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Roma: nuova scritta firmata Militia contro il Presidente della Comunità Ebraica di Roma

Di Emanuel Baroz | 28 gennaio 2010
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Roma: nuova scritta firmata Militia contro il Presidente della Comunità Ebraica di Roma

Roma: nuova scritta firmata Militia contro il Presidente della Comunità Ebraica di Roma. La Digos indaga (ANSA) – ROMA, 28 GEN – Una nuova scritta contro il presidente della comunita’ ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, e’ stata trovata ieri sera al Rione Monti a Roma. La scritta, fatta con vernice nera e siglata Militia, gruppo di estrema destra, recita: ‘Onore ad Hamas. Pacifici meriti il fosforo bianco’. «Dopo quello di ieri, un secondo atto di debolezza – così il presidente […]Continua a leggere

L’odio per gli ebrei c’è ancora: ora si chiama antisionismo

Di Emanuel Baroz | 28 gennaio 2010
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L’odio per gli ebrei c’è ancora: ora si chiama antisionismo

L’odio per gli ebrei c’è ancora: ora si chiama antisionismo di Fiamma Nirenstein Chi nega il diritto dello Stato d’Israele a esistere riprende gli odiosi metodi di quanti cercarono di sterminare un popolo A leggere i tanti comunicati e prese di posizione nel Giorno della Memoria si assiste a una variegata dimostrazione di buona volontà, ma molte volte, mi dispiace, gli ebrei non c’entrano niente. Spesso non è una parola sul loro sterminio, sull’antisemitismo e su come combatterlo quella che viene pronunciata, gridata, sussurrata da uomini politici e fondi di giornale, ma piuttosto una presa di posizione sulla propria personale virtù, sulle virtù della memoria in sé o su temi generici come la difesa dei gruppi che soffrono pregiudizi e persecuzioni da parte di maggioranze. Si dicono due parole di circostanza, poi si parla di Hiroshima, dei pellerossa, delle minoranze etniche ospiti in Italia, del Darfur, della memoria della Resistenza offesa dalle scritte antisemite, dell’immigrazione sfruttata al Sud; tutte cose che denotano sentimenti elevati, e anche una decisa volontà di obliterare il fatto che l’antisemitismo attuale ha come obiettivo gli ebrei, lo Stato d’Israele. C’è chi si indigna che proprio nel Giorno della memoria i muri di Roma siano stati imbrattati con svastiche, ma chi dichiara la sua indignazione si dimentica di dire che le scritte dicono “Hamas vincerà” e “Usa e Israele boia”. Quello non dà noia. Qualcuno arriva a punti comici, come il Manifesto, che denunciava Israele anche ieri: «Israele attacca l’Iran mentre il mondo ricorda l’Olocausto». Che maleducato. Peccato che l’Iran nel frattempo gli prometta di nuovo lo sterminio. Di certo a lato della Shoah degli ebrei sono stati falcidiati gruppi etnici, sessuali, politici: a loro va il nostro ricordo e il nostro rispetto. Ripensare alla loro persecuzione e alle immani stragi compiute dei loro gruppi, crea evidenti, rigorosi doveri di salvaguardia e quindi di memoria. Di certo prima e dopo la Shoah altri orridi eccidi di massa hanno avuto luogo. Ma questo non può obliterare il fatto che vi sia stata una determinazione specifica portata a termine scientificamente, menzionata da Elie Wiesel ieri al Parlamento, di far sparire dalla faccia della Terra un popolo intero, anzi l’unico popolo sopravvissuto dall’antichità. E quello che rende la faccenda più imbarazzante è che la ferita è aperta, sanguina e riguarda in gran parte lo Stato d’Israele contro cui tutto l’anno, fuorché nel giorno della Shoah, si esercitano le migliori armi dell’antisemitismo contemporaneo.Continua a leggere

Roma: scritte antisemite vicino Museo Liberazione

Di Emanuel Baroz | 27 gennaio 2010
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Roma: scritte antisemite vicino Museo Liberazione

