Ultimi Articoli

Israele: sventato piano di Hamas per uccidere ministro Lieberman

Di Emanuel Baroz | 21 novembre 2014
0 commenti
Israele: sventato piano di Hamas per uccidere ministro Lieberman

Servizi israeliani: sventato un piano di Hamas per uccidere Lieberman Tre palestinesi volevano sparare alla sua auto con lanciagranate Gerusalemme, 21 Novembre 2014 – Il servizio di sicurezza interna israeliano Shin Bet ha annunciato che le forze di sicurezza hanno arrestato un gruppo di Hamas in Cisgiordania (Giudea e Samaria) che intendeva uccidere il ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman. Tre persone che sono state arrestate “raccoglievano informazioni sul convoglio del ministro” nei suoi viaggi avanti e indietro dalla sua […]Continua a leggere

Ashdod: sequestrate armi provenienti dalla Cina destinate ai palestinesi

Di Emanuel Baroz | 21 novembre 2014
1 commento
Ashdod: sequestrate armi provenienti dalla Cina destinate ai palestinesi

Ashdod: sequestrate armi provenienti dalla Cina destinate ai palestinesi Ashdod, 21 Novembre 2014 – 18.000 petardi ad alto potenziale, 6.000 armi bianche di cui 5.200 coltelli da guerra, 4.300 torce con pulsante nascosto che libera scariche elettriche, 5.500 tra shokers, machete, pugni di ferro e spade. Questo è ciò che conteneva un container proveniente dalla Cina e destinato ai rivoltosi del quartiere di Beit Hanina, un quartiere ad Est di Gerusalemme, teatro di scontri nelle ultime settimane, sequestrato al porto […]Continua a leggere

Portici (Napoli): bufera su una mostra su Gaza per un post inneggiante al terrorismo della organizzatrice

Di Emanuel Baroz | 20 novembre 2014
4 commenti
Portici (Napoli): bufera su una mostra su Gaza per un post inneggiante al terrorismo della organizzatrice

«Gloria ai martiri palestinesi» bufera sulla mostra di Portici Evento pagato dal Comune, l’organizzatrice su Facebook loda i terroristi. L’indagine. Gli agenti della Digos a Villa Savonarola e in municipio per acquisire informazioni di Maurizio Capozzo Portici (Napoli), 20 Novembre 2014 – Doveva essere un’iniziativa destinata a favorire il dialogo tra i popoli, ma alla fine si è trasformata in un caso internazionale. Protesta la comunità ebraica, con echi in tutto il Paese, per una mostra fotografica dal titolo «Gaza tra assedio e speranza» organizzata nel Palazzo della Cultura su iniziativa dell’assessorato alle Politiche Giovanili nell’ambito della settimana dell’autodeterminazione e della pace varata dal Comune. A scatenare le polemiche del mondo politico e la reazione indignata della comunità ebraica di Napoli, un post condiviso sulla bacheca di un social network dall’organizzatrice della mostra, Rosa Schiano, fotoreporter attivista dell’International Solidarity Movement, un gruppo fondato nel 2001 per sostenere la causa palestinese nel conflitto israelo-palestinese. A poche ore dall’attentato di Gerusalemme nel quale due palestinesi armati di asce, coltelli e armi da fuoco hanno preso d’assalto una sinagoga durante la preghiera del mattino, causando sei feriti e sette morti, compresi i due attentatori uccisi dalle forze di sicurezza, compare una foto dei due attentatori con accanto un’ascia insanguinata e la didascalia, in inglese, «gloria ai martiri, la vittoria sarà inevitabilmente nostra» . In una immagine del profilo Rosa Schiano appare accanto un gruppo armato in una manifestazione di un gruppo palestinese. Il post ha fatto il giro della rete scatenando le proteste del gruppo Amici della comunità ebraica di Napoli, fondato da Emilio Di Marzio, dell’associazione Italia Israele, presieduta da Giuseppe Crimaldi e della intera comunità ebraica presieduta da Pierluigi Campagnano. Dell’accaduto è stata informata l’ambasciata d’Israele a Roma mentre in mattinata agenti della Digos si sono recati a Portici nella sede della mostra per compiere accertamenti sulla vicenda. La mostra fotografica ieri mattina era chiusa ed il portone del palazzo della Cultura è rimasto sbarrato per cronisti e fotografi. Nel cortile della villa l’assessore alle Politiche Giovanili, Valentina Maisto e il consigliere Mauro Mazzone. Entrambi hanno evitato ogni commento sulla vicenda e rinviato ad un comunicato stampa ufficiale dell’Amministrazione. Ma, ormai, il caso era scoppiato.Continua a leggere

I terroristi della “nuova” Intifada seguono le direttive ricevute dalle leadership palestinesi

Di Emanuel Baroz | 19 novembre 2014
5 commenti
I terroristi della “nuova” Intifada seguono le direttive ricevute dalle leadership palestinesi

