Siria: lo spettro delle armi chimiche e il risiko su Israele

 
Emanuel Baroz
15 marzo 2013
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Siria: lo spettro delle armi chimiche e il risiko su Israele

di Giovanni Giacalone

assad-siria-armi-chimiche-hezbollah-focus-on-israelLo spettro delle armi chimiche è ormai il grande spauracchio di Israele: alla conferenza internazionale sulla sicurezza che si tiene annualmente a Hertzliya, il generale maggiore Avi Kohavi ha dichiarato che Assad ha ancora pieno controllo sui depositi di armi chimiche nei dintorni di Damasco e potrebbe farne uso contro l’opposizione in qualunque momento.

Lo Stato ebraico è però preoccupato anche dal fatto che tali armi possano passare nelle mani di gruppi filo Assad come Hezollah o altri filo-opposizione come i jihadisti di Jabhat al-Nusra, gruppi che potrebbero a loro volta utilizzarle contro Israele. Fonti della sicurezza israeliana hanno recentemente affermato che le richieste per kit di emergenza e maschere anti-gas sono drasticamente aumentate negli ultimi mesi e le autorità postali israeliane confermano che in un solo giorno ne sono state distribuite più di quattromila.

Inoltre secondo alcune analisi la brigata jihadista Jabhat al-Nusra sembra acquisire sempre maggior rilievo all’interno dei gruppi di opposizione, è ormai diventata una colonna portante dell’offensiva anti-Assad ed in diverse occasioni è addirittura intervenuta a soccorso dei combattenti dell’Esercito Libero Siriano. I suoi membri sono particolarmente temuti dall’esercito regolare di Assad in quanto non hanno alcuna paura della morte e non esitano a immolarsi in nome di quella “guerra santa” contro il regime; ciò purtroppo è dimostrato anche dai diversi attentati suicidi come quello di al-Midian nel gennaio 2012 che fece 26 morti e più di 60 feriti, molti dei quali civili; quello del 3 ottobre scorso ad Aleppo che fece 48 morti e 122 feriti e diverse altre zone del paese; attentati decisamente poco apprezzati dall’Esercito Libero Siriano.

In aggiunta subentra un’ulteriore preoccupazione, ovvero che in caso di caduta del regime, l’esercito iraniano e le milizie di Hezbollah potrebbero decidere di entrare in Siria per cercare di salvare il salvabile e salvaguardare i propri interessi; una prospettiva che obbligherebbe Israele e forse anche la Nato a un immediato intervento in Siria. In effetti risulta difficile credere che l’Iran lasci che il suo storico alleato cada senza muovere un dito, tant’è che gli Stati Uniti hanno denunciato ancora una volta, tramite il direttore dell’Intelligence nazionale James Clapper, il continuo supporto economico, logistico e militare fornito da Teheran ad Assad.

Il riconoscimento di Israele. Se poi il regime siriano dovesse cadere e l’opposizione prendesse il potere, quali saranno i conseguenti rapporti con Israele? Il nuovo governo sarebbe disposto a riconoscere lo Stato ebraico? Secondo alcune fonti sarebbero in corso trattative con alcuni esponenti dell’opposizione siriana che sarebbero pronti a riconoscere la sovranità di Israele; il problema nascerebbe dal fatto che questi esponenti non godrebbero della necessaria rappresentatività all’interno dello schieramento di opposizione.

La caduta del regime di Assad rischia dunque di non essere la fine della tragica guerra civile siriana ma piuttosto l’inizio di un più ampio conflitto che rischia di espandersi su larga scala.

(Fonte: Diritto di Critica, 15 Marzo 2013)

Nella foto in alto Bashar el Assad

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  • #1Emanuel Baroz

    15/03/2013 Una donna israeliana di 40 e sua figlia di 3 anni sono rimaste gravemente ferite al raccordo Gitai Avishar, presso Ariel, nello scontro fra la loro auto e un camion causato dal lancio di pietre da parte di palestinesi. Moderatamente feriti anche altri due figli, di 4 e 5 anni, l’autista del camion e un autista di autobus, tutti ricoverati al Rabin Medical Center di Petah Tikva. Più tardi un uomo e un bambino di 10 anni sono stati moderatamente feriti da pietre palestinesi sulla Strada 5, sempre nei pressi di Ariel.

