Riccardo Cristiano: una storia che è bene non dimenticare

 
admin
7 dicembre 2008
23 commenti

Riccardo Cristiano: una storia che è bene non dimenticare

riccardo-cristiano

L’11 Ottobre del 2000 a Ramallah vennero LINCIATI dei soldati riservisti israeliani da parte di una folla di palestinesi scatenata; le immagini degli autori con le mani insanguinate fecero il giro del mondo in pochi giorni, ma in Italia vennero trasmesse solamente da parte dei telegiornali Mediaset. Dopo pochi giorni l’allora responsabile della RAI in Israele scrisse una lettera al più importante quotidiano palestinese spiegando come la RAI non fosse responsabile della diffusione del filmato che testimoniava quanto accaduto. Per la cronaca il signor Riccardo Cristiano lavora ancora alla RAI!!!!

Per chi volesse saperne di più sull’IGNOBILE linciaggio di due riservisti dell’esercito israeliano avvenuto l’11 Ottobre 2000 a Ramallah consigliamo questa lettura

L’appello di Riccardo Cristiano apparso sul quotidiano palestinese di Ramallah “Al Hayat Al Jadida” del 16 ottobre 2000

Chiarimenti speciali dal rappresentante italiano della rete televisiva ufficiale italiana.

Miei cari amici di Palestina, ci congratuliamo con voi e crediamo che sia nostro compito mettervi al corrente degli eventi che hanno avuto luogo a Ramallah il 12 ottobre. Una delle reti private italiane, nostra concorrente, e non la rete televisiva ufficiale italiana RAI, ha ripreso gli eventi; quella rete ha filmato gli eventi. In seguito la televisione israeliana ha mandato in onda le immagini così come erano state riprese dalla rete italiana e in questo modo l’impressione del pubblico è stata che noi, cioè la RAI, avessimo filmato quelle immagini.

Desideriamo sottolineare che le cose non sono andate in questo modo perché noi rispettiamo sempre e continueremo a rispettare le procedure giornalistiche dell’Autorità Palestinese per il lavoro giornalistico in Palestina e siamo attendibili per il nostro lavoro accurato.

Vi ringraziamo per la vostra fiducia e potete stare certi che questo non è il nostro modo d’agire (ossia nel senso che non lavoriamo come le altre reti televisive). Non facciamo e non faremo cose del genere.

Vi preghiamo di accettare i nostri migliori auguri.

Riccardo Cristiano

Rappresentante della rete ufficiale italiana in Palestina

Per non dimenticare. Per ricordare a coloro che amano raccontare e raccontarsi che la “favola” dei corrispondenti esteri obbligati a impegnarsi a non diffondere mai notizie che possano mettere in cattiva luce l’autorità palestinese se vogliono operare nei territori sottoposti alla sua giurisdizione sarebbe una nostra invenzione, che questa realtà è ampiamente documentata. Per ricordare che da allora niente è cambiato, e i fatti sono qui a dimostrarlo.

Colgo l’occasione per alcune annotazioni sul testo dell’ineffabile Riccardo Cristiano: nella sua prima comunicazione dopo il linciaggio di Ramallah, esordisce congratulandosi con gli amici di Palestina: per che cosa si sta congratulando? Il bestiale linciaggio viene graziosamente chiamato “gli eventi”, così come il feroce terrorismo algerino degli anni Sessanta e l’altrettanto feroce repressione francese venivano graziosamente chiamati, sui giornali francesi dell’epoca, “les événements d’Algerie”. E infine, dopo avere ripetuto che mai e poi mai la RAI si permetterebbe di commettere una simile scorrettezza come quella di documentare un bestiale linciaggio messo in atto dagli amici di Palestina, si congeda porgendo i migliori auguri: di che cosa? Di buon proseguimento?

