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Roma: bloccata vendita di t-shirt antisemite prodotte a Prato nell’enclave cinese

Di Emanuel Baroz | 28 febbraio 2015
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Roma: bloccata vendita di t-shirt antisemite prodotte a Prato nell’enclave cinese

Boccea, in vendita t-shirt antisemite prodotte nell’enclave cinese di Prato «Kill» e la Stella di David. I vigili chiedono aiuto alla Comunità ebraica. Dal negozio a uno spaccio al Tiburtino e poi in Toscana Lo store è in via di Boccea, ma quando i vigili urbani si sono presentati per conoscere la provenienza della merce esposta, i gestori del negozio hanno confessato subito: «Arriva tutto da un magazzino sulla Tiburtina», da uno degli enormi capannoni di Commercity (in realtà Commercity […]Continua a leggere

Germania: “Per gli ebrei è meglio non mostrare la kippah tra i musulmani”

Di Emanuel Baroz | 27 febbraio 2015
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Germania: “Per gli ebrei è meglio non mostrare la kippah tra i musulmani”

“Evitate la kippah tra i musulmani” Il presidente del Consiglio degli ebrei in Germania: “Mai nascondersi per paura, ma non è ragionevole farsi identificare da malintenzionati”. Berlino – Meglio evitare la kippah, in certi contesti. Non è un allarmista, ripete spesso che non bisogna avere paura e anche a Benyamin Netanyahu ha recentemente replicato che scegliere Israele per motivi di sicurezza non sarebbe la cosa giusta da fare. Eppure oggi il presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania, Josef Schuster, ha messo in guardia la sua comunità anche sui rischi del copricapo che li identifica. Rinunciarci non è sbagliato, soprattutto in quartieri ad alto tasso di presenza musulmana. “Gli ebrei non devono nascondersi per paura, e la maggior parte delle istituzioni ebraiche sono ben protette. La questione è però se sia effettivamente ragionevole lasciarsi identificare come ebrei, in quartieri problematici, con un’alta presenza di musulmani. O se sia meglio portare un altro copricapo“, ha detto Schuster parlando all’emittente radiofonica Rbb. Parole che non è riuscito a pronunciare, senza osservare di esserne a sua volta sorpreso: “Si tratta di uno sviluppo che non avrei immaginato cinque anni fa, ed è già un po’ spaventoso“. La kippah del resto, gli ha fatto notare qualche rabbino in giornata, non è un indumento sacro, e dunque può essere sostituito, senza dover affrontare dilemmi.Continua a leggere

Rapporto Amnesty International su Israele: la solita raccolta di calunnie e verità parziali

Di Emanuel Baroz | 26 febbraio 2015
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Rapporto Amnesty International su Israele: la solita raccolta di calunnie e verità parziali

Amnes(t)y paragona Israele all’Isis di Dimitri Buffa Paragonare Israele all’Isis e chiedere alla comunità dei Paesi aderenti all’Onu di non vendere più armi allo stato ebraico. Per Amnesty international, in arte “Amnesy”, si può. Lo racconta oggi (ieri, ndr), con una certa dose di indignazione che traspare, la prima pagina del “Jerusalem post”. Cartaceo e on-line. E nel rapporto su 160 Paesi monitorati a proposito delle violazioni dei diritti umani sono dedicate ben cinque pagine a presunte atrocità compiute dai soldati di Gerusalemme e poche righe ai razzi di Hamas sulla popolazione civile. Si gioca come al solito sull’equivoco dei 2000 morti nei bombardamenti del luglio 2014, affermando che ben 1500 erano civili. Ma senza specificare se, anche senza la divisa militare, non portassero o nascondessero armi pesanti: dal kalashnikov ai razzi anticarro. O se per caso non fosse da addebitare ad Hamas la responsabilità di mettere bambini, anziani e donne come scudi umani sugli obiettivi che l’esercito e l’aviazione israeliana dovevano colpire per eliminare il rischio mortale rappresentato dalle migliaia di razzi sparati dalla Striscia sulle città confinanti quasi ogni giorno. E nonostante gli avvisi di evacuazione dalle zone di interesse militare che precedono i bombardamenti come prassi da anni. Vallo a trovare oggi nel mondo un esercito che ti dice con il megafono: “Fra un’ora bombardiamo la zona di Kalkylia in cui si trovano i lanciamissili sui tetti… siete invitati ad evacuare le vostre abitazioni”. Per Amnesty, quindi, il solito rapporto che non fa onore a chi lo ha curato. Che non ha usato alcuna cautela nei proclami apoditttici contro Israele. Nemmeno dopo lo scandalo, scoperto negli scorsi mesi, ma ignorato dai media mondiali, di quel personaggio (Schabas, costretto a dimettersi, ndr) da anni a libro paga di Hamas e spacciato come giudice indipendente nell’inchiesta Onu sui presunti crimini contro l’umanità addebitati al governo Nethanyahu dopo il bombardamento mirato di Gaza nel luglio 2014.Continua a leggere

Ennesima bufala della propaganda palestinese: l’inondazione di Gaza “per colpa di Israele”

Di Emanuel Baroz | 25 febbraio 2015
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Ennesima bufala della propaganda palestinese: l’inondazione di Gaza “per colpa di Israele”

La bufala dell’inondazione di Gaza «per colpa di Israele» Agence France Presse (AFP), fra le più grandi agenzie di stampa al mondo assieme a Reuters e Associated Press, ha pubblicato un video falso che mostrerebbe l’inondazione della Striscia di Gaza in seguito al diluvio della scorsa settimana, titolando «interi villaggi a Gaza allagati dopo che Israele ha aperto le porte delle dighe». Peccato che Israele non abbia alcuna diga a sud. L’accusa infondata ha fatto il giro del web e dei media. Più tardi AFP ha ritirato la notizia. Il video riportava le accuse di Ead Zino, residente a Al-Maghraqa, vicino Gaza: «ogni quattro anni scoppia una guerra, ma qui a Maghraqa ogni anno c’è un’inondazione. L’acqua proviene da Israele. Israele ci vuole distruggere» (in effetti, Ead Zino nell’intervista in arabo si è riferito a «gli ebrei», ma AFP ha tradotto in «Israele»).Continua a leggere

USA: ANP e OLP condannate per terrorismo

Di Emanuel Baroz | 24 febbraio 2015
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USA: ANP e OLP condannate per terrorismo

Attentati in Israele Giuria Usa condanna Olp di Arafat e l’Anp di Francesco Semprini New York, 24 Febbraio 2015 – L’OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina) e l’ANP (Autorità Nazionale Palestinese) sono responsabili di sei attacchi terroristici compiuti in Israele oltre dieci anni fa, in cui sono morti cittadini americani. E’ questo il verdetto della giuria chiamata a pronunciarsi su una causa civile avviata presso un tribunale di Manhattan. L’Olp e l’Anp non solo potranno essere portate alla sbarra, […]Continua a leggere