Le parole contano: frasario ad uso dei giornalisti che si occupano di medioriente

 
Alex Zarfati
14 agosto 2012
6 commenti

Qualche giorno fa il politico palestinese Jibril Rajoub ha ringraziato il Comitato Olimpico di aver rifiutato di dedicare un minuto di silenzio per le vittime di Monaco ’72 trucidate da un commando militare dell’OLP dicendo che questa commemorazione sarebbe stata “razzista”. Questo termine mi ha confuso, come può essere che una commemorazione per ricordare degli atleti assassinati possa essere considerata “razzista”?

Così mi sono imbarcato in uno studio del lessico dell’inglese palestinese. Ne è venuto fuori che gli attivisti palestinesi e i loro sostenitori hanno dato vita ad una vera e propria lingua, un idioma parallelo, che da oggi potremmo chiamare, appunto Palestinese. La cosa non sarebbe nemmeno troppo grave, se non fosse che queste parole vengono rimbalzate da media italiani e stranieri con questo senso storpiato e malevolo. Facciamoci due risate, dunque.

Aborigeno/Nativo: Ogni non-ebreo – preferibilmente arabo – che ha messo piede in Israele/Palestina negli ultimi 150 anni o sia uno scampato da qualche persecuzione araba. Ad esempio, Yasser Arafat ed Edward Said, entrambi nati in Egitto, sono “nativi” palestinesi.

Aggressione sionista: La risposta, che segue ad un avvertimento, ad un attacco contro donne e bambini israeliani inermi, o qualsiasi atto di auto-difesa, se eseguito da ebrei. Ad esempio, è “aggressione sionista” se un ufficiale di polizia israeliano spara ad un terrorista palestinese che tenta di schiacciare un gruppo di israeliani con il suo bulldozer.

Apartheid: L’unico sistema di governo democratico in Medioriente che garantisce ai cittadini arabi la piena uguaglianza di fronte alla legge, incluso il diritto di diventare Giudici della Corte Suprema,  ambasciatori, ufficiali militari, o ministri. Da non confondere con la discriminazione etnica dei palestinesi in atto in Libano, che non è “Apartheid.”

Checkpoint: Una crudele e malvagia misura di sicurezza – assolutamente inutile – in uso in Cisgiordania per difendersi da anni di attacchi suicidi, da equiparare alle peggiori forme di tortura mai inflitte nella storia. Da non confondere con i checkpoint di sicurezza in uso negli aeroporti di tutto il mondo e nelle frontiere internazionali, che sebbene provochino gli stessi disagi, sono perfettamente accettabili.

Civile: Un palestinese armato nell’atto di compiere o pianificare un attentato, che è colpito dall’esercito israeliano.

Compassione: Una debolezza umana da sfruttare attraverso bugie e invenzioni per demonizzare Israele. Ad esempio, i “sionisti” uccidono i cuccioli degli animali per divertimento.

Concessioni: La condizioni fondamentali costantemente e perpetuamente richieste ad Israele perché venga riconosciuta come controparte affidabile per il dialogo.

Collaboratore: Ogni palestinese ucciso da gruppi come Fatah o Hamas, che esprima idee che possano farlo identificare come “sionista”. Per esempio: Amira è stata scagliata giù dalla finestra di un edificio per aver criticato Hamas sulla manutenzione inadeguata del sistema fognario di Gaza, lei era appunto una “collaboratrice”.

Crimini di guerra: Ogni atto di non-aggressione israeliano storicamente documentato. Per esempio, la trasformazione da parte dei “sionisti” del deserto in aranceti è un palese “crimine di guerra”.

Criminali di guerra: Ogni “sionista” che è invitato a parlare nelle università europee o atleta intento in una gara internazionale. Per esempio, Bar Refaeli è una “criminale di guerra”.

Crisi Umanitaria: Con riferimento a Gaza, la condizione di avere cibo in quantità e tutte le merci necessarie – consegnate giornalmente dagli israeliani – la possibilità di esportare prodotti all’estero e la costruzione incessante di hotel lussuosi.

Dimostrazione: Rivolta violenta di folle palestinesi, che comprende lancio di pietre e molotov contro soldati e civili e il fuoco delle mitragliatrici a loro concesse in conformità agli accordi di “pace”. In qualsiasi altro contesto, “dimostrazione” è la distribuzione pacifica di volantini stampati su carta di canapa da parte degli Hare Krishna.

