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Internet: “Boom di siti antisemiti”, la polizia postale lancia l’allarme

Di Emanuel Baroz | 2 novembre 2009
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Internet: “Boom di siti antisemiti”, la polizia postale lancia l’allarme

Internet:  “Boom di siti antisemiti”, la polizia postale lancia l’allarme Sempre più siti antisemiti su internet. A lanciare l’allarme, con un’intervista rilasciata a “KlausCondicio” in onda su YouTube, è Sergio Staro, dirigente della Polizia postale e delle comunicazioni. «Gli investigatori di tutta Europa stanno sviluppando un monitoraggio e una serie di sinergie e di rapporti con le polizie di altri paesi per adottare provvedimenti. Va detto che con alcuni si lavora meglio mentre con altri i rapporti devono essere perfezionati. Tuttavia anche se i siti sono in italiano, spesso sono allocati in altre nazioni quindi benche’ la nostra segnalazione arrivi puntuale, sta poi alle autorità straniere intervenire ed eventualmente oscurarli». In particolare, Germania, Francia e Inghilterra si stanno mobilitando attivamente per la censura di siti antisemiti, nella convinzione che l’azione dei gruppi neonazisti sia forte soprattutto sui più giovani, «target che maggiormente usa questo strumento e a cui arrivano, per cosi dire, anche questo genere di contenuti. I più giovani sono particolarmente vulnerabili e non necessariamente dotati di un filtro di conoscenza storica per filtrare un certo tipo di informazioni. Per questo è necessario intervenire e arginare il fenomeno».Continua a leggere

D’Alemmah: quell’amicizia con Hezbollah pesa come un macigno

Di Emanuel Baroz | 1 novembre 2009
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D’Alemmah: quell’amicizia con Hezbollah pesa come un macigno

Appare incredibile ma nonostante il suo passato sembra che l’attuale Governo possa appoggiare la candidatura del sig. D’Alemmah alla carica di Ministro degli Esteri d’Europa. Chi ha avuto la pazienza nel passato di leggere le notizie da noi riportate su questo sito sa bene come la pensiamo su questo individuo, che a nostro parere non è in grado di ricoprire una carica così importante a causa della sua scarsa capacità di apparire imparziale ed obiettivo quando si occupa di ebrei o di israeliani e palestinesi. D’Alemmah: quell’amicizia con Hezbollah pesa come un macigno di Fiamma Nirenstein Massimo D’Alema commentando ieri l’ipotesi che egli, ex ministro degli esteri italiano diventi ministro degli esteri europeo, secondo Repubblica ha detto una delle sue frasi classiche, quelle in cui da del cretino a un po’ di gente: «Una nomina italiana a ministro degli Esteri d’Europa è una questione di grande interesse nazionale, non un pastrocchio da piccolo interesse di bottega. Se qualche imbecille non lo capisce, peggio per lui». Ha ragione. E io sono, mi sembra, fra questi imbecilli. Una scelta per D’Alema implica una quantità di piani politico-ideologici: parla di scelte che riguardano la politica italiana; di Weltanschaung, la sua visione del mondo; delle attuali scelte degli italiani per l’Europa. Non c’è dunque solo la questione che è stata maggiormente messa in rilievo, il segnale di buona volontà fra le parti politiche, la buona novella che quando si tratta dell’interesse nazionale si deve e si può sotterrare un’ascia di guerra ormai insanguinata. Da questo punto di vista sarebbe una buona cosa che tutti concordassero su una candidatura italiana quale che ne sia la parte politica.Continua a leggere

Rapporto Goldstone: il contro-rapporto e la retromarcia dell’autore

Di Emanuel Baroz | 31 ottobre 2009
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Rapporto Goldstone: il contro-rapporto e la retromarcia dell’autore

Rapporto Goldstone: il contro-rapporto e la retromarcia di Goldstone Mentre l’Onu si appresta (il 4 novembre) a discutere il rapporto Goldstone, emergono piano, piano le tante contraddizioni e omissioni di questo famigerato rapporto stilato a senso unico che i Paesi Arabi stanno cercando di usare come un’arma non convenzionale contro Israele. E’ lo stesso Goldstone a fare marcia indietro facendo alcune importanti precisazioni. In una intervista rilasciata al “Jewish Forward”, Golstone ammette che il suo rapporto non è frutto di un “lavoro investigativo” ma che la sua missione era quella di “ricerca su fatti”, una ricerca oltretutto limitata dal fatto di aver potuto interloquire solo con personale di Hamas. Goldstone afferma anche che tutto il materiale messo a sua disposizione era stato pre-selezionato da Hamas e che se tale materiale venisse portato in una semplice aula di tribunale ordinario non avrebbe alcuna rilevanza probatoria.Continua a leggere

Israele: Continuano a cadere i razzi Qassam palestinesi

Di Emanuel Baroz | 31 ottobre 2009
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Israele: Continuano a cadere i razzi Qassam palestinesi

Israele. Continuano a cadere Qassam palestinesi Gaza, 29 Ottobre 2009 – Un razzo Qassam palestinese lanciato mercoledì sera dalla striscia di Gaza verso Israele si è abbattuto su un terreno vicino al kibbutz Kissufim. Il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha detto mercoledì d’essere pronto “a stringere la mano a Hamas, anche se ha fatto fallire il dialogo per la riconciliazione interpalestinese”. Il ministro per la sicurezza interna Yitzhak Aharonovitch ha dichiarato ai parlamentari israeliani: “Voi tutti sapete […]Continua a leggere

Israele sbugiarda per l’ennesima volta le falsità di Amnesty International

Di Emanuel Baroz | 30 ottobre 2009
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Israele sbugiarda per l’ennesima volta le falsità di Amnesty International

Acqua: “È Israele che rispetta i patti, a differenza dei palestinesi” La gestione delle risorse idriche fra israeliani e palestinesi si basa su un accordo ad interim fra le due parti, e in particolare sull’articolo 40 dell’Allegato III che concerne la questione dell’acqua dolce e delle acque reflue. Secondo tale accordo, ai palestinesi spettano ogni anno 23,6 milioni di metri cubi di acqua. All’atto pratico, essi hanno accesso ad una quantità di acqua almeno doppia di questa cifra. Israele ha rispettato tutti i suoi obblighi previsti dall’accordo sull’acqua riguardo alle forniture di quantità addizionali ai palestinesi, superando anche largamente le quantità obbligatorie. I palestinesi, per contro, hanno significativamente violato i loro impegni previsti dall’accordo sull’acqua, con particolare riguardo a questioni importanti come lo scavo illegale di pozzi (ne hanno scavati più di 250 senza autorizzazione da parte della Commissione Congiunta sull’Acqua) e la gestione delle acque reflue (i palestinesi non costruiscono impianti di trattamento delle acque reflue nonostante il loro impegno a farlo e i cospicui fidanzamenti internazionali stanziati a questo scopo).Continua a leggere