    15/03/2013 Secondo il canale di news libanese ”Al Miadin”, affiliato a Hezbollah, tre navi da guerra russe con a bordo 700 soldati, avrebbero attraccato al porto di Beirut dove dovrebbero restare tre giorni. Secondo il reportage, le navi sono dirette al porto di Tartus, in Siria.

    15/03/2013 Tre personaggi di spicco di Hamas sarebbero coinvolti nell’attacco a una posizione egiziana a Rafah, lo scorso agosto, in cui vennero uccisi 16 ufficiali egiziani. Lo ha scritto il periodico egiziano Al-Ahram Al-Arabi, che fa il nome di Raed al-Atar, comandante dell’ala militare di Hamas a Rafah (località al confine fra Sinai e striscia di Gaza), come una delle persone che hanno orchestrato l’attacco. Al-Atar è uno dei terroristi che erano dietro alla presa in ostaggio del soldato israeliano Gilad Shalit.

    15/03/2013 Le Filippine hanno annunciato che manterranno il loro contingente di pace Onu sulle alture del Golan, nonostante il sequestro per tre giorni, la scorsa settimana, di 21 caschi blu filippini da parte di ribelli siriani.

    15/03/2013 In una lettera al capo della comunità ebraica di Roma, Papa Francesco ha espresso il desiderio di promuovere i rapporti tra ebrei e cattolici.

    15/03/2013 Il programma nucleare iraniano “progredisce più lentamente di quanto l’Iran aveva sperato, ma va avanti”. Lo ha detto giovedì alla Conferenza di Herzliya Aviv Kochavi, capo dell’intelligence militare israeliana. “L’Iran continuerà con il suo programma nucleare – ha detto – perché presuppone che le probabilità di uno raid non siano elevate”.

    15/03/2013 Il canale tv iraniano Al-Alam ha riferito che le forze armate di Teheran hanno testato con successo missili balistici tipo Nazeat-10 e Fajr-5.

    15/03/2013 Il presidente d’Israele Shimon Peres ha salutato l’elezione dell’argentino Jorge Mario Bergoglio a nuovo leader della Chiesa Cattolica Romana. Nel corso di un incontro con i capi della Chiesa cattolica polacca, Peres ha detto che “i rapporti tra il Vaticano e il popolo ebraico si sono intrecciati lungo tutta la storia delle due religioni: sono certo che il nuovo papa continuerà a promuovere queste relazioni”.

    15/03/2013 Nazir Ahmed, 55 anni, uno dei primi Pari d’Inghilterra musulmani, condannato per aver provocato un incidente stradale mortale nel 2007 inviando almeno cinque messaggi col cellulare mentre era al volante della sua Jaguar, ha accusato della propria condanna un “complotto degli ebrei, che possiedono giornali e tv e hanno esercitato pressioni sui giudici”, a causa del suo “sostegno a favore dei palestinesi di Gaza”. A seguito di tale affermazione, il partito laburista britannico ha deciso la sospensione di Ahmed affermando che “il partito laburista non tollera alcun tipo di antisemitismo”.

    15/03/2013 Secondo alcune fonti citate da Globes, Israele sarebbe in trattative segrete con BG Group (British Gas), che detiene i diritti su Gaza Marine, al largo della striscia di Gaza, circa lo sviluppo del giacimento a favore della popolazione palestinese di Cisgiordania e Gaza. Nelle trattative sarebbe coinvolto l’inviato del Quartetto (Usa, Ue, Russia, Onu) Tony Blair. A quanto risulta, non vi sarebbero colloqui diretti con i rappresentanti palestinesi a causa della situazione delicata e del complicato rapporto tra Autorità Palestinese e Hamas.