Diritti Umani: La devozione acritica di narrazioni palestinesi che abusano del termine “sterminio” per demonizzare lo Stato ebraico ed evitare che i popoli che hanno bisogno reale di tutto il mondo ottengano l’attenzione o la riparazione che meritano. Inoltre, la filosofia politica dei “diritti umani” – che non è applicabile agli stati arabi – si propone di criticare solo l’America ed Israele. Ad esempio: i “diritti umani” mi impediscono, come ONG di prestare attenzione al genocidio in Congo perché verrebbe temporaneamente sospesa la disapprovazione di Israele.

Diritto: Ogni richiesta palestinese. Questo termine non si applica agli ebrei.

Ebraismo: Un concetto astratto di idee liberali e pro-palestinesi niente affatto legato ai 3500 anni di storia ebraica in terra d’Israele. Da non confondere con la religione di Gesù o dei profeti che erano, naturalmente, “palestinesi”.

Ebrei: Popolo che discende da popolazioni turche e Khazare che non ha alcun collegamento con gli antichi Giudei  o Israeliti, che erano in realtà “palestinesi.” Sono considerati “ebrei” a pieno titolo inoltre, un certo gruppo di persone che rifornisce di argomenti la propaganda palestinese, con teorie deliranti. Ad esempio, Norman Finkelstein è un “ebreo”, Ehud Barak non è un “ebreo”.

Entità sionista: Coloniale,  illegittima e malvagio assemblea di individui che, attraverso la “propaganda” e il “razzismo”, producono regolarmente top model e scoperte scientifiche che alleviano la sofferenza umana e cercano di migliorare le condizioni di vita nel mondo.

Fatto: Termine Palestinese per intendere una “scomoda verità”. Esempio: è un “fatto” che non c’è mai stato uno stato palestinese nella storia del mondo.

Fascista: Chiunque metta in discussione diritti esclusivi dei palestinesi

Flotilla: Un assembramento di 400 jihadisti armati turchi che intonano sogni di “martirio” e 4 confuse, anziane, donne “ebree” che credevano di partire in crociera con la Costa Classica per Cefalonia.

Frustrazione: Forma di antisemitismo che precede la fase di “resistenza”.

Genocidio: L’aggressiva operazione portata avanti dai “sionisti” con il fine di sterminare gli arabi palestinesi che ha portato l’esplosione della popolazione palestinese da soli 6-700mila nel 1948 agli oltre 6 milioni di oggi, di cui oltre un milione di israeliani palestinesi rappresentati nel parlamento israeliano.

Giordania: Uno stato popolato in maggioranza da palestinesi, che è stato creato per essere uno stato arabo palestinese e di cui la maggior parte palestinesi anche in Cisgiordania hanno la cittadinanza, ma che non ha alcuna rilevanza per la questione dell’autodeterminazione palestinese. Ad esempio, è “razzista” il suggerimento che la Giordania debba svolgere un ruolo nel governo della “Cisgiordania” o risolvere il problema di “apolide palestinese”.

Giornata della collera: Venerdì.

Gerusalemme: Capitale araba occupata che è stata il punto focale della cultura araba e le aspirazioni per 3000 anni, nonostante il fatto che – a differenza di Cordoba, Baghdad, Damasco, La Mecca, Il Cairo, Timbuktu – non è mai stata una capitale araba o un punto focale della cultura araba. Inoltre, una zona assolutamente priva di qualsiasi significato per gli ebrei e la storia ebraica.

Giudea: Un vetusto termine politico per indicare il territorio conosciuto fin dall’antichità classica come “West Bank”.

Giustizia: La resa immediata e incondizionata ad ogni esigenza – perennemente in espansione – palestinese, non importa quanto irragionevole o priva di fondamento.

Martire: Individuo che muore nell’atto di uccidere (o di provare ad uccidere) civili “sionisti” che stanno allegramente facendo un picnic.

Massacro: Ogni morte immaginaria o reale, accidentale o deliberatamente causata da uno o più terroristi palestinesi in una lotta armata solitamente avviata da detti terroristi. Inoltre, ogni atto di autodifesa ebraica, mai condotto. Di solito è un termine usato in una tipica sequenza di concetti degli ospiti di una trasmissione di Santoro o in una conversazione di Rula Jebreal o del compianto Nemer Hammad: “...la lotta…checkpointmassacropistolemuromassacroproiettili…sionistimassacro…” e così via.  Persino Angelina Jolie ha perso peso a causa dei “massacri” dell’ “occupazione”.