L’Intifada dei coltelli e i pifferai del terrore. Pogrom a Gerusalemme Radio, giornali, tv. Non solo Hamas, così i “moderati” di Abu Mazen incitano i palestinesi a uccidere gli israeliani. di Giulio Meotti Qualche giorno fa sulla prima pagina di al Hayat al Jadida, il quotidiano ufficiale dell’Autorità palestinese, campeggiava un’esortazione: “Spingi il gas fino a 199 km orari. Fallo per al Aqsa”. Si incitava a lanciare automobili sui passanti ebrei. Due attacchi simili sono stati compiuti nelle ultime due settimane a Gerusalemme. Ieri, alla Kehilat Bnei Torah di Gerusalemme, due cugini palestinesi della zona orientale della capitale israeliana hanno usato le mannaie per uccidere quattro ebrei raccolti in preghiera. Nell’attentato ha perso la vita il rabbino Moshe Twersky, il nipote del grande Joseph Soloveitchik, il padre dell’ebraismo ortodosso americano. Il fondatore delle unità religiose di pronto soccorso, Yehuda Meshi Zahav, ha detto che il massacro di ieri, “con gli ebrei uccisi con i filatteri, i libri sacri, il sangue, ricorda l’Olocausto“. L’attacco ha avuto luogo a tre chilometri dal memoriale della Shoah, Yad Vashem. La chiamano “l’Intifada dei coltelli”. Idbah al Yahud. Uccidete gli ebrei. “Idbah” è un termine arabo mutuato dal vocabolario dei macellai. Sia Hamas sia il Fronte popolare per la liberazione della Palestina hanno rivendicato la strage. Ieri il presidente dell’Anp, Abu Mazen, ha condannato l’attacco, ma è stata la sua prima e unica presa di posizione contro il terrorismo che sta insanguinando Gerusalemme, Tel Aviv e la Cisgiordania (Giudea e Samaria). Per questo, da Londra, il capo della diplomazia americana John Kerry ha chiesto a Ramallah di fermare la propaganda d’odio contro Israele. “Le mani che hanno impugnato le asce erano dei terroristi, ma la voce è di Abu Mazen“, ha detto il ministro degli Affari strategici d’Israele, Yuval Steinitz, braccio destro del premier Benjamin Netanyahu. “Chiunque chiami i musulmani a difendere la moschea di al Aqsa con tutti i mezzi contro gli ebrei ha la diretta responsabilità per il pogrom alla sinagoga di Har Nof“. Da settimane Abu Mazen ha impugnato la bandiera della moschea di al Aqsa al grido di “difendete i luoghi santi islamici” con “tutti i mezzi” dagli ebrei, da lui definiti “mandrie di bestiame“.Continua a leggere

Torino: mostra choc contro Israele al Museo della Resistenza

Di Emanuel Baroz | 19 novembre 2014
21 commenti
Torino: mostra choc contro Israele al Museo della Resistenza

Il Museo della Resistenza contro Israele. Una mostra-choc a Torino di Giulio Meotti Torino, 18 Novembre 2014 -Torino da sempre fermenta di ostilità verso lo stato di Israele. Tre anni fa, al parco Ruffini, autorizzati dall’amministrazione comunale, i centri sociali promossero il lancio delle scarpe contro la sagoma del presidente israeliano Shimon Peres che teneva in mano una Stella di David. Adesso arriva una mostra ambiziosa del Museo della Resistenza in corso Valdocco. Ufficialmente il titolo della mostra è “Il lungo viaggio della popolazione palestinese rifugiata”. Un’esposizione realizzata dal Comitato italiano per l’Unrwa, l’Agenzia dell’Onu per i palestinesi, che nella guerra di Gaza questa estate ha avuto qualche problema di stoccaggio dei missili di Hamas nelle proprie scuole e strutture. A finanziare la mostra, fra gli altri enti, sono il comune di Torino e la regione Piemonte. Alla conferenza stampa di presentazione della mostra erano presenti l’assessore della regione Piemonte Monica Cerutti e Maurizio Braccialarghe, l’assessore alla Cultura del comune di Torino. Si tratta di un incredibile fermo immagine contro Israele. A parte il fatto curioso che un Museo della Resistenza, che dovrebbe essere deputato a tramandare la memoria della resistenza antifascista, celebri la memoria della “resistenza palestinese”. Stupisce poi la tempistica, subito dopo la guerra di Gaza. Nella mostra sono raffigurate in un video a flusso continuo le principali capitali occidentali, da Parigi a Londra, con sullo sfondo “il muro” d’Israele in Cisgiordania. L’Arco di Trionfo è messo in ombra dal segmento di fence israeliano in cemento (in realtà solo una piccola parte di quella barriera è in cemento, il resto è reticolato e sensori). Ma c’è anche il parlamento di Ottawa, in Canada. La mostra non dice che il fence è stato costruito per fermare l’ondata di attentati dei kamikaze palestinesi nelle città israeliane. Si spiega, invece, che “il muro danneggia gli ecosistemi, interrompe la continuità territoriale e la coesione sociale, distrugge l’economia, separa tra loro le famiglie e la comunità”.Continua a leggere