    15/03/2013 Siria. I bambini vengono sempre più spesso utilizzati in prima linea dalle due parti della guerra civile, che non esitano a usarli come scudi umani o addirittura come combattenti. Lo ha denunciato mercoledì l’organizzazione di difesa dei diritti umani Save the Children in un rapporto pubblicato in occasione dei due anni dall’inizio del conflitto interno siriano.

    14/03/2013 La Repubblica russa di Cecenia sta finanziando la costruzione di una nuova moschea, la seconda più grande in Israele dopo quella di al-Aqsa sul Monte del Tempio di Gerusalemme. Secondo il sito web russo RT, la moschea verrà costruita ad Abu Ghosh, un villaggio arabo israeliano alla periferia ovest di Gerusalemme, potrà ospitare alcune migliaia di fedeli e servirà le esigenze della comunità cecena israeliana. Sorgerà su una strada intitolata all’ex-presidente ceceno Akhmad Kadyrov, assassinato nel 2004, e ne prenderà il nome.

    14/03/2013 Si è detta “molto emozionata” la nuova ”miss Israele” Yityish Aynaw per aver ricevuto un invito a cenare con il presidente israeliano Shimon Peres e quello americano Barak Obama durante l’imminente visita di quest’ultimo a Gerusalemme. Aynaw, 21 anni, ex ufficiale dell’esercito israeliano, la prima etiope-israeliana a vincere il concorso, ha detto che non riusciva a credere di avere l’opportunità di incontrare un uomo il cui successo, dice, ha esercitato ”una notevole influenza sulla sua vita”.

    14/03/2013 I servizi di sicurezza israeliani hanno comunicato che indagini in Giudea e Samaria hanno rivelato che c’era il “ministro” dell’interno a Gaza Fathi Hammad dietro al tentativo di organizzare attentati terroristici con gli uomini di Hamas in Cisgiordania. Hammad era anche coinvolto in traffici di esplosivo sventati dalle forze di sicurezza. Nonostante in superficie la “tregua” fra Hamas e Israele sembra tenere, secondo i servizi israeliani Hamas dietro le quinte ha intensificato gli sforzi per creare cellule terroristiche in Cisgiordania, ordinando ai nuovi adepti di cercare di lanciare razzi dalla Cisgiordania, rapire e uccidere israeliani, preparare attentati suicidi.

    14/03/2013 Il Governatore della Banca d’Israele Stanley Fischer ha detto mercoledì che la pace è importante per la salute economica di Israele nel lungo periodo. ”A lungo termine questa economia dovrà fare la pace con i suoi vicini, quando tutti saranno pronti a farlo, cosa che mi auguro avvenga il più presto possibile – ha detto Fischer, intervenendo alla Conferenza di Hertzliya – Non credo che il bilancio della difesa possa continuare a crescere al ritmo di questi ultimi anni. Dovremo trovare un modo diverso per affrontare il problema”. Tra le sfide a lungo termine che Israele deve affrontare, Fischer ha citato anche la povertà concentrata nei settori arabo ed ebraico ultra-ortodosso.

    14/03/2013 Arabia Saudita. Sette sauditi, condannati a morte per una rapina a mano armata commessa nel 2006 quando erano minorenni, sono stati giustiziati mercoledì da un plotone d’esecuzione ad Abha, una città nella regione meridionale di Asir, dopo che era stata respinta dal sovrano saudita la domanda di clemenza delle famiglie e di un’organizzazione per i diritti umani.

    14/03/2013 Secondo fonti interne di Hayehudi Habait (Casa ebraica), Naftali Bennett intende proporre al Likud un compromesso per risolvere lo stallo fra Lapid e Netanyahu: a Yesh Atid (C’è futuro) andrebbe il portafoglio dell’istruzione, mentre il Likud terrebbe gli interni.

    14/03/2013 Il vice presidente e capo dell’agenzia nucleare iraniana, Fereidoun Abbasi, ha detto mercoledì che la centrale nucleare di Bushehr è rimasta scollegata dalla rete elettrica del paese a causa di un problema tecnico con il generatore della centrale. Abbasi ha specificato che l’impianto di Bushehr è ancora in fase sperimentale per cui tali malfunzionamenti non devono stupire, e che l’impianto tornerà operativo in pochi giorni grazie ad attrezzature in arrivo dalla Russia.

