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“Allenare Israele? Preferisco morire di fame”

Di Emanuel Baroz | 10 febbraio 2010
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“Allenare Israele? Preferisco morire di fame”

“Allenare Israele? Preferisco morire di fame” Durissima risposta di Hasan Shahata, ct dell’Egitto campione d’Africa, all’invito di alcuni cronisti israeliani di mettersi alla guida della loro nazionale. “Per tutta la mia vita ho sentito dire che uccidono i nostri figli e le nostre donne. È assurdo solo pensare che io possa allenare la squadra di quel Paese” Il Cairo – “Sarebbe più dignitoso morire di fame che allenare la nazionale israeliana”. È destinata ad alimentare polemiche la dichiarazione del tecnico della nazionale di calcio egiziana Hasan Shahata. Il tecnico che guidato i Faraoni alla terza vittoria consecutiva in Coppa d’Africa ha risposto in maniera durissima all’invito di alcuni cronisti sportivi israeliani che gli chiedevano di mettersi alla guida della squadra di Tel Aviv. L’INVITO DEI CRONISTI – Dopo il nuovo trionfo in Angola,  Shahata è diventato molto conosciuto e ambito in Medioriente e ultimamente alcuni critici sportivi israeliani gli hanno proposto di allenare la loro nazionale. “Israele sta cercando in tutto il mondo un allenatore per la propria nazionale di calcio. Shahata ha una grande personalità e riesce a gestire i grandi campioni all’interno della squadra, sarebbe l’allenatore ideale per la nazionale israeliana – ha detto in particolare il celebre giornalista israeliano Daniel Shahak in diretta tv-. Il presidente della lega calcio ha designato una commissione per scegliere il futuro tecnico della nazionale e noi crediamo di aver trovato in Shahata il candidato più idoneo”.Continua a leggere

Svezia: per il sindaco di Malmoe antisemitismo e sionismo si equivalgono!!!!

Di Emanuel Baroz | 9 febbraio 2010
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Svezia: per il sindaco di Malmoe antisemitismo e sionismo si equivalgono!!!!

Svezia: per il sindaco di Malmoe antisemitismo e sionismo si equivalgono!!!! Malmoe (Svezia) 28 Gen 2010 – In occasione della Giornata della Memoria il sindaco della città svedese di Malmoe, Ilmar Reepalu,  ha rilasciato una intervista al sito skanse.se in cui, in risposta ad una domanda dell’intervistatore sulla crescita dell’antisemitismo in Svezia negli ultimi mesi, ha dichiarato: “Noi non accettiamo né il sionismo, né l’antisemitismo. Sono estremisti che si mettono sopra gli altri gruppi e credono che valgano di meno”. […]Continua a leggere

Cambridge, gruppi studenteschi islamici impediscono a Benny Morris di parlare: «Fascista, razzista e islamofobo». La replica: fanno ridere

Di Emanuel Baroz | 9 febbraio 2010
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Cambridge, gruppi studenteschi islamici impediscono a Benny Morris di parlare: «Fascista, razzista e islamofobo». La replica: fanno ridere

