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Parigi: aggressione antisemita contro un bambino ebreo

Di Emanuel Baroz | 12 luglio 2015
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Parigi: aggressione antisemita contro un bambino ebreo

Parigi: aggressione antisemita contro un bambino ebreo Parigi, 12 Luglio 2015 – Ancora una aggressione antisemita nella capitale francese: venerdì scorso un ragazzo ebreo di 13 anni è stato circondato e poi colpito e derubato da ben sei uomini (!!!) nordafricani al grido di “Prendi questo, sporco ebreo!”. L’episodio è avvenuto vicino alla stazione Gare du Nord, nel 19° Arrondissement, secondo quanto denunciato dal BNCVA. Il ragazzo, che indossava la kippah, è stato seguito all’uscita da scuola dai sei uomini che […]Continua a leggere

Teheran (Iran): migliaia di persone in piazza per il Quds Day gridano il proprio odio contro Israele egli USA

Di Emanuel Baroz | 11 luglio 2015
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Teheran (Iran): migliaia di persone in piazza per il Quds Day gridano il proprio odio contro Israele egli USA

Iran: in decine di migliaia in marcia pro-Palestina, e contro Israele e sauditi Teheran, 10 Luglio 2015 – Decine di migliaia di persone hanno manifestato a Teheran in occasione del Quds Day, la giornata annuale di solidarieta’ per i palestinesi. Oltre a slogan contro Israele e Stati Uniti, quest’anno i dimostranti hanno preso di mira anche l’Arabia Saudita che sta guidando la campagna militare contro le milizie sciite Houthi nello Yemen. Alla marcia di Teheran, inaugurata per la prima volta […]Continua a leggere

“Ambasciatore” dell’ANP di Abu Mazen: “Non esiste nessun popolo ebraico”

Di Emanuel Baroz | 10 luglio 2015
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“Ambasciatore” dell’ANP di Abu Mazen: “Non esiste nessun popolo ebraico”

Ambasciatore dell’Autorità Palestinese: “Non esiste nessun popolo ebraico” E cita il falso antisemita “Protocolli dei Savi di Sion” come prova autentica del perfido complotto mondiale degli ebrei Nel corso di una conferenza sulla pace fra israeliani e palestinesi tenutasi a Santiago del Cile presso la “Gran Logia” massonica lo scorso 15 maggio, l’ambasciatore palestinese Imad Nabil Jadaa ha citato il notorio falso antisemita di epoca zarista Protocolli dei Savi di Sion come prova che il sionismo è stato inventato per celare il complotto ebraico volto a dominare il mondo. Parlando in spagnolo, il rappresentante dell’Autorità Palestinese ha affermato inoltre che “non esiste nessun popolo ebraico” e che i palestinesi non riconoscono l’esistenza di un popolo ebraico. Una videoregistrazione del discorso di Imad Nabil Jadaa con sottotitoli in inglese è stata diffusa di recente da ISGAP (Institute for the Study of Global Antisemitism and Policy): “Nel 1896 – afferma il rappresentante dell’Olp – un gruppo di intellettuali accademici e consulenti finanziari, per la maggior parte europei non ebrei, decise di creare il movimento sionista con il pretesto di creare una patria per il popolo ebraico. Ma la verità è che serviva a coprire i loro piani per dominare la vita in tutto il pianeta”. Continua l’ambasciatore palestinese: “Secondo il libro I Protocolli dei Savi di Sion pubblicato nel 1923 e scoperto da Lenin dopo il trionfo della rivoluzione bolscevica in Russia [in realtà I Protocolli vennero pubblicati per la prima volta nel 1903, per essere ben presto smascherati in particolare da una serie di articoli apparsi sul Times di Londra nel 1921 che dimostravano come si trattasse di un grossolano collage di materiali frutto di plagio da precedenti opere di satira politica e romanzi non correlati agli ebrei NdR]. In quel libro parlano della distruzione della morale delle altre religioni. In quel libro avanzano piani per la manipolazione di tutto l’apparato finanziario, economico e industriale del mondo intero e discutono della manipolazione delle forze politiche locali in tutti i vari paesi”. Nato a Beirut, Jadaa rappresenta l’Autorità Palestinese in un paese che si è spesso schierato contro Israele sulla questione palestinese, al punto che ha richiamato il proprio ambasciatore da Israele durante la guerra della scorsa estate contro Hamas nella Striscia di Gaza.Continua a leggere

Due israeliani ostaggi a Gaza, uno nelle mani di Hamas

Di Emanuel Baroz | 9 luglio 2015
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Due israeliani ostaggi a Gaza, uno nelle mani di Hamas

