Roma: l’accordo di collaborazione tra Acea e Mekorot nel settore delle risorse idriche scatena i pacifinti e l’M5S all’attacco di Israele

 
Emanuel Baroz
11 febbraio 2014
11 commenti

L’annuncio del raggiungimento dell’accordo bilaterale tra Acea Spa e Mekorot WC Ltd, le due società idriche italiana e israeliana, stipulato nel Dicembre scorso, ha scatenato nuovamente i soliti pacifinti odiatori di Israele per professione, che questa volta hanno goduto dell’inaspettato (ma non sorprendente per chi scrive) appoggio da parte di una porzione del Movimento Cinque Stelle che ha prima presentato un documento al Consiglio comunale di Roma e poi ha addirittura effettuato una interrogazione parlamentare per cercare di bloccare l’intesa. Come hanno già brillantemente e chiaramente spiegato gli amici di Progetto Dreyfus questa protesta è basata su falsità e menzogne ampiamente smentite dai fatti, ma questo a chi è schiavo del proprio pregiudizio antisraeliano non interessa…per questo oggi proponiamo un breve articolo a firma Giulio Meotti che spiega bene la gravità della situazione. 

I nemici di Israele a Roma

acea-mekorot-progetto-dreyfus-focus-on-israel

di Giulio Meotti

Il successo del movimento contro Israele lascia intendere che le cose potranno solo peggiorare anche da noi. Il fuoco odioso del boicottaggio contro lo stato ebraico è arrivato da tempo anche in Italia, dove ad esempio si è cercato di impedire che la voce di Israele e dei suoi scrittori si facesse sentire alta e viva alla Fiera del Libro di Torino. Adesso a Roma, dove gli antisionisti del movimento di Beppe Grillo si stanno dando da fare, si vuole impedire che ci arrivi e circoli l’acqua israeliana.

Se durante la Guerra Fredda gli ordini provenivano da Damasco, dov’era la sede della Lega Araba, oggi il virus del boicottaggio antisemita si sta diffondendo nei fondi pensione europei, supermercati, società commerciali, sindacati, cooperative alimentari e industrie. Questa lista nera del boicottaggio non solo nega la convivenza in Medio Oriente, ma fomenta la rinascita del razzismo contro gli ebrei nel mondo.

Il defunto, grande storico Raul Hilberg aveva spiegato che il boicottaggio economico degli ebrei nel mondo degli affari e del lavoro era stato il primo passo verso la Shoah, la distruzione fisica degli ebrei. Oggi l’obiettivo è l’indebolimento, la messa in mora e infine l’esautorazione dalla storia del piccolo, meraviglioso stato degli ebrei.

Zakor

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  • #1Emanuel Baroz

    Riportiamo dalla pagina Facebook di Progetto Dreyfus il seguente articolo:

    Il M5S ha presentato una interrogazione al Comune di Roma per boicottare l’accordo tra ACEA e Mekorot e organizzazioni pseudo-pacifiste raccolgono firme usando informazioni false su Israele e lesive degli interessi dei palestinesi stessi. ECCO INVECE COME STANNO LE COSE:

    – Il 75% dell’acqua consumata dai palestinesi è erogata e distribuita dalla stessa Autorità Nazionale Palestinese. Israele fornisce solo il restante 25% del consumo totale di acqua

    – Israele fornisce giornalmente 123 litri di acqua a persona. Qualsiasi altro numero E’ FALSO. Nel West Bank quindi arrivano 53mln di mc l’anno. Oltre a questi, Israele fornisce a Gaza altri 5mln di mc di acqua

    – L’acqua venduta dalla Mekorot all’Autorità Palestinese è più economica di quella venduta ad Israele stesso. 2.85 shekel (€0.6), contro 4.16 shekel (€0.9). L’acqua erogata ai villaggi ebraici in Cisgiordania, NON VIENE TOLTA da quella distribuita ai palestinesi

    – I problemi che le famiglie palestinesi devono affrontare per la mancanza d’acqua, sono causati dalla CATTIVA MANUTENZIONE delle centrali idriche da parte dell’Autorità Palestinese

    – I problemi politici tra Israele e ANP assolutamente non condizionano la gestione delle risorse idriche e la MEKOROT GARANTISCE ACQUA ai palestinesi 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. In ogni caso, in merito alle risorse idriche, Israele e ANP seguono gli accordi firmati reciprocamente a Washington nel 1995