    14/03/2013 Il parlamento della Croazia ha votato per il ritiro dei suoi circa 100 caschi blu inquadrati nella forza di peace-keeping dell’Onu sulle alture del Golan (fra Siria e Israele), nel timore che possano essere presi di mira dalle truppe governative siriane che combattono i ribelli. Il ministro della difesa croato Ante Kotromanovic ha detto mercoledì che il ritiro inizierà ”molto presto”, ma non ha specificato la data esatta per motivi di sicurezza.

    14/03/2013 Siria. Ahmad Shihadeh, funzionario della delegazione dell’Unione Europea in Siria, è rimasto ucciso martedì in un attacco missilistico su un sobborgo di Damasco. Lo ha confermato il responsabile della politica estera della UE Catherine Ashton. Ahmad è morto mentre consegnava aiuti umanitario agli abitanti del sobborgo di Deraya, specifica il comunicato diramato da Ashton.

    14/03/2013 Egitto. L’ufficio del presidente egiziano Mohamed Morsi ha presentato ricorso contro la decisione del tribunale amministrativo del Cairo di sospendere le elezioni parlamentari, che avrebbero dovuto iniziare il 22 aprile, in attesa che la legittimità della legge elettorale venga approvata dalla Corte Costituzionale.

    13/03/2013 Hamas ha violentemente attaccato una nuova iniziativa israeliana volta a incrementare il turismo da paesi musulmani dell’Asia orientale, dall’Africa, dall’India e dal Pakistan. Hamas denuncia il “complotto turistico israeliano”, stando a quanto riferisce il sito web del Palestinian Information Center. ”Noi di Hamas – recita una dichiarazione di Hamas sul sito web – mettiamo in guardia dalla gravità di questo piano sionista che mira a sostenere le pretese sioniste, a rafforzare la dimensione ebraico-talmudica, a promuovere il presunto diritto ebraico sulla moschea di Al-Aqsa e il suo complesso (il Monte del Tempio di Gerusalemme), a cancellare la profondità storica della civiltà araba e islamica”. Hamas invita l’Organizzazione della Cooperazione Islamica e la Lega Araba a costringere i suoi membri a rifiutare l’iniziativa turistica israeliana.

    13/03/2013 Israele ha rinnovato martedì mattina il passaggio attraverso il valico di Kerem Shalom verso la striscia di Gaza di gasolio donato dal Qatar.

    13/03/2013 Siria. Forze siriane fedeli al regime avrebbero ucciso martedì almeno 30 soldati disertori in un agguato sulla strada per l’aeroporto di Damasco, mentre combattenti dell’opposizione li stavano guidando a piedi verso un quartiere in mano ai ribelli. Ne hanno dato notizia fonti dell’opposizione.

    13/03/2013 Violenti scontri sono scoppiati a sud-ovest di Hebron, martedì sera, quando agitatori palestinesi hanno iniziato a gettare bombe Molotov sui soldati israeliani. Secondo fonti locali, un palestinese sarebbe morto per le ferite riportante negli scontri nel campo palestinese di Al-Fawwar.

    13/03/2013 Il regime iraniano sarebbe in grado di produrre l’uranio arricchito necessario per costruire una bomba nucleare senza che gli Stati Uniti se ne accorgano. Lo ha affermato il direttore della National Intelligence, James Clapper, durante il suo discorso annuale al Congresso Usa. “Siamo convinti che Teheran può produrre un’arma nucleare senza lasciare tracce visibili”, ha spiegato.

    13/03/2013 Il presidente Mahmoud Ahmadinejad è stato violentemente criticato da alti esponenti religiosi iraniani che gli rimproverano d’aver abbracciato la madre in lacrime di Hugo Chavez, al funerale del defunto presidente venezuelano: un contatto fisico considerato peccaminoso dai rigidi codici islamici applicati in Iran.

