L’Ordine Nazionale dei Giornalisti sempre più amico dei pacifinti: ora è anche armatore di un’altra nave pro Hamas!!!

 
Emanuel Baroz
10 dicembre 2010
14 commenti

L’ordine dei giornalisti si fa armatore di un’altra nave pro Hamas

di Giulio Meotti

Roma, 1o Dicembre 2010 –  Sarà presentata all’Ordine nazionale dei giornalisti (ma per fortuna c’è chi non è d’accordo, come Claudio Pagliara, inviato del Tg1, e Giulio Meotti, giornalista del Foglio)  la “Freedom Flotilla 2” diretta a Gaza. Il prossimo 13 dicembre, presso la sede dell’Ordine in via Parigi a Roma, si sono dati appuntamento militanti “pacifisti” e persino gli attivisti dell’organizzazione turca islamista Ihh, per annunciare il nuovo convoglio “umanitario” che intende rompere l’assedio israeliano contro Hamas (dopo l’esito sanguinoso della prima spedizione a giugno). L’istituto israeliano per l’antiterrorismo di Herzliya denuncia la “nuova flottiglia della guerra santa”.

All’Ordine dei giornalisti ci sarà Angela Lano, già a bordo della prima Freedom Flotilla e il cui libro, “Verso Gaza”, è introdotto dal presidente dell’Ordine, Enzo Iacopino. Sarà proiettato il documentario “The Raid”, del regista Manolo Luppichini, autore di documentari antagonisti, anche lui presente nella prima spedizione. Alla presentazione ci sarà Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese, con sede a Genova, il quale ha dichiarato alla magistratura di aver raccolto fondi per le famiglie dei terroristi palestinesi: “Fra i nostri assistiti ci sono pure figli di kamikaze”.

Sul sito dell’Investigative Project on Terrorism c’è la fotografia del nuovo ospite dell’Ordine dei giornalisti al fianco del capo di Hamas Khaled Meshaal. L’aspetto più esemplare della vicenda è che non soltanto l’Ordine dei giornalisti si fa promotore di una campagna virulentemente antisraeliana, ma che ospiti nei propri locali un’organizzazione, l’Ihh turca, sulla lista nera della Germania e presto degli Stati Uniti, dopo l’appello rivolto a Obama da un gruppo bipartisan di 87 senatori americani contro gli islamisti turchi.

L’Ihh mantiene stretti legami con Hamas, organizzazione inclusa nella black list europea, e fa parte della “Union of Good”, organizzazione ombrello affiliata ai Fratelli Musulmani a sua volta inserita dagli Stati Uniti nella black list. L’Ihh è stata oggetto di diverse inchieste per terrorismo. Numerosi militanti imbarcatisi sulla prima flottiglia prima di partire avevano dichiarato ai giornalisti che il loro scopo era il “martirio”. Con la decisione dell’Ordine di promuovere la “Freedom Flotilla 2”, il giornalismo dell’irresponsabilità fa un regalo politico e morale ad Hamas.

(Fonte: il Foglio, 10 Dicembre 2010, pag. 2)

Nella foto in alto: Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti

Per quanto riguarda l’atteggiamento delle istituzioni rappresentative dei giornalisti italiani consigliamo le seguenti letture:

L’internazionale dei giornalisti caccia Israele

Roma: conferenze antisemite nella casa dei giornalisti

Sul sempre più presente pregiudizio antisraeliano dei mass media italiani(e non solo):

Riccardo Cristiano: una storia che è bene non dimenticare

L’Ansa continua la sua campagna di disinformazione antisraeliana

Per l’ANSA la versione palestinese è sempra quella ritenuta più credibile

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  • #1Alberto Pi

    Ordine dei Giornalisti pro Hamas? Non in mio nome!

    Ieri sera un colpo di mortaio esploso dalla Striscia di Gaza ha ferito un israeliano. Dopo l’offensiva “Piombo fuso” il fuoco islamico si e’ diradato, ma nessuno si fa illusioni che cessi. Hamas ha come obbiettivo dichiarato la distruzione di Israele. E’ finanziato dall’Iran, alla cui guida c’e’ un signore che nega l’olocausto e arricchisce uranio. Ad esserne spaventati sono in primo luogo i Paesi arabi. Non solo quelli moderati, Egitto e Giordania. Ma anche la culla dell’islam, l’Arabia Saudita che, come ha svelato Wikileaks, ha ripetutamente chiesto agli Stati Uniti di bombardare Teheran. Hamas, inoltre, e’ in rotta di collisione con il Presidente dell’Autorita’ Palestinese, Mahmoud Abbas, punto di riferimento di Stati Uniti e Europa.

    In una situazione cosi’ complessa, e’ oltraggioso che il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Enzo Jacopino, abbia deciso di sostenere quel potente strumento di propaganda pro Hamas che prende il nome di “Freedom Flottiglia”. Con il pretesto di “liberare Gaza” il movimento e’ in prima linea nel tentativo di delegittimare Israele e rafforzare il regime islamico che tiene in ostaggio un milione e mezzo di palestinesi a Gaza.

    Enzo Jacopino e’ libero di promuovere le peggiori cause, ma a titolo personale, non nelle vesti di Presidente dell’Ordine dei Giornalisti. Non in mio nome. Non nel nome di molti, spero, miei colleghi.