    – La Mekorot e Israele organizzano corsi di formazione per i professionisti palestinesi del settore e i rapporti tra ANP e Mekorot sono ottimi: hanno in piedi una decina di progetti comuni

    PER QUESTO TI CHIEDIAMO DI APPOGGIARE L’ACCORDO TRA LA MEKOROT E L’ACEA. Ne guadagneranno i cittadini di Roma che avranno un fornitore competitivo e al tempo stesso si darà un contributo concreto alla normalizzazione tra Israele e Palestina. Boicottare Israele significa danneggiare i palestinesi stessi. PRIMA DI BOICOTTARE, PENSA. PRIMA DI BOICOTTARE, INFORMATI

    https://www.facebook.com/photo.php?fbid=587104471365918&set=a.387495981326769.85422.386438174765883&type=1&stream_ref=10

    12 Feb 2014, 20:46 Rispondi|Quota
  • #2Emanuel Baroz

    Acea: vertice Italia-Israele, memorandum di intesa con società Mekorot WC su settore idrico

    Acea spa e Mekorot WC ltd hanno sottoscritto oggi, alla presenza del Primo Ministro italiano Enrico Letta e dell’omologo israeliano Benjamin Netanyahu, un Memorandum of Understanding che ha come oggetto la collaborazione nel settore delle risorse idriche.

    All’evento hanno partecipato l’Amministratore Delegato di Acea Spa Paolo Gallo e il Presidente Giancarlo Cremonesi, oltre ai vertici della Mekorot.

    In particolare, la collaborazione tra le due aziende si svilupperà nello scambio di esperienze e competenze nel settore del trattamento delle acque reflue, nella ricerca di soluzioni comuni per una gestione innovativa e sempre più efficiente delle reti di distribuzione di acqua potabile, oltre allo studio di soluzioni per la protezione e la sicurezza dei sistemi di approvvigionamento idrico. Inoltre, l’accordo sottoscritto oggi comprende anche la cooperazione nel campo del trattamento dei fanghi di depurazione delle acque reflue, oltre alla condivisione di conoscenza nel settore dell’incenerimento dei rifiuti.

    Acea e Mekorot potranno valutare anche la possibilità di sostegno congiunto allo sviluppo e alla sperimentazione di tecnologie all’avanguardia nei settori indicati nell’accordo, al fine di ottimizzare gli investimenti nella commercializzazione delle stesse tecnologie con vantaggi per le due aziende.

    http://www.acea.it/document.aspx/it/acea_vertice_italia-israele_memorandum_di_intesa_con_societa_mekorot_wc_su_settore_idrico#.UvvC9IUdf78

    12 Feb 2014, 20:47 Rispondi|Quota
  • #3Emanuel Baroz

    BDS: un movimento globale antisemita e nazista

    Da oggi parte una operazione verità (a puntate perché la faccenda è lunga e complessa) su quello che si nasconde dietro al BDS, cioè Boycott, Divestment and Sanctions Movement che è esattamente quello che dice di essere, un movimento globale che mira deliberatamente a boicottare Israele in quanto tale adducendo pretesti solo all’apparenza umanitari quali i “diritti dei palestinesi”, la presunta “apartheid” da parte di Israele nei confronti dei palestinesi ecc. ecc. ma che in realtà celano pochissimo (o nullo) interesse per i palestinesi e i loro Diritti mentre invece puntano direttamente all’annientamento di Israele.

    La grande quantità di sigle riconducibili a entità palestinesi, per lo più inesistenti sul terreno, che si può leggere su loro sito e che farebbero parte del movimento BDS in realtà sono un enorme contenitore di Ong e di gruppi di interesse che guadagnano milioni da questa campagna e ai quali non interessa affatto né il futuro dei palestinesi né tantomeno i loro Diritti. Nella maggioranza dei casi si tratta di nomi inventati di sana pianta, contenitori vuoti che fanno capo a Ong, a multinazionale arabe, a gruppi di pressione anti-israeliani e persino all’ex emiro del Qatar, Hamad bin Khalifa Al Thani. Il loro vero obbiettivo non è salvaguardare gli interessi dei palestinesi, come dimostra la recente vicenda della SodaStream, ma quello di danneggiare Israele a prescindere.