La lezione dello storico israeliano spostata per le proteste di gruppi studenteschi Morris contestato a Cambridge: «Fascista, razzista e islamofobo». La replica: fanno ridere di Francesco Battistini GERUSALEMME – Razzista e islamofobo. «Non so se offendermi di più per l’ offesa o per essere costretto a misurarmi con accuse del genere». Fascista israeliano. «Fa ridere». Uomo della propaganda sionista. «Non conoscono né la storia, né la mia storia». Indegno di Cambridge. «Quarant’ anni fa, io a Cambridge facevo il mio dottorato. E vent’ anni fa, scrivevo La nascita del problema dei profughi palestinesi. E sa chi me lo pubblicò? La Cambridge University Press». Benny Morris è appena tornato dall’ Inghilterra, ma non è stato un viaggio di piacere. Due popoli (distanti), una terra (su cui discutere) e in mezzo un mare d’ incomprensioni. Perché, parlando d’ Israele, nel Regno Unito è appena finito l’ Annus Horribilis – «nella nostra storia, il peggiore per numero d’ episodi d’ antisemitismo», certifica il Community Security Trust di Londra – e quello che s’ annuncia non sarà molto meglio: «L’ ho provato sulla mia pelle. Sono arrivato a Cambridge mercoledì, dovevo parlare giovedì. Ma all’ ultimo minuto, la mia lezione è saltata. Sono venuti a dirmi che c’ era un problema…». Il problema era lui. Quel che voleva dire. Morris non ama la cattedra comoda e vellutata. A 61 anni, i suoi spigoli e le sue schegge danno fastidio. Uno che ha riletto lo scontro arabo-israeliano del 1948 come un primo scontro di civiltà, anziché come una guerra per la terra. Uno che non crede alla soluzione dei due popoli, due Stati. Uno che giustificò «la pulizia etnica», (in realtà in quell’intervista la tesi di Benny Morris era più articolata…) riferendosi alla Nakba palestinese. Uno contestato in patria da molti suoi colleghi – «controverso», lo presentava lo stesso manifesto della conferenza al St Catharine’ s College -, ma che nessuno s’ è mai sognato di zittire: «Due anni fa, a Berkeley, mi hanno accolto coi cartelli. Ma ho potuto parlare.Continua a leggere

Mosca: leader di Hamas incontra il ministro degli Esteri russo

Di Emanuel Baroz | 9 febbraio 2010
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Mosca: leader di Hamas incontra il ministro degli Esteri russo

Leader di Hamas incontra il ministro degli Esteri russo a Mosca Lavrov ha ricevuto Khaled Meshaal MOSCA, 8 feb. – Una delegazione di Hamas, guidata dal leader in esilio a Damasco Khaled Meshaal, è stata ricevuta a Mosca dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. La Russia vuole ampliare la sua influenza in Medio Oriente, e vorrebbe anche ospitare una conferenza di pace internazionale. Mosca considera Hamas come un attore a pieno titolo del processo di pace, contrariamente a Israele […]Continua a leggere

Hezbollah pronto ad attaccare Israele: Debka svela i piani dei terroristi libanesi

Di Emanuel Baroz | 8 febbraio 2010
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Hezbollah pronto ad attaccare Israele: Debka svela i piani dei terroristi libanesi

Esclusivo: svelato il criminale piano d’attacco di Hezbollah Tel Aviv, 3 Febbraio 2010 – Con una esclusiva davvero esplosiva il primo febbraio Debka File, un sito internet israeliano molto vicino al Mossad, rendeva noti i piani operativi di Hezbollah scoperti dalla intelligence americana nel caso di un eventuale attacco israeliano ai siti nucleari iraniani o nel caso di un innalzamento della tensione tra Israele e Libano. Dopo due giorni di verifiche siamo in grado di confermare che l’allarme lanciato da Debka è tutt’altro che campato in aria. Secondo quanto riferito da Debka, ci sarebbe un piano studiato da Hezbollah in collaborazione con l’Iran, la Siria e con Hamas, per attaccare alcune città israeliane nella Galilea del nord. Un primo battaglione dovrebbe attaccare in particolare la città di Nahariya allo scopo di prendere centinaia di cittadini israeliani in ostaggio. Allo stesso tempo (contemporaneamente) un secondo battaglione di Hezbollah sarebbe incaricato della totale conquista della città libanese di Naqura, sede del quartier generale delle Nazioni Unite in Libano, allo scopo di tagliare fuori eventuali reazioni della forza UNIFIL e di prendere il controllo di un importante snodo stradale che permetterebbe alle milizie islamiche di controllare tutto il sud del Libano. A questo punto un terzo battaglione di Hezbollah dovrebbe raggiungere i villaggi arabo-israeliani di B’ina, Deir al-Asad e Majd el-Krum, situati nel nord di Israele a due passi dal confine con la Galilea. Un quarto battaglione dovrà quindi inoltrarsi nella Kadesh Valley e conquistare le città di Yiftakh, Yesha Fortress, Ramot e Malkjia. A completare l’opera il piano prevede una rivolta degli arabo-israeliani localizzata nel centro del paese e a sud al confine con Gaza. Altri attacchi missilistici partirebbero dalla Siria. (Qui la cartina dettagliata distribuita da Debka)Continua a leggere