Barbara

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  • #1Daniel

    Il direttore del Tg5: “Il corrispondente ha scritto
    che le immagini del linciaggio erano nostre”

    Bufera sulla Rai
    “Delazione contro Mediaset”
    Riccardo Cristiano richiamato a Roma d’urgenza
    Celli: “Non ne sapevamo niente e non condividiamo”

    ——————————————————————————–
    ROMA – Non è “una lite tra Rai e Mediaset, nè uno scambio di accuse”, ma “qualcosa di più grave: in seguito a un passo, che non è scusabile, di uno dei corrispondente della Rai a Gerusalemme siamo stati costretti, e siamo costretti da stasera, a interrompere le corrispondenze dei nostri inviati nella zona”. Così il direttore del TG5, Enrico Mentana, nel corso dell’edizione serale del tg, ha annunciato il ritiro dei suoi giornalisti a Gerusalemme.

    “Una grave delazione”. Usa parole dure, il direttore del Tg5. Sotto accusa c’è la Rai, colpevole di aver esposto a possibili ritorsioni dei palestinesi gli inviati delle reti Mediaset in Medio Oriente: uno dei corrispondenti, Riccardo Cristiano, ha infatti scritto una lettera – pubblicata sui giornali in lingua araba – nella quale si sottolineava l’estraneità della Rai alle immagini sul linciaggio di Ramallah e la loro provenienza dalle troupe del Tg4. Durissima anche la posizione dell’ambasciatore israeliano in Italia, Yehuda Millo: “Il gesto di Cristiano getta una lunga ombra sulla credibilità dei Suoi e di altri corrispondenti presenti nella nostra regione”. Subito dopo, Israele ha anche sospeso il tesserino stampa rilasciato al giornalista autore della lettera.

    Sullo sfondo del conflitto in Medio Oriente si apre quindi un nuovo scontro tra Rai e Mediaset. Che ha avuto effetti immediati: poco dopo l’editoriale di Mentana infatti il direttore generale della Rai Pierluigi Celli comunicava di aver richiamato in Italia il giornalista sotto accusa, in quanto autore di un testo del quale “la Rai non era a conoscenza e che la Rai non condivide”.

    “Cari amici della Palestina, ci sentiamo in dovere di spiegarvi quello che è avvenuto circa il filmato degli eventi del 12 ottobre a Ramallah. Una delle tv private e non la tv ufficiale italiana ha girato il filmato e in seguito la lv israeliana lo ha trasmesso dando l’impressione che fossimo noi ad aver girato le scene”, si legge nella lettera che sarebbe stata scritta da Cristiano e pubblicata sul quotidiano Al-Hayat al-Jadida. “Vi assicuriamo che noi abbiamo sempre rispettato le regole dell’Autorità palestinese sulla stampa lavorando in Palestina e che siamo onesti. Vi ringraziamo e vi assicuriamo che non ci siamo mai comportati così e non lavoriamo in questo modo. Cordiali saluti”.

    Non si tratta semplicemente di una questione di stile, è il concetto espresso da Mentana. Quelle immagini possono aver contribuito all’individuazione dei responsabili del linciaggio (sei di loro sono stati arrestati proprio stamattina). E questo – nell’esasperato clima di tensione che si respira in questi giorni nei Territori occupati – potrebbe mettere a repentaglio l’incolumità dei giornalisti e degli operatori delle immagini che hanno fatto il giro del mondo.

    (18 ottobre 2000)

    http://www.repubblica.it/online/mondo/territoricinque/mentana/mentana.html

    7 Dic 2008, 17:13 Rispondi|Quota
  • #2Daniel

    Il video di Ramallah, scontro tra le tv italiane

    Il corrispondente Rai ai palestinesi: «Il film del linciaggio è di Mediaset». Mentana e Fede ritirano i loro inviati

    Il video di Ramallah, scontro tra le tv italiane Il corrispondente Rai ai palestinesi: «Il film del linciaggio è di Mediaset». Mentana e Fede ritirano i loro inviati ROMA – Riccardo Cristiano, corrispondente Rai da Gerusalemme, richiamato a Roma dai vertici dell’ azienda. Mediaset che annuncia iniziative giudiziarie mentre i direttori del Tg5, Enrico Mentana, e del Tg4, Emilio Fede, accusano la Rai di mettere in pericolo la vita dei colleghi della concorrenza a causa «della delazione» di Cristiano. L’ ambasciatore israeliano che protesta con la Rai. Forza Italia che parla di «antisemitismo della sinistra italiana». E’ fin troppo banale parlare di «tempesta sulla Rai», ma stavolta è impossibile trovare sinonimi.

