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Omicidio a Dubai, perché è difficile che sia stato il Mossad

Di Emanuel Baroz | 22 febbraio 2010
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Omicidio a Dubai, perché è difficile che sia stato il Mossad

Omicidio a Dubai, perché è difficile che sia stato il Mossad Mahmoud Mabhouh è stato assassinato. Il colpevole è sconosciuto. Ma tutti già danno la colpa a Israele. Senza prove di Michael Sfaradi Come una scheggia impazzita la notizia dell’assassinio di Mahmoud al Mabhouh, esponente di Hamas, rimbalza sui media che, senza prove, hanno già emesso la loro sentenza e puntano il dito contro i servizi segreti israeliani. Anche se le possibilità che il Mossad sia l’artefice di questo omicidio mirato sono molto alte, per una volta vogliamo fare la parte dell“avvocato del diavolo” perché crediamo che la vicenda debba essere valutata in base alle prove che la polizia di Dubai ha raccolto e non in base dei “sentito dire”. Mahmoud al Mabhouh, responsabile anche del rapimento e dell’uccisione di due militari israeliani, era da tempo segnato come obiettivo, era uno di quelli che in gergo sono chiamati “i morti che camminano”. Il suo omicidio è avvenuto il 20 gennaio scorso e nei primi giorni si era parlato di una morte per cause naturali, poi, a distanza di circa due settimane, la “morte naturale” è diventata un omicidio e non si sa se per soffocamento o per avvelenamento.Continua a leggere

Madrid: quando l’arte (?) parte da un pregiudizio antisemita

Di Emanuel Baroz | 22 febbraio 2010
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Madrid: quando l’arte (?) parte da un pregiudizio antisemita

Madrid: quando l’arte (?) parte da un pregiudizio antisemita Madrid, 18 Febbraio 2010 – Una scultura presentata all’International Art Fair, mostra internazionale tenutasi nella capitale spagnola nei giorni scorsi, ha causdato una protesta ufficiale da parte dell’Ambasciatore israeliano in Spagna. La scultura dell’artista (?) Eugenio Merino rappresenta un ebreo ortodosso che prega sulle spalle di un cristiano che poggia sopra un musulmano inginocchiato, con vicino un mitra Uzi con sopra una Menorà, candelabro a sette braccia simbolo dell’ebraismo. L’Ambasciatore israeliano, […]Continua a leggere

Il Cairo: ordigno contro sinagoga

Di Emanuel Baroz | 21 febbraio 2010
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Il Cairo: ordigno contro sinagoga

Ordigno contro una sinagoga al Cairo Un ordigno artigianale e’ stato scagliato stamani contro il portone di una sinagoga nel centro del Cairo, senza provocare ne’ feriti ne’ danni. Lo hanno reso noto fonti dei servizi di sicurezza nella capitale egiziana. Secondo le fonti, citate dall’agenzia ufficiale Mena, l’ordigno e’ stato lanciato da un ragazzo, che poi e’ fuggito. La polizia ha sigillato l’area attorno alla sinagoga, la piu’ grande del Paese arabo. La bomba era una molotov ed e’ […]Continua a leggere

New York Times: una lezione di giornalismo…..e di molto altro.

Di Emanuel Baroz | 20 febbraio 2010
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New York Times: una lezione di giornalismo…..e di molto altro.

New York Times: una lezione di giornalismo…..e di molto altro di Maurizio Molinari New York – Ethan Bronner  è il corrispondente del “New York Times” da Gerusalemme, è sposato a un’israeliana e ha un figlio che veste la divisa di Tzahal. Alcuni gruppi di attivisti arabi hanno chiesto al giornale di richiamarlo  perché “non più credibile” dopo la divulgazione delle notizie sul figlio. Il garante dei lettori ha dato loro ragione e ha sentenziato “è bene che torni”. Poi la […]Continua a leggere

Omicidio Mabhouh a Dubai: Mossad o Intrafada?

Di Emanuel Baroz | 19 febbraio 2010
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Omicidio Mabhouh a Dubai: Mossad o Intrafada?

Mossad, giallo da Dubai a Dublino In tutta Europa e Medio Oriente caccia ai killer anti-Hamas. Una faida palestinese? di Francesca Paci Londra – E’ il 20 gennaio, mercoledì. Il fisioterapista trentasettenne Stephen Daniel Hodes gioca con i due figli nell’appartamento di Ramat Beit Shemesh, vicino a Gerusalemme, dove vive dal 2000, quando ha lasciato Londra per l’aliyah, il ritorno. Nelle stesse ore un altro Stephen Daniel Hodes si registra con il suo passaporto al Bustan Rotana Hotel di Dubai per uccidere il comandante di Hamas Mahmoud al-Mabhouh e dissolversi nel nulla. Sembra l’inizio sincopato d’un film di spionaggio ma è la fine della liaison diplomatica tra Israele e Gran Bretagna, novelli partner nella guerra globale al terrorismo. Mentre la polizia dell’emirato arabo accusa «al 99%» il Mossad dell’eliminazione di al-Mabhouh, il Foreign Office chiede spiegazioni all’ambasciatore israeliano Ron Prosor: come mai 6 degli 11 membri del commando incaricato di eliminare il leader di Hamas (che diventano 18 considerando i presunti fiancheggiatori) avevano documenti britannici? Da Berlino a Parigi, altre capitali decidono passi analoghi, interrogandosi su come siano finiti in mano ai killer passaporti dei loro paesi.Continua a leggere