    Per i dettagli delle iniziativa pro flottiglia del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, clicca qui http://www.infopal.it/leggi.php?id=16805

    http://www.claudiopagliara.it:80/2010/12/ordine-dei-giornalisti-pro-hamas-non-in-mio-nome/

    11 Dic 2010, 21:39 Rispondi|Quota
  • #2Alberto Pi

    Freedom Flotilla Italia: 13 dicembre, conferenza stampa all’Ordine dei Giornalisti, via Parigi 11.

    Presentazione del libro-testimonianza “Verso Gaza, in diretta dalla Freedom Flotilla” di Angela Lano.

    Angela Lano ha firmato una petizione in favore dell’Iran promossa da Claudio Moffa (che ha promosso seminari universitari di ispirazione negazionista), in cui si parla di ‘cosiddetto olocausto’.

    In allegato qualche stralcio del libro e l’appello per l’Iran firmato da Angela Lano.

    In fondo trovate il link dell’International Institute for Counter-Terrorism (ICT), sull’iniziativa italiana della Flotilla.

    **************************************************************
    Comunicato stampa.
    In preparazione della missione della Freedom Flotilla II che salperà a marzo del 2011, la Freedom Flotilla Italia organizza una conferenza stampa che si svolgerà lunedì 13 dicembre, dalle ore 11 alle 13, presso l’Ordine nazionale dei Giornalisti, in via Parigi 11, a Roma.

    Il programma.

    Alle ore 11, verrà presentato il libro-testimonianza “Verso Gaza, in diretta dalla Freedom Flotilla” (Emi editrice, 2010), e analizzati, dal punto di vista dell’informazione, gli eventi che seguirono la partenza della prima flotilla diretta nella Striscia di Gaza, e l’attacco del commando israeliano, il 31 maggio.

    Saranno presenti l’autrice del libro, Angela Lano, giornalista a bordo della Freedom Flotilla I; Enzo Jacopino, presidente dell’Ordine dei Giornalisti; Mohammad Hannoun, presidente Api e membro della European Campaign to end the siege on Gaza, e i rappresentanti della Freedom Flotilla.
    Verrà proiettato anche il documentario “The Raid”, del regista romano Manolo Luppicchini.

    Alle ore 12, sarà presentata la missione della seconda Freedom Flotilla, che partirà per Gaza a marzo del 2011.

    Si parlerà in particolare della nave italiana, “Stefano Chiarini”, che farà parte della flotta internazionale e che porterà a bordo circa 40 connazionali, tra cui giornalisti, politici, medici, intellettuali, ingegneri, architetti e attivisti, e che partirà da un porto italiano.

    Alla conferenza stampa saranno presenti rappresentanti della Freedom Flotilla Italia e delle sei organizzazioni internazionali (*) della Freedom Flotilla II, tra cui la European Campaign to end the siege on Gaza, il Free Gaza Movement e la IHH turca.

    (*) Organizzazioni fondatrici della coalizione internazionale della Freedom Flotilla I e II: European Campaign to end the siege on Gaza, IHH, Greek Ship to Gaza Campaign, Swedish Ship to Gaza, Free Gaza movement, International Commitee to End the Siege on Gaza.

    Della Freedom Flotilla II faranno parte navi di circa 20 Paesi.

    link al comunicato
    http://www.infopal.it/leggi.php?id=16805

    Si prega di confermare la presenza alla conferenza stampa
    Contatti:
    Ufficio stampa Freedom Flotilla – Italia: [email protected]edomflotilla.it.,
    tel. 0039.3474262073; 0039.335.1239579; 0039.011.19838359
    Info: http://www.freedomflotilla.it;
    http://www.InfoPal.it; http://www.savegaza.eu; http://www.freegaza.org; http://www.forumpalestina.org

    ———————————————————————————————————
    A New Jihad Flotilla initiative to Gaza

    http://www.ict.org.il/NewsCommentaries/Commentaries/tabid/69/Articlsid/841/currentpage/2/Default.aspx

    11 Dic 2010, 21:41 Rispondi|Quota
  • #3Alberto Pi

    Prefazione
    di Enzo Iacopino

    (…)

    La disponibilita’ all’aiuto da dare all’altro esplode in Italia solo davanti alle tragedie improvvise. Ma la vita non conosce pause, scorre ogni giorno. Non solo a Gaza, in verita’, con il suo lungo rosario di dolori.

    Sono stato in Israele con Francesco Cossiga, allora presidente della Repubblica, ai tempi della prima Intifada, sul finire del 1987. Piu’ esattamente proprio nei giorni dei primi segnali di quella protesta. Ricordo che lasciai il bus dei giornalisti al seguito, assieme ad una collega di Famiglia Cristiana. Volevamo capire. Capimmo? Non credo. Non io, almeno, e sicuramente non in maniera completa.
    Cossiga, invece, capi’, con quella sua ineguagliabile capacita’ di leggere gli avvenimenti e di anticipare le conseguenze degli stessi. Per questo, dopo gli scontri con le autorita’, volle ricevere, nella sede del Consolato italiano a Gerusalemme, i rappresentanti dei palestinesi. Era un gesto, una testimonianza, appunto, che solo chi aveva confidenza con lui – non io in quella fase – riusci’ a capire fino in fondo. Israele non gradi’.
    Subi’, senza poter fare commenti e senza trovare sponde in Italia perche’ allora Cossiga picconatore non aveva ancora fatto capolino.

