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Il denaro a Gaza arriva. Ma finisce sempre nelle stesse tasche…

Di Emanuel Baroz | 8 gennaio 2011
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Il denaro a Gaza arriva. Ma finisce sempre nelle stesse tasche…

Le tasche di Hamas GAZA – Si conosce già quasi tutto dei beni e del denaro in entrata a Gaza. Un flusso ininterrotto che scorre attraverso più di 800 tunnel scavati sotto il confine con l’Egitto, per un valore compreso tra i 600 e gli 850 milioni di dollari ogni anno, secondo i dati di un rapporto uscito ieri per il Washington Institute for Near East Policy. Ma a Gaza non ci sono soltanto il cemento, il carburante e i borsoni di denaro in entrata. Il lato meno raccontato della storia è quello che va in senso contrario: il flusso impetuoso di denaro in uscita verso il mondo esterno per circa 750 milioni di dollari ogni anno. Grazie ai tunnel e ai trasferimenti bancari il denaro arriva a depositi sicuri nei paesi del Golfo persico e in Europa. La nuova classe benestante di Gaza, in maggioranza legata ad Hamas che esercita un controllo ferreo sulla distribuzione interna degli aiuti e della ricchezza, non vuole tenere i propri soldi dentro Gaza e preferisce spostarli subito all’estero. E a dispetto di questa somma enorme di denaro in uscita, quello che rimane è ancora troppo rispetto alle occasioni di investimenti disponibili dentro Gaza: nel febbraio 2009, per esempio, le banche palestinesi si sono rivolte alla Banca centrale di Israele con una strana richiesta: depositare il loro denaro in eccesso in Israele. Da dove arriva tutto questo denaro?Continua a leggere

Hamas: “L’Olocausto è una “menzogna” degli ebrei”

Di Emanuel Baroz | 7 gennaio 2011
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Hamas: “L’Olocausto è una “menzogna” degli ebrei”

M. O.: HAMAS, L’OLOCAUSTO E’ UNA “MENZOGNA” DEGLI EBREI (AGI) Jabaliya (Striscia di Gaza), 6 Gennaio 2011 – Il numero 2 di Hamas a Gaza, Mahmud Zahar, come il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, sostiene che l’Olocausto e’ una “menzogna” degli ebrei. “La bugia secondo cui (gli israeliani) sono vittime di un olocausto (lo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti durante la II Guerra Mondiale) e una menzogna che si e’ sbriciolata con l’olocausto di Beit Hanun, l’olocausto di Al-Fakhura […]Continua a leggere

Il Mossad e il pregiudizio antisraeliano

Di Emanuel Baroz | 6 gennaio 2011
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Il Mossad e il pregiudizio antisraeliano

