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Israele sotto attacco: missili su Tel Aviv e Gerusalemme. L’esercito israeliano sventa un tentativo di infiltrazione terroristica via mare

Di Emanuel Baroz | 9 luglio 2014
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Israele sotto attacco: missili su Tel Aviv e Gerusalemme. L’esercito israeliano sventa un tentativo di infiltrazione terroristica via mare

Israele sotto attacco: missili su Tel Aviv e Gerusalemme. L’esercito israeliano sventa un tentativo di infiltrazione terroristica via mare Gerusalemme, 8 Luglio 2014 – Mentre la maggioranza dei mass media occidentali continua a raccontare i fatti con una visione completamente distorta rispetto alla realtà che non rende onore a chi di definisce giornalista (eppure basterebbe aprire gli occhi come ha fatto la BBC con questo strepitoso servizio in cui ha smascherato la vergognosa campagna propagandistica messa in atto dai palestinesi) […]Continua a leggere

Più di 100 razzi in un giorno sparati da Hamas sulle città israeliane

Di Emanuel Baroz | 8 luglio 2014
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Più di 100 razzi in un giorno sparati da Hamas sulle città israeliane

Hamas spara raffica di razzi contro Israele Al momento non si registrano vittime Gerusalemme, 7 Luglio 2014 – Giornata tesa quella vissuta lunedì in Israele, sotto la minaccia dei razzi lanciati dai terroristi palestinesi. Hamas ha infatti sparato numerose raffiche di razzi – alcune decine – contro diverse citta’ israeliane. Lo ha riferito la televisione di Stato. Le esplosioni sono state avvertite nel Sud di Israele ad Ashdod, Ghedera, Netivot, Kiryat Malachi e Kiryat Gat. In alcuni casi le batterie […]Continua a leggere

Shelly Dadon: un’altra vittima dell’odio antiebraico degli arabi di cui nessuno parla

Di Emanuel Baroz | 7 luglio 2014
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Shelly Dadon: un’altra vittima dell’odio antiebraico degli arabi di cui nessuno parla

Ragazza israeliana uccisa perchè ebrea: scovato l’assassino di Shelly Dadon. E’ un tassista arabo Gerusalemme, 6 Luglio 2014 – La polizia israeliana ha comunicato domenica che la 19enne Shelly Dadon, trovata uccisa con 17 pugnalate il 1° Maggio scorso in un parcheggio della zona industriale di Migdal Ha’emek, è stata assassinato dal suo taxista, il 34enne Hassin Yousef Hassin Khalifah, arrestato a metà giugno. Il movente esatto dell’omicidio è ancora da chiarire, ma a quanto pare lo stesso omicida avrebbe […]Continua a leggere

Quell’odio antiebraico che non si ferma neanche di fronte alla morte di 3 ragazzi uccisi perchè ebrei

Di Emanuel Baroz | 2 luglio 2014
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Quell’odio antiebraico che non si ferma neanche di fronte alla morte di 3 ragazzi uccisi perchè ebrei