Muro dell’Apartheid: Una barriera di separazione eretta come risposta agli innumerevoli attacchi terroristici che ha la funzione di proteggere sia ebrei che musulmani da attentati suicidi.

Muro del pianto/Kotel/Western Wall: Un appendice dell’Haram-el-Sharif a Gerusalemme, senza alcun significato per gli ebrei e per nessun altro, famoso solo per essere il posto auto del cavallo Al Buraq del Profeta Maometto.

Occupato: Lo stato di ogni zona geografica popolata dai sionisti, preferibilmente una zona con una storia ebraica lunga e indiscussa. Ad esempio, il Muro Occidentale e il Monte del Tempio di “Gerusalemme” sono “occupati”, Ramat Aviv Gimel è “occupata”. Inoltre, è definito “occupato” il perpetuo stato della Striscia di Gaza, che non ha un singolo “sionista” dentro.

Occupazione: Il perpetuo stato della politica palestinese, a prescindere dalla totale assenza di soldati israeliani in molte aree palestinesi, e una scusa per ogni singolo eccesso palestinese, compresa la violenza domestica e colesterolo alto. È caratterizzato dal fatto che il 96% dei palestinesi sono governati dai loro stessi leader eletti.

Olocausto/Shoah: L’eccessivamente documentato – anche se fabbricato industrialmente – omicidio di massa degli ebrei d’Europa da parte dei tedeschi con l’aiuto del leader nazionalista palestinese Haj Amin Husseini, ma che comunque non è mai avvenuto. Il termine viene comunemente usato però, per descrivere la situazione dei palestinesi.

Oppressione: Il semplice esercizio di controllo e autodeterminazione degli ebrei e di Israele. Ad esempio, un controllo di frontiera tra Gaza e Israele è “Oppressione.” Inoltre, tutto ciò che ad un attivista palestinese non piace. Ad esempio, il fatto che Hamas abbia perso la guerra che ha causato nel 2009, è una forma di “oppressione”.

Pace: Termine con il quale si vuole indicare la volontaria cancellazione da parte di Israele di ogni presenza ebraica da ogni sito (difeso e riconquistato in numerose guerre di aggressione subita) di millenaria rilevanza ebraica. In cambio di terrorismo, demonizzazione, ingerenze europee e qualche meeting presso la Casa Bianca.

Pacifista: Termine di cui ci si serve in modo ambiguo. Molto spesso Jihadista turco o membro di una ONG noto per il suo supporto ad Al Qaeda, per incantare romantici occidentali ed essere usato come foglia di fico dalla Jihad.

Palestinese: Termine usato per indicare un antico popolo arabo improvvisamente materializzatosi nella seconda metà del XX secolo e che allo stesso tempo può contare tra le sue file anche ebrei vissuti millenni or sono. Ad esempio, Gesù di Nazareth, un rabbino nato in Giudea, era un “palestinese”. Formula usata anche per gli oggetti. Ad esempio, i Rotoli del mar Morto, sono “manufatti palestinesi”.

Parità di diritti: “Diritti” che devono essere conquistati per i palestinesi, con la violenza se necessario, e negati agli ebrei.

Popolo: Lo stato di ogni gruppo di individui che condividono storia, lingua, cultura e origine geografica, tranne quando sono ebrei.

Propaganda: Ogni fatto storico documentato che supporta la prospettiva sionista.

Pulizia Etnica: L’atto mediante il quale Israele ha offerto la cittadinanza agli arabi nel bel mezzo di una guerra di genocidio condotta dai leader arabi nel 1948, e che ha dato i suoi cittadini arabi pieni diritti democratici e ha permesso alla sua popolazione araba di prosperare e crescere ad un ritmo più veloce rispetto alla maggioranza ebraica. Ad esempio, la tentacolare città arabo-israeliana di Umm al Fahm è la prova della”pulizia etnica” di Israele.

Questione palestinese: La questione più urgente e pressante di fronte all’intera umanità – mai esistita. Anche se essa è il risultato diretto del rifiuto arabo di accettare il piano di spartizione dell’ONU e il rifiuto di ogni successiva offerta di pace israeliana. La “questione palestinese” è stata in qualche modo del tutto irrilevante tra il 1948 e il 1967 quando i loro fratelli giordani occupavano la “Cisgiordania”.

Razzismo: Qualsiasi espressione dell’ebraismo che non contenga riferimenti alla tragedia dei palestinesi. Ad esempio, è “razzismo” insistere nell’insegnamento della Shoah.

