“Hitler non finì il suo lavoro”: parole choc in un negozio di Torino

 
Emanuel Baroz
22 gennaio 2010
5 commenti

“Hitler non finì il suo lavoro”: parole choc in un negozio di Torino

La denuncia di un ottico del centro. Si è trovato davanti un rappresentante che ha incominciato a dare giudizi antisemiti su un ex commerciante della zona.

torino focus on israelTORINO – «Hitler non ha fatto bene il suo lavoro, ci sono ancora ebrei in giro». Queste parole choccanti, quasi incredibili da ascoltare nel 2010 nella Torino che si accinge a celebrare il “Giorno della Memoria” sono state pronunciate venerdì scorso.

Il luogo? Un piccolo ma elegante negozio di occhiali sotto i portici di corso Vittorio Emanuele II, ‘Les Lunettes‘. I protagonisti: il titolare Roberto Magnoni e due rappresentanti venuti a mostrargli i nuovi prodotti di un marchio altrettanto prestigioso. Il risultato: un episodio inquietante quanto grave di antisemitismo, che alla fine ha costretto il negoziante a mettere alla porta i visitatori.

A parlare è lo stesso Magnoni: «Sono venuti da me, dopo aver preso appuntamento, una signora che già conoscevo come rappresentante di questa importante ditta e il suo collega da poco assunto in azienda, che proprio per questo la signora mi voleva presentare. Catalogo alla mano, abbiamo iniziato a fare due chiacchiere come è d‘uso in questi casi». Ma la conversazione ha preso quasi subito una piega inaspettata quanto sgradevole: «Sa – ha raccontato il neo-rappresentante – fino a poco tempo fa lavoravo sempre qui a Torino ma per la ditta XY. Però hanno chiuso… Il proprietario era il signor X, un ebreo, lei mi capisce, ha preferito mandarci tutti a casa anziché sborsare quel paio di milioni di euro che avrebbero salvato la situazione».

«Ho cercato di farlo tacere finché era in tempo – racconta Magnoni – spiegandogli che conosco bene quelle persone, e che la madre del signor X è mia cliente da molti anni. Ma non è bastato, quello è andato avanti come un treno: ‘Eh sì, lo sa come fanno ‘sti ebrei con i soldi, anche il liquidatore era uno di loro… Non vorrei dire, ma secondo me Hitler non aveva tutti i torti, solo che non ha finito bene il lavoro‘. Per me è stato abbastanza». Ma prima di mettere alla porta il rappresentante e la sua collega, che per tutta la durata della conversazione non aveva voluto né saputo zittirlo, Magnoni si è rivolto a una giovane collaboratrice: «Hai qualcosa da dire?». E la ragazza si è rivolta al visitatore: «Effettivamente, Hitler non ha fatto un buon lavoro. Sono ebrea, e sono ancora qui».

«Ho detto loro di non proporre più nulla a un ‘negozio ebreo‘ – conclude Magnoni – Ma sono ancora sconcertato dal fatto che un simile episodio sia potuto avvenire nell‘Italia dei giorni nostri».

(Fonte: La Repubblica, 20 gennaio 2010)

Nella foto: la Mole Antonelliana di Torino

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  • #1gaiasonnino

    la mamma dello stolto è sempre incinta!!!!!!!!!!1

    25 Gen 2010, 11:30 Rispondi|Quota
  • #2marinella mieli

    malgrado i sei milioni di fratelli morti siamo e saremo sempre presenti in ogni parte del mondo per ricordare e onorare chi non c’e’ piu’e per far si che non succeda mai piu’ B.H.

    25 Gen 2010, 14:05 Rispondi|Quota
  • #3Lello Hulk

    Vorrei sapere se è possibile sapere il nome della ditta che dà lavoro a questo Imbecille.
    Così potremmo scrivere montagne di lettere a codesta per accellerare il suo licenziamento

    25 Gen 2010, 15:14 Rispondi|Quota
    • #4Emanuel Baroz

      Caro Lello,
      purtroppo nell’articolo la ditta viene volutamente non menzionata….

      25 Gen 2010, 18:43 Rispondi|Quota
  • #5andrea

    certo che non deve nascondere il nome della “personcina”nè dellla ditta e deve anche avvertirli per iscritto della faccenda. se vuole lo faccio io, ero commerciante e non ho più niente da perdere

    5 Nov 2015, 10:02 Rispondi|Quota