3 Luglio 1976: Operazione Entebbe

 
Emanuel Baroz
3 luglio 2010
7 commenti

3 Luglio 1976: Operazione Entebbe

Il 27 giugno 1976 un aereo delle linee francesi decolla dall’aeroporto di Lod in Israele diretto a Parigi. Sull’aereo vi sono i 10 membri dell’equipaggio e 243 passeggeri. Poco dopo lo scalo ad Atene quattro feddayin, estratte le armi, avvertono tutti che l’aereo è sotto il comando del FPLP. I terroristi fanno atterrare l’aereo a Entebbe, l’aeroporto di Kampala, capitale dell’Uganda. I passeggeri vengono fatti scendere e portati in una grande sala dell’aeroporto.

Alle 17 dello stesso giorno si presenta Idi Amin in persona per avvisare gli ostaggi che poichè Israele rifiuta di obbedire alle richieste dei terroristi, tutto quello che sarebbe accaduto sarebbe stato responsabilità di Israele. Come i nazisti, i feddayin palestinesi fanno la selezione dei passeggeri e dividono gli ebrei dai non ebrei .  Sono così 104 le persone che rimangono prigioniere. Questa vergognosa selezione e separazione tra ebrei e non ebrei fa scattare in Israele la decisione per un’operazione militare. L’azione di attacco viene provata, colla massima segretezza, in Israele. Il tutto impegna 55 minuti ma a Entebbe ne basteranno 53. Vengono utilizzati tre Hercules e li segue un Boeing 707.

Alle ore 23.30 del 2 luglio, volando bassissimi per sfuggire ai radar, gli aerei atterrano di sorpresa all’aeroporto di Entebbe. A mezzanotte gli ostaggi sono svegliati da una sparatoria, un gruppo di armati sconosciuti irrompe nella sala gridando cogli altoparlanti ordini in ebraico, inglese e francese e libera gli ostaggi. I militari ugandesi di guardia non sono capaci di reagire in modo effettivo e sparano all’impazzata e mentre un gruppo di agenti israeliani porta in salvo gli ostaggi, un altro gruppo riesce a sabotare tutti gli aerei della flotta di Amin, 7 Mig sovietici, e a salvaguardare la pista. Nell’operazione restano uccisi i 4 terroristi palestinesi, 20 soldati ugandesi e due ostaggi che non avevano capito gli ordini di gettarsi a terra e non li avevano eseguiti. Muore anche, eroicamente, il comandante del commando israeliano, Jonathan Netaniahu.

Caricati ostaggi e equipaggio sul Boeing, dopo un atterraggio a Nairobi dove gli israeliani avevano lasciato un’unità ospedaliera mobile, vi fu finalmente l’arrivo trionfale in Israele.

Il mondo è ammirato ma la sinistra italiana meno. L’Unità scrive di “cinico atto di aggressione” ma il Times non contagiato dalle infatuazioni della sinistra nostrana definisce il blitz israeliano “un servigio sul piano internazionale”.

Il Blog di Barbara

Per un’altra descrizione di questo fatto cliccare qui e qui

Nella foto in alto: i festeggiamenti della folla in Israele al ritorno del commando e degli ostaggi in Israele

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  • #1leo

    mi ricordero. per tutta la vita questo giorno….mio padre z.l. arrivo’ allo stabilimento balneare a genova con un sorriso stampato sul viso che MAI dimentichero’

    6 Lug 2010, 12:17 Rispondi|Quota
  • #2Franco Marta

    Tsahal è l’angelo custode del popolo ebraico!….Shalom

    4 Lug 2012, 20:48 Rispondi|Quota
  • #3Leone Nauri

    La operazione entebbe conferma i miei pensieri del 1967. IN quell’anno quando inizio’ il percorso di Nasser che avrebbe dovuto portare alla distruzione diIsraele gli ebrei libici vivevano come al solito nel mondo dei sogni. Ricordo che mio padre Z’L’ mi chiamo’ da Gerba dove era andato con un grande gruppo di correligionari libici, per dirmi di raggiungerlo. Alle mie rimostranze ed all’ invito ad aprire gli occhi e venire in ItLia per i gravi pericoli cui sarebbe incorso in tunisia ed in Libia venni giudicato un allarmista. POche settimane dopo il 5 giugno inizio’ il pogrom che avrebbe portato la libia ad essere senza ebrei. Ma probabilmente se l’esercito israeliano non avesse vinto la guerra in poche ore il massacro sarebbe stato certamente molto piu’ devastante. I mussulmani libici si sono fermati perche’ temevano una operazione Entebbe ante litteram, e non dubito che sarebbe potuto accadere. Approfitto per ricordare il nome dei nostri morti di quel tempo per non dimenticare.

    Le vittime del pogrom del 5-12 giugno 1967 sono state:
    Emilia BarNes (Habib), Luzon Abraham, Luzon Arie, Luzon David, Luka Ester, Luzon Meir, Luzon Raffael, Luzon Shalom, Luzon Iosef, Luzon Zacchia, Mabruca, Mimun Meru a, Mimun Vito, Raccah Efraim, Raccah Toni, Raccah Izhak, Raccah Rahel Z’L’
    per quanto riguarda i fatti di quei giorni leggete le parole di Victor Magiar e di David Meghnagi, non dimentichiamo!

    6 Lug 2012, 14:17 Rispondi|Quota
  • #4Luca

    Bell’articolo

    3 Lug 2013, 15:14 Rispondi|Quota
  • #5Giuseppe Sechi

    Gli israeliano compiono un atto eroico e spettacolare di liberazione di propri cittadini presi in ostaggio dalla follia terroristica. Che imbecillagine di commento però da parte del quotidiano comunista “L’Unità”.

    3 Lug 2013, 20:55 Rispondi|Quota
  • #6Giuseppe Sechi

    Giuseppe Sechi ha detto:

    Gli israeliano compiono un atto eroico e spettacolare di liberazione di propri cittadini presi in ostaggio dalla follia terroristica. Che imbecillagine di commento però da parte del quotidiano comunista “L’Unità”.

    3 Lug 2013, 22:17 Rispondi|Quota
  • #7Giuseppe Sechi

    e pensare, 4 anni prima, in occasione dei giochi olimpici di Monaco, ci fu un episodio analogo di sequestro di atleti israeliani da parte di soliti terroristi. In quell’occasione le autorità tedeske non permisero l’intervento dei reparti speciali anti sequestro antiterrorismo israeliani. L’antiterrorismo tedesco mostrò una considerevole impreparazione: finì in un bagno di sangue nell’aeroporto di Monaco di Baviera 🙁

    3 Lug 2013, 22:17 Rispondi|Quota
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