    Se infatti andiamo ad analizzare gli obbiettivi che si prefigge il movimento BDS sono quelli di boicottare le attività accademiche israeliane, gli studenti all’estero, le attività sportive e culturali, ecc. ecc. tutte cose che poco hanno a che fare con i Diritti dei palestinesi. A questo si aggiunge un boicottaggio ai prodotti israeliani di qualsiasi tipo e provenienza, di boicottare gli accordi internazionali di collaborazione tra aziende israeliane e straniere, ivi compresi gli accordi relativi a prodotti farmaceutici frutto della ricerca israeliana con tanto di tentativi di espropriazione dei copyrights, di boicottare gli accordi finanziari tra strutture bancarie, gli accordi di collaborazione nel campo della ricerca scientifica e quelli tra università.

    Ora ci rimane francamente difficile capire cosa c’entri tutto questo con le sigle che dicono di far parte del movimento BDS come, solo per citarne un paio, l’unione dei dipendenti pubblici palestinesi o l’unione generale degli insegnati palestinesi, sigle di cui non c’è traccia se non nelle menti del movimento BDS. Ma il discorso delle decine di sigle fasulle e su chi ci sia veramente dietro a quelle sigle lo faremo in un secondo momento perché è lunghissimo e complesso e nasconde un vorticoso giro di denaro i cui beneficiari non sono certo in Palestina. Quello che invece ci interessa evidenziare in questo primo capitolo della nostra ricerca è come dietro alla sigla BDS si nasconda in realtà un movimento antisemita e nazista che non ha nulla a che vedere con i Diritti dei palestinesi o con la diatriba tra Israele e Palestina. Il loro obbiettivo, per altro molto chiaro, è quello di annichilire l’economia israeliana a prescindere da quello che sarà il futuro di una ipotetica Palestina. E questo vuol dire solo una cosa, che il vero obbiettivo del movimento BDS è la distruzione di Israele e non la salvaguardia dei palestinesi.

    Quella che segue è la lista del cosiddetto “comitato nazionale palestinese” che fa parte del movimento BDS. Buona parte di quelle sigle sono (come dimostreremo più avanti) contenitori di entità straniere le quali traggono enormi benefici finanziari dal boicottaggio a Israele. All’interno di quei contenitori c’è di tutto, da ONG famose a sconosciute che vivono solo dei profitti del boicottaggio, da banche islamiche a compagnie straniere concorrenti di compagnie israeliane, persino governi stranieri dichiaratamente ostili a Israele.

    Council of National and Islamic Forces in Palestine

    Palestinian NGO Network (PNGO)

    Palestinian National Institute for NGOs

    Global Palestine Right of Return Coalition

    Palestinian Trade Union Coalition for BDS (PTUC-BDS)

    Federation of Independent Trade Unions

    General Union of Palestinian Workers

    Palestinian General Federation of Trade Unions

    General Union of Palestinian Women

    Union of Palestinian Farmers

    General Union of Palestinian Teachers

    General Union of Palestinian Writers

    Palestinian Federation of Unions of University Professors and Employees (PFUUPE)

    Union of Professional Associations

    General Union of Palestinian Peasants

    Union of Public Employees in Palestine-Civil Sector

    Grassroots Palestinian Anti-Apartheid Wall Campaign (Stop the Wall)

    National Committee for Grassroots Resistance

    Popular Struggle Coordination Committee (PSCC)

    Palestinian Campaign for the Academic and Cultural Boycott of Israel (PACBI)

    National Committee to Commemorate the Nakba

    Civic Coalition for the Defence of Palestinian Rights in Jerusalem

    Coalition for Jerusalem

    Union of Palestinian Charitable Organizations

    Palestinian Economic Monitor

    Union of Youth Activity Centers – Palestine Refugee Camps

    Occupied Palestine and Syrian Golan Heights Initiative

    http://www.rightsreporter.org/bds-un-movimento-globale-antisemita-e-nazista/

    12 Feb 2014, 20:48 Rispondi|Quota
  • #4Emanuel Baroz

    Andrea’s Version

    di Andrea Marcenaro

    11 febbraio 2014

    Già alti lai si levano e già riparte la giaculatoria dei mugugni contro i boicottaggi nei confronti di Israele, delle sue aziende come dei suoi commerci. Si lagnano dei boicottaggi di stato, come nel caso praticato dall’Olanda, o in quello del progetto di ricerca Horizon. Si affliggono perché Israele viene trattato come una forza ostile, da indebolire. Si lamentano dell’intenzione grillo-fiommina di sabotare l’accordo di collaborazione tra l’Acea di Roma e l’israeliana Mekorot. Brontolano vistosamente per le posizioni al limite dell’antisemitismo professate dalle associazioni accademiche di svariate università continentali e borbottano increduli perché la funzione di punta delle politiche anti israeliane è stata assunta dall’Europa. Si meravigliano, trasecolano, strabiliano. Ma dove vivono? Non lo sapevano che alla giornata della Memoria segue sempre l’annata dello stronzo?