    LA LETTERA – Il quotidiano palestinese «Al-Hayat Al Jadida» martedì 17 pubblica la traduzione in arabo di una lettera spedita da Cristiano a un esponente dell’ Autorità palestinese. Il corrispondente Rai spiega che le immagini sul linciaggio dei due poliziotti israeliani a Ramallah trasmesse il 12 ottobre in tutto il mondo e probabilmente servite alla polizia di Tel Aviv per individuare i presunti responsabili sono, sì, italiane ma «opera di una delle emittenti private che è in concorrenza con noi» (infatti è uno scoop di Anna Migotto del Tg4 e del suo cameraman palestinese). Cristiano prosegue: «La Rai ha sempre rispettato le procedure giornalistiche con l’ Autorità palestinese e continuerà a farlo». In serata cominciano le prime reazioni e dall’ Egitto, dove si trova per servizio, il capo dell’ ufficio Rai di Gerusalemme Claudio Accardi affronta il caso col direttore generale Pier Luigi Celli. Il capo del suo staff, Luigi Ferrari, contatta Cristiano che invia alle 20.22 via fax la sua lettera in inglese e la traduzione in arabo sul quotidiano. Celli richiama subito Cristiano che intanto spiega: il messaggio «era ad uso interno e non destinato alla pubblicazione».

    IL GIORNO DOPO (IERI) – Tutti i giornali israeliani parlano della lettera. Nel Tg5 delle 13 e nel Tg4 delle 13.30 i direttori Mediaset accusano Cristiano. Mentana: «Una grave delazione, se dovesse succedere qualcosa ai nostri inviati chiameremmo il corrispondente Rai a risponderne… Mediaset è stata contattata dalle autorità israeliane che chiedevano di poter visionare tutto il materiale girato durante il linciaggio ma abbiamo deciso di dire no, anche se offrivano in cambio un’ intervista in esclusiva col primo ministro Barak. Facciamo informazione e non delazione». Fede richiama Anna Migotto per ragioni di sicurezza, definisce la lettera di Cristiano «una vergogna per il giornalismo italiano» e accusa: quel messaggio «ha messo a rischio l’ incolumità dei nostri colleghi, additare le responsabilità di altri è vigliaccheria». Poi svela: abbiamo distrutto per sicurezza altri filmati in nostro possesso. Alle 20 Mentana rincara la dose: «Da oggi la nostra Simonetta Della Seta non potrà più lavorare e così gli altri corrispondenti Mediaset. Ora sappiamo chi ringraziare». Mediaset annuncia il ricorso «a tutte le sedi istituzionali e giudiziarie per ottenere chiarezza».

    LA RAI – La Rai svela solo alle 13.40 la sua decisione di richiamare Cristiano con due righe di Celli (che al mattino concorda la linea col presidente Roberto Zaccaria): la Rai «non era a conoscenza della lettera e non la condivide». Cristiano parte per Roma e arriva alle 18.30. Non rilascia dichiarazioni (solo un «non sono un delatore») perché gli viene negato il permesso per telefono. Ma Celli decide di difendere Cristiano: «Il fatto è e resta grave. Lui si è rivolto a una delle due parti in causa in una guerra, e per di più senza autorizzazione. Ma non ha fatto alcuna delazione. E’ stato proprio Fede a elogiare il 12 ottobre in diretta l’ operato della sua giornalista e a diramare una nota all’ Ansa in cui si ricostruiva tutta la vicenda. E ha fatto bene perché la Migotto è stata bravissima. Ma ripeto: non c’ è stata delazione». Che provvedimenti verranno presi? «E’ prematuro parlarne. Ricordo che Cristiano ha sempre lavorato bene e che dieci giorni fa è rimasto ferito durante una manifestazione palestinese rischiando di perdere l’ occhio destro». Una nuova nota Rai precisa: «La lettera originale non contiene l’ espressione “cari amici palestinesi” né accenni ad altre tv… il filmato è stato trasmesso in Israele con la sigla Rti delle reti Mediaset… la polemica è segno dell’ imbarbarimento dei rapporti a cui la Rai non si presterà».