    Ho un ricordo personale, doloroso per me pasciuto giornalista occidentale: gli occhi “spaventati e persi” (uso volutamente parole di Angela Lano) dei palestinesi quando passavano accanto alle postazioni dei militari israeliani presenti ad ogni angolo della citta’. Occhi che potevi incrociare solo per un attimo, perche’ sfuggivano lo sguardo di chiunque, nell’evidente preoccupazione che un comportamento contrario potesse apparire una sfida o, ancor peggio, determinare un sospetto.
    Ma c’erano anche giovani, donne e uomini, in tuta mimetica e armati di mitragliatori piu’ grandi di loro. Era la quotidianita’, non le misure eccezionali per la visita di un capo di stato. Giovani privati dei sogni della loro eta’, abituati ad avere come loro migliore amico un freddo fucile mitragliatore.

    Forse quei giovani di allora sono i genitori di qualcuno tra quanti, “tutti giovanissimi” e con “gli occhi spaventati e persi”, hanno dato l’assalto ala Freedom Flotilla.
    E’ vita la loro? Quella degli uni e degli altri.
    E noi figli dell’Occidente non rischiamo, volgendo lo sguardo dall’altra parte, di trasformare in semplici suoni privi di significato parole come democrazia, liberta’, diritti umani che spesso evochiamo tacitando il rimorso per i troppo lunghi silenzi?
    Pag. 10-11

    ——————————————————————————————————————————————————————–

    Angela Lano

    Mar Mediterraneo. Notte
    (…)
    Le imbarcazioni della Freedoom Flotilla sono circondate dalla marina di Israele, una delle piu’ potenti del mondo. Navi umanitarie contro una macchina bellica supertecnologica, deumanizzata (…)
    Sono circa le 4,30 del mattino e diversi zodiac ci speronano con colpi secchi contro le murate dello scafo, poi ci piombano addoso come delle furie. Il ritmico fluttuare delle onde e’ spezzato da spari, voci fredde, bombe acustiche e lacrimogeni.
    Pag. 25

    Gli attivisti, addestrati alle tecniche di resistenza passiva, corrono incontro alla cabina di comando e si stringono l’uno all’altro.
    (…)
    I soldati si avventano con violenza contro di loro e li aggrediscono. Qualcuno cade sotto i colpi dei proiettili, per le botte e per l’elettroshock delle pistole taser.
    (…)
    E’ una scena orrenda. Ci sembra di essere stati catapultati in un film fanta-horror, in qualcosa di irreale.
    (…)
    Ci uccidono, pensiamo. Questi pazzi ci ammazzano tutti. Sono qua per questo, per dare una lezione al mondo: che nessuno osi sfidare Israele, padrone dei cieli, delle terre e del mare!
    (…)
    L’inferno ci inghiotte, vomitando fuori morti e feriti, e un incubo che durera’ giorni.
    Pag.26

    (…)
    I militari si lanciano contro di noi con calci, pugni, spari. Il capitano cerca di resistere, ma e’ ferito: gli sbattono la testa contro i vetri della cabina.Gli attivisti cercano di soccorrerlo e di frapporsi tra lui e la furia robotica dei militari, ma vengono respinti.

    (…)
    Ad un tratto si levano alcune voci che in breve si trasformano in un coro indignato: ”Nazisti, nazisti, siete dei nazisti”. Loro sono un muro di gomma.
    Pag. 27

    (…)
    Sulla Mavi Marmara calano come avvoltoi anche dagli elicotteri, sparando all’impazzata.(…)
    E sparano per assassinare: colpi alla nuca, raffiche di proiettili nel corpo. La gente non sta resistendo, e’ seduta. Pochi sono quelli in piedi.
    Sono li’ per uccidere. Non per difendersi, come raccontera’ subito la propaganda israeliana. Fanno un uso sproporzionato della forza, come di consueto. Civili disarmati, e qualche attivista munito di bastone e delle fionde di David contro il potente Golia. Che beffa della storia!
    Sangue e terrore sparsi nelle sale, nei corridoi, nei bagni, nelle stive, dovunque.
    Pag. 28

    (…)
    I feriti piu’ seri sono distesi per terra. I soldati non vogliono che siano i nostri medici a bordo ad occuparsene. Gridiamo: ”Criminali!”.

    (…)
    Si fanno avanti due giovani donne soldato. Sono paramedici. Vogliono prestare soccorso ai nostri compagni, ma ci rifiutiamo: temiamo che possano inoculare loro qualche sostanza nociva.
    Pag. 29

    (…)
    Oltre le maschere che ricoprono i volti dei soldati notiamo degli occhi spaventati, persi: sono tutti giovanissimi. Robot mandatiall’assalto dopo una vita di lavaggi del cervello. Indottrinati sin da piccoli alla violenza, al disprezzo e all’odio verso gli altri. Verso tutto cio’ che non e’ come loro.
    Provo una pena mista a rabbia. Avranno una ventina d’anni, l’eta’ di mio figlio maggiore, Federico. Carne da cannone al soldo di un regime militare. Provo a dire loro: “Rifiutatevi. Seguite l’esempio dei refusenik, almeno la vostra coscienza sara’ salva. Finirete pieni di droghe ed alcool per dimenticare l’orrore di cui vi renderete complici”.
    E’ tutto inutile: non esce altro, dalle loro bocche che urla di comando e minacce. Sono muri di gomma allenati a non provar sentimenti.
    Pag. 30