    13/03/2013 Due piloti israeliani sono morti lunedì notte nell’incidente di un elicottero Cobra, durante un volo di addestramento nel centro-sud del paese. Si tratta di Noam Ron, 49 anni, originario di Oranit, ed Erez Flekser, 31 anni, di Haifa. Il Comando aereo ha istituito una commissione d’indagine.

    13/03/2013 Circa 233.000 turisti e visitatori giornalieri sono entrati in Israele nel mese di febbraio, una cifra simile a quella record del febbraio 2012. I dati recentemente pubblicati dall’Ufficio Centrale di statistica indicano che, mentre la grande maggioranza dei turisti (161.000 in febbraio) è entrata in Israele attraverso l’aeroporto internazionale Ben-Gurion, se ne sono registrati 4.700 arrivati con voli diretti per Eilat (sul Mar Rosso). Israele confina con quattro stati arabi, ma solo Egitto e Giordania hanno relazioni diplomatiche con Israele e permettono ai turisti di entrarvi attraverso i loro paesi. Dei 23.000 turisti giunti in Israele via terra, 17.000 sono entrati attraverso i valichi di frontiera tra Giordania e Israele, il resto attraverso il valico di Taba tra Sinai egiziano ed Eilat.

    (Fonte: Israele.net)

    15 mar 2013, 16:04 Rispondi|Quota
  • #2Emanuel Baroz

    Siria: armi ai ribelli dalla Croazia. Paga l’Arabia Saudita

    di Sarah F

    Le armi ai ribelli siriani arrivano dal cuore dell’Europa e più precisamente dalla Croazia. A sostenerlo è un giornale croato ripreso dal New York Times e da altri importanti media internazionali. Una inchiesta condotta dal Jutarnji List, influente giornale croato, rivela tutti i passaggi delle armi dirette ai ribelli siriani e conferma che la piccola repubblica dell’ex Jugoslavia è al centro del mercato delle armi dirette in Medio Oriente (e non solo ai ribelli siriani).

    Secondo il Jutarnji List tra novembre 2012 e febbraio 2013 almeno 75 aerei da trasporto carichi di armi (si parla di 3.000 tonnellate) sarebbero decollati dall’aeroporto di Zagabria diretti in Giordania e da li in Siria. A organizzare il tutto sarebbero società di copertura americane che si avvalgono di aziende di trasporto turche e giordane. Il grosso delle armi arriva direttamente dagli arsenali croati (mitragliatori, armi di medio calibro, lanciarazzi RPG e munizioni) ma in mezzo al carico ci sarebbero anche armi inglesi e alcuni missili antiaerei a spalla russi di tipo SA-7. A pagare le armi sarebbe l’Arabia Saudita.

    Come fonte delle informazioni il Jutarnji List cita “fonti diplomatiche croate” ma con una intervista alla AFP il portavoce del Ministero degli Esteri croato, Danijela Barisic, ha smentito seccamente che tali informazioni corrispondano a verità.

    In realtà da diverso tempo la Croazia è al centro di un complesso sistema attraverso il quale importanti quantitativi di armi arrivano in Medio Oriente. In maggioranza sono armi che provengono dagli stessi arsenali croati avuti in “eredità” dal dissolvimento della Yugoslavia e mai censite (un surplus non dichiarato pari a centinaia di migliaia di pezzi), ma sono stati segnalati casi in cui le armi trasportate in Medio Oriente erano molto più tecnologicamente avanzate di un semplice AK47. Molte società saudite e di altre monarchie del Golfo hanno aperto sedi in Croazia da dove poi smistano di tutto nei Paesi medio-orientali.