    ISRAELE PROTESTA – Yehuda Millo, ambasciatore d’ Israele in Italia, protesta con Zaccaria: «Questo gesto getta una lunga ombra sulla credibilità dei suoi e di altri corrispondenti». A Tel Aviv il portavoce del governo israeliano, Nahman Shavi, dice: «Cristiano ci ha deluso». Il tesserino stampa israeliano del giornalista viene sospeso.

    LE REAZIONI ITALIANE – L’ ordine dei giornalisti del Lazio e Molise, presieduto da Bruno Tucci, ha già ricevuto un esposto di Fede: «Valuteremo il caso dopo aver esaminato con attenzione tutte le informazioni». In quanto ai politici, il Polo insorge. Mario Landolfi, presidente An della Vigilanza: «Atto di rara gravità». Luciano Malan, capo della propaganda di Forza Italia: «La lettera è indice di un atteggiamento antisemita diffuso in una certa sinistra italiana». Pietro Folena, coordinatore della segreteria Ds, ribatte: «Un tentativo di mascherare il fatto che la destra coltiva orientamenti estremisti, attaccandosi a un errore comunque gravissimo di un giornalista Rai». Paolo Conti

    Conti Paolo

    Pagina 6
    (19 ottobre 2000) – Corriere della Sera

    http://archiviostorico.corriere.it/2000/ottobre/19/video_Ramallah_scontro_tra_italiane_co_0_001019785.shtml

    7 Dic 2008, 17:15 Rispondi|Quota
  • #3GIANFRANCO

    SONO DI BARI E HO CONOSCIUTO PAOLO LONGO DA GIOVANE E SONO CONTENTO DELLA SUA CARRIERA IN CINA SI FARA’ MOLTI AMICI.NON CONOSCO E NON VOGLIO CONOSCERE RICCARDO CRISTIANO A ME I DELATORI E CHI RIMANE INSENSIBILE ALLA MORTE MI DISGUSTA PROFONDAMENTE E M’INDIGNA SERVIRSI DEL SERVIZIO PUBBLICO PER INGRAZIARSI IL GOEBBELS DI TURNO.

    8 Dic 2008, 19:06 Rispondi|Quota
  • #4Daniel

    Paolo Longo quando era il corrispondente per la RAI da Israele è stato il classico esempio di disinformazione!!!
    Sta bene in Cina!!!!

    8 Dic 2008, 21:18 Rispondi|Quota
  • #5Daniel

    8 anni dal linciaggio di Ramallah [da “yedioth ahronot”]

    Sono passati 8 anni da quando due soldati riservisti israeliani sbagliando direzione si vennero a trovare in territorio palestinese e lapidati da una folla furente. Poliziotti in divisa parteciparono al linch e gettarono le salme insanguinate in preda alla folla.

    Una testimonianza del poliziotto Shiech dal carcere israeliano: il giorno 12. 10. 2000 una macchina attiro’ l’attenzione dei passanti a Ramallah. Appena riconosciuta la targa israeliana ed il tipo di macchina insolito dalle nostre parti mandai un poliziotto ad indagare, e questo riferi’ che nella macchina ci sono due persone “strane”.

    Mi avvicinai personalmente ed alla mia domanda risposero di aver perduta la direzione e di voler telefonare per chiedere aiuti.

    Dopo aver compreso che si trattava di israeliani sequestrai il loro cellulare ed un fucile che si trovava in macchina, e li dichiarai in arresto. Da principio si opposero, ma io li minacciai con il fucile.

