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Egitto: la “Primavera araba” avanza inesorabilmente…

Di Emanuel Baroz | 7 giugno 2012
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Egitto: la “Primavera araba” avanza inesorabilmente…

Egitto: censurato un film perchè “promuove la normalizzazione delle relazioni con Israele” Il Cairo, 6 Giugno 2012 – La produzione del film egiziano “Regheef Aish” (Un tozzo di pane) è stata interrotta dalla censura nazionale egiziana secondo la quale il film promuove la normalizzazione delle relazioni con Israele. Lo ha riferito martedì il sito web del giornale egiziano Al Ahram. Mohamed Kenawy, autore del progetto, ha respinto le accuse dicendo di voler promuovere la pace e la cooperazione tra i […]Continua a leggere

Tripoli, Libia, 1967

Di Emanuel Baroz | 6 giugno 2012
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Tripoli, Libia, 1967

Tripoli, Libia, 1967 di Dani Mimun Illusi dai bollettini della radio egiziana, secondo i quali Israele stava per essere cancellata dalla carta geografica – poche ore ancora, aveva dichiarato Nasser – gli arabi libici avevano deciso di farla finita coi propri “israeliani”, proprio come gli eserciti giordani, siriani ed egiziani stavano facendo al fronte. Nel loro immaginario, probabilmente, l’avanzata araba, inarrestabile, era accompagnata da eccidi di massa, stupri collettivi e linciaggi della popolazione israeliana. Non era forse questo il messaggio che la propaganda nasseriana aveva trasmesso in tanti anni di trasmissioni radiofoniche? Gli arabi libici, nell’uccidere la propria popolazione ebraica, erano fortemente convinti di partecipare alla guerra dei loro cugini. Ma quale il nesso fra Israele in guerra e gli ebrei libici? Nessuno, se non il comune denominatore ebraico. Gli ebrei libici si erano ristanziati in quel paese circa milletrecento anni prima, provenendo da Alessandria, muovendosi ad ovest sulle piste del commercio e fermandosi per lo più nell’antica Oea romana, abbandonando il movimento migratorio e trasformandosi in popolazione artigiana e commerciante. Ma gli ebrei, erano in Libia già dai tempi del primo Tempio di Gerusalemme, e la comunità era numerosa ai tempi del secondo Tempio. Poi emigrarono in massa ai tempi di Rabbi Akiva, di ritorno in Israele, per sparire gradualmente alla fine del primo millennio. In altre parole, gli ebrei ci erano sempre stati, a Tripoli. Questa piccola popolazione peraltro viveva in “armonia” con gli arabi – in armonia come gli ebrei avevano vissuto ovunque in armonia per duemila anni sotto popolazioni che a malapena li sopportavano. Continuamente vessati, ma non torturati o messi a morte e quindi in definitiva, sulla base del concetto di “vita ebraica” prima del moderno stato di Israele, “abbastanza bene”.Continua a leggere

Lione (Francia):3 ragazzi ebrei aggrediti a sprangate

Di Emanuel Baroz | 4 giugno 2012
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Lione (Francia):3 ragazzi ebrei aggrediti a sprangate

Lione (Francia):3 ragazzi ebrei aggrediti a sprangate Lione, 4 Giugno 2012 – Tre giovani ebrei sono state aggrediti sabato sera vicino la scuola ebraica Beth Menahem a Villeurbanne, un sobborgo di Lione, da dieci sconosciuti. Dopo una prima aggressione verbale, le tre vittime sono sono state picchiate con spranghe di ferro e martelli. Una di loro è stata colpita alla testa, un’altra al collo, ha riferito la polizia, citata dal quotidiano Le Figaro. Ricoverati in ospedale per qualche ora, i […]Continua a leggere

Gaza: inquietanti retroscena sull’incursione terrorista palestinese costata la vita ad un militare israeliano

Di Emanuel Baroz | 3 giugno 2012
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Gaza: inquietanti retroscena sull’incursione terrorista palestinese costata la vita ad un militare israeliano

Gaza: inquietanti retroscena sul tentativo di infiltrazione terrorista. Escalation degli attacchi di Sarah F. Ci sono inquietanti retroscena resi pubblici dai vertici dell’IDF sul tentativo, fallito, di un terrorista palestinese di infiltrarsi in Israele avvenuto ieri nelle prime ore della giornata. Il terrorista, poi ucciso da una pattuglia di Golani che ha perso un uomo nello scontro a fuoco (il Sergente maggiore Netanel Moshiashvili), aveva una sofisticata apparecchiatura per la visione notturna. Questo fatto fa pensare che l’intenzione del terrorista fosse quella di rapire un militare israeliano così come ordinato nelle scorse settimane dai vertici di Hamas. Secondo quanto dichiarato ieri in serata dal Colonnello Tal Hermoni, comandante della “Divisione Gaza” dell’IDF, “il tentativo di infiltrazione era stato preparato in maniera molto accurata e mirava certamente a rapire un militare israeliano”. Il terrorista oltre ad avere la già citata apparecchiatura per la visione notturna, era armato con una pistola e un fucile mitragliatore e aveva mappe della zona con la collocazione delle pattuglie israeliane. Durante lo scontro a fuoco con la pattuglia della Divisione Golani, il terrorista è riuscito ad afferrare il sergente Netanel Moshiashvili facendosi scudo con il suo corpo. L’azione è stata rivendicata dall’ala armata della Jihad Islamica (Al-Quds ) che ha identificato il terrorista ucciso in Ahmed Abu Nasser, 22 anni, ma l’IDF è convinto che Hamas fosse perfettamente al corrente delle intenzioni del terrorista e che abbia fornito la logistica. L’escalation – Poco dopo questi fatti è iniziata una escalation di attacchi. Verso le 11 del mattino una serie di colpi di mortaio sono stati sparati dal nord di Gaza verso la zona Eshkol, fortunatamente senza provocare danni,  mentre verso le 12 aerei israeliani hanno sorpreso un gruppo di  terroristi che si stavano apprestando a lanciare dei missili verso Israele, colpendoli prima che potessero attuare il loro criminale intento. Quattro terroristi sono stati uccisi mentre altri quattro sono rimasti feriti.Continua a leggere

Per l’ANP di Abu Mazen i terroristi meritano sempre i funerali di stato

Di Emanuel Baroz | 3 giugno 2012
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Per l’ANP di Abu Mazen i terroristi meritano sempre i funerali di stato

Per l’ANP di Abu Mazen i terroristi meritano sempre i funerali di stato Ramallah (Cisgiordania), 31 Maggio 2012 – Solenni funerali ”di stato” a Ramallah in onore delle spoglie di 91 terroristi, responsabili dell’uccisione di centinaia di israeliani, che Israele ha trasferito all’Autorità Palestinese come “gesto di buona volontà”. Alla cerimonia erano presenti tutti i principali leader palestinesi, compreso il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), mentre il mufti di Gerusalemme Muhammad Hussein teneva un’orazione in onore dei “martiri […]Continua a leggere