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L’Unesco e il candidato che odia Israele

Di Emanuel Baroz, in Antisemitismo, Antisionismo, Egitto, ONU (UN).

L’appello per il no alla candidatura di Farouk Hosny a Direttore Generale  dell’Unesco da parte di Bernard Henry Levy, Elie Wiesel e Claude Lanzmann

l’ Unesco e il Candidato che odia Israele

Il candidato egiziano Hosny si dice già sicuro dell’ elezione: chi ama la libertà deve impedire questo sbaglio Invitiamo Mubarak a sconfessare il suo ministro e a ritirarlo dalla corsa per una poltrona così importante «L’ Unesco si salvi dal naufragio: no a un direttore nemico di Israele»


farouk-hosnyChi ha dichiarato, nell’ aprile 2001, che «Israele non ha mai contribuito alla civilizzazione, in nessun’ epoca, perché non ha mai fatto altro che appropriarsi del bene altrui»? E chi ha ricominciato, quasi due mesi dopo, asserendo che «la cultura israeliana è una cultura inumana; è una cultura aggressiva, razzista, pretenziosa, che si basa su un principio semplicissimo: rubare quello che non le appartiene per poi pretendere di impadronirsene»?

Il 30 maggio si chiudono le iscrizioni per il posto di direttore generale dell’ Unesco, da eleggere in ottobre al posto del giapponese Koïchiro Matsuura (in carica dal 1999). Tra gli Stati che hanno più o meno apertamente sostenuto delle candidature ci sono Bulgaria (Irina Bokova), Paesi baltici (la lituana Ina Marciulionyte), Oman (Musa Bin Jaafar Bin Hassan), Algeria (Mounir Bouchenaki) ed Egitto (Farouk Hosny).Anche in virtù della prassi della rotazione tra aree geografiche, il grande favorito è il discusso ministro della Cultura egiziano Farouk Hosny.

Pubblichiamo qui l’ appello firmato dal regista e scrittore Claude Lanzmann, dal filosofo Bernard-Henri Lévy e dal premio Nobel per la pace Elie Wiesel.

Chi ha dichiarato, nel 1977, ripetendolo in seguito su tutti i toni, di essere «nemico accanito» di qualsiasi tentativo di normalizzazione dei rapporti del proprio Paese con Israele? O ancora recentemente, nel 2008, chi ha risposto a un deputato del Parlamento egiziano, preoccupato del fatto che potessero essere introdotti libri israeliani nella Biblioteca d’ Alessandria: «Bruciamo questi libri; magari li brucerò io stesso davanti a voi»? Chi, nel 2001, sul quotidiano egiziano Ruz-al-Yusuf, ha detto che Israele era «aiutato», nei suoi oscuri maneggi, dall’ «infiltrazione degli ebrei nei mass media internazionali» e dalla loro diabolica abilità a «diffondere menzogne»?

A chi dobbiamo queste dichiarazioni insensate, questo florilegio dell’ odio, della stupidità, del cospirazionismo più sfrenato? A Farouk Hosny, ministro della Cultura egiziano da più di 15 anni e, di sicuro, prossimo direttore generale dell’ Unesco se, entro il 30 maggio, data di chiusura delle candidature, non si farà nulla per fermare la sua marcia apparentemente irresistibile verso una delle cariche di responsabilità culturale più importanti del Pianeta.

Peggio ancora: quelle appena citate sono soltanto alcune – e non le più nauseabonde – fra le innumerevoli dichiarazioni dello stesso tenore che costellano la carriera del signor Farouk Hosny da una quindicina d’ anni e che, di conseguenza, lo precedono quando aspira, come oggi, a un ruolo culturale federatore. L’ evidenza è dunque questa: il signor Farouk Hosny non è degno di tale ruolo; il signor Farouk Hosny è il contrario di quello che è un uomo di pace, di dialogo e di cultura; il signor Farouk Hosny è un uomo pericoloso, un incendiario dei cuori e degli spiriti; resta solo poco, pochissimo tempo per evitare di commettere il grave errore di elevarlo a uno dei più eminenti incarichi.

Invitiamo quindi la comunità internazionale a risparmiarsi la vergogna che rappresenterebbe la nomina di Farouk Hosny, già data come quasi acquisita dall’ interessato, a direttore generale dell’ Unesco. Invitiamo tutti i Paesi che amano la libertà e la cultura a prendere le iniziative che s’ impongono per scongiurare tale minaccia ed evitare all’ Unesco il naufragio che questa nomina costituirebbe.

Invitiamo il presidente egiziano, in omaggio al suo compatriota Naguib Mahfuz, premio Nobel per la letteratura, che in questi giorni si starà rivoltando nella tomba, in omaggio al suo Paese e all’ alta civiltà di cui è l’ erede, a prendere coscienza della situazione, a sconfessare con la massima urgenza il suo ministro e comunque a ritirarne la candidatura.

Certo, l’ Unesco ha commesso altri sbagli in passato, ma questo sarebbe un insulto così enorme, così odioso, così incomprensibile; sarebbe una provocazione così manifestamente contraria ai propri ideali che non riuscirebbe a risollevarsi. Non c’ è un minuto da perdere per impedire che l’ irreparabile si compia. Bisogna, senza indugio, fare appello alla coscienza di ognuno per evitare che l’ Unesco cada nelle mani di un uomo che, quando sente la parola cultura, risponde con l’ autodafé. traduzione di Daniela Maggioni

Bernard Henry Levy, Elie Wiesel, Claude Lanzmann

(Fonte: Corriere della Sera, 22 Maggio 2009, Prima pagina e pag. 10)



7 Commenti Scritto da Emanuel Baroz
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Commenti:

Sono stati scritti 7 commenti su "L’Unesco e il candidato che odia Israele"

  1. francesca

    avete fatto una lista di firme contrarie? fatemi sarere.
    Se organizzate un’iniziativa a mIlano, io ci sono!

  2. L’Onu fa sempre più schifo e quel che è più triste è che pare proprio che non se ne veda il fondo :( (

  3. Emanuel Baroz

    28/05/2009 Il ministro della cultura egiziano, Faruk Hosni, candidato alla carica di Direttore generale dell’UNESCO, si è formalmente scusato per aver detto di voler bruciare con le proprie mani i libri israeliani che avesse trovato in una biblioteca egiziana.

    (Fonte: Israele.net)

  4. Ted

    Sbaglio a ricordare – data l’età – o l’UNESCO era già nota in passato per le SUE FOLLI POSIZIONI ANTISEMITE tenute a livello internazionale???… Evidentemente le lezioni NON servono e la storia si ripete!…

  5. Ted

    E, a proposito di Onu, è ormai da decenni una VERGOGNA MONDIALE, paladina com’è di tutta una serie di iniziative e decisioni antisemite!

  6. [...] il caso Farouk Hosny, ecco un altro ministro egiziano che getta la [...]

  7. anna maer

    La cultura deve essere onnivora, pescare da tutte le culture. Lontano dal fanatismo politico e religioso. Lontano dal falò dei libri.
    Annullare il pensiero malato di tal Farouk Horny, l’odio è sintomo di grave disgregazione mentale.


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"Per noi, popolo ebraico, questa risoluzione è fondata sull´odio, sulla falsità e sull´arroganza ed è priva di qualunque valore morale o legale. Per noi, popolo ebraico, questo non è altro che un pezzo di carta e noi lo tratteremo così" ["il sionismo è una forma di razzismo e di discriminazione razziale" - Risoluzione ONU Novembre 1975]