Razzista: Termine che si applica ad ogni, atto, evento, persona o cosa, che accetta in ogni modo, implicito o esplicito, l’esistenza di Israele o interrompe – anche se temporaneamente –  il lamento ossessivo delle richieste dei palestinesi. Ad esempio, un momento di silenzio per commemorare la perdita di atleti uccisi da terroristi dell’OLP nel 1972 è “razzista”. Inoltre, “razzista” è un aggettivo che è sempre opportuno inserire prima di una parola, un oggetto, un concetto astratto, o un dispositivo, in qualche modo legato al “sionisti”. Ad esempio, la “razzista”micropill-cam che ha salvato la vita di mia nonna, è stata realizzata nell’ “Entità sionista” da “criminali di guerra”.

Resistenza: L’atto di uccidere deliberatamente scolari israeliani innocenti o altri uomini disarmati in ristoranti, autobus, asili nido o altre aree. Oppure il lancio di razzi su persone anziane. Ad esempio, massacrare 11 atleti israeliani rapiti dalle loro camere alle Olimpiadi di Monaco nel 1972 è stata “Resistenza”.

Rifugiato: Status riconosciuto a qualsiasi arabo in tutto il mondo che affermi che uno dei suoi parenti è stato costretto a lasciare il nascente stato di Israele – nonostante gli appelli in senso contrario – a causa di una guerra iniziata da arabi nel 1948. Agli ebrei che furono espulsi dagli stati arabi nel 1948 a causa della stessa guerra, non deve essere riconosciuto questo status.

Sionismo: Indefinibile movimento globale per il male che è la causa di tutti i problemi che affliggono il mondo arabo dal 1300, dalla Mauritania, allo Yemen del Sud, Malmo, Maldive e Indonesia. E (secondo l’opportunità) anche la causa del crollo del sistema finanziario occidentale, espressa da fenomeni perniciosi come la crisi del credito del 2008, le connessioni lente dell’Internet siriano e gli squali addestrati come spie al largo della costa egiziana.

Sionista: Un termine che abbraccia tutti i cattivi in tutto il mondo nel corso della storia, in ogni campo dello scibile umano, anche se si sono attivamente opposti al sionismo; inoltre, sinonimo di “ebreo” che non deve mai essere riconosciuto come tale. Ad esempio, Vanilla Ice è stato un “sionista”, Bashar Assad era un eroe fino a quando non ha iniziato a massacrare la sua stessa popolazione e a questo punto è diventato un “sionista”, Hitler era un “sionista”, anche se non ha fatto nulla di male perché l'”Olocausto” non è mai accaduto, ma sta accadendo ai palestinesi di oggi.

Stato palestinese: Entità geografica e politica il cui destino è quello di vivere a fianco, in mezzo e al posto dell'”entità sionista”. Inoltre, la risposta a tutti i mali della vita, compreso il terrorismo internazionale e quello delle macchie di rossetto sulle tazzine del caffè.

Storia: Qualunque serie di finzione necessaria a promuovere la serie attuale di richieste palestinesi.

Stato d’Israele: Termine “razzista” per “entità sionista”.

Terre in cambio di pace: il procedimento mediante il quale si priva un paese, ad esempio Israele, sia della terra che della pace.

Terrorismo: Recentemente l’attacco ai soldati egiziani da parte palestinese. Quando il termine è usato dai “sionisti” però, il concetto è “razzista”.

Umiliazione: Termine che indica come le masse di palestinesi si sentano come risultato della politica di Israele di non fare assolutamente nulla di male e che spesso sfocia nell’organizzazione di una “Dimostrazione”.

* L’articolo liberamente tratto e tradotto da un brillantissimo post di Philippe Assouline ha un intento goliardico e non intende essere offensivo nei confronti della difficile condizione che – malgrado Israele – gli abitanti di Gaza e della West Bank si trovano a vivere. Piuttosto si cerca di sottolineare con ironia come l’uso disinvolto di una certa terminologia in uso tra i giornalisti che si occupano di medioriente sia inadeguata e pericolosa.  E che il migliore servizio che potrebbero fare alla loro professione e in particolare ai palestinesi (ammesso che gli interessi), sia lavorare per la pace chiamando le cose con il loro nome e isolando le menzogne e il linguaggio figlio della propaganda estremista.