Odio con la scusa dell’anti-sionismo Scrivi di provare pietà per Naftali, Gilad e Eyal e verrai sommerso dagli insulti. Un eccesso di violenza polemica ottenebra qualsiasi ragione. Israele viene descritta come una congrega di fanatici assetati di sangue. di Pierluigi Battista Scrivi su Twitter che Naftali, Gilad ed Eyal, i tre ragazzi ebrei rapiti e trucidati in terra palestinese, dobbiamo sentirli come i «nostri» ragazzi, soffrire con loro e con le loro famiglie, averne pietà, detestare i terroristi che li hanno martirizzati, scrivi soltanto questo e verrai sommerso da un diluvio di insulti e contumelie. II più benevolo tratta quei ragazzini di 16 anni come i numeri di un’equivalenza: non un briciolo di pietà che non contempli, simultaneamente, l’orrore per le gesta di padri descritti come orchi con le mani sporche di sangue. Il più accecato e inselvatichito dal fanatismo antisionista equipara tout court quei tre ragazzi agli aguzzini che non meritano compassione. E senti ancora una volta che una dismisura mostruosa colpisce gli ebrei, il sionismo, l’immagine di Israele. Come se un eccesso di violenza polemica ottenebrasse qualunque ragione, e anche qualunque sentimento semplicemente umano. La politica non c’entra. II giudizio politico si interroga sul perché i terroristi hanno voluto colpire in modo così infame tre adolescenti che amavano studiare i testi religiosi e cantare nelle feste che rinsaldano la coesione della comunità. II giudizio politico può anche criticare i vertici dello Stato di Israele se non sono capaci di fare una pace stabile con i palestinesi. Il giudizio politico spera che la reazione israeliana non porti altri lutti di innocenti. Il giudizio politico sa che la guerra è sempre una cosa atroce. Ma l’odio forsennato per Israele che non riesce a scolorirsi nemmeno di fronte allo spettacolo di tre ragazzi intenzionalmente annientati solo perché bollati con l’etichetta per gli assassini così repellente di «sionisti» eccede ogni giudizio politico. E’ fanatismo duro. E’ la disponibilità ad accogliere ancora la leggenda nera degli «ebrei» condannati a un destino cruento che non considera sfumature, giudizi equilibrati. Come se Israele e il sionismo fossero l’ultima materializzazione del Male assoluto per contrastare il quale non si deve escludere nessun mezzo, anche iI più ripugnante. Anche il Terrore. Non la guerra, che colpisce indiscriminatamente. Ma il Terrore che colpisce uno ad uno le sue vittime, tre ragazzi che non stavano facendo nulla di male se non, semplicemente, esistere in una delle terre più incandescenti dell’universo.Continua a leggere

L’omicidio dei tre ragazzi e quell’insopportabile ipocrisia dell’Occidente

Di Emanuel Baroz | 2 luglio 2014
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L’omicidio dei tre ragazzi e quell’insopportabile ipocrisia dell’Occidente

I tre ragazzi e gli ipocriti Facciamo un piccolo esperimento mentale. Nel corso di un attacco israeliano contro postazioni di Hamas muoiono tre adolescenti palestinesi. Può succedere, anche perché i miliziani (chiamiamoli così…) di Hamas amano piazzare le loro postazioni nelle vicinanze di scuole, asili ed ospedali. Cosa succederebbe se in un simile, deprecabile, caso qualcuno parlasse dei tre adolescenti palestinesi come di tre “giovani estremisti islamici”? Le grida degli occidentali politicamente corretti raggiungerebbero il cielo, con tutta probabilità. Invece, quando i tre ragazzi israeliani sono stati rapiti moltissimi hanno parlato di tre “ragazzi ultraortodossi”. Non che si giustificasse il rapimento, però… tre adolescenti “ultra ortodossi”, se lo dovevano aspettare in fondo, vero? Per gli occidentali “buoni” gli islamici hanno diritto alla loro cultura, anche quando questa è condita di lapidazioni, pena di morte per gli apostati ed infibulazioni. Gli israeliani no, loro non possono essere ultra ortodossi, e se proprio lo vogliono essere… beh, stiano attenti… E parlano spesso di “coloni israeliani” i nostri media. Chi sono i cosiddetti “coloni israeliani”? Persone che cacciano i “palestinesi” dalle loro terre? Che li privano delle loro case? NO. Si tratta di normalissimi esseri umani che vivono in zone che i “palestinesi” rivendicano come proprie. In realtà tutto il territorio di Israele è rivendicato dai “palestinesi”, tutti gli israeliani sarebbero “coloni”. Non entriamo nel merito di queste rivendicazioni, ammettiamo pure che quei territori spettino ai “palestinesi”. Questa è una buona ragione per definire “coloni”, quindi “invasori”, “aggressori” gli israeliani che li abitano? I nostri media definiscono forse “coloni” i “migranti” che arrivano tutti i giorni sulle nostre coste? Le case popolari, costruite a spese dei contribuenti italiani, che generosamente vengono assegnate ai “migranti” sono forse definite “insediamenti coloniali”? Per i “palestinesi” un israeliano non può vivere accanto a loro, se lo fa è un “colono”, uno che si può benissimo rapire ed ammazzare. Loro però possono benissimo vivere fra noi, anche se nessuno li ha invitati a venire, anche se si tratta di immigrati clandestini, anche se detestano la nostra civiltà. Costruire una sinagoga nei territori contesi è “colonialismo”, costruire una moschea a Roma o Tel Aviv “multiculturalismo”. Interessante.Continua a leggere