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Egitto: neanche per la lotta contro il cancro i medici israeliani sono benvenuti

Di Emanuel Baroz | 27 ottobre 2009
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Egitto: neanche per la lotta contro il cancro i medici israeliani sono benvenuti

Egitto: negata l’entrata nel paese a equipe israeliana (regolarmente invitata…) di ricercatori sul cancro Il Cairo, 21 Ottobre 2009 – Nonostante fosse stata invitata con molto anticipo, e nonostante avesse ormai ottenuto tutti i visti e i permessi di sicurezza, a un’equipe israeliana di medici che si occupano di tumori al seno è stato proibito di entrare in Egitto nei giorni scorsi per partecipare alla campagna nazionale della lotta contro questo tipo di tumori, nella cui cura Israele è all’avanguardia. […]Continua a leggere

“Il destino di Gerusalemme sarà deciso dalla Jihad”

Di Emanuel Baroz | 26 ottobre 2009
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“Il destino di Gerusalemme sarà deciso dalla Jihad”

“Il destino di Gerusalemme sarà deciso dalla Jihad” Damasco, 25 Ottobre 2009 –    “Il destino di Gerusalemme sarà deciso dalla jihad e dalla lotta armata, non dai negoziati”. Lo ha dichiarato domenica Khaled Meshaal, capo del politburo di Hamas a Damasco, che ha aggiunto: “Israele non ha alcun diritto su Gerusalemme che appartiene agli arabi, cristiani e musulmani”. (Fonte: Israele.net)Continua a leggere

L’Intrafada prevede anche la tortura

Di Emanuel Baroz | 25 ottobre 2009
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L’Intrafada prevede anche la tortura

L’Intrafada prevede anche la tortura Londra, 25 Ottobre 2009 –   L’Autorità Palestinese guidata da Fatah ammette che le sue forze di sicurezza usano di routine la tortura contro prigionieri di Hamas. Lo riferisce il quotidiano britannico The Mail. “E’ una vergogna per l’Autorità Palestinese”, ha detto Haitham Arar, direttore del dipartimento diritti umani del ministero degli interni palestinese. L’articolo afferma che il governo britannico ha inviato agenti di polizia nei territori sotto controllo palestinese per cercare di fermare questi […]Continua a leggere

Elezioni indette dall’Anp: Hamas dice no

Di Emanuel Baroz | 24 ottobre 2009
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Elezioni indette dall’Anp: Hamas dice no

Elezioni Anp: Hamas dice no Per movimento integralista palestinese sono illegali (ANSA) – GAZA, 23 OTT, 22:47 – Il movimento palestinese Hamas ha rigettato stasera il decreto con cui il presidente dell’Anp Abu Mazen ha indetto le elezioni generali.Il presidente dell’Autorita’ nazionale palestinese, infatti, ha indetto elezioni generali per il 24 gennaio 2010. Hamas ha definito il decreto ‘illegale e incostituzionale’. ‘Questo decreto costituisce un duro colpo agli sforzi egiziani’ di mediazione in vista di una riconciliazione palestinese’, ha dichiarato […]Continua a leggere

Human Rights Watch: ascesa e caduta

Di Emanuel Baroz | 23 ottobre 2009
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Human Rights Watch: ascesa e caduta

Ascesa e caduta di Human Rights Watch Dishuman Rights di Giulio Meotti Human Rights Watch è nata in un piccolo appartamento a Mosca, dove quarant’anni fa si riunivano i dissidenti sovietici guidati da Nathan Sharansky e dallo scienziato Andrei Sakharov. Dall’America si era unito a loro l’attivista liberal Robert Bernstein, che allora era responsabile della casa editrice Random House. Sarà lui, sull’onda della battaglia per i ribelli russi, a fondare Human Rights Watch, il Nobel per la Pace di cui Bernstein è stato presidente per vent’anni. Oggi è il loro principale accusatore. Sul New York Times, Bernstein ha denunciato il ripudio da parte della stessa organizzazione dei valori per cui venne fondata. L’accusa è durissima: Human Rights Watch lavora per fare di Israele “uno stato paria”. Proprio uno dei membri di Human Rights Watch, il giudice Richard Goldstone, ha appena redatto il rapporto dell’Onu che accusa Israele di “crimini di guerra”. Bernstein afferma che, mentre il medio oriente è popolato da regimi autoritari “con un curriculum sui diritti umani spaventoso”, Human Rights Watch ha scritto di gran lunga molte più condanne contro Israele per violazioni del diritto internazionale che contro qualunque altro paese della regione. “In Human Rights Watch abbiamo sempre riconosciuto che le società aperte e democratiche hanno colpe e commettono abusi”, spiega Bernstein. “Ma vedevamo bene che esse hanno anche la capacità di correggersi, attraverso un vivace dibattito pubblico, la stampa di denuncia e molti altri meccanismi che incoraggiano le riforme. Quando mi sono fatto da parte, nel 1998, Human Rights Watch era attiva in settanta paesi, per la maggior parte società chiuse. Ora l’organizzazione accantona sempre più spesso il cruciale distinguo tra società aperte e società chiuse”. Un mese fa uscì la notizia che Human Rights Watch era andata a Riad per incassare donazioni saudite e bilanciare così “i gruppi di pressione pro israeliani attivi negli Stati Uniti”.Continua a leggere