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  • #1esperimento

    Più che collaboratore (che ha un’accezione neutra se non addirittura positiva) direi “collaborazionista” (che ricorda meglio quelli che aiutavano i nazisti, per es.)…
    Diversi anni fa pubblicai anch’io una cosa simile aiutata anche da Barbara che all’epoca non aveva ancora un blog e da Ilpunto (se non ricordo male)…

    14 ago 2012, 21:28 Rispondi|Quota
  • #2barbara

    Non vale! Sono arrivata prima io!
    http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/2006/04/30/piccolo_e_un_po_sgangherato_di.html
    (ed era già stato pubblicato quattro anni prima, ossia ben dieci anni fa, su informazione corretta!!)

    14 ago 2012, 22:14 Rispondi|Quota
    • #3Emanuel Baroz

      hahaha!!!! Grande Barbara….;)

      16 ago 2012, 14:42 Rispondi|Quota
  • #4Chaim

    Ci rido sopra anche se è triste… Tutto vero quello che avete scritto e che i pacifinti e i loro sostenitori ignoranti si fanculizzino…

    15 ago 2012, 20:44 Rispondi|Quota
  • #5Emanuel Baroz

    Come giustamente ricordato da Barbara ed Esperimento esiste un’altra versione simile di qualche anno fa:

    PICCOLO – E UN PO’ SGANGHERATO – DIZIONARIO MASSMEDIOLOGICO DEL MEDIO ORIENTE

    Questo mio piccolo divertissement è stato scritto per informazione corretta nella primavera del 2002, all’epoca dell’operazione “scudo di difesa”.

    ATTIVISTA
    comunemente: persona che si prodiga per una causa sociale (es.: gli attivisti di Green Peace)
    per gli inviati in Israele: persona che riduce in brandelli vecchi e bambini

    GUERRIGLIERO
    comunemente: combattente che, non potendo affrontare a viso aperto i soldati di un esercito più forte, li attira in imboscate
    per gli inviati in Israele: vedi alla voce “attivista”

    KAMIKAZE
    comunemente: militari che, con insegne militari ben visibili, colpivano obiettivi militari
    per gli inviati in Israele: terroristi che, travestiti e mimetizzati, colpiscono obiettivi civili

    DEPORTAZIONE
    comunemente: trasferimento coatto di una persona lontano dalla madrepatria
    per gli inviati in Israele: trasferimento di palestinesi in territorio palestinese

    ESILIO
    comunemente: condizione di chi è costretto a lasciare la patria – per lo più per reati di opinione o per ostilità da parte di chi governa
    per gli inviati in Israele: rinuncia da parte di uno stato a catturare e processare dei pericolosi terroristi, allo scopo di favorire la soluzione di una drammatica crisi provocata dai terroristi stessi

    TERRORISTA
    comunemente: persona che usa il terrore come metodo di lotta, uccidendo civili innocenti
    per gli inviati in Israele: persona che usa il terrore come metodo di lotta, uccidendo civili innocenti non ebrei

    PRESUNTO
    comunemente: ritenuto tale, ma non accertato o provato
    per gli inviati in Israele: tutto ciò che è definito tale da Israele, anche se è accertato e provato

    MASSACRO
    comunemente: uccisione di un grandissimo numero di persone, per lo più innocenti
    per gli inviati in Israele: uccisione in battaglia di una quarantina di terroristi e una decina di civili di cui i terroristi si erano fatti scudo

    STERMINIO
    comunemente: distruzione di un’intera comunità
    per gli inviati in Israele: vedi alla voce “massacro”

    GENOCIDIO
    comunemente: distruzione di un intero popolo
    per gli inviati in Israele: vedi alla voce “massacro”

    OLOCAUSTO
    comunemente: sacrificio totale. Generalmente usato per indicare la distruzione di sei milioni di ebrei da parte del nazismo
    per gli inviati in Israele: vedi alla voce “massacro”

    FOSSA COMUNE
    comunemente: grande scavo nel terreno per contenere centinaia o migliaia di cadaveri
    per gli inviati in Israele: non ci sono, ma ve lo raccontiamo lo stesso

    “….”
    comunemente: per indicare un uso inconsueto di un termine, o per segnalare una presa di distanza
    per gli inviati in Israele: per indicare tutte le definizioni di fonte israeliana

    INDICATIVO
    comunemente: modo verbale usato per riferire fatti certi e provati
    per gli inviati in Israele: modo verbale usato per riferire tutte le notizie di fonte palestinese

    CONDIZIONALE
    comunemente: modo verbale usato per riferire notizie di cui si dubita
    per gli inviati in Israele: modo verbale usato per riferire tutte le notizie di fonte israeliana