    (…)
    Li fissiamo con severita’, dritti negli occhi, e loro, imberbi giovanetti dalle menti svuotate, abbassano gli sguardi.
    Un simpatico e tosto mozzo, volontario come tutto l’equipaggio della nave, continua a dar loro dei ”criminali” e dei ”nazisti”.
    Pag. 31

    (…)
    Diciamo ad alta voce che siamo nelle mani di farabutti che non conoscono ne’ diritti umani ne’ legge. Poi commentiamo, sempre ad alta voce, che ai prigionieri palestinesi tocca una sorte molto peggiore.
    Pag. 35

    (…)
    Iniziano ad arrivare le donne della nave turca. Apprendiamo cosi’ con sgomento che ci sono stati dai 14 ai 19 morti (…) Ci parlano di attivisti gettati in mare ammanettati. Di altri uccisi con un colpo alla nuca e altri ancora crivellati di proiettili. Di gente trovata nei bagni, giustiziata con un proiettile nella fronte. (…)
    Pag. 39

    Beer Sheva, Negev
    Uno schianto metallico ci fa sobbalzare. Israele sembra fatto d’acciaio: voci e cuori, tutto.Stanno riaprendo le nostre celle.
    (…)
    Torno in cella e chedo a Janet se posso intervistarla.
    Pag. 55

    “Sono cofondatrice insieme a Paul Laredee, del Free Palestine Moviment (attualmente Janet non fa piu’ parte del Free Palestine Moviment)” ” Cio’ che vedo e’ che gli israeliani sono pieni di odio. Sono educati sin dall’infanzia a odiare i palestinesi. Sono davvero razzisti. C’e’ una certa identificazione tra Israele e gli ebrei, questo perche’ essi sono stati perseguitati per secoli. C’era un desiderio di ritornare nella ”Terra promessa”, in base al racconto biblico. Dopo il genocidio della seconda guerra mondiale, volevano un luogo sicuro dove rifugiarsi. E questo e’ umanamente comprensibile. Ma questo non doveva portare a dannegiare un altro popolo.
    Pare inoltre che il sionismo (movimento politico coloniale nato a fine Ottocento, nda) abbia inventato il racconto della ”Diaspora” del 70 d.C.Dunque dovremmo riflettere su chi sono i discendanti degli ebrei rimasti in Palestina”.

    “Negli Stati Uniti la propaganda della Israel Lobby, che comanda politici, media, banche, ecc., la fa da padrona e controlla oltre l80% del Congresso Usa. Decide la nostra politica estera e finanzia Israele con i nostri soldi.”
    Pag. 56-57

    11 Dic 2010, 21:53 Rispondi|Quota
  • #4Alberto Pi

    ecco l’appello promosso da Moffa e firmato da molte “vecchie” conoscenze…..

    10 marzo 2010

    GIU’ LE MANI DALL’IRAN

    Appello per la sovranità e l’indipendenza della Repubblica Islamica dell’Iran
    La questione Iran – il tentativo di impedire al governo di Teheran di sviluppare il proprio programma nucleare, fino a minacciare, come hanno fatto Israele fin dal giugno 2006 e i neocons sionisti nella loro lettera a Bush del 20 settembre 2001, un attacco militare – non riguarda in ultima analisi le posizioni di ciascuno pro o contro l’Islam, pro o contro il nucleare, pro o contro questo o quello schieramento politico in Italia o in altri paesi.
    Essa attiene invece al rispetto della democrazia internazionale, della sovranità e integrità degli Stati sovrani e indipendenti quale l’Iran è: democrazia internazionale violata dallo Stato di Israele fin dalla sua fondazione il 15 maggio 1948, in nome di un razzista diritto biblico per il quale il presunto “popolo eletto” avrebbe facoltà di scatenare guerre criminali e blitz punitivi contro Gaza, contro il Libano, contro l’Iraq di Saddam Hussein, contro la Siria, ed oggi appunto contro l’Iran di Ahmedinjad, colpevole di lesa maestà al monopolio atomico israeliano e irriverente sostenitore della libertà di discussione sulle cifre e le modalità concrete del cosiddetto “olocausto”.
    Tutto questo non è tollerabile agli occhi di chiunque abbia a cuore le regole elementari della democrazia interna e internazionale: né è tollerabile che Israele – come ormai stra-dimostrato dal libro di Walt e Meirsheimer sulla lobby israeliana negli USA, e da decine di notizie su attentati terroristici presunti islamici, fascisti, comunisti, nonché da diverse dichiarazioni rivelatrici, ultima quella di Blair sulla codecisione israelo-britannica dell’aggressione all’Iraq del 2003 – faccia uso dell’arma del ricatto, della minaccia terroristica, di molta stampa internazionale e di cruciali settori delle magistrature nazionali a lei vicini, per inquinare pesantemente il dibattito politico interno e per violare sistematicamente le sovranità degli Stati europei e degli Stati Uniti, in nome di un presunto interesse comune, lo scontro di civiltà con i musulmani.

    Non lo scontro di civiltà dobbiamo perorare, non una eventuale insensata e infausta aggressione all’Iran, ma una politica di vera pace in Medio Oriente e di orgoglio democratico e nazionale che liberi i ceti politici di tutto l’Occidente dalle pressioni a nuove guerre, embarghi, sanzioni in violazione plateale del diritto internazionale. Primi obbiettivi: il rispetto della sovranità e dell’indipendenza dell’Iran, la restituzione del Golan alla Siria, il blocco immediato delle colonizzazioni selvagge israeliane sulle terre palestinesi e a Gerusalemme.