    http://mob.ilfoglio.it/andreasversion/1249

    12 Feb 2014, 20:50 Rispondi|Quota
  • #5Emanuel Baroz

    Israelofobi, non per caso

    Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

    Cari amici,

    qualche giorno fa Informazionione Corretta ha pubblicato le lettere di due lettori che protestavano contro quel che vedevano come un accanimento di questo sito contro il movimento 5 stelle, che invece ha sostenitori che non sono affatto nemici di israele e degli ebrei. Le trovate qui: http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=&sez=90&id=52301. Poi un’altra lettera ha riferito di certi amici grillini di un nostro lettore che lo hanno assicurato di essere disposti a stracciare la loro tessera se si fosse manifestato antisemitismo da parte del movimento (http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=&sez=90&id=52330).

    Be’, scrivo questa cartolina per invitare i nostri lettori a ripensarci e con loro chi avesse simpatia per Beppe Grillo e il suo movimento. Non si tratta solo del tentativo di boicottaggio di Israele che i militanti delle cinque stelle stanno cercando di portare avanti a Roma, come IC ha riportato anche ieri dal Corriere (http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=52369). Bisogna notare che la faccenda dell’acqua è un puro pretesto, perché essa è regolata dagli accordi di Oslo e Israele sta fornendo più acqua all’Autorità Palestinese (e anche alla Giordania) di quanto previsto dagli accordi. Aggiungete che Israele è all’avanguardia nella tecnologia della dissalazione, ha numerosi impianti funzionanti sulla costa (ha offerto anche all’AP di costruirne uno da cederle per il suo uso, ma l’offerta è stata rifiutata) ed ha un surplus d’acqua, tanto che ha programmato per il prossimo anno di usare questi impianti a due terzi della potenza, perché i rifornimenti sono abbondanti. Quindi Israele non ha nessun interesse a sfruttare la falda sotto la Giudea e Samaria solo per sé, e il contenzioso sull’acqua è in sostanza un pretesto propagandistico – a parte l’abusivismo endemico della popolazione araba su acqua ed elettricità, che peraltro colpisce soprattutto le finanze dell’AP. Boicottare un accordo fra azienda dell’acqua di Roma e di Israele è dunque un gesto puramente ideologico, anche un tantino masochista, perché la tecnologia israeliana è da decenni all’avanguardia nel mondo per la produzione di acqua potabile, la sua distribuzione, l’utilizzazione in agricoltura e il riuso delle acque reflue (che in Israele è oltre il 60%, mentre in Italia praticamente non esiste).

    Il tentativo di boicottaggio a Roma basterebbe seriamente a interrogarsi sull’antisemitismo del movimento cinque stelle: come, con tutto quel che succede nel medio oriente, le migliaia di morti a settimana in Siria, le centinaia in Iraq, le esecuzioni a raffica in Iran, la guerra civile in Libia, la vostra priorità è di dare uno schiaffo simbolico a Israele? (Solo simbolico, peraltro, il boicottaggio non ha alcun senso economico: http://www.israelnationalnews.com/Articles/Article.aspx/14511, ma proprio per questo è ancor più minaccioso: http://www.ilfoglio.it/zakor/1054). Il fatto è che questo boicottaggio coincide con un altro fatto molto inquietante. Sotto la pagina della senatrice Nunzia Catalfo, portavoce del movimento, in cui si parla di intrecci fra Stato e camorra, compare un post che comprende un elenco di ebrei più o meno veri che avrebbero potere nella stampa (http://assurdita5stelle.blogspot.it/2014/02/il-commento-con-la-lista-di.html). Può essere un incidente, un sabotaggio, quel che in gergo di internet si chiama l’incursione di un “troll”. Ma in questo caso il post sarebbe stato eliminato. E invece no. Nonostante numerose segnalazioni, la lista è ancora lì, da oltre una settimana. Chi ha facebook lo può verificare qui: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=403478346464682&set=a.170962493049603.59218.170900363055816&type=1&comment_id=1189817&offset=0&total_comments=17. E’ una storia interessante, quella di questa lista, che fu compilata sei o sette anni fa dai nazisti di Stormfront e ha fatto molte volte il giro del web con pochissime modifiche, nonostante gli errori evidenti. Essa a sua volta riecheggia vecchie liste di proscrizione che il fascismo amava pubblicare: è una minaccia implicita a chi vi compare, una vera e propria intimidazione. Ma il modo della sua circolazione mostra una delle caratteristiche più preoccupanti di Internet, la capacità di fare da serbatoio inesauribile dell’odio. Non basta chiudere un sito, come ha fatto la magistratura per Stormfront. I materiali antisemiti non scompaiono, sono ripresi da altri, da siti di estrema destra finiscono come in questo caso su quelli di estrema sinistra. La sola cosa da fare è non stancarsi di denunciarli.

