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Cisgiordania (Giudea e Samaria): sgominata cellula di Hamas che progettava attentato allo stadio di Gerusalemme e il rapimento di cittadini israeliani

Di Emanuel Baroz | 27 novembre 2014
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Cisgiordania (Giudea e Samaria): sgominata cellula di Hamas che progettava attentato allo stadio di Gerusalemme e il rapimento di cittadini israeliani

Cisgiordania (Giudea e Samaria): sgominata cellula di Hamas che progettava attentato allo stadio di Gerusalemme e il rapimento di cittadini israeliani Gerusalemme, 27 Novembre 2014 – L’esercito israeliano e lo Shin Bet (servizio di sicurezza interno) hanno annunciato di aver scoperto nel Settembre scorso una ampia cellula di Hamas in Cisgiordania con il compito di reclutare unità armate per attacchi contro Israele. Trenta gli arrestati ai quali – hanno precisato i media – sono stati sequestrate armi, munizioni ed esplosivi. […]Continua a leggere

L’Egitto blocca Gaza, ma non interessa a nessuno

Di Emanuel Baroz | 25 novembre 2014
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L’Egitto blocca Gaza, ma non interessa a nessuno

Il blocco di Gaza che non interessa a nessuno Evidentemente al mondo non importa la sorte dei palestinesi, a meno che non la si possa usare contro Israele di Elliott Abrams Si consideri il seguente scenario. Viene chiuso il principale punto di passaggio verso la Striscia di Gaza. Migliaia di abitanti di Gaza restano bloccati all’esterno senza poter tornare a casa. Dall’altra parte, un migliaio di persone che necessitano di cure mediche disponibili solo all’estero non può uscire da Gaza: persone “affette da problemi di salute come insufficienza renale, cancro e malattie cardiocircolatorie e che hanno bisogno di cure urgenti o di ulteriori test diagnostici”. Lo dice un funzionario del ministero della sanità palestinese, che aggiunge: “Se la chiusura continua, le loro condizioni di salute si deterioreranno e inizieremo a vedere i primi decessi”. Secondo un altro reportage, “i funzionari dell’Autorità Nazionale Palestinese affermano che il risentimento cresce per la continua chiusura del valico di frontiera, ormai sbarrato da più di un mese”. Il reportage dice che il numero di palestinesi bloccati fuori è salito a 3.500, ed è più di mille il numero di quelli che hanno bisogno di cure mediche urgenti, ma sono bloccati dentro la striscia di Gaza. Come immaginate le notizie in prima pagina? Israele trasforma Gaza in una prigione! La reazione dell’Onu? Chiederebbe con pressante urgenza al governo israeliano di riaprire il valico e permettere il passaggio almeno di coloro che hanno bisogno urgente di cure mediche, affinché possano raggiungere medici e ospedali. E il Dipartimento di Stato americano? Probabilmente si direbbe profondamente turbato per la dimensione umanitaria e fermamente convinto che il passaggio debba essere riaperto immediatamente. Marce e manifestazioni nelle capitali europee? Certamente, con cartelli e striscioni che denunciano: questo è un genocidio! E certamente qualcuno salperebbe con una flottiglia per rompere il blocco su Gaza. Invece, niente di tutto questo. Perché?Continua a leggere

Così crescono i bambini a Ramallah…

Di Emanuel Baroz | 24 novembre 2014
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Così crescono i bambini a Ramallah…

Così crescono i bambini a Ramallah… Ramallah, 21 Novembre 2014 – Una famiglia palestinese di un villaggio vicino a Ramallah ha deciso di “onorare” gli autori del massacro alla sinagoga Kehilat Benè Torah di Gerusalemme di martedì scorso, assegnando i nomi dei due assassini ai propri bambini appena nati dopo un parto gemellare. I due bambini si chiamano dunque Ghassan e Uday, come i terroristi che a colpi di mitra e di machete hanno ucciso 5 persone innocenti, 4 dei […]Continua a leggere

Assurde accuse di Abu Mazen: “Israele usa cinghiali come arma segreta contro i palestinesi”

Di Emanuel Baroz | 23 novembre 2014
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Assurde accuse di Abu Mazen: “Israele usa cinghiali come arma segreta contro i palestinesi”

Assurde accuse di Abu Mazen: “Israele usa cinghiali come arma segreta contro i palestinesi” Ramallah – Incredibile accusa formulata dal presidente (con mandato scaduto) dell’Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas) durante il discorso tenuto a Ramallah nella mattinata di venerdì scorso, nei confronti di Israele. che utilizzerebbe dei cinghiali (!!!) come arma segreta (!!!) contro i palestinesi in Giudea e Samaria. “Ogni notte, essi [gli israeliani] rilasciano i cinghiali contro di noi…perchè stanno facendo questo? Per impedire ai palestinesi […]Continua a leggere

Condannare le costruzione ebraiche a Gerusalemme significa non riconoscere il diritto alla sicurezza dei cittadini della capitale israeliana

Di Emanuel Baroz | 22 novembre 2014
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Condannare le costruzione ebraiche a Gerusalemme significa non riconoscere il diritto alla sicurezza dei cittadini della capitale israeliana

Quelle condanne automatiche delle costruzioni ebraiche a Gerusalemme Basta guardare una mappa per capire come mai gli israeliani non vogliono che la città venga di nuovo chiusa in una morsa come prima del ‘67 di Zalman Shoval Gerusalemme prima del 1967: la parte ebraica era circondata da tre lati da territori occupati dall’esercito giordano   Ogni volta che Israele annuncia un progetto per la costruzione di unità abitative in uno dei quartieri di Gerusalemme al di là della Linea Verde (la ex linea armistiziale che nel periodo 1948-’67 divideva la città fra la parte israeliana e quella sotto occupazione giordana) veniamo inondati, in modo quasi automatico, dalle grida angosciate dei rappresentanti europei ed americani. Uno degli esempi più recenti è la dichiarazione diramata dalla portavoce del Dipartimento di stato Usa Jen Psaki, secondo la quale i piani di costruzione a Gerusalemme non sarebbero coerenti con l’obiettivo dichiarato da Israele della soluzione “a due stati”. Jen Psaki non si è presa la briga di spiegare come possa essere in contrasto con la soluzione a due stati” costruire degli appartamenti o aggiungere dei vani alle case che già esistono in quartieri ebraici di Gerusalemme destinati, nel quadro di qualunque eventuale futuro accordo diplomatico, a restare comunque parte di Israele (stando a quanto concordato dal presidente americano George W. Bush con Ariel Sharon nell’aprile 2004 e a quanto previsto dai “parametri” del presidente americano Bill Clinton del dicembre 2000): a meno che qualcuno non creda che il previsto stato palestinese debba estendersi sulla Gerusalemme ebraica o stringerla su tre lati in una morsa araba (come era prima del ’67). Queste condanne automatiche non solo sono illogiche e contrarie alle intese già stabilite. Esse non fanno che incoraggiare i palestinesi a mantenere la loro posizione di ostinata intransigenza riguardo a qualsiasi accordo futuro concretamente realizzabile. E alla luce della delicata situazione a Gerusalemme, esse non fanno che fomentare ulteriori violenze sul terreno.Continua a leggere