    85 CONDIVIDONO: Claudio Moffa, Pietro Ancona, Maurizio Blondet, Sophie Cretaux, Pietro Ferrari, Massimo Fini, Tiberio Graziani, Emanuela Irace, Gianfranco La Grassa, Angela Lano, Alberto Marino, Claudio Mutti, Giancarlo Paciello, Roberto Hamza Piccardo, Filippo Fortunato Pilato, Antonio Pocobello, Costanzo Preve, Nadine Rosa Rosso, Edoardo Zarelli, Massimiliano Begotti, Mauro Blasi, Dea Buccilli, avv. Marco Ciferri, Mario Cecere, Alex Daltanius, Franco Damiani, Fabrizio Dedoni, Francesco Delle Donne, Salman Di Cola, Alessio Di Cuollo, Piero Di Cuollo, Vittorio Di Giacinto, Fabio Falchi, Orazio Fergnani, Giuseppina Ficarra, Fabrizio Fiorini, Paola Folchi, Michele Franceschelli, Alessia Fresca, Roberto Gabriele, Giacomo Gibellini, Manuela Graziani, Giacomo Guarini, Andrea Guiglieri, Michele Iannelli, Robert Keil, Francesco Locantore, Duccio Mallamaci, Giuseppe Maneggio, Cecilia Marchese, Giovanni Maresca, Alberto Medici, Pietro Paolo Messina, Giorgio Morganti, Alfredo Musto, Alessandra Pinna, Paolo Pioppi, Matteo Pistilli, Arianna Pomozzi, Carlo Prosperi, Gabriele Repaci, avv. Emilio Ricciardi, avv. Antonella Rustico, Lorenzo Salimbeni, Mario Scarponi, Oronzo Mario Schena, Marco Antonio Sechi, Marco Tiberti, Walter Tulman Corrado, Giorgio Vitali, Andrea Wolff, Stefano Zecchinelli.

    I GIURISTI INTERNAZIONALISTI: Augusto Sinagra, Paolo Bargiacchi, Ezio Benedetti, Gianluigi Cecchini, Avv. Lorenzo Minissi, Antonietta Piacquadio, Franco Sabatini, Anna Valvo,

    DALLA FRANCIA: Maria Poumier, Christian Guillaume (journaliste), Ginette Hess Skandrani, Bruno Noel, Mohamed Latreche, Pierre Guillaume

    FIRMA ANCHE TU O TRAMITE FACEBOOK, O SCRIVENDO A [email protected], o con un sms al 377 1520283

    11 Dic 2010, 21:54 Rispondi|Quota
  • #5Alberto Pi

    Disordine dei giornalisti

    10 dicembre 2010

    Ho sempre pensato che l’ordine dei giornalisti fosse un ente troppo inutile da giustificare una mobilitazione per abolirlo (anche se, ovviamente, ho raccolto le firme per il referendum abrogativo). Mi sbagliavo, purtroppo. L’ordine dei giornalisti è dannoso. Non solo perché non fa quello che dovrebbe fare per statuto, ma perché fa cose incredibili. Come quella di sponsorizzare la partenza della Freedom Flottilla 2, la nuova nave di “pacifisti” e islamisti che vuole rompere l’assedio di Israele contro Hamas a Gaza. Sappiamo che cos’era la Freedom Flottilla 1. Claudio Pagliara e Giulio Meotti hanno raccontato questa enormità. Pigi Battista ha ricordato che i giornalisti non possono strappare la tessera dell’ordine. Il punto è che cosa fare?

    http://www.camilloblog.it/archivio/2010/12/10/disordine-dei-giornalisti/

    11 Dic 2010, 22:07 Rispondi|Quota
  • #6Beniamino

    Chissà se Eugenio scalfari riterrà opportuno dire qualcosa a proposito di questa vicenda…visto che dimostra spesso di avere una idea ben precisa sull’ordine dei giornalisti!

    11 Dic 2010, 22:16 Rispondi|Quota
  • #7Ruben DR

    IACOPINO E IL LIBRO “CONTROVERSO”

    Se l’ordine dei giornalisti “sponsorizza” la flottilla a Gaza

    di Dimitri Buffa

    Da giovane Enzo Iacopino raccontava come cronista la rivolta di Reggio Calabria del 1970, quella dei “boia chi molla”, adesso, che ha raggiunto l’età pensionabile ed è stato da qualche mese eletto presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti (dopo esserne stato segretario), scrive la prefazione al libro di memorie (“Verso Gaza”) della “pacifinta” Angela Lano, star italiana della Flottilla per Gaza.

    E ne presenterà, il prossimo 13 dicembre nella sede dell’Ordine a Roma in via Parigi, anche la futura spedizione della seconda flottilla per Gaza prevista per la primavera del 2011. Questo idealismo che si sposta dall’estrema destra all’estrema sinistra piace sicuramente a tanti giovani no global, un po’ meno agli amici di Israele che si interrogano sul perché scegliere una sede istituzionale come quella dell’Ordine nazionale dei giornalisti per presentare la cosiddetta seconda flottilla per Gaza.

    Specie dopo che sono venute fuori tutte le malefatte di buona parte dei partecipanti alla prima.

