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I rapporti tra terrorismo palestinese e servizi segreti italiani: a giorni tolto il segreto di Stato su una delle pagine più vergognose della storia recente italiana

Di Emanuel Baroz | 23 agosto 2014
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I rapporti tra terrorismo palestinese e servizi segreti italiani: a giorni tolto il segreto di Stato su una delle pagine più vergognose della storia recente italiana

Si apre una breccia nel muro di gomma. I rapporti inconfessabili tra palestinesi e Sismi Occhi chiusi sul fiume di armi destinate alle cellule dell’Olp. In cambio niente attentati. E’ il patto tra servizi segreti, Dc e Yasser Arafat. Un quadro già emerso in un processo menomato dai veti politici. Fino a ora: i documenti decisivi stanno per essere desecretati. di Andrea Palladino Una doppia politica. Un lodo – firmato da Aldo Moro – che garantiva tutti. Niente attentati, ma occhi chiusi sul fiume di armi da far passare nel nostro paese, destinate alle cellule internazionali palestinesi sparse in tutta Europa. Accordi per tre decenni coperti dal segreto di Stato, l’omissis tutto politico. Un sigillo che neanche la magistratura può violare. Ancora per poco. Perché i dossier sui rapporti tra la nostra intelligence e l’Olp di Yasser Arafat che hanno marcato la politica estera italiana tra gli anni ’70 e ’80 stanno per diventare pubblici. Ed è la prima volta nella storia repubblicana. Scade il 28 agosto il termine ultimo del segreto invocato nel 1984 dall’ufficiale del Sismi Stefano Giovannone – confermato da Bettino Craxi il 5 settembre dello stesso anno e ribadito da Silvio Berlusconi per due volte tra il 2009 e il 2010 – di fronte alla domanda del pm romano Giancarlo Armati, che indagava sulla scomparsa in Libano dei giornalisti Graziella De Palo e Italo Toni. Che rapporti avevate con i palestinesi? Era questa la questione chiave per capire non solo che fine avessero fatto i due reporter arrivati a Beirut nell’agosto del 1980, ma soprattutto i motivi del sistematico depistaggio attuato dall’intelligence italiana per coprire gli autori del rapimento e della successiva esecuzione. Ovvero la fazione più dura dei palestinesi, quella di George Habbash, detto al-Hakim, il dottore. Per le famiglie dei due giornalisti, che hanno lanciato una petizione per togliere il segreto di Stato e pubblicare on line tutti i documenti disponibili , i prossimi giorni saranno cruciali. Potrebbero essere il punto finale di una battaglia che dura da 34 anni. La verità sostanziale è nota e certificata dalla carte processuali, che hanno portato alla condanna di un brigadiere dei carabinieri addetto all’ufficio cifra dell’ambasciata italiana a Beirut (gli altri indagati, Giovannone e Santovito, alti ufficiali dei servizi, nel frattempo sono deceduti).Continua a leggere

Pioggia di razzi su Israele: ucciso un bambino da colpo di mortaio. Missili anche su una sinagoga ad Ashdod

Di Emanuel Baroz | 22 agosto 2014
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Pioggia di razzi su Israele: ucciso un bambino da colpo di mortaio. Missili anche su una sinagoga ad Ashdod

BAMBINO ISRAELIANO UCCISO DA UN RAZZO SPARATO DALLA STRISCIA DI GAZA Il Maghen David Adom (il servizio di emergenza medica di Israele) ha confermato che nelle vicinaze di Sha’ar Hanegev è stato ucciso un bambino israeliano di quattro anni colpito da un mortaio sparato dalla Striscia di Gaza. UN RAZZO LANCIATO DA GAZA HA COLPITO UNA SINAGOGA AD ASHDOD Un razzo lanciato dalla Striscia di Gaza ha colpito una sinagoga ad Ashdod, nella parte meridionale di Israele, ferendo due persone. […]Continua a leggere

Gaza: Hamas condanna a morte 14 palestinesi

Di Emanuel Baroz | 22 agosto 2014
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Gaza: Hamas condanna a morte 14 palestinesi

GAZA: HAMAS CONDANNA A MORTE 14 PALESTINESI ACCUSATI DI COLLABORARE CON ISRAELE Gaza, 22 Agosto 2014 – Ieri, il sito web arabo Majd, vicino a Hamas, ha fatto sapere che a Gaza sono stati giustiziati tre palestinesi sospettati di aver collaborato con Israele, mentre altri sette sono stati arrestati con la stessa accusa. Sul sito si legge inoltre che i tre sarebbero stati uccisi dopo aver usato “procedure rivoluzionarie”. Stamane, invece, fonti della sicurezza palestinese fanno sapere che altre undici […]Continua a leggere

“Gaza come Varsavia? E’ una menzogna!!!”

Di Emanuel Baroz | 22 agosto 2014
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“Gaza come Varsavia? E’ una menzogna!!!”

«Ma la Striscia non è il ghetto di Varsavia» E’ un attacco duro, senza mezzi termini, quello pubblicato ieri dal quotidiano francese Le Monde e firmato da Claude Lanzmann, regista e sceneggiatore autore, tra gli altri, del film Shoah. Lanzmann, in un articolo intitolato «Quattro moschettieri pro Gaza in crociata contro Israele», risponde, a distanza di due settimane, alla lettera, pubblicata sempre da Le Monde, firmata da Rony Brauman, Régis Debray, Edgar Morin e Christiane Hessel, nella quale i quattro […]Continua a leggere

Criticare Israele si può, ma così è nuovo antisemitismo

Di Emanuel Baroz | 22 agosto 2014
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Criticare Israele si può, ma così è nuovo antisemitismo

Criticare Israele si può, ma così è nuovo antisemitismo di Christian Rocca Mai un appello di intellettuali occidentali rivolto ad Hamas o ad Al Qaeda o agli Ayatollah affinché rinuncino alla violenza, all’odio razzista, ai missili, ai kamikaze, al terrorismo. Mai. Nemmeno un tweet. Gli intellettuali occidentali si appellano solo a Israele, perché si ritiri, perché rimuova l’embargo, perché fermi l’esercito. E poi boicottano. Boicottano gli studenti israeliani, i professori israeliani, anche le aziende israeliane di acqua gassata. In teoria, ma solo in teoria, tutto questo potrebbe anche avere un senso perché Israele è un Paese democratico con un’opinione pubblica che può influenzare le scelte del governo, mentre le altre sono organizzazioni terroristiche di stampo religioso non particolarmente sensibili alle prediche peace&love. Ma è inutile girarci intorno: l’antisionismo è il nuovo antisemitismo. È una versione aggiornata, ipocrita e politicamente corretta dell’antico pregiudizio antiebraico ben radicato a destra come a sinistra nella tradizione europea. Non c’è altro esempio di Paese messo in discussione in quanto tale. Non c’è altro esempio di Stato circondato da nemici che non ne riconoscono l’esistenza e da detrattori internazionali che lo mettono costantemente in discussione. Non c’è altro esempio di nazione criticata perché si difende da attacchi continui e ripetuti contro la sua popolazione e nonostante sia sempre pronta a deporre le armi, come ha già fatto, nel momento esatto in cui le autorità vicine smettano di voler spillare sangue ai «porci» e alle «scimmie» ebree.Continua a leggere