Due israeliani ostaggi a Gaza, uno nelle mani di Hamas Gerusalemme, 9 Luglio 2015 – Due israeliani sono ostaggi a Gaza e uno e’ nelle mani di Hamas. Lo ha reso noto il governo israeliano. Le autorita’, che hanno rimosso la censura sulla notizia, hanno rivelato che da dieci mesi a Gaza e’ sparito un giovane israeliano di origine etiope: Avraham Mangisto e’ nato nel 1986, ha la cittadinanza israeliana e ha attraversato in maniera autonoma la barriera di sicurezza, entrando nell’enclave palestinese che e’ sotto il controllo del movimento islamista. Un comunicato del ministero della Difesa riferisce che “secondo informazioni credibili di intelligence”, Avraham Mengistu e’ trattenuto “contro la sua volonta’ da Hamas a Gaza”. Nella nota si legge che “il governo si e’ rivolto a interlocutori regionali e internazionali per chiedere l’immediata liberazione” del giovane e “verificare le sue condizioni”. Israele indaga anche sulla scomparsa anche di un altro uomo, un arabo con cittadinanza israeliana, un beduino del deserto, che ugualmente “e’ trattenuto a Gaza”. La nota del ministero pero’ non fornisce altri dettagli sul caso e Hamas si e’ rifiutata di commentare la notizia. Secondo Yedioth Ahronoth, Mengistu ha qualche deficit mentale e risiede nella citta’ di Ashkelon, una decina di chilometri a nord di Gaza, dove e’ conosciuto dai servizi sociali. L’ultima volta che si sono avute sue notizie e’ stato nel settembre dell’anno scorso quando una mattina e’ uscito di case e non e’ mai ritornato in territorio israeliano dopo aver attraversato la frontiera. Testimoni l’hanno visto camminare sulla spiaggia della costa di Ashkelon verso il sud fino a raggiungere la zona di Ziqim e superare il confine militare tra Israele e Gaza. I servizi di sicurezza hanno notato la sua presenza e hanno anche mandato truppe di terra e un elicottero per cercare di recuperarlo; ma il giovane ha continuato a camminare verso Gaza e non e’ piu’ tornato indietro. Dopo la sua scomparsa, lo Shin Bet ha appurato che il giovane era sparito di casa in almeno tre altre occasioni.Continua a leggere

Sgominata cellula ISIS in Israele

Di Emanuel Baroz | 8 luglio 2015
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Sgominata cellula ISIS in Israele

Sgominata cellula dell’Isis in Israele Gerusalemme, 8 Luglio 2015 – L’agenzia di sicurezza interna di Israele ha reso noto di aver sgominato una cellula di sostenitori dell’ISIS nel Negev, arrestando quattro insegnanti che operavano in una scuola nel sud di Israele con l’accusa di sostenere lo Stato islamico e di propagandare gli ideali dell’Isis agli studenti e ad altri insegnanti. Gli arresti sono stati resi pubblici ieri dopo l’arresto di quattro insegnanti e di altri due sospetti che sono stati incriminati presso la Corte Distrettuale di Beersheba. I membri della cellula terroristica legata a Daesh sono stati accusati di distribuzione di materiali di propaganda, per il supporto ad un’organizzazione terroristica e di cospirazione. Secondo lo Shin Bet, i sei sospetti, tutti provenienti dal Negev, hanno avuto vari incontri segreti in cui si è discusso dell’ideologia, della propaganda di video e discorsi del leader del gruppo dello Stato islamico. Inoltre, alcuni dei sei membri della cellula avevano programmato di unirsi ai combattimenti in Siria per conto dell’organizzazione terroristica. Per gli inquirenti uno degli imputati a partire dalla fine del 2013 fino al giugno 2015, si è riunito una volta o due volte alla settimana accanto a una moschea a Hura alla presenza nell’Aprile 2014 di Othman Abdelkayan, un medico che decise di partire per unirsi allo Stato islamico in Siria, dove trovò la morte poco tempo dopo. I sospetti fermati sono Bashir Jabrin Salim abu Alkiyan, 26, un insegnante della scuola elementare di Hura; Akram Alab Ahmed abu Alkiyan, 30 anni, insegnante della scuola elementare di Rahat; Muhammad Alab Ahmed abu Alkiyan, 27 anni, insegnante del liceo in Hura; Khader Hassan abu Alkiyan, 27 anni, di Hura; Sharif Shahada Rezek abu Alkiyan, 23 anni, da Atir; e Hamza Ali Abed Alkiyan, 27 anni, anch’egli insegnante di Hura.Continua a leggere