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Gerusalemme, ancora un attentato: palestinese lancia la sua auto contro passeggeri alla fermata dell’autobus

Di Emanuel Baroz | 6 marzo 2015
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Gerusalemme, ancora un attentato: palestinese lancia la sua auto contro passeggeri alla fermata dell’autobus

ISRAELE. Nuovo attentato a Gerusalemme: giovane investe con l’auto cinque poliziotte Gerusalemme, 6 Marzo 2015 – Un giovane palestinese ha investito con la sua auto cinque poliziotte presso una fermata di autobus nei pressi di una caserma della polizia di frontiera, a Gerusalemme est, nel quartiere arabo di Sheik Jarrah. L’attentatore ha quindi proseguito la sua corsa per qualche centinaio di metri per poi scendere dal veicolo e minacciare con una barra di ferro i passanti, ma è stato colpito […]Continua a leggere

Ebrei italiani nel mirino: triplicati gli episodi di intolleranza negli ultimi mesi

Di Emanuel Baroz | 5 marzo 2015
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Ebrei italiani nel mirino: triplicati gli episodi di intolleranza negli ultimi mesi

Allarme dagli Usa: “Anche gli ebrei italiani sono nel mirino” di Lucio Luca Le procure di mezza Italia sono già dovute intervenire 21 volte dall’inizio dell’anno. In due mesi, infatti, il numero delle denunce per episodi di intolleranza nei confronti delle comunità ebraiche è triplicato: insulti sul web, scritte offensive sui muri, profili negazionisti su Facebook, striscioni deliranti negli stadi. «II nostro Paese resta ancora un’isola felice in un contesto europeo sempre più preoccupante—spiegano i responsabili dell’Osservatorio antisemitismoma qualche anno fa anche in Francia, Belgio, Danimarca l’odio nei confronti degli ebrei si manifestava con piccoli episodi di intolleranza. E poi abbiamo visto quello che è successo.. In Italia, due persone su dieci ‘manifestano atteggiamenti e sentimenti antisemiti’ “. Siamo al 76esimo posto al mondo in questa particolare classifica del pregiudizio che, Paesi arabi a parte, vede in preoccupante crescita la Grecia con il 69%, la Polonia con il 45% e l’Ungheria con il 41%. «In Europa la situazione è particolarmente allarmante—spiega Alessandro Ruben, consigliere speciale dell’European Jewish Congress — e per questo dopo gli attentati di Parigi il nostro presidente Moshe Kantor ha chiesto alla Ue una task force contro l’antisemitismo che punti sull’ istruzione e la sicurezza. Qualche giorno fa l’allarme è stato rilanciato dal Senato americano che ha approvato una risoluzione rivolta proprio alle istituzioni europee. Attenzione, ci dicono da Washington, perché quello che è successo in Francia e a Copenaghen, può ripetersi da altre parti. Per questo insieme a diversi parlamentari italiani abbiamo deciso di lanciare un nuovo appello a Bruxelles e, in particolare, all’Alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini: per gli ebrei la libertà di vivere la propria identità è sempre più difficile e pericolosa“.Continua a leggere

Netanyahu al Congresso USA: “L’Iran non è un problema solo israeliano”

Di Emanuel Baroz | 4 marzo 2015
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Netanyahu al Congresso USA: “L’Iran non è un problema solo israeliano”

“Un pessimo accordo, non un addio alle armi ma un addio al controllo sulle armi che farà del M.O. una polveriera nucleare” Ecco qui di seguito i passi salienti del discorso del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu al Congresso degli Stati Uniti sul nucleare iraniano tenuto il 3 Marzo 2015: “…So che questo mio intervento è stato oggetto di molte controversie. Sono profondamente dispiaciuto che alcuni abbiano interpretato la mia presenza qui come una mossa politica. Questa non è mai stata mia intenzione. So che voi qui, indipendentemente da che parta dell’aula sedete, siete a fianco di Israele. La forte alleanza tra Stati Uniti e Israele è stata e deve sempre rimane al di sopra della politica. Noi apprezziamo tutto quello che il presidente Barack Obama ha fatto per Israele. Alcune di queste cose sono ben note, altre sono meno note perché riguardano questioni delicate e strategiche. Sarò sempre grato al presidente Obama per tale sostegno. E Israele è grato al Congresso americano per il suo sostegno. La scorsa estate, milioni di israeliani sono stati protetti da migliaia di razzi di Hamas, grazie al fatto che la cupola in questa capitale [il Campidoglio] ha aiutato a costruire la nostra “cupola di ferro” [anti-missili]… Come nella vicenda di Purim (nel Libro di Ester) in cui i persiani cercarono di spazzare via gli ebrei, oggi la Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, sta cercando di spazzare via gli ebrei. E rigurgita il più vecchio odio antisemita usando le tecnologie più nuove. Scrive su Twitter che Israele deve essere distrutto. Sapete, in Iran non è che internet sia proprio libera. Ma lui twitta in inglese che Israele deve essere distrutto. Chi crede che l’Iran minacci lo stato ebraico ma non il popolo ebraico, ascolti Hassan Nasrallah, il capo di Hezbollah, il principale lacchè terrorista dell’Iran. Ha detto: “Se tutti gli ebrei si riuniscono in Israele, questo ci risparmierà il fastidio di dare loro la caccia in tutto il mondo”…Continua a leggere