Giorno memoria:scritte antisemite vicino Museo Liberazione “Olocausto propaganda sionista” e una croce celtica (ANSA)- ROMA, 27 GEN, 11:32 – “Olocausto propaganda sionista” e una croce celtica: sono le scritte trovate sul muro del Museo della Liberazione di Via Tasso a Roma. Le scritte, lunghe quasi due metri e realizzate con una bomboletta spray nera, sono state viste questa mattina. Sul muro vicino all’ingresso del Museo e’ stata disegnata anche una croce celtica e la frase, “27/1:ho perso la memoria“. Imbrattata […]Continua a leggere

Iran, Khamenei: “Un giorno vedremo Israele distrutto”

Di Emanuel Baroz | 27 gennaio 2010
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Iran, Khamenei: “Un giorno vedremo Israele distrutto”

SHOAH: KHAMENEI, “UN GIORNO VEDREMO ISRAELE DISTRUTTO” Teheran, 27 Gennaio 2010, 12:45 (ANSA) – Nel Giorno della Memoria, che nel mondo segna il ricordo dell’Olocausto, la Guida Suprema dell’Iran ha di nuovo invocato la scomparsa di Israele. “Di sicuro”, ha detto Ali Khamenei accogliendo il presidente della Mauritania, Mohammed Ould Abdel Aziz, “verra’ il giorno in cui le nazioni della regione vedranno la distruzione del regime sionista…I tempi di questa dipendono dal modo in cui le nazioni islamiche affronteranno il […]Continua a leggere

27 Gennaio, Giornata della Memoria: per non dimenticare

Di Emanuel Baroz | 27 gennaio 2010
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27 Gennaio, Giornata della Memoria: per non dimenticare

27 Gennaio, Giornata della Memoria: per non dimenticare La testimonianza Liliana Segre: «Ci deportavano ad Auschwitz, milanesi in silenzio» di Sergio Harari La superstite ricorda: «Il mio viaggio nel ventre nero della Centrale. Nessuna pietà per noi» MILANO – «A calci e pugni fummo caricati su un camion e portati alla stazione Centrale di Milano. La città era deserta. I milanesi non provarono pietà per noi come (invece) i detenuti di San Vittore: se ne restarono in silenzio dietro le loro finestre. Ricordo che il camion percorse via Carducci, e io che ero in fondo, all’incrocio con corso Magenta scorsi la mia casa per un attimo…». «Poi il camion attraversò la città, fino a imboccare il sottopassaggio di via Ferrante Aporti, e ci ritrovammo nei sotterranei della stazione, binario 21. (…) Nessuno di noi conosceva quei sotterranei, quel ventre nero della stazione Centrale, che ora chiediamo diventi un luogo della memoria, perché migliaia di persone sono partite da quei binari e non hanno fatto ritorno». Così raccontava l’internata 75190. Così raccontava Liliana Segre alcuni anni or sono nel libro-testimonianza «Sopravvissuta ad Auschwitz» (edizioni Paoline). Oggi, dopo anni di volenteroso e tenace impegno, viene posata la prima pietra del «Memoriale della Shoah di Milano», dove un tempo si trovava il binario 21. Era il 30 gennaio 1944, Liliana aveva 13 anni. Con lei altri 604 senza destino e tra questi i Silvera, amici carissimi della mia famiglia: il padre Lelio, la mamma Bahia Laniado e la giovane figlia Violetta. Racconta la Segre: «Mi ricordo il signor Silvera, che con altri uomini pii si metteva nel mezzo del vagone, si metteva il tallet (il manto rituale) sulle spalle e pregava (…). Violetta e io ci guardavamo, le speranze erano perdute». «Se anche dovessi camminare nella valle della morte, non temerei alcun male, perché tu sei con me», recita il salmo 23 salmodiato in ebraico «Gam Gam…». Morirono tutti, come anche il papà di Liliana, Alberto; solo lei e pochi altri si salvarono.Continua a leggere