    Ieri l’osservatorio anti semitismo che fa capo al Cdec di Milano ha mandato a tutta la propria mailing list questo messaggio: “Freedom Flotilla Italia: 13 dicembre, conferenza stampa all’Ordine dei Giornalisti…111Carissime/i, Vi segnalo questa notizia, che, se è vera, mi pare di inaudita gravità.
    Angela Lano, direttrice dell’agenzia di stampa di ispirazione antisionista InfoPal, è su posizioni radicalmente ostili nei confronti di Israele e, tra l’altro, ha firmato una petizione in favore dell’Iran promossa da Claudio Moffa in cui si parla di ‘cosiddetto olocausto’.

    Alla presentazione del libro interverranno anche Mohammad Hannoun, direttore Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese onlus, – ABSPP (http://www.abspp.org/), associazione che è stata spesso al centro di polemiche per la sua vicinanza ad Hamas.

    Hannoun – che è contiguo all’UCOII – è stato coinvolto un paio di anni fa in un’inchiesta promossa dalla magistratura genovese per terrorismo. Alla presentazione parteciperanno anche i rappresentanti dell’organizzazione fondamentalista IHH (vedi allegato tratto dal sito dell’International Institute for Counter Terrorism).

    Se volete altre informazioni su Lano, InfoPal, Hannoun o IHH fatemelo sapere…”.Insomma le polemiche sull’iniziativa di Iacopino non mancheranno, se il buongiorno si vede dal mattino. Il programma del simpatico happening che si terrà nella sede nazionale dell’Ordine dei Giornalisti prevede anche “la presentazione del documentario ”The Raid“, del regista romano Manolo Luppicchini.

    ” Cioè prevedibilmente una testimonianza filmata che vedrà l’esercito israeliano sul banco degli imputati. Alle ore 12 sarà infine presentata la missione della seconda Freedom Flotilla, che partirà per Gaza nella primavera del 2011. “Si parlerà in particolare della nave italiana, ”Stefano Chiarini“ – recita il documento diffuso via e mail, a decine di testate giornalistiche italiane – che farà parte della flotta internazionale che porterà a bordo molti nostri connazionali, giornalisti, politici, medici, intellettuali, ingegneri, architetti e attivisti, e che salperà da un porto italiano.

    Inoltre ”alla conferenza stampa saranno presenti rappresentanti della coalizione italiana e delle sei organizzazioni internazionali della Freedom FlotillaII, tra cui la European Campaign to end the siege on Gaza, il Free Gaza Movement e la IHH turca“. Quest’ultima viene ovunque considerata un’organizzazione fiancheggiatrice di Hamas, ma evidentemente questi sono dettagli.

    Nella prefazione al libro della Lano, Iacopino ricorda di essersi recato in Israele ai tempi della prima Intifada nel 1987 insieme al presidente Cossiga. E aggiunge: ”ho un ricordo personale, doloroso per me pasciuto giornalista occidentale: gli occhi “spaventati e persi” (uso volutamente parole di Angela Lano) dei palestinesi quando passavano accanto alle postazioni dei militari israeliani presenti ad ogni angolo della città.

    Occhi che potevi incrociare solo per un attimo, perché sfuggivano lo sguardo di chiunque, nell’evidente preoccupazione che un comportamento contrario potesse apparire una sfida o, ancor peggio, determinare un sospetto“. Occhi che in non pochi casi erano quelli di uno ”shahid“ che si faceva esplodere in mezzo a una folla di ebrei innocenti.

    Rimane il dubbio sull’opportunità di trattare argomenti così controversi in una sede come quella dell’ordine nazionale dei giornalisti.

    (7 Dicembre 2010)

    http://www.opinione.it/articolo.php?arg=4&art=97095

    11 Dic 2010, 22:26 Rispondi|Quota
  • #8Ruben DR

    Secondo me è chiaro che ci siano dei giornalisti che vengono pagati….non si spiega altrimenti il loro atteggiamento e la loro continua mistificazione della realtà a danno degli israeliani!

    12 Dic 2010, 20:05 Rispondi|Quota
  • #9Daniel

    Cmq, nel caso servisse a qualcuno, l’indirizzo e-mail di Iacopino è questo: [email protected]

    12 Dic 2010, 20:06 Rispondi|Quota
  • #10Emanuel Baroz

    Lettera all’Ordine dei Giornalisti

    Pubblico annuncio di contro-iniziativa sulla flottiglia a Gaza

    di Fiamma Nirenstein

    13 Dicembre 2010

    “Ho già protestato nei giorni scorsi con l’Ordine dei Giornalisti perché trovo scandaloso che promuova nella sua sede, domani, un’iniziativa sulla flottiglia per Gaza del maggio scorso, ospitando tra l’altro anche esponenti dell’IHH, la controversa organizzazione turca formata da estremisti islamici che guidò quella tragica spedizione. Si allega una lettera indirizzata al Presidente dell’Ordine, Enzo Iacopino, che domani presenterà personalmente l’iniziativa, con la richiesta di dar conto pubblicamente, impegnandosi in questo senso e riconoscendo di conseguenza l’unilateralità della manifestazione in corso, di una prossima iniziativa parallela e antitetica da me organizzata”.