    Da diverso tempo l’intelligence israeliana tiene sotto controllo le operazioni saudite in Croazia. Il Mossad ritiene che buona parte delle armi ricevute da Hamas e dalla Jihad Islamica provengano proprio dagli arsenali croati. La fornitura di armi croate ai ribelli siriani sarebbe quindi la conferma che Riyadh ha messo in piedi nel cuore dell’Europa un fiorente commercio di armi attraverso il quale rifornire i gruppi terroristi medio-orientali senza complicate manovre e lunghi tragitti.

    http://www.rightsreporter.org/siria-armi-ai-ribelli-dalla-croazia-paga-larabia-saudita/

    15 mar 2013, 16:06 Rispondi|Quota
  • #3Emanuel Baroz

    Israele: fortissimo allarme. Hezbollah ha le armi chimiche siriane

    di Sarah F

    Hezbollah, il gruppo terrorista sciita libanese legato all’Iran, è entrato in possesso di armi chimiche provenienti dalla Siria. Lo hanno detto ieri fonti dell’Amministrazione americana durante un breafing con alti ufficiali israeliani al seguito del Ministro della Difesa israeliano, Ehud Barack.

    La notizia, di per se sconcertante, dimostra una volta per tutte che Israele non esagerava quando sosteneva che il rischio che le armi chimiche di Assad finissero in mano ad Hezbollah era un rischio serio e concreto. Non solo, dimostra ancora una volta che il ruolo di UNIFIL in Libano non solo è del tutto marginale e inutile, ma è persino dannoso in quando fornisce (non si sa quanto volontariamente) uno scudo alle attività terroristiche di Hezbollah.

    Secondo fonti anonime del Pentagono, il Ministro della Difesa israeliano, Ehud Barack, ha tenuto un colloquio congiunto con il suo omologo americano, il neo ministro Chuck Hagel, con il quale avrebbero studiato le necessarie contromisure a questa notizia che arriva come un fulmine a ciel sereno.

    Non sono mancate le polemiche relative alla sottovalutazione del potenziale pericolo che l’Amministrazione americana ha dimostrato in questi ultimi mesi. Secondo diversi esperti infatti gli USA tenevano sotto costante monitoraggio gli arsenali chimici di Assad e non si capisce come una quantitativo di gas nervini possa essere passato in Libano nelle mani degli Hezbollah.

    Non è chiaro quanto sia il materiale chimico entrato in possesso degli Hezbollah, ma anche se fosse solo quello necessario a un solo attacco sarebbe una minaccia inaccettabile per Israele.

    Ehud Barack non ha escluso quindi un intervento diretto dell’esercito israeliano, sia per eliminare una volta per tutte le scorte di gas nervini in mano ad Assad che per eliminare quelle già in mano ad Hezbollah.

    http://www.rightsreporter.org/israele-fortissimo-allarme-hezbollah-ha-le-armi-chimiche-siriane/

    15 mar 2013, 16:06 Rispondi|Quota
  • #4Emanuel Baroz

    Continua il massacro dei palestinesi

    Continua la tragedia del popolo palestinese, forzatamente ospitato nei campi profughi siriani. In meno di due anni di guerra civile – un vero e proprio genocidio – i palestinesi brutalmente uccisi dal regime di Assad sono stati più di mille: 1.036, secondo una fonte credibile (http://felesteen.ps/details/news/88104/1036-%D8%B4%D9%87%D9%8A%D8%AF%D9%8B%D8%A7-%D9%81%D9%84%D8%B3%D8%B7%D9%8A%D9%86%D9%8A%D9%8B%D8%A7-%D9%81%D9%8A-%D8%B3%D9%88%D8%B1%D9%8A%D8%A9-%D9%85%D9%86%D8%B0-%D8%A8%D8%AF%D8%A7%D9%8A%D8%A9-%D8%A7%D9%84%D8%A3%D8%B2%D9%85%D8%A9.html). Questo alla fine di febbraio. Due settimane dopo, il conto delle vittime è aumentato di almeno 30 unità.