    Gia’ per la strada verso il posto di polizia i poliziotti cominciarono a bastonarli, mentre una folla inferocita dava fuoco alla macchina e cercava di impadronirsi dei prigionieri.
    Per la grande confusione entrammo di corsa nell’edificio della polizia chiudendo le porte.

    Io pregai la folla di permetterci di fare il nostro lavoro ,e promisi di consegnare i prigionieri piu’ tardi.

    C’erano all’incirca 1000 persone armate di bastoni e coltelli che cercavano di abbattere il portone per entrare. A questo punto i prigionieri furono portati nell’ufficio del comandante, ma nel frattempo parte della folla riusci’ ad entrare nell’edificio.

    Molti entrarono nell’ufficio del comandante, e presero a colpire i due soldati finche’ caddero al suolo.

    Non essendo io conscio del mio comportamento [!], presi un grosso tubo di ferro per farla finita. C’era un chiasso indiavolato. Vidi uno dei due soldati impaurito e gli diedi una mazzata sulla testa, e poi ancora 5 volte finche’ lo vidi morto.

    Prima di morire il prigioniero chiese pieta’, ma io non ci feci caso perche’ ero in stato di grande eccitazione. Non ho provato nulla, e non mi sono pentito.

    Il poliziotto Shiech si tenne nascosto per 2 settimane sapendo d’essere ricercato, ma infine torno’ a casa e venne catturato immediatamente. 2 anni dopo il linch venne condannato dal tribunale israeliano a carcere a vita.
    Ma Shiech e’ sicuro che fra poco sara’ liberato.

    http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/2008/12/18/8_anni_dal_linciaggio_di_ramal.html

    25 Dic 2008, 12:34 Rispondi|Quota
  • #6Daniel

    Qui potrete trovare anche le foto di quei poveri ragazzi linciati dalla folla:

    http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/2008/12/19/si_avvisa_che_larticolo_contie.html

    25 Dic 2008, 12:37 Rispondi|Quota
  • #7stefano

    Riccardo Cristiano, e chi se lo dimentica, il lacchè dei palestinesi, corrispondente richiamato ugentemente in patria dopo la sua lettera di scuse ai paestinesi che avevano brutalmente linciato due soldati israeliani, peccato che questo “signore” ancora sia in circolazione, è attualmente il giornalista Rai che ci parla degli avvenimenti ed opinioni del Vaticano.. lo avrei visto volentieri a pulire i cessi della rai anzichè tornare a fare il giornalista…

    16 Gen 2009, 17:25 Rispondi|Quota
  • #8hvg

    Attualmente è passato alla Redazione Rubriche Religiose, sempre della RAI, dove segue, in particolare, i temi del dialogo tra le religioni, con particolare riferimento all’integrazione dei Musulmani in Italia.
    E’ l’incaricato di seguire, in particolare, i viaggi degli ultimi due Pontefici in Medio Oriente ed in Paesi a maggioranza non cattolica.

    13 Ago 2009, 13:07 Rispondi|Quota
  • #10Parvus

    Senza girargli troppo attorno:
    Se qualcuno avesse l’intelligenza di fare un indagine patrimoniale, scoprirebbe subito perché l’ineffebile riccardo cristiano ama così tanto l’arabo palestinese.

    22 Nov 2009, 09:28 Rispondi|Quota
  • #11Inghev

    http://www.mfa.gov.il/MFA/MFAArchive/2000_2009/2000/10/Coverage%20of%20Oct%2012%20Lynch%20in%20Ramallah%20by%20Italian%20TV

    Coverage of the October 12 Lynch in Ramallah by Italian TV Station
    The Government Press Office today (Wednesday), 18.10.2000, has decided to temporarily suspend the press card of Riccardo Cristiano, the representative of Italian state television (RAI), in the wake of his letter to the Palestinian Authority which was published in the Monday (16.10.2000) edition of Al Hayat al Jedida. Mr. Cristiano has also been summoned to the GPO where he will be requested to explain his letter.