    Roma, 12 dicembre 2010

    Alla c.a di Enzo Iacopino Presidente dell’Ordine dei Giornalisti

    Caro Iacopino,
    ho ricevuto oggi il tuo messaggio che mi annuncia la tua decisione di accogliere la mia richiesta, a te e all’Ordine, di promuovere quanto prima un’iniziativa, di cui ti indicherò a breve i termini che ritengo opportuni, volta a controbilanciare l’incredibile scelta di presentare alla sede dell’Ordine, in modo unilaterale e certamente anti-israeliano, la tragica vicenda della Mavi Marmara e della flottiglia diretta a Gaza nel maggio scorso, durante un’iniziativa che vedrà presenti fra l’altro personaggi legati all’IHH (Insani Yardim Vakfì). Trattasi di un’organizzazione turca formata da estremisti islamici, già sulla lista nera della Germania sia per attività di supporto al terrorismo, sia per la sua lotta contro il diritto all’esistenza di Israele. Inoltre tale organizzazione mantiene stretti legami con Hamas (sulla black list europea dal 2003) e fa parte della “Union of Good”, organizzazione legata ai Fratelli Mussulmani e bandita negli Stati Uniti.

    Ti scrivo perché tu renda pubblica, nel corso della manifestazione da te indetta, questa decisione che non ritengo debba restare relegata a messaggini telefonici. Mi aspetto quindi che domani venga annunciata un’iniziativa nella sede dell’Ordine, che spieghi un punto di vista opposto a quello dei promotori della scorsa flottiglia e probabilmente anche della prossima, i cui preparativi verranno incredibilmente annunciati domani presso l’Ordine dei giornalisti, come si legge nei comunicati stampa.

    Ti chiedo formalmente di leggere questa mia lettera domani durante la tua iniziativa.

    Sinceri saluti

    Fiamma Nirenstein

    13 Dic 2010, 12:30 Rispondi|Quota
  • #11Emanuel Baroz

    Ordine dei giornalisti all’arrembaggio

    di Daniele Ascarelli

    Se voleva gettare acqua sul fuoco Enzo Iacopino presidente dell’Ordine dei giornalisti nazionale non c’è riuscito. Non soltanto ha ospitato nella sede dell’Ordine uno spot per la seconda spedizione “umanitaria” freedom flotilla ma l’ha condita con un attacco pesante all’onorevole e collega Fiamma Nirenstein che lo aveva criticato aspramente per l’ iniziativa intrapresa. L’ha apostrofata dicendo:” L’onerevole Nirenstein non chiede, intima, vuole lei indicare il momento opportuno. Non c’era bisogno di intimare. Siamo disposti ad ospitare chi lo desidera”.

    Iacopino che è parso nervoso e sulla difensiva ha stigmatizzato coloro che a suo dire si sono “permessi” di demonizzare l’Ordine dei giornalisti definendo “immondizia” i commenti letti su internet ed ha invitato i critici ad informarsi ed ascoltare. Noi siamo andati per l’appunto ad ascoltare. E Iacopino ha rincarato la dose dicendo di condividere: ” lo spirito di questa seconda Freedom Flotilla”. Poi ha auspicato che l’onorevole Walter Veltroni, chissà se nella veste di parlamentare o di scrittore, vada a ispezionare personalmente il carico di queste navi.

    Ha difeso Angela Lano, la giornalista presente sulla prima spedizione, definendola vittima di un crimine che è stata una grave violazione dei diritti umanitari ed è stato contraccambiato con complimenti e ringraziamenti. Poi una volta terminata la presentazione del libro si è allontanato, forse per sottolineare una distanza ideale, lasciando spazio a una serie di imprecisate associazioni, fra cui alcune(l’IHH rappresentato dal suo vicepresidente) definite terroriste da Israele e la sede dell’Ordine dei giornalisti è diventata il “porto” da cui simbolicamente è partita la seconda flotilla.

    (Fonte: Notiziario Ucei, 13 dicembre 2010)

    14 Dic 2010, 10:36 Rispondi|Quota
  • #12Alberto Pi

    MO:FLOTTIGLIA; VIA A SECONDA MISSIONE, SALPERÀ IN PRIMAVERA
    FLOTILLA II SARÀ PIÙ GRANDE E AVRÀ NAVE TUTTA ITALIANA

    (ANSA) – ROMA, 13 – Sarà più grande, porterà milioni di euro di aiuti umanitari e avrà una nave tutta italiana, la ‘Stefano Chiarini’. La Freedom Flotilla II è pronta a replicare, allargandola, la missione internazionale che lo
    scorso maggio subì l’attacco – con rimasero uccisi 9 civili turchi – della marina israeliana a 70 miglia dalla costa. Allora, le navi bloccate da Tel Aviv erano sei. La prossima primavera, «saranno circa venti» le imbarcazioni a salpare alla volta di Gaza per portare beni di prima necessità al milione e mezzo di palestinesi che vive sotto l’embargo israeliano. Oggi, presso l’Ordine dei giornalisti di Roma, i rappresentanti di alcune delle associazioni che hanno dato vita all’iniziativa hanno presentato la Freedom Flotilla II.

    «Ora siamo più forti. Ogni volta che verremo fermati da Israele torneremo e saremo più numerosi», ha annunciato Huseyin Oruc, vice presidente della Ong turca Insani Yardim Vafki (Ihh). «Andiamo a Gaza per aiutare persone che soffrono, non abbiamo un’altra agenda», ha sottolineato poi Oruc, annunciando che la missione raggrupperà volontari da «125 Stati del mondo». E questa volta ci sarà anche un’imbarcazione italiana, la ‘Stefano Chiarini’. «Chiediamo al governo quantomeno di proteggere le vite degli attivisti che non fanno altro che sostituirsi a quanto dovrebbe fare l’Italia», è la richiesta di Germano Monti, a capo del coordinamento della Freedom Italia.