Le cinque più assurde teorie cospirazioniste sul Mossad Il servizio segreto israeliano si è reso protagonista di operazioni spregiudicate, ma alcune non sono vere Il Mossad, il servizio segreto israeliano, è noto da sempre per la sua efficienza e la spietatezza. Questo mito si deve al fatto che nel corso della sua storia il Mossad ha effettivamente condotto operazioni elaborate e spregiudicate, spesso fuori dalla legalità. La più famosa è quella con cui l’intelligence israeliana ha eliminato quasi tutti i dodici responsabili degli attentati di Monaco. Durante le Olimpiadi del 1972 alcuni esponenti del movimento terrorista palestinese Settembre Nero fecero irruzione negli alloggi olimpici degli atleti israeliani uccidendone due e prendendone in ostaggio altri nove. L’operazione del Mossad è iniziata nel 1973 e si è conclusa nel 1988: a parte un terrorista ucciso da un rivale e un altro deceduto per morte naturale, tutti gli altri sono stati rintracciati e uccisi dagli agenti del Mossad. Un’altra operazione entrata nella leggenda è l’operazione Entebbe. Il 27 giugno del 1976 un volo proveniente da Tel Aviv venne dirottato da quattro terroristi. I dirottatori, due palestinesi e due tedeschi, fecero atterrare l’aereo a Bengasi, in Libia: lì restarono per sette ore e liberarono una donna. Poi decollarono nuovamente, stavolta diretti in Uganda, dove speravano di ottenere appoggio dal dittatore ugandese Idi Amin. Amin in effetti li aiutò e fece atterrare l’aereo. I dirottatori chiedevano la liberazione di 40 palestinesi detenuti in Israele. Rilasciarono gli ostaggi, eccetto gli israeliani, gli ebrei e l’equipaggio dell’aereo, che decise di restare. Il Mossad nel frattempo rintracciò l’azienda che aveva costruito il terminal in Uganda, che era israeliana. Prelevò alcuni dei suoi tecnici, li portò in una località segreta e fece costruire loro una replica esatta dell’aeroporto. Gli ostaggi rilasciati collaborarono e fornirono informazioni e dettagli sull’organizzazione dei dirottatori. Poi partì il raid. Quattro aerei militari atterrarono in Uganda, di notte e senza l’aiuto della torre di controllo. Una Mercedes nera si avviò verso l’aeroporto, simulando la visita del presidente Amin allo scopo di distrarre ugandesi e militari. Il finto corteo presidenziale arrivò al terminal dove erano rinchiusi i passeggeri. Lì si aprirono gli sportelli delle auto: gli israliani uscirono dai loro mezzi, fecero irruzione nel terminal e urlarono – in ebraico – di stare giù. Gli ostaggi si gettarono a terra, i terroristi restarono in piedi. Alla fine del raid, sei dirottatori vennero uccisi. Dei 103 ostaggi, soltanto tre morirono: uno ucciso per errore dagli israeliani, gli altri due colpiti dagli ugandesi. Gli israeliani persero un solo uomo (il fratello dell’attuale premier Netanyahu, tra l’altro). Questa fama però ha portato al Mossad anche il millantato coinvolgimento in decine di teorie complottiste: di fatto non esiste teoria cospirazionista che non veda, al centro o come comprimario, un ruolo del Mossad. Per stare alla più recente: secondo vari quotidiani pakistani e mediorientali il Mossad sarebbe dietro Wikileaks. Ma ce ne sono molte altre. Alcune tra le più fantasiose e improbabili sono riportate in un articolo pubblicato da Joshua E. Keating su Foreing Policy. Eccole.Continua a leggere

Arabia Saudita: “arrestato” avvoltoio, “è spia di Israele”

Di Emanuel Baroz | 5 gennaio 2011
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Arabia Saudita: “arrestato” avvoltoio, “è spia di Israele”

Arabia Saudita: “arrestato” avvoltoio, “è spia di Israele” Riad, 4 Gennaio 2011 – Un grande avvoltoio, sospettato di essere una spia di Israele, è stato “arrestato” in Arabia saudita. Lo riferiscono alcuni media, citati dalla BBC online. L’avvoltoio, un Grifone con una capacità alare di circa tre metri, è stato catturato dopo essersi posato nella città di Hyaal alcuni giorni fa. Alcuni abitanti hanno scoperto che portava un trasmettitore GPS con il marchio dell’Università di Tel Aviv e hanno avvertito […]Continua a leggere

A Gaza donne kamikaze pronte a entrare in azione

Di Emanuel Baroz | 4 gennaio 2011
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A Gaza donne kamikaze pronte a entrare in azione

Un reportage della Cnn A Gaza donne kamikaze pronte a entrare in azione Gaza, 04-01-2011 – Con il volto coperto e armi pesanti in pugno, un gruppo di militanti palestinesi si esercita in un’area circondata da dune di sabbia nella Striscia di Gaza. Gridano “Allahu Akbar”, “Dio e’ grande”, prima di sparare i loro colpi, preparandosi a combattere contro il nemico di sempre, Israele. Sono tutte donne, addestrate al jihad accanto ai militanti uomini, pronte a sparare, a lanciare bombe o farsi esplodere. Il gruppo fa parte delle Brigate Salah ad-Din, uno dei gruppi militanti attivi a Gaza, e la Cnn ha avuto la rara opportunita’ di filmarle e intervistarle. Cinque di loro appaiono sedute intorno a un tavolo carico di fucili, lanciarazzi e mine. Un velo copre interamente il loro viso, lasciando scoperti solo gli occhi. “Sono stata addestrata e sono pronta a essere un attentatore suicida contro i soldati israeliani”, dice una di loro, che non ha dubbi sul fatto che gli attentati siano compatibili con il Corano. “Sul cammino del Profeta – dice – si combatteva e ci si scontrava”. Un’altra donna regge con una mano coperta di anelli un lanciagranate. Si dice certa che presto ci sara’ una nuova guerra con Israele, a cui afferma di essere pronta a partecipare.Continua a leggere