    Per inspiegabili ragioni, malgrado questo massacro, tardano a salpare le flottiglie dei pacifisti, l’ONU tace, i gruppi politici extraparlamentari si occupano di altro, nessuno si sogna di boicottare i datteri (e la benzina) siriana, i giornali glissano, i piazzali su cui si affacciano le ambasciate di Damasco restano non presidiati e le bandiere della pace sono ben ripiegate nel cassetto. E’ il trionfo dell’ipocrisia.

    http://www.ilborghesino.blogspot.it/2013/03/continua-il-massacro-dei-palestinesi.html

    15 mar 2013, 16:08 Rispondi|Quota
  • #5Emanuel Baroz

    Esercito israeliano in allerta

    Le formazioni delle Forze della Difesa Israeliane sulle Alture del Golan sono in stato di allerta da quando i ribelli siriani alcuni giorni fa hanno invaso la zona demilitarizzata del Golan.
    I ribelli siriani hanno pubblicato su Internet alcuni filmati, girati nella zona demilitarizzata. Su un video un rappresentante dei ribelli ha dichiarato di essere pronti a riconquistare da Israele “le terre benedette, vendute da Hafez al-Assad”.
    Precedentemente è stato comunicato che le zone meridionali della Siria, aderenti a Israele e Giordania, praticamente sono state abbandonate delle truppe siriane.

    (Fonte: La Voce della Russia, 11 marzo 2013)

    15 mar 2013, 16:09 Rispondi|Quota
  • #6Emanuel Baroz

    “Assad usa bombe chimiche”

    di Frédéric Helbert da Beirut

    La denuncia choc dei medici: dalle città in guerra arrivano negli ospedali del Libano feriti con ustioni che non possono essere state prodotte dalle solite armi. Ecco le prove che l’Occidente non vuole vedere

    Omar procede a fatica lungo una stradina in salita di Tripoli del Libano, come un vecchio. E’ ingobbito, tiene lo sguardo basso, fisso sul marciapiedi. Ha il fiato corto, le gambe rigide. E i movimenti di un burattino slogato. Ogni passo è una sofferenza. Eppure Omar ha tredici anni. Due mesi fa in Siria, a Homs, una bomba ha mandato in frantumi la sua infanzia e la sua vita. «Era una bomba diversa dalle altre», dice con difficoltà, in un mormorio, questo bambino dal volto e dal corpo ustionati in modo atroce. «Dalla bomba si è alzato subito un fumo giallo, credo. Era molto denso. Mi hanno detto che ho perso conoscenza e che alcuni vicini mi hanno trasportato in un ambulatorio di campagna. Non ricordo più molto bene. Ma non ho visto i miei genitori. Da allora sono scomparsi. Voi sapete dove si trovano?». Cala un silenzio pesante. Omar è ancora sprofondato nelle tenebre del suo incubo e per proteggerlo dal peggio gli è stata nascosta la verità: la sua intera famiglia è morta intrappolata in una casetta della parte vecchia di Homs. Sono morti soffocati, hanno detto i medici. Sono morti senza nessuna ferita fisica apparente, senza essere stati colpiti direttamente da un’esplosione qualsiasi, hanno detto alcuni testimoni.

    Neanche Omar, che era in un’altra stanza, è stato colpito. Ma due giorni dopo sul suo corpo sono comparse ustioni, piaghe, vesciche, che lo hanno sfigurato. Poi sono sopraggiunti problemi di equilibrio, perdita di memoria, dolori muscolari. A Homs i medici hanno pensato immediatamente alle conseguenze di un bombardamento chimico. Ma quei volontari che avevano aperto un ambulatorio in aperta campagna non hanno potuto fare niente. Così hanno organizzato un trasferimento e clandestinamente l’hanno fatto portare in Libano. Speravano che lì il bambino potesse trarre giovamento da una diagnosi e da una terapia adeguata… Ma il “sogno” è rovinato dall’impotenza di coloro che nel Paese dei Cedri hanno accolto la vittima.