    La flotta salperà la prossima primavera, forse a marzo, e anche questa volta raccoglierà attivisti, politici, gionalisti provenienti da tutto il mondo. L’obiettivo – assicurano – resta quello umanitario. «La Flotilla è diretta alla società civile palestinese e vuole dimostrare la nostra appartenenza a tutta l’umanità», ha evidenziato il presidente dell’associazione dei Palestinesi in Italia Mohammad Hannoun, augurandosi che, questa volta, «riusciremo a finire il nostro lavoro». (ANSA).

    14 Dic 2010, 21:44 Rispondi|Quota
  • #13Alberto Pi

    MO: FNSI, SOLIDARIETÀ A JACOPINO PER ATTACCHI ‘GIORNALE’

    (ANSA) – ROMA, 14 DIC – «Enzo Iacopino è stato arruolato a forza dal ‘Giornale’ tra i nemici di Israele per aver ospitato nella sede dell’Ordine nazionale dei Giornalisti la presentazione del libro della collega Angela Lano sulla spedizione Freedom Flottilla». Lo dicono il presidente ed il segretario Generale della Fnsi, Roberto Natale e Franco Siddi.

    «Una concezione strana e pericolosa – aggiungono – quella che il ‘Giornale’ mostra di avere delle rappresentanze della categoria. Consentire la presentazione dell’opera di un giornalista, rispettandone l’autonomia e facendolo sempre nel rispetto delle opinioni di tutti, dovrebbe essere, e per fortuna è, una delle attività più ordinarie e scontate per l’Ordine come per il Sindacato. Evidentemente al ‘Giornale’ sono convinti che, prima di concedere la sala, i rappresentanti della categoria debbano vagliare i contenuti dei libri e concedere la tribuna solo a quelli graditi, o più vicini alle proprie idee. È una concezione da giornalismo di fazione che non ci appartiene. E la questione israelo-palestinese è così delicata e drammatica che non si aiuta certo esigendo censure o erigendo muri al dibattito».

    «Nel solidarizzare col presidente nazionale dell’Ordine, la Fnsi – concludono Natale e Siddi – riafferma il diritto-dovere delle rappresentanze del giornalismo di favorire in ogni modo il dibattito, di far sentire quante più voci possibile, di difendere anche così l’Articolo 21». (ANSA).

    14 Dic 2010, 21:46 Rispondi|Quota
  • #14Alberto Pi

    Ma questa l’avete letta????

    UN’OPPORTUNITA’ PER LA PACE IN MEDIO ORIENTE: LA FREEDOM FLOTILLA 2.

    Convegno dell’Italia dei Valori a Roma

    Posted on 4 gennaio 2011

    by germano

    La primavera scorsa, una prima flotta di navi inviate da associazioni ed ONG per portare aiuti umanitari alla Striscia di Gaza, veniva attaccata dall’esercito israeliano. Il bilancio fu di nove morti, decine di feriti, centinaia di arresti ed il sequestro delle navi e degli aiuti.

    Fra pochi mesi, una seconda e più grande flotta si dirigerà nuovamente verso la Striscia di Gaza, e questa volta vi sarà anche una nave italiana – la “Stefano Chiarini” – che imbarcherà decine di attivisti e tonnellate di aiuti per le scuole e gli ospedali palestinesi.

    Nell’indifferenza di troppi verso la drammatica situazione di Gaza e della Palestina occupata, la Freedom Flotilla 2 costringerà il mondo a volgere lo sguardo verso una regione dove la parola “pace” e “giustizia” sembrano aver perso ogni significato.

    GIOVEDI’ 13 GENNAIO, ALLE 15.00, PRESSO LA SALA MEETING DEL NAZIONALE IDV

    Via Santa Maria in Via, 12

    CONVEGNO:

    UN’OPPORTUNITA’ PER LA PACE IN MEDIO ORIENTE: LA FREEDOM FLOTILLA 2

    Partecipano:

    On.le Niccolò Rinaldi (Capo gruppo al parlamento europeo dell’Italia dei Valori)
    On.le Luigi De Magistris in collegamento telefonico (eurodeputato IdV)
    On.le Vincenzo Maruccio ( Capogruppo IdV regione Lazio)
    On.le Giulia Rodano (Consigliere IdV regione Lazio)
    Angela Lano (giornalista, testimone dell’aggressione alla prima Freedom Flotilla)
    Luisa Morgantini (ex Vicepresidente del Parlamento Europeo)
    Fabio Marcelli (Giuristi Democratici)
    Maria Elena Delia (International Freedom Flotilla Coalition)
    Germano Monti (Coordinamento della Freedom Flotilla 2)
    Mohamed Hannoun (European Campaign to End Siege of Gaza)
    Waji Salameh (Presidente Comunità Palestinese di Roma)
    Michelangelo Cocco (giornalista de il Manifesto)

    Info:

    Marcello Ribera – coordinamento Giovani Idv Lazio
    3393471042

    http://www.freedomflotilla.it/2011/01/04/un%e2%80%99opportunita%e2%80%99-per-la-pace-in-medio-oriente-la-freedom-flotilla-2-convegno-dellitalia-dei-valori-a-roma/

    8 Gen 2011, 21:34 Rispondi|Quota
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