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Anche Amnesty International alla fine è costretta ad ammetterlo: “Hamas ha commesso crimini di guerra”

Di Emanuel Baroz | 28 marzo 2015
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Anche Amnesty International alla fine è costretta ad ammetterlo: “Hamas ha commesso crimini di guerra”

Hamas, missili sui civili israeliani: la denuncia di Amnesty International Missili palestinesi sui civili israeliani nel conflitto dell’estate scorsa tra Israele e Hamas. Lo anticipa un rapporto di Amnesty International sui crimini di guerra palestinesi.  Si tratta della prima volta che Amnesty si concentra sui missili palestinesi su Gaza. «I gruppi armati palestinesi, compresa l’ala armata di Hamas, hanno ripetutamente lanciato attacchi che hanno ucciso e ferito cittadini innocenti», dice Philip Luther, direttore del programma di Amnesty International per Medio […]Continua a leggere

Tolosa (Francia): “Hai la kippah, non puoi votare”

Di Emanuel Baroz | 27 marzo 2015
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Tolosa (Francia): “Hai la kippah, non puoi votare”

“Hai la kippah, non voti”: in Francia i comunisti escludono rabbino dal seggio Grave episodio di intolleranza in Francia: il rabbino capo di Tolosa escluso dai seggi elettorali. Il Partito comunista: “Con la kippah non si può entrare nei seggi”. di Giovanni Masini Discriminato perché indossava la kippah. Escluso dall’esercizio del diritto basilare per l’espressione del volere democratico: il voto. È la Francia del 2015, anche se sembra quella di Alfred Dreyfus. Il rabbino capo di Tolosa Avraham Weill ha deciso di sporgere denuncia dopo l’incidente di cui è stato protagonista domenica scorso, durante il primo turno delle elezioni dipartimentali (che corrispondono alle nostre amministrative, ndr). Presentatosi al seggio per votare, è stato avvicinato da una delegata del Partito comunista francese presente in veste di assessore. Incredibilmente, si è opposta a che il rabbino potesse esprimere il suo voto: l’uomo portava un “segno evidente” della propria religione e conseguentemente – nel ragionamento della donna – non poteva votare. Alla fine, in assenza della presidente del seggio, il rabbino ha potuto votare solo dopo l’insistenza dei presenti. La delegata comunista, tuttavia, ha preteso e ottenuto che la propria protesta venisse messa a verbale. Lui, però, non l’ha presa bene e ha deciso di sporgere denuncia. “È un atto discriminatorio, legato a ciò che rappresento – ha spiegato a France Soir – Quella donna non voleva che io esprimessi il mio voto. Io però vado a votare dall’età di 18 anni e non ho mai visto una cosa del genere“. La funzionaria comunista, dal canto suo si difende confessando di non conoscere né il nome né la professione dell’uomo, giurando di non essere antisemita: “Volevo solo sapere se fosse lecito votare con la kippah“, si è giustificata.Continua a leggere

Diritti delle donne: pur di colpire ingiustamente Israele l’ONU non teme di rendersi ridicolo

Di Emanuel Baroz | 26 marzo 2015
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Diritti delle donne: pur di colpire ingiustamente Israele l’ONU non teme di rendersi ridicolo

L’ultima farsa del Palazzo di vetro Per l’Onu c’è un solo stato al mondo che discrimina le donne: Israele Indovinate chi è oggi il principale stato che viola i diritti delle donne nel mondo? Ma ovvio, è Israele. E’ questa la conclusione della commissione dell’Onu sullo status delle donne. Lo stato ebraico è l’unico paese al mondo condannato per come tratta le donne (palestinesi in questo caso) dall’ultima sessione della commissione. Non la Siria, dove le forze governative utilizzano gli […]Continua a leggere

Isis, reclutavano terroristi: tre arresti in Italia e Albania

Di Emanuel Baroz | 26 marzo 2015
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Isis, reclutavano terroristi: tre arresti in Italia e Albania

