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Germania: per il Tribunale di Colonia la circoncisione religiosa è reato. Insorge il Consiglio Ebraico

Di Emanuel Baroz | 27 giugno 2012
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Germania: per il Tribunale di Colonia la circoncisione religiosa è reato. Insorge il Consiglio Ebraico

Germania – La circoncisione religiosa è reato Insorge il Consiglio ebraico dopo la sentenza del Tribunale di Colonia Berlino, 27 Giugno 2012 – La circoncisione di un bambino motivata da convinzioni religiose è un reato, è una lesione corporale passibile di condanna. Fa già discutere la sentenza del tribunale di Colonia che ieri ha stabilito che “il corpo di un bambino viene modificato in modo duraturo e irreversibile con la circoncisione”. Il Consiglio centrale degli ebrei di Germania ha reagito […]Continua a leggere

Beppe Grillo e le “verità” su Mossad, Israele e Iran

Di Emanuel Baroz | 26 giugno 2012
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Beppe Grillo e le “verità” su Mossad, Israele e Iran

Beppe Grillo e le “verità” su Mossad, Israele e Iran Un’intervista al quotidiano Yedioth Ahronot mostra il comico genovese tanto assertivo quanto spericolato nel tranciare giudizi su questioni che non conosce. E sulle quali fa figure barbine. «Mia moglie è iraniana, lì la donna è al centro della famiglia Bin Laden non era tradotto bene, me lo ha detto mio suocero» «Grillo è un buon attore che sa che cosa vuole il suo pubblico. Ma non sa dire che cosa vuole». Al giornalista israeliano è bastata un chiacchierata per scoprire il bluff. di Fiorenza Sarzanini Gerusalemme, 25 Giugno 2012 – I massacri in Siria? «Ci sono cose che non possiamo capire. Non sappiamo se sia una vera guerra civile o si tratti d’agenti infiltrati nel Paese». L’Iran di Ahmadinejad? «Un giorno ho visto impiccare una persona, su una piazza di Isfahan. Ero lì. Mi son chiesto: cos’è questa barbarie? Ma poi ho pensato agli Usa. Anche loro hanno la pena di morte: hanno messo uno a dieta, prima d’ucciderlo, perché la testa non si staccasse. E allora: che cos’è più barbaro?». E i diritti delle donne? «Mia moglie è iraniana. Ho scoperto che la donna, in Iran, è al centro della famiglia. Le nostre paure nascono da cose che non conosciamo». IN IRAN L’ECONOMIA VA BENE – Nemmeno un po’ preoccupato da quel regime? «Quelli che scappano, sono oppositori. Ma chi è rimasto non ha le stesse preoccupazioni che abbiamo noi all’estero. L’economia lì va bene, le persone lavorano. È come il Sudamerica: prima si stava molto peggio. Ho un cugino che costruisce autostrade in Iran. E mi dice che non sono per nulla preoccupati». Ma Ahmadinejad vuole cancellare Israele dalle mappe… «Cambierà idea. Non penso lo voglia davvero: lo dice e basta. Del resto, anche quando uscivano i discorsi di Bin Laden, mio suocero iraniano m’ha spiegato che le traduzioni non erano esatte…». Perché, nessun dubbio, c’è una lobby ebraica che controlla il sapere: «Tutto quel che in Europa sappiamo su Israele e Palestina, è filtrato da un’agenzia internazionale che si chiama Memri. E dietro Memri c’è un ex agente del Mossad. Ho le prove: Ken Livingstone, l’ex sindaco di Londra, ha usato testi arabi con traduzioni indipendenti. Scoprendo una realtà mistificata, completamente diversa».Continua a leggere

Terrorismo palestinese: 120 razzi sparati su Israele in 48 ore. Quale sarebbe la reazione proporzionata?

Di Emanuel Baroz | 22 giugno 2012
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Terrorismo palestinese: 120 razzi sparati su Israele in 48 ore. Quale sarebbe la reazione proporzionata?