    In the aforementioned letter, Mr. Cristiano declared that he had acted according to the PA’s working rules for journalists. His letter implies that he will never again film events which are liable to cast a negative light on the PA, such as the recent lynching of IDF reservists in Ramallah.

    Mr. Cristiano also wrote that his competitors in the Italian media are responsible for broadcasting the pictures of the lynching and thereby accused other foreign journalists working in the territories.

    The State of Israel, as a democratic society, welcomes the foreign journalists working here and invests considerable effort in both assuring freedom of the press and assisting journalists in their work. All that we ask from foreign journalists is that they abide by the rules of press ethics as is accepted in democratic societies.

    Background

    On October 12, 2000, two non-combatant Israeli reserve soldiers were lynched and brutally murdered by a Palestinian mob in Ramallah. Both were drivers, one aged 38 and the father of three, the other a 33 year-old newly-wed.

    Since this lynching, the official Palestinian broadcasting stations have made every effort to hide the horrible pictures which were shown around the world.

    According to reporters’ evidence on the scene, not only did the Palestinian police not protect the two men slaughtered while in their custody in the Ramallah police station, but they also tried to prevent foreign journalists in the area around the building from filming the incident.

    Despite the attempts to distance reports, an Italian television crew managed to film several scenes.

    The following is an ad published in the Al Hayat Al Jadidah newspaper, considered the main newspaper of the Palestinian Authority. The ad, probably paid for, is evidence of the double standard which has come to characterize much of the reporting of the recent violence in the territories.

    Note that the brutal lynching is described merely as “the events”.

    Special Clarification by the Italian Representative of RAI, the Official Italian Television Station

    My dear friends in Palestine. We congratulate you and think that it is our duty to put you in the picture (of the events) of what happened on October 12 in Ramallah. One of the private Italian television stations which competes with us (and not the official Italian television station RAI) filmed the events; that station filmed the events. Afterwards Israeli Television broadcast the pictures, as taken from one of the Italian stations, and thus the public impression was created as if we (RAI) took these pictures.

    We emphasize to all of you that the events did not happen this way, because we always respect (will continue to respect) the journalistic procedures with the Palestinian Authority for (journalistic) work in Palestine and we are credible in our precise work.

    We thank you for your trust, and you can be sure that this is not our way of acting. We do not (will not) do such a thing.

    Please accept our dear blessings.

    Signed,
    Ricardo Christiano
    Representative of RAI in the Palestinian Authority
    (the official Italian station)

    Original ad in Al Hayat Al Jadidah:

    23 Nov 2009, 00:36 Rispondi|Quota
  • #12Wikipedia

    Ciao,

    dovreste controllare la pagina su Wikipedia, perchè dice:

    For its part, RAI disowned the letter and recalled Cristiano, stating, “He will no longer work from Jerusalem. Rai had no knowledge of the letter and its content.” Regarding Cristiano’s motives for the letter, RAI asserted that the journalist had recently been injured while covering other Palestinian riots and he wished to dispel rumors that RAI was responsible for the footage

    http://en.wikipedia.org/wiki/2000_Ramallah_lynching

    23 Nov 2009, 11:23 Rispondi|Quota
    • #13Emanuel Baroz

      la storia la conosciamo….la RAI scaricò Cristiano ma poi continuò a farlo lavorare in altra sede…..

      23 Nov 2009, 13:17 Rispondi|Quota
  • #14Luciano Baroni

    Caro Claudio, non ho mai dimenticato e ricordo ancora le discussioni fatte su questa ed altre atrocità commesse dai pals, penso che sia così anche per te.

    Ciao, buona serata se ti riesce, dopo questa ennesima atrocità, anche se di circa 10 anni fa.

    11 Ott 2010, 18:06 Rispondi|Quota
  • #15Emanuel Baroz

    Claudio?!

    12 Ott 2010, 09:35 Rispondi|Quota
  • #16Luciano Baroni

    Chiedo scusa, ma ho ricevuto da Claudio Carpentieri, amico da lunghi anni il post ed ho scritto la risposta senza pensare che rimaneva qui e non direttamente a lui ed alla sua pagina di FB.