Isis, reclutavano terroristi: tre arresti in Italia e Albania. Su Fb: “Uccidi i pagani, il Jihad ti aspetta” La polizia ha arrestato tre persone nel torinese e in Albania. Indagine condotta dalla Digos di Brescia, cinque perquisizioni. Indagini scattate dalle informazioni trovate sul profilo Facebook di un foreign fighter partito da Vobarno e andato in Siria dopo un arresto nel 2013. Sobillato anche un giovanissimo di Como Milano, 25 marzo 2015 – “Oggi è una giornata importante per la lotta al terrorismo“, lo ha detto il procuratore di Brescia Tommaso Buonanno commentando l’operazione della polizia “Balkan Connection” effettuata contro una cellula di estremisti islamici attiva in Italia e nei Balcani. Sono tre le persone arrestate dagli agenti nelle prime ore di mercoledì 25 marzo, due in Italia (provincia di Torino) e una in Albania. L’autorità giudiziaria di Brescia ha emesso tre ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due cittadini albanesi, A.E. zio ed E.E. nipote, il primo residente in Albania e l’altro in provincia di Torino, nonché a carico di E.H. 20enne cittadino italiano di origine marocchina, anch’egli residente in provincia di Torino, indagato per apologia di delitti di terrorismo, aggravata dall’uso di internet. Secondo quanto appreso, la cellula di estremisti islamici era dedita al reclutamento con finalità di terrorismo di aspiranti combattenti, in particolare per questo reato sono indagati zio e nipote, e al loro instradamento verso le milizie dello Stato Islamico. Cinque perquisizioni nei confronti di altri soggetti ritenuti simpatizzanti dell’Isis sono state effettuate in Lombardia, Piemonte e Toscana. Buonanno ha quindi spiegato l’importanza dell’operazione che “dimostra come gli investigatori e gli inquirenti mostrino attenzione verso questa nuova situazione, pur con carenze di risorse“. Le indagini sono partite dai contatti tra il foreign fighter El Abboubi e i due albanesi. BRESCIA – I tre arrestati erano in contatto telefonico e Facebook, con Anas El Abboubi italo marocchino residente a Vobarno ( Brescia), inserito nella lista dei 65 “foreign fighters” italiani, partito nel settembre 2013 dal nostro Paese per unirsi all’Isis. Nei suoi confronti il gip ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di “addestramento con finalità di terrorismo”. Il 12 giugno del 2013 era gia’ stato arrestato dalla Digos per reati di terrorismo e poi scarcerato dal Riesame. Ora si trova a combattere in Siria. L’uomo pochi giorni prima di trasferirsi in Siria aveva effettuato un rapido viaggio proprio in Albania, il 6 settembre 2013 per raccogliere istruzioni su come riunirsi a gruppi jihadisti in Siria. L’inchiesta è riuscita a ricostruire gli ultimi spostamenti in Italia del giovane marocchino residente nel bresciano e i suoi contatti prima di inserirsi nelle fila dello Stato Islamico, dove ha assunto il nome di battaglia di ‘Abu Rawaha l’italiano’. Proprio in quel periodo sono scattate le indagini coordinate dalla Procura di Brescia, dopo che il marocchino ebbe lasciato l’Italia.Continua a leggere

Qalqilya (Giudea e Samaria): sgominata cellula terroristica di Hamas

Di Emanuel Baroz | 25 marzo 2015
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Qalqilya (Giudea e Samaria): sgominata cellula terroristica di Hamas

Qalqilya (Giudea e Samaria): sgominata cellula terroristica di Hamas Qalqilya (Giudea e Samaria) – Forze di Difesa, polizia e servizi di sicurezza israeliani hanno annunciato domenica d’aver scoperto una cellula di Hamas a Qalqilya che progettava attentati all’interno di Israele. Sei palestinesi sono stati arrestati: Abdullah Mehmed Yussuf Zitawi, 26 anni residente a Jama’in, Walid Muhammad Mahmoud Abu Zina, 26 anni di Jenin, Malek Raed Farouk Ghanem, 22 anni di Amatin, Rejaa Khaled Rejaa Sabara, 22 anni di Brukin, Jasser […]Continua a leggere