Ultimi Articoli

In Europa sono sempre di più le parole che di fatto legittimano l’antisemitismo

Di Emanuel Baroz | 19 febbraio 2015
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In Europa sono sempre di più le parole che di fatto legittimano l’antisemitismo

La legittimazione dell’antisemitismo I recenti attentati in Europa dimostrano che le parole possono uccidere di Aharon Lapidot “L’appello ad uccidere tutti gli ebrei è una legittima critica di Israele”. Questo terrificante concetto non è stato proferito dai capi iraniani né dai loro alleati di Hezbollah, e nemmeno dal portavoce di Hamas, nel qual caso non costituirebbe una grande notizia. Questo concetto è stato espresso nientemeno che dall’ufficio del procuratore generale della città di Linz, in Austria: il funzionario legale di […]Continua a leggere

Riconoscere lo “stato di Palestina” significa gettare Israele in pasto ai suoi nemici

Di Emanuel Baroz | 18 febbraio 2015
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Riconoscere lo “stato di Palestina” significa gettare Israele in pasto ai suoi nemici

Non dare Israele in pasto ai suoi nemici Perché la Camera non deve riconoscere lo “stato di Palestina” di Giulio Meotti Speriamo che il premier Matteo Renzi, che si è più volte professato e dimostrato amico di Israele, non decida adesso di gettare lo stato ebraico, l’unica democrazia mediorientale, in pasto al mondo arabo-islamico. Perché questo sarebbe il significato di un possibile riconoscimento italiano dello “stato di Palestina” (il voto è in programma domani alla Camera). E’ interesse anche d’Israele, […]Continua a leggere

Fatah continua ad esaltare il terrorismo antisraeliano tramite i propri social network

Di Emanuel Baroz | 18 febbraio 2015
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Fatah continua ad esaltare il terrorismo antisraeliano tramite i propri social network

Fatah continua ad esaltare il terrorismo antisraeliano tramite i propri social network Ramallah – Nuove immagini che celebrano terrorismo e i lanci di razzi contro Israele sono state postate la scorsa settimana sulla pagina ufficiale Facebook di Fatah, il movimento che fa capo al presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen). Una delle immagini è accompagnata dalla didascalia in arabo: “La fine di Israele, la liberazione della Palestina” (stando alla traduzione diffusa da Palestinian Media Watch). Il mese scorso […]Continua a leggere

Libia, Hamas minaccia l’Italia: “Non intervenite, sarebbe una crociata”

Di Emanuel Baroz | 17 febbraio 2015
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Libia, Hamas minaccia l’Italia: “Non intervenite, sarebbe una crociata”

Chissà cosa ne pensa il cantante Piero Pelù su tutto questo… Libia, Hamas minaccia l’Italia: “Non intervenite, sarebbe una crociata” Gaza, 17 Febbraio 2015 – Hamas respinge ingerenze in Libia “da parte di alcuni Paesi come l’Italia” che adducono “il pretesto di combattere il terrorismo“. Lo afferma un dirigente di Hamas, Salah Bardawil, citato dall’agenzia Palinfo. Un intervento militare sarebbe considerato “una nuova Crociata contro Paesi arabi e musulmani“, ha spiegato. Bardawil ha poi ricordato che Hamas ha già espresso […]Continua a leggere

Il terrorismo islamico è in guerra contro la libertà dell’Europa e contro gli ebrei

Di Emanuel Baroz | 16 febbraio 2015
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Il terrorismo islamico è in guerra contro la libertà dell’Europa e contro gli ebrei

L’Europa e quella guerra alla libertà e ai suoi ebrei Dopo gli attentati di Copenaghen, dire che la libertà europea è nel mirino degli jihadisti non è retorica, ma la fotografia di una dichiarazione di guerra di Pierluigi Battista Dopo gli attentati di Copenaghen, dire che la libertà europea è nel mirino degli jihadisti non è solo una formula retorica, ma la fotografia di una dichiarazione di guerra. Il simbolismo dei bersagli e dei messaggi è chiarissimo oramai. Gli islamisti hanno attaccato un convegno sulla libertà d’espressione con l’ambasciatore francese presente. Tutto questo a un mese o poco più dalla strage nella redazione di Charlie Hebdo. Poi hanno profanato un cimitero ebraico, hanno distrutto centinaia di tombe, hanno profanato un monumento alla Shoah. Gli ebrei sentono sempre meno l’Europa come la loro casa. Cresce l’istinto di fuga da un’Europa che ha chiuso gli occhi da anni, anche quando gli islamisti hanno fatto strage in una scuola ebraica. La libertà e le sinagoghe devastate. Le parole libere e gli ebrei. L’arte libera e gli «infedeli», i «crociati», i quartieri ebraici, i cimiteri, il ricordo dell’Olocausto. L’Europa viene aggredita nel punto in cui dovrebbe essere orgogliosa: la libertà. La libertà nemica numero uno dei fondamentalisti e dei fanatici. Non vogliono altro che l’Europa rinunci a se stessa. La vogliono soggiogare culturalmente. La vogliono umiliare nei valori che le sono più cari. È una guerra di conquista culturale. Ma l’Europa sembra aver smarrito la sua bussola culturale, la fierezza di sé, la sicurezza nella forza dei propri valori. La libertà europea è sulla difensiva. Se a Londra gli amici dello jihadismo portano cartelli in cui si sbandierano strumentalmente le parole di Francesco sul «pugno» che meritano quelli che offendono la religione, vuol dire che la trincea sta smottando, che il fronte in difesa della libertà è fragile e impaurito. Per qualche giorno tutti hanno portato come un simbolo d’onore «Je suis Charlie». La marcia repubblicana di Parigi è apparsa una prova di compattezza, di solidarietà, di vicinanza non solo alle vittime di Charlie Hebdo e agli ebrei uccisi nel supermercato kosher alla vigilia dello Shabbath. Ma l’unità è durata pochissimo. Si è imposta la retorica dei distinguo. L’oggetto del dibattito si è spostato: non più l’ideologia omicida degli stragisti che fanno una carneficina di vignettisti armati soltanto di una matita, ma «gli eccessi» della satira, l’intoccabilità delle religioni, i limiti che la libertà si deve dare.Continua a leggere