Copenaghen (Danimarca): troppe minacce, via kippah e altri simboli ebraici

 
Emanuel Baroz
16 dicembre 2012
2 commenti

Certo ripensando al comportamento tenuto dal re di Danimarca Christian X durante la Seconda Guerra Mondiale vengono i brividi….

Danimarca: ambasciata Israele, ebrei non esibite simboli

Avviso dato anche da organizzazioni religiose dopo minacce

Copenaghen, 14 Dicembre 2012 – Le persone di religione ebraica che vivono o si trovano di passaggio in Danimarca sono state messe in guardia dall’indossare o mostrare i simboli della loro fede poiché continuano a persistere minacce di molestie e di
atteggiamenti antisemiti.

Lo riferisce il giornale danese Jyllands-Posten che ha pubblicato un’intervista all’ambasciatore israeliano a Copenaghen, Arthur Avon, secondo il quale è consigliabile non esporre simboli dell’ebraismo. «Abbiano avvertito gli israeliani che sono in viaggio qui e che vogliono andare in sinagoga di indossare la kippah solo una volta entrati all’interno del tempio» ha detto Avon precisando che «è meglio esibire tali simboli solo in luoghi sicuri».

Analogo avvertimento ha espresso il gruppo ebraico Mosaisk Trossamfund che ha sollecitato i fedeli ad evitare di mostrare in pubblico la Stella di David, ricordando che quest’anno vi sono stati almeno 37 episodi di antisemitismo e che la stessa polizia danese ha più volte invitato le persone di fede ebraica alla cautela.

(Fonte: Ansa.it, 14 Dicembre 2012)

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  • #1Emanuel Baroz

    ANSA/ DANIMARCA: TROPPE AGGRESSIONI, VIA KIPPAH E STELLA DAVID

    AMBASCIATORE ISRAELIANO E GRUPPO RELIGIOSO INVITANO A PRUDENZA

    di Maria Novella Topi

    (ANSA) – ROMA, 14 DIC – Niente kippah, né Stella di David, niente conversazioni ad alta voce in ebraico: non è un editto da pogrom, né un tuffo tra le pieghe di qualche legge razziale, è il consiglio che l’ambasciatore israeliano a Copenaghen e un gruppo religioso ebraico hanno riservato agli ebrei che si dovessero recare in viaggio in Danimarca (ma anche a quelli che la abitano). Questione di prudenza, meglio mantenere un basso profilo e non esibire i simboli religiosi di fronte ai sempre più frequenti episodi di antisemitismo.

    La ‘cura’ suggerita dall’ambasciatore Arthur Avnon di stanza nella capitale danese e dal centro religioso ebraico Mosaisk Troessamfund, anche se non in forma ufficiale, lascia l’amaro in bocca e fa pensare che i pericoli per la nutrita comunità ebraica di Danimarca (circa 8000 persone) siano maggiori di quelli fin qui emersi.

    Al giornale Jyllands-Posten che ha realizzato un’inchiesta sull’antisemitismo ascoltando anche il suo parere, Avnon ha dichiarato che l’ambasciata «consiglia agli ebrei che giungono nel paese di non esibire simboli religiosi, di non indossare la kippah, o di farlo soltanto una volta entrati in sinagoga, anche se apparentemente si trovano in un posto sicuro». Avnon – le cui parole non sono state commentate da fonti ufficiali israeliane – ha aggiunto che è meglio non indossare monili con la Stella di David, e l’associazione religiosa Mosaisk ha da parte sua rincarato la dose consigliando di non parlare in ebraico ad alta voce per la strada, chiedendo ai frequentatori di una scuola ebraica a Copenaghen di essere estremamente prudenti.

    «Noi non facciamo questo ufficialmente, ma se proprio dobbiamo esprimerci consigliamo vivamente di passeggiare con una kippah in testa o una Stella di David visibile per alcuni quartieri della città» ha spiegato alla France Presse Jan Hansen, il direttore della Carolina di Copenaghen, una scuola privata ebraica.

    Il fatto è che nell’ultimo anno gli episodi considerati di antisemitismo in Danimarca sono arrivati a quota 39 con una progressione che, stando ai dati del 2011 compilati dall’Osservatorio della Ue sul fenomeno, va dai 21 del 2009, ai 10 del 2010. Nonostante le indagini promosse in ambito europeo, le campagne contro l’antisemitismo, la crescente attenzione al fenomeno, il paese celebre per la vicenda delle ‘vignette sataniche’ e per i gruppi della destra anti-islamica, la città (Copenaghen) inscritta tra le prime 10 al mondo in ogni sorta di classifica di civiltà e vivibilità, si trovano dunque ad avere un’altra spina nel fianco.

    Le ultime vicende di Gaza non hanno aiutato; il 19 novembre l’ambasciata è stata fatta segno di lanci di petardi e scritte ingiuriose, ma a Noerrebro, il quartiere di Copenaghen col maggior numero di immigrati arabi e mediorientali, vi sono stati parecchi altri episodi inquietanti, come l’aggressione ad un anziano ebreo per strappargli la catenina con la Stella di David. La stessa polizia della città ha più volte invitato le persone di religione ebraica ad usare il massimo della cautela da quelle parti.

    Addirittura in settembre, nel corso di una Fiera internazionale nella capitale danese è stato consigliato allo stand israeliano di ammainare la bandiera; per non dare troppo nell’occhio. Segnali troppo cupi per essere trattati con sufficienza e restare ignorati. (ANSA).

    17 Dic 2012, 13:28 Rispondi|Quota
  • #2DOFIAGRACIA

    Sentire di questa recrudescenza dell’antisemitismo proprio in Danimarca fa veramente male al cuor: La Danimarca di Re Cristiano che protesse i suoi ebrei con mano forte e generosa ora………si mostra vile e antisemita!!! Che schifo, un altro Paese cancellato dalla mia cartina geografica!!!

    18 Dic 2012, 20:06 Rispondi|Quota
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