    Spero di non aver creato troppo imbarazzio.

    Saluti.

    12 Ott 2010, 10:55 Rispondi|Quota
  • #17Luciano Baroni

    Ciao INGHEV.

    Per Emanuel : ho ricevuto in fb la mail di Claudio che Inghev conosce bene, ho scritto una risposta a lui senza rendermi conto che sarebbe rimasta solamente qui.

    Scusate se ho creato imbarazzo.

    Saluti.

    12 Ott 2010, 11:02 Rispondi|Quota
    • #18Emanuel Baroz

      Nessun imbarazzo Luciano……..era solo per capire! Grazie di essere intervenuto!

      12 Ott 2010, 11:13 Rispondi|Quota
  • #19Ruben DR

    Cisgiordania: presi terroristi di Hamas implicati nel linciaggio di Ramallah

    di Sarah F

    Cisgiordania – Avevano tentato di ricostruire un vera e propria struttura organizzata di Hamas in Cisgiordania. La loro avventura è finita con l’intervento dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interno israeliano, che ha arrestato 30 terroristi.

    A seguito di una indagine che andava avanti ormai da diversi mesi, lo Shin Bet aveva scoperto che Hamas stava cercando di ricostruire la sua struttura in Cisgiordania. Questa mattina l’intervento in collaborazione con la polizia dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) che ha portato all’arresto di 30 terroristi appartenenti ad Hamas.

    Il gruppo aveva creato un centro di comando a Ramallah e si apprestava ad organizzare analoghe strutture nelle zone di Hebron e di Betlemme. La sorpresa però è arrivata quando gli agenti israeliani hanno scoperto che tra i trenta arrestati c’erano due ricercati perché coinvolti direttamente nel linciaggio che nel 2000 costò la vita a due soldati israeliani a Ramallah. Un fatto questo che ha dato un “valore aggiunto” alla già importante operazione.

    I 30 terroristi arrestati dovranno comparire davanti a un tribunale militare con le accuse di terrorismo, trasferimento di fondi dall’estero in Cisgiordania per finalità terroristiche, organizzazione paramilitare, alleanza con il nemico e altri reati. Per i due implicati nel linciaggio di Ramallah le accuse, come è prevedibile, sono più pesanti e prevedono l’omicidio a sangue freddo di militari israeliani e crimini di varia natura.

    http://www.rightsreporter.org/cisgiordania-presi-terroristi-di-hamas-implicati-nel-linciaggio-di-ramallah/

    31 Ott 2012, 15:54 Rispondi|Quota
  • #20Emanuel Baroz

    18/10/2000

    La protesta dell’ambasciata d’Israele a Roma per il corrispondente Rai Riccardo Cristiano

    Oggi l’Ambasciatore d’Israele in Italia, Yehuda Millo ha presentato una dura protesta al Presidente della RAI, il Dott. Roberto Zaccaria, in merito all’appello “agli amici palestinesi” inviato dal corrispondente della RAI in Israele Riccardo Cristiano al quotidiano palestinese Al Hayat Al Jadida, pubblicato il 16 ottobre u.s. Nell’appello Cristiano mette in evidenza che “gli eventi” ossia il linciaggio dei due riservisti israeliani a Ramallah del 12 ottobre, non sono stati ripresi dalla rete televisiva italiana “ufficiale”, mentre “noi rispettiamo sempre le procedure giornalistiche in Palestina”. L’Ambasciatore ha aggiunto che questo gesto di Cristiano getta una lunga ombra sulla credibilità dei Suoi e di altri corrispondenti presenti nella nostra regione.

    http://www.morasha.it/israele/noraim16.html

    13 Ott 2015, 18:33 Rispondi|Quota
  • #23Naomi

    La lettera dei media governativi e oscena, e il momento di opporci a questi opportunismi e ottenete giustizia e non calare le braghe

    15 Ott 2016, 21:59 Rispondi|Quota
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