    Dunque la lista antisemita è ancora lì e si accorda perfettamente con la proposta di boicottaggio di Roma. Una rima isolata? Niente affatto. Dei molti testi che documentano il carattere sistematico di questa inimicizia per Israele e gli ebrei, permettetemi di citarvene tre, tutti pubblicati da Informazione Corretta. Una è una registrazione di Beppe Grillo, un filmato ormai vecchiotto, ma proprio per non essere legato a logiche elettorali, perticolarmente significativo rispetto alle credenze vere del leader del Movimento (http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=44684). Le altre due sono raccolte di citazioni, una compilata da PG Battista (http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=47036) e una di Meotti (http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=8&sez=120&id=48375).

    Non voglio aggiungere nulla a questi documenti se non una riflessione. Il movimento 5 stelle, che si presentava come esterno allo schieramento dei partiti, ha assunto rapidamente una collocazione precisa al suo interno. E’ l’estrema sinistra, il collettore di voti che una volta andavano a Rifondazione, ai vari gruppuscoli comunisti, ai sindaci arancione, ai comunisti duri e puri. Ancora attrae qualche voto di gente sinceramente esasperata dall’incapacità di governo del sistema politico italiano, ma le sue iniziative, il suo linguaggio, le sue proposte sono quelle della vecchia sinistra extraparlamentare. Anche se non ne ha la formazione intellettuale e politica né la severità di formazione né l’ortodossia teorica, le posizioni politiche sono quelle. Ora dai tempi di Stalin l’antisemitismo prima, l’odio per Israele in seguito, sono state assolutamente maggioritarie in questo mondo. Lo si vede anche nel movimento greco Syriza che qualcuno vuole importare da noi col suo leader Tsipras: anche lì sono emerse pulsioni antisemiti forti e in fondo identiche a quelle di Alba Dorata, i neonazisti di cui l’estrema sinistra è in fondo l’immagine speculare. Questo è il problema, non le convinzioni personali, certo sgradevoli, di Beppe Grillo. Il Movimento 5 stelle, per la sua collocazione sociopolitica nell’estremismo di sinistra è strutturalmente legato all’odio per Israele e quindi all’antisemitismo.

    Cari amici che simpatizzate per i Cinque Stelle, non voglio annoiarvi più, credo che abbiate capito perfettamente il discorso. Fate un po’ voi, decidete se stracciare la tessera (o la password del blog o quel che avete), o tenervi degli amici che non solo sono maleducati in Parlamento e fanno il tifo per i metodi un po’ mafiosi dei No Tav, ma sono anche palesemente antisemiti.

    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=52380

    12 Feb 2014, 20:52 Rispondi|Quota
  • #6Emanuel Baroz

    L’«intifada» dei grillini, così il boicottaggio di Israele arriva anche a Roma] L’«intifada» dei grillini, così il boicottaggio di Israele arriva anche a Roma

    http://dispacci.corriere.it/2014/02/10/lintifada-dei-grillini-cosi-il-boicottaggio-di-israele-arriva-anche-a-roma/

    12 Feb 2014, 20:53 Rispondi|Quota
  • #7Gabriella Grasso

    Per verifcare le falsità dichiarate consultare il rapporto di Human Rights Watch
    http://lapartheidinpalestina.blogspot.it/

    18 Feb 2014, 08:38 Rispondi|Quota
    • #8Emanuel Baroz

      credibilissimo….

      18 Feb 2014, 10:59 Rispondi|Quota
    • #9barbara

      @Emanuel Baroz: Soprattutto onesto e imparziale.

      19 Feb 2014, 22:13 Rispondi|Quota
  • #10Fabio

    Siete più falsi di un biglietto da un euro.

    24 Mar 2018, 14:23 Rispondi|Quota