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Una nuova forma di antisemitismo sta dilagando in Europa, grazie al silenzio di molti

Di Emanuel Baroz | 2 giugno 2014
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Una nuova forma di antisemitismo sta dilagando in Europa, grazie al silenzio di molti

Incapaci di vedere il nuovo antisemitismo Preferiamo raffigurare gli assassini degli ebrei come spettro del passato di Pierluigi Battista Vedremo se a compiere la strage al Museo ebraico di Bruxelles è stato davvero il francese jihadista fermato ieri, il quale peraltro rivendica l’attentato a colpi di Kalashnikov in un video-confessione sequestrato dalla polizia. Ancora una volta si confermerebbe la testarda incapacità di capire in che cosa consiste il nuovo feroce antisemitismo che sta insanguinando l’Europa. O la voglia di raffigurare gli assassini antisemiti come spettri di un orrendo passato e non come portabandiera di un nuovo odio fondamentalista in cui l’«ebreo» rappresenta un’incarnazione satanica, l’«oppressore» più crudele e dunque degno di essere sterminato. In fondo sarebbe più rassicurante pensare agli antisemiti dei nostri giorni come dei mostri orribili ma conosciuti e ben collocati nelle nostre categorie mentali. Una banda di teste rasate e vuote con le svastiche tatuate, energumeni invasati da un’ideologia mai sepolta, epigoni di un orrore che allunga i suoi tentacoli anche nel nuovo secolo, sempre lugubremente uguale a se stesso. Ci fa invece più paura il nuovo antisemitismo globale perché mette in discussione le nostre certezze e sconvolge i nostri paradigmi. Perché ci costringerebbe a riconoscere che la guerra santa contro Israele è il vero esplosivo che arma nel mondo gli assassini degli ebrei. Per questo non vogliamo vedere, e facciamo finta che i fatti non esistano. Anche due anni fa, quando tre bambini e un adulto furono massacrati in un attentato alla scuola ebraica di Tolosa, per qualche giorno facemmo finta di non vedere, ci accodammo alla teoria preconfezionata secondo la quale a uccidere bambini ebrei sarebbero stati i soliti «razzisti», i soliti «neo-nazi», la solita «internazionale nera».Continua a leggere

Nell’ANP continuano le lotte interne per la presa del potere

Di Emanuel Baroz | 1 giugno 2014
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Nell’ANP continuano le lotte interne per la presa del potere

Frattura nel cuore dell’ANP La condanna di Dahlan da parte di una corte palestinese nasconde una profonda frattura interna all’ANP. di Andrea Ranelletti Nella Striscia di Gaza e nel West Bank (Giudea e Samaria) è in corso da lungo tempo una radicale ristrutturazione dei rapporti di forza tra Hamas e al-Fatah: i due movimenti palestinesi sono in preda a una crisi politica e di consensi che li sta spingendo a rivedere le proprie strategie per il futuro. Se Hamas sta soffrendo a causa della caduta della Fratellanza Musulmana in Egitto, suo principale alleato internazionale, e del raffreddamento dell’interesse iraniano nei suoi confronti, anche lo storico rivale al-Fatah sta subendo una crisi interna di particolare gravità. Una serie di lotte intestine per la successione di Mahmoud Abbas a capo dell’ANP, aperte dalla sua decisione di non partecipare alle prossime elezioni per la presidenza, sta mettendo a soqquadro i fragili equilibri interni al partito. Mohammed Dahlan, ex uomo forte di al-Fatah a Gaza sostenuto da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, ha cercato di imporre il proprio nome come principale candidato alla successione, stringendo una rete di relazioni con le varie anime della militanza palestinese dalla sua residenza di Dubai, dove si trova in esilio da quando nel 2010 ha rotto i rapporti con la leadership di al-Fatah. Il fallimento di vari tentativi di riuscire a placare la conflittualità e individuare modalità di convivenza interna al partito con Mahmoud Abbas hanno contribuito a complicare la situazione spingendo i due a scambiarsi dure accuse, tra cui quella di aver assassinato Yasser Arafat. Dahlan ha inoltre a più riprese rinfacciato ad Abbas la sua decisione di aver tenuto aperto una linea di dialogo con Israele e un suo presunto nepotismo.Continua a leggere

Libano: ripresi contatti tra Hezbollah e Hamas

Di Emanuel Baroz | 31 maggio 2014
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Libano: ripresi contatti tra Hezbollah e Hamas

M.O.: stampa, leader Hezbollah ha avuto colloqui con dirigenti Hamas Beirut, 31 Maggio 2014 – Il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha avuto colloqui con alcuni dirigenti di Hamas. Lo ha rivelato il quotidiano libanese Al Akhbar, ritenuto vicino al Partito di Dio sciita. Secondo il giornale, all’inizio di questa settimana Nasrallah ha avuto “lunghe discussioni con esponenti di primo piano di Hamas nell’ottica di ricucire i rapporti tra Hamas da una parte e Hezbollah e l’Iran dall’altra”. Al Akhbar […]Continua a leggere

Tapuach (Giudea e Samaria): sventato attentato terrorista grazie ai checkpoint

Di Emanuel Baroz | 30 maggio 2014
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Tapuach (Giudea e Samaria): sventato attentato terrorista grazie ai checkpoint

Perché Israele ha bisogno di checkpoint di Giulio Meotti Questa mattina l’esercito israeliano ha arrestato un palestinese che indossava una cintura esplosiva da kamikaze. Indossava un pesante giubbotto, nonostante il caldo. Mentre la grande stampa, a cominciare dal Corriere della Sera, ha dato grande risalto a presunti abusi dell’esercito sui ragazzini palestinesi a Hebron, il ritorno dei kamikaze non arriverà sul desk dei giornali. Senza i checkpoint, i blocchi stradali e la barriera di separazione, sotto cui ha pregato sciaguratamente […]Continua a leggere

Altro finanziamento dell’Unione Europea ai palestinesi: che fine faranno i soldi questa volta?

Di Emanuel Baroz | 29 maggio 2014
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Altro finanziamento dell’Unione Europea ai palestinesi: che fine faranno i soldi questa volta?

L’Unione Europea dà 200 milioni di euro ai palestinesi. Ed è solo un anticipo 130 milioni ad autorità e 70 milioni a UNRWA per assistere profughi Bruxelles, 28 Maggio 2014 – Luce verde dell’Unione europea ad un nuovo pacchetto da 200 milioni di euro a sostegno dei palestinesi. L’obiettivo è quello di garantire servizi di base alla popolazione, come istruzione, assistenza sanitaria e servizi sociali (sperando che almeno questa volta siano utilizzati per questi fini e non per l’arricchimento personale […]Continua a leggere