovo capo di al Qaida, pronto a proseguire la jihad contro americani e israeliani. L’annuncio dell’incoronazione del successore di Osama bin Laden alla guida dell’organizzazione terroristica islamica più temuta al mondo, è stato dato con un comunicato diffuso oggi sui principali siti islamisti. Considerato il “cervello” di […]Continua a leggere

Gaza: ma quale emergenza sanitaria?!

Di Emanuel Baroz | 16 giugno 2011
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Gaza: ma quale emergenza sanitaria?!

L’accusa di Hamas: “Emergenza sanitaria a Gaza”. Ma Israele smentisce C’è crisi. Grossa crisi. Crisi? Ma quale crisi? Potremmo riassumerla così la nuova «emergenza sanitaria» sulla Striscia di Gaza. «Emergenza» rilanciata con grande evidenza da Al Jazeera e Press Tv, l’emittente iraniana all news in lingua inglese. Ecco, dicono le due tv – rilanciando l’allarme di Adham Abu Salmiyah, portavoce dei servizi medici locali e del pronto soccorso – che «centinaia di pazienti di Gaza sono in grave pericolo di vita se, entro le prossime 48 ore, non avranno accesso a specifici medicinali». A rafforzare la richiesta di aiuto del medico, ci ha pensato il ministro della Salute di Hamas, Basem Na’im. Che ha invitato i giornalisti a fare un sopralluogo nei magazzini dei medicinali. Lì, il direttore del centro, Mohammed az-Zamili, ha detto che «mancano 180 medicinali, mentre altre 200 stanno per finire». Quindi tutti ad attaccare in coro il governo israeliano. E tutti a chiedere di togliere il blocco che lo Stato ebraico ha imposto su Gaza in risposta agli attacchi terroristici di qualche anno fa (e se qualcuno ancora non sapesse il motivo per cui Israele controlla gli aiuti umanitari in entrata a Gaza leggesse qui, qui , qui, qui, qui e qui). Solo che da Gerusalemme non ci stanno a passare per i cattivi di turno. E così precisano una serie di cose: a partire dal fatto che no, a Gaza non c’è emergenza sanitaria vera e propria. Più semplicemente i medicinali spariscono dai canali ufficiali per essere rivenduti nei mercatini illegali a un prezzo maggiorato. E con l’assenso tacito di Hamas.Continua a leggere

Scontri del Nakba day: pubblicato un documento che dimostra come la Siria organizzò le varie manifestazioni

Di Emanuel Baroz | 15 giugno 2011
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Scontri del Nakba day: pubblicato un documento che dimostra come la Siria organizzò le varie manifestazioni

Ecco le prove che la Siria ha organizzato le proteste del “Nakba day” di Sharon Levi La Siria ha organizzato le proteste del Nakba day nel tentativo di distogliere l’attenzione dei media internazionali dalla durissima repressione in corso nel territorio siriano. Il Daily Telegraph avrebbe trovato le prove, un documento che se dovesse risultare originale accuserebbe Damasco di aver mandato deliberatamente i palestinesi contro le postazioni israeliane. Il documento, di cui in seguito ne pubblichiamo l’immagine, è venuto in possesso di  Michael Weiss che però ammette di non sapere se sia originale oppure no. Tuttavia è altamente probabile che ci si trovi di fronte a un documento originale anche perché la fonte di Weiss è quella che viene definita “fortemente attendibile”. Il documento è firmato da Khalil Mashhadieh, sindaco di Quneitra, e porta la data del 14 maggio. Vi si riferisce di una riunione segreta tra il Vice Capo di Stato Maggiore delle forze armate siriane, generale Asef Shawkat,  e i capi delle filiali dei servizi segreti militari siriani delle provincie lungo il confine israelo-siriano. In questa riunione si è stabilito di organizzare 20 autobus per trasportare i palestinesi lungo il confine che separa la Siria da Israele.  Nel documento c’è l’autorizzazione a far entrare questi 20 autobus nella zona controllata dalle forze armate siriane, solitamente sottoposta a restrizioni.Continua a leggere

Quanto costano al mondo i finti rifugiati palestinesi

Di Emanuel Baroz | 14 giugno 2011
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Quanto costano al mondo i finti rifugiati palestinesi

Quanto costano al mondo i finti rifugiati palestinesi. Come risolvere il problema di Miriam Bolaffi Uno dei maggiori problemi sollevati dai dirigenti palestinesi ogni volta che ci si avvicina ad un accordo di pace con Israele è quello dei cosiddetti “profughi palestinesi” e di un loro ipotetico e alquanto improbabile “Diritto al ritorno”. Su questo problema sono caduti decine e decine di accordi di pace, si sono bloccate trattative tra OLP e Israele prima e tra ANP e Israele poi e infine si è dato e si dà atto ad una campagna internazionale contro Israele che parte da un presupposto sbagliato e che ha un costo per la pace ormai diventato inaccettabile. Perché il problema dei profughi palestinesi e del loro ipotetico “Diritto al ritorno” parte da un presupposto sbagliato? E’ presto detto (anche se lo abbiamo già detto in passato), perché i palestinesi sono gli unici al mondo a nascere direttamente con lo status di profugo. Infatti i palestinesi figli e nipoti (persino pro-nipoti) dei profughi originali, quelli che per intenderci furono espulsi o fuggirono dopo il conflitto del 1948, a differenza di quanto avviene in tutto il resto del mondo, ereditano dai loro padri, nonni e bis-nonni lo status di rifugiato. Come fanno a fare ciò? Semplice, perché i palestinesi sono gli unici al mondo ad avere una loro “agenzia delle Nazioni Unite” del tutto personalizzata e con regole proprie che vanno in molti casi completamente al di fuori del Diritto Internazionale: la UNRWA (The United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East). Tutti i profughi di tutto il resto del mondo hanno invece come punto di riferimento la UNHCR (The UN refugee agency) che invece considera profughi solo coloro che ne hanno realmente Diritto e non i loro figli, nipoti e pronipoti. In sostanza i palestinesi sono gli unici al mondo a produrre ogni giorno (semplicemente partorendoli) nuovi profughi. Per questo motivo si è passati da 600 mila profughi che erano nel 1948 agli oltre 5 milioni di oggi.Continua a leggere