Più di 120 ordigni palestinesi sparati su Israele in 48 ore Dall’inizio dell’escalation, lunedì sera, sono più di 120 gli ordigni (razzi Qassam, Grad e colpi di mortaio) che i palestinesi hanno sparato dalla striscia di Gaza contro le comunità del sud di Israele. Nella sola giornata di mercoledì non meno di 70 ordigni si sono abbattuti in territorio israeliano. Il sistema difensivo israeliano “cupola di ferro” è entrato in funzione intercettando un primo razzo Grad nella zona di Netivot. Altri razzi sono stati intercettati mercoledì pomeriggio sopra Sdot e Shaar HaNegev. Mercoledì mattina l’aviazione israeliana ha attaccato e ucciso presso Rafah (nella parte sud della striscia di Gaza) un terrorista della jihad globale implicato nell’attentato perpetrato lunedì mattina dal Sinai egiziano e costato la vita al lavoratore arabo-israeliano Fashfasha Said. Il terrorista ucciso è Aleb Armilat, identificato da Hamas come un operativo delle Brigate Al Quds, braccio armato della Jihad Islamica palestinese. Nel raid aereo è stato seriamente ferito un secondo terrorista che figura fra i principali organizzatori dell’attentato. Si tratta di Mohammed Rashdan, da diversi anni coinvolto in attacchi contro civili e militari israeliani, nel rifornimento di armi ed esplosivi, nel lancio di ordigni e tiro di cecchini contro il territorio israeliano e nel traffico di terroristi da e verso la striscia di Gaza. L’establishment della difesa israeliana è particolarmente preoccupato per la crescente presenza nella striscia di Gaza di gruppi affiliati alla jihad globale e ad al-Qaeda, alcuni composti da palestinesi ex membri della Jihad Islamica palestinese o di Hamas, altri da terroristi provenienti da paesi arabi come Arabia Saudita ed Egitto.Continua a leggere

Un altro alfiere della disinformazione antisraeliana ci ha lasciato: non piangeremo la sua scomparsa

Di Emanuel Baroz | 21 giugno 2012
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Un altro alfiere della disinformazione antisraeliana ci ha lasciato: non piangeremo la sua scomparsa

Per raggiunti limiti di età piano piano la “squadra” dei disinformatori antisraeliani che PER ANNI ha attuato una opera di mistificazione in chiave antisraeliana distorcendo nei propri articoli, analisi e reportage tutto ciò che accadeva a Gerusalemme (la CAPITALE dello Stato di Israele, checchè ne dicessero loro nei propri scritti) e dintorni, e fomentando così l’odio antisraeliano prima e antiebraico poi,  sta lasciando questo mondo, cosa questa di cui per nostra cultura di certo non ci rallegriamo, ma che ci […]Continua a leggere

Gaza: quello che Amnesty International non dice su Hamas

Di Emanuel Baroz | 21 giugno 2012
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Gaza: quello che Amnesty International non dice su Hamas

Gaza: quello che Amnesty International non dice su Hamas Tante le incredibili omissioni di Amnesty International su Hamas e sulle violazioni dei Diritti a Gaza di Miriam Bolaffi Qualche giorno fa abbiamo denunciato la parzialità e la faziosità del “rapporto 2012 su Israele e territori occupati” emesso da Amnesty International. In quel rapporto Amnesty non nomina mai Hamas e non parla minimamente delle violazioni del Diritto perpetrate da Hamas nella Striscia di Gaza (che pure sono tante e clamorose), una mancanza a cui vorremmo in qualche modo porre rimedio. Persecuzione del gruppo GYBO (Gaza Youth Breaks Out) –  Il primo slogan che ha reso famoso questo gruppo di giovani di Gaza è stato: “Vaffanculo Hamas. Vaffanculo Israele. Vaffanculo Fatah. Vaffanculo Onu. Vaffanculo UNWRA. Vaffanculo USA”. Per intenderci, il gruppo ce l’ha con tutti. Quando diffusero per la prima volta il loro “manifesto” (in Italia fu il defunto Vittorio Arrigoni a farlo) attaccarono sia Israele che Hamas e Fatah. Da allora iniziarono le persecuzioni nei loro confronti . Uno dei loro leader (Abu Yazan) venne incarcerato da Hamas il 14 agosto 2011 al ritorno da una conferenza tenutasi in Francia dove parlò delle condizioni di vita dei giovani di Gaza sotto l’occupazione di Hamas e sotto quello che lui chiamava l’assedio israeliano. Negli ultimi mesi decine di attivisti del gruppo GYBO sono stati arrestati solo perché contestavano Hamas (e comunque sempre Israele). Molti di loro sono stati duramente malmenati solo perché denunciano la violenza e la prepotenza di Hamas, la corruzione di Fatah e, naturalmente, “l’assedio israeliano” (che poi è una conseguenza delle prime due accuse). Amnesty International non ha speso una sola parola nel suo rapporto sulle persecuzioni alle quali è sottoposto questo gruppo pacifista palestinese, forse perché per una volta oltre che ad attaccare Israele attaccano anche Hamas (ma forse questo non fa audience).Continua a leggere