    CECCHINO
    comunemente: tiratore scelto che spara stando nascosto
    per gli inviati in Israele: tiratore scelto israeliano che sta appollaiato in cima a una gru

    MARTIRE
    comunemente: persona che sacrifica la propria vita in nome di una fede religiosa (i martiri cristiani) o di un alto ideale civile (Jan Palach)
    per gli inviati in Israele: persona profumatamente pagata per assassinare il maggior numero possibile di ebrei

    INCURSIONE
    comunemente: attacco di mezzi armati, soprattutto aerei, su territorio nemico; genericamente anche a scopo di furto o rapina
    per gli inviati in Israele: ogni azione di polizia condotta dall’esercito israeliano allo scopo di catturare terroristi e/o prevenire ulteriori azioni terroristiche su civili israeliani

    RAPPRESAGLIA
    comunemente: risposta a un atto illecito del nemico, compiuta moltiplicando in misura variabile il numero delle vittime, scelte a caso fra la popolazione civile
    per gli inviati in Israele: distruzione di strutture terroristiche e arresto – eventuale uccisione in caso di resistenza armata – di terroristi

    OPPOSITORI POLITICI
    comunemente: persone di opinione contrastante con la linea di governo
    per Lamberto Dini: terroristi assassini

    RIFUGIATI POLITICI
    comunemente: persone perseguitate per reati di opinione e non macchiatesi di reati di sangue che cercano rifugio in un altro stato
    per Paolo Cento: terroristi assassini che Israele ha rinunciato a processare allo scopo di liberare una chiesa dai suddetti che vi si erano asserragliati

    LUNGA E DIFFICILE ESPERIENZA
    comunemente: per esempio una gravissima e penosa malattia o la convivenza con un disabile
    per Nemer Hammad: l’irrompere armati in una chiesa e restarvi asserragliati per quasi un mese e mezzo tenendovi dei religiosi come ostaggi e derubandoli di tutto

    Ed è (anche) con questa sistematica manipolazione del linguaggio – oltre che con tutti gli altri espedienti che da decenni ormai vediamo in atto e inutilmente continuiamo a denunciare – che si forma un’opinione pubblica ostile.

    barbara

    Aggiornamento: muffin suggerisce:
    MILITANTE
    comunemente: attivista, persona che si impegna attivamente per una causa politica, sociale, religiosa etc.
    per gli inviati in Israele: persona che usa il terrore come metodo di lotta, uccidendo civili innocenti (pur di non dire “terrorista”)

    Aggiornamento 2: il grande Toni suggerisce:
    INSEDIAMENTO
    comunemente: agglomerato urbano abitato da ebrei-israeliani (gli ebrei non israeliani nell’area sono una razza estinta) in territori contesi
    per gli inviati in Israele: qualsiasi posto su cui cade un razzo Kassam

    Aggiornamento 3: il grande Toni suggerisce:
    CARRIARMATI
    comunemente: carriarmati
    per gli inviati in Israele: i carriarmati con la Stella di David

    AEREI
    vedi sopra (mentre nessuno si è mai sognato di dare connotazioni religiose ai fucili con Cristi e Madonne incisi sul calcio, con cui i maroniti libanesi andavano a compiere le loro stragi, ndb).

    Aggiornamento 4: esperimento suggerisce:
    IL MURO DELLA VERGOGNA
    comunemente: impossibile dare una definizione perché non esistono precedenti. Possiamo ipotizzare, se qualcuno dovesse decidere di inaugurare il filone, il muro che chiudeva gli ebrei nei ghetti o quelli delle ambasciate in Argentina durante la dittatura, che hanno impedito a migliaia di giovani di salvarsi la vita
    per gli inviati in Israele: barriera costituita per circa il 5% da muro e per il restante 95% da rete metallica, atta ad impedire l’ingresso ai terroristi

    Aggiornamento 5: silverlynx suggerisce:
    SOLDATI DI [nome proprio]
    comunemente: milizie armate facenti gli interessi di un “signore della guerra”
    per inviati in Israele: soldati delle forze armate dello Stato di Israele (“i soldati di Sharon”)

    http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/2006/04/30/piccolo_e_un_po_sgangherato_di.html

    16 ago 2012, 14:53 Rispondi|Quota
  • #6Parvus

    Incredibile!… Chissà cosa gli fanno gli arabi ai giornalisti… Sarà mica perché li pagano?

    16 ago 2012, 17:40 Rispondi|Quota