Più di 100 moschee in Italia a rischio estremismo islamico

Di Emanuel Baroz | 3 marzo 2015
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Più di 100 moschee in Italia a rischio estremismo islamico

Abbiamo 108 moschee in cui si predica l’estremismo di Gianandrea Gaiani Una decina di organizzazioni islamiste, una ventina di imam estremisti, 108 moschee e centri culturali dove vengono diffuse idee radicali di cui 11 coinvolti direttamente o indirettamente in inchieste sul terrorismo a Milano, Cremona, Firenze, Bergamo, Varese, Brescia, Napoli, Vicenza e Roma. Questo il quadro della presenza degli estremisti islamici in Italia fotografata dal rapporto realizzato da Michele Groppi e pubblicato dal Cemiss, il Centro militare di studi strategici del ministero della Difesa. Il documento, intitolato «Dossier sulla comunità islamica italiana: indice di radicalizzazione», costituisce un aggiornamento di un precedente studio pubblicato nel 2011 in Israele dall’International Institute for Counter-Terrorism, intitolato «Islamic Radicalization Processes in Italy» e messo a punto dallo stesso Groppi nell’ambito di una ricerca più ampia sul radicalismo islamico in Occidente. Il dossier fa il punto sulla penetrazione dell’estremismo nella comunità islamica italiana, composta da 1,6 milioni di persone, circa un terzo degli stranieri presenti, cui si aggiungono 60 – 70mila italiani convertiti. L’analisi di Groppi, ricercatore sui temi del terrorismo presso il King’s College di Londra, tiene conto del fatto che l’Italia non ha subito gravi attacchi dal terrorismo islamista ma non può considerarsi al sicuro soprattutto se si considera che da anni diversi imam predicano odio, dozzine di centri islamici sono impegnati nel proselitismo e nel finanziamento a gruppi terroristici e che dall’Italia partono volontari per i teatri bellici del jihad. Per anni, prosegue lo studio, l’Italia ha esportato kamikaze nei teatri di guerra quali Afghanistan, Cecenia, Balcani e Iraq.Continua a leggere

La Lega e Casapound: la nascita del fascioleghismo

Di Emanuel Baroz | 1 marzo 2015
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La Lega e Casapound: la nascita del fascioleghismo

La Lega e l’estrema destra Quei militanti di CasaPound che riempiono la piazza padana In principio si vedono solo i vecchi leghisti partiti da Lombardia e Veneto. Poi compaiono i drappi con le croci celtiche (e qualche saluto romano) di Fabrizio Roncone II Senatùr non li ha ancora visti. I camerati di CasaPound marciano giù dalle rampe del Pincio, ranghi compatti in fila per cinque, formazione da parata più che da corteo, Ray-Ban a specchio e giubbotti neri, e poi barbe alla Italo Balbo e muscoli tesi, sguardi tesi al sole del pomeriggio. Slogan duri e drappi con le croci celtiche, ma niente saluti romani: perché gli ordini sono ordini e oggi è stato deciso così. II Senatùr è sul palco, di spalle. Avvertitelo. Ditegli qualcosa. E invece niente. L’hanno lasciato solo in un angolo e allora l’Umbertone, il fondatore della Lega, il Druido padano parla come quando armeggiava con le ampolle a Pontida, incurante d’essere invece in piazza del Popolo, con un nuovo capo che ha già deciso tutto: «Noi dobbiamo stare con Berlusconi. Ed è sbagliato stringere alleanze con CasaPound…». Matteo Salvini pensa l’esatto contrario. Scriveranno che questa manifestazione segna la fondazione del fascioleghismo e vedremo, tra qualche tempo, se hanno ragione: certo la piazza prima non era piena e quelli che c’erano avevano gli accenti delle regioni tradizionalmente leghiste. I romani non hanno dimostrato alcuna curiosità politica (probabile non abbiano dimenticato che, nella marcia del dicembre 99 voluta da Umberto Bossi, da Milano partì un treno chiamato «Nerone express«): e adesso è chiaro, plasticamente chiaro, che sono le numerose truppe dei fascisti del terzo millennio — è la loro definizione preferita: e comunque alcuni tengono uno striscione con la foto di Benito Mussolini — a rendere gli organizzatori soddisfatti. I vecchi militanti scesi da Varese, Rovigo, quelli partiti in pullman da Vicenza, non hanno capito chi sono i loro nuovi alleati: li vedono alti e aitanti, con facce fiere e sorridenti e li applaudono, ci sono grida di evviva e pacche sulle spalle (qualche camerata però si scosta, infastidito). Arriva Mario Borghezio, xenofobo dichiarato, esperto di ufologia convinto che tra noi umani vivano camuffati molti extraterrestri: per Salvini, Borghezio ha un debole. «E’ il giorno del suo trionfo». Passano Roberto Calderoli e Giancarlo Giorgetti (per anni e anni indicato come il naturale candidato alla successione di Bossi e ora comprensibilmente a capo chino, mesto). I fotografi cercano Flavio Tosi. Poi ecco Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia ed ex ministro dell’Interno. Una cronista allunga il microfono e urla a Maroni: «Quand’era al Viminale, la Digos le ha mai segnalato niente di Casapound?». Maroni tira diritto, gran bolgia, sul palco hanno cominciato a parlare, a turno, medici disoccupati e agricoltori, un pescatore e una studentessa. Inizia la liturgia dei «vaffa»: a Renzi, Prodi, Monti, Fornero e Alfano. La manifestazione prende subito una piega piuttosto volgare.Continua a leggere