    «Benvenuto nel Regno delle sofferenze misteriose, dell’orrore della guerra chimica». Usando l’ironia come un’arma di difesa, il dottor Ghazi Aswad, chirurgo francese di origine siriana, 58 anni, chiede con dolcezza a Omar, nell’ambulatorio che si chiama “24/24″ di Tripoli del Libano, di sdraiarsi su un lettino per visitarlo. Il bambino “mummificato” da decine di bende obbedisce, con lo sguardo angosciato. Nell’ambulatorio preso d’assalto ogni giorno da almeno un centinaio di vittime civili della guerra, di rifugiati, soprattutto donne e bambini, talvolta combattenti, il dottor Aswad presta le sue cure dal mattino alla sera senza un minuto di respiro. «Guardate: non parla più. Non mangia più. Vive annientato dal dolore e dal terrore. Attorcigliato su se stesso, murato nei ricordi. E’ un “bambino-mummia”. Un morto vivente. Perfino noi gli incutiamo paura. Perché le cure sono limitate e dolorose. Perché la malattia fa quello che vuole. E io non posso somministrargli altro che un antibiotico contro le infezioni e cambiargli le bende che si sporcano di continuo per le piaghe purulente, e questo aggiunge sofferenza alla sofferenza. Non possiamo fare altro. Avrebbe bisogno di creme dermatologiche speciali, di una reidratazione continua, di cocktail vitaminici ad alto dosaggio, di assistenza costante, fisica e psicologica».

    Il dottore apre un vecchio cassetto che scricchiola e ne tira fuori una scatola di caramelle. La porge al suo piccolo paziente, strappandogli un leggero sorriso. Ne prende una, poi un’altra. Sono antidepressivi. Omar ne ingoia due in un colpo solo. «Il momento in cui tutto è andato in pezzi», racconta il chirurgo francese, «è stato quando abbiamo visto arrivare donne e uomini come Omar, con sintomi di cui non capivamo niente, prima di fare tutte le analisi possibili. Poi, per esclusione, siamo arrivati alla conclusione di avere a che fare con feriti che portano addosso i sintomi dei bombardamenti con armi chimiche».

    Bruciature sottocutanee che corrodono l’epidermide, vesciche, irritazioni della pelle, deformazioni fisiche, perdita di capelli, della memoria, cedimenti del sistema nervoso, dolori muscolari o ossei, malori, nausea, vomito, accessi febbrili, astenia, paralisi. Tutto il corpo che si sfascia, letteralmente. Non c’è alcuna cura adeguata. E talvolta, alla fine, c’è soltanto la morte. «Un vero orrore», dice il medico. «Perché qui tutti noi siamo venuti come volontari da ogni parte del mondo. E ci siamo ritrovati davanti a un’impotenza cronica. A interrogativi. A rompicapi. E infine, alla certezza che il regime siriano impiega le armi peggiori in assoluto, come meglio gli pare».

    (Fonte: Espresso, Marzo 2013)

    16 mar 2013, 20:19 Rispondi|Quota
  • #7Emanuel Baroz

    Damasco: colpiremo i ‘terroristi’ in Libano se Beirut non li ferma

    Damasco ha minacciato operazioni militari contro “le postazioni dei terroristi” in Libano, nel caso le autorita’ di Beirut non fermino le infilitrazioni dei militanti in Siria. E’ quanto si legge sull’agenzia d’informazione ufficiale ‘Sana’, che cita un telegramma inviato dal ministero degli Esteri siriano al governo libanese.

    Nel comunicato e’ sottolineato che negli ultimi giorni un “numero elevato” di militanti ha varcato il confine del Libano settentrionale dirigendosi verso la citta’ siriana di Tel Kalakh. “La Siria – e’ precisato – si aspetta che i libanesi impediscano a questi gruppi di terroristi armati di usare il confine come un valico di frontiera, perche’ hanno come obiettivo i civili e violano la sovranita’ siriana”.

    Il regime di Damasco ha infine evidenziato come la sua pazienza “non e’ illimitata”, aggiungendo che “i terroristi in terra libanese sono visti a occhio nudo dalle postazioni delle nostre forze armate che stanno agendo con massimo equilibrio, sperando che le autorita’ libanesi competenti agiscano per controllare i confini con la Siria”.

    (Fonte: Aki, 15 marzo 2013)

    16 mar 2013, 23:15 Rispondi|Quota