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Gaza: continuano le pressioni di Hamas sui giornalisti che raccontano la verità

Di Emanuel Baroz | 30 luglio 2014
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Gaza: continuano le pressioni di Hamas sui giornalisti che raccontano la verità

Giornalista palestinese di Liberation cacciato dalla Striscia di Gaza su ordine di Hamas Gaza – Hamas ha ordinato al giornalista nativo di Gaza Radjaa Abou Dagga, corrispondente dalla Striscia per il giornale francese Ouest France e collaboratore di Liberation di lasciare Gaza immediatamente . Lo denuncia lo stesso giornalista dalle colonne di Liberation in un articolo dal titolo “Le pressioni di Hamas sulla stampa”. Il cronista afferma di aver ricevuto l’ordine senza aver avuto nessuna spiegazione. Ma Dagga è conosciuto […]Continua a leggere

Il “silenzio umanitario” su Hamas

Di Emanuel Baroz | 29 luglio 2014
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Il “silenzio umanitario” su Hamas

Il “silenzio umanitario” su Hamas Studioso spiega come le ONG sfruttano ideologicamente il diritto internazionale per demonizzare Israele di Giovanni Matteo Quer* Le dichiarazioni delle ONG internazionali e italiane sul recente conflitto armato a Gaza contribuiscono alla demonizzazione di Israele attraverso la distorsione della realtà e l’uso politico del diritto per avanzare il boicottaggio anti-israeliano. L’ossessiva attenzione verso Israele e le false accuse di violazione del diritto internazionale umanitario sono accompagnate da un totale silenzio sulla condotta di Hamas, che […]Continua a leggere

Roma: nuove scritte antisemite sui muri della città

Di Emanuel Baroz | 28 luglio 2014
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Roma: nuove scritte antisemite sui muri della città

Nuove scritte antisemite a Roma minacce e svastiche sui muri tra via Appia e Cola di Rienzo Roma, 28 Luglio 2014 – Scritte oltraggiose, insulti e minacce sono comparse questa notte in molte strade della città, tra via Appia e via Cola di Rienzo. «Giudei, la vostra fine è vicina», si legge sui muri e ancora «Sporchi ebrei». Altre minacce sono comparse a via Ottaviano, via del Leoncino, via della Lupa: in tutto se ne contano più di 70. Le scritte sono state rimosse stamattina. Solo pochi giorni fa la periferia di Parigi è stata protagonista di violenze e rivolte. I nuovi morti a Gaza hanno di fatto provocato le urla di odio e ribellione di gran parte dei musulmani francesi. Così, mentre la diplomazia stenta a trovare una via d’uscita, le strade delle capitali europee diventano teatri di manifestazioni in cui, per condannare le bombe, si tira in ballo l’orrore. Frasi antisemite, insulti, minacce. Tanto che Berlino ha deciso di vietare per legge ai dimostranti pro-Gaza di scandire slogan antisemiti. Le reazioni «Questa mattina Roma si è svegliata nel peggiore dei modi. I suoi muri sono stati imbrattati da decine di scritte neonaziste inneggianti odio nei confronti degli ebrei. La mente corre al 1993, quando alcune stelle gialle furono attaccate all’entrata dei negozi di proprietà di ebrei», commenta il presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici. . «Oggi Roma e l’Italia sono diverse, le Istituzioni sono con noi nel rispetto dei principi costituzionali. Ma non dobbiamo mai abbassare la guardia, per questo facciamo appello al sindaco di Roma Capitale, Ignazio Marino, e al Questore di Roma per individuare gli autori di questi gesti nella speranza che anche le attività di prevenzione possano arginare questa campagna di odio. Roma non può diventare come Parigi dove gli ebrei sono assaltati, le sinagoghe circondate e girare con la kippà in testa – il copricapo ebraico – è un pericolo concreto. Siamo fiduciosi che le forze di sicurezza e le autorità politiche prenderanno in considerazione ogni iniziativa volta a prevenire ciò che la Francia ha sottovalutato per troppi anni».Continua a leggere

Scoperto un piano di Hamas per una grande strage contro civili israeliani

Di Emanuel Baroz | 27 luglio 2014
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Scoperto un piano di Hamas per una grande strage contro civili israeliani

A Gaza nei tunnel di Hamas. Scenari da incubo Hamas voleva infiltrare in Neghev centinaia di terroristiHamas avrebbe potuto far passare da questo tunnel scavato fin nel territorio israeliano decine di terroristi, forse anche centinaia, prima che ne avessimo trovato l’apertura. La sua scoperta ha sventato un attentato di grande portata”: Lo ha affermato un ufficiale dell’esercito israeliano, il colonnello Max, conducendo nelle vicinanze del Kibbutz di Nir-Am (Neghev occidentale) un pool di giornalisti stranieri all’ interno di uno dei tunnel scavati da Hamas sotto ai reticolati di confine ai margini della Striscia di Gaza. ”Finora – ha proseguito l’ufficiale – Israele e’ riuscito a scoprire oltre 30 tunnel, con 100 aperture diverse”. Secondo il quotidiano Maariv, Hamas progettava di lanciare una vasta offensiva alla fine di settembre, in occasione del Capodanno ebraico. In quella circostanza centinaia di palestinesi armati sarebbero sbucati all’improvviso dal terreno, attaccando sei localita’ israeliane di confine. Il loro compito era di seminare la morte e di catturare numerosi civili da portare come ostaggi nella Striscia. Una delle localita’ che, secondo Maariv, sarebbero state attaccate da Hamas era appunto il kibbutz di Nir-Am, di fronte alla popolosa cittadina palestinese di Khan Yunes, nel Sud della Striscia. La scoperta dello sbocco del tunnel nel Neghev, ha spiegato il colonnello alla stampa estera, e’ avvenuta due mesi fa, in seguito ad una intensa attività di intelligence. Giorni fa militari israeliani entrati nella Striscia sono riusciti ad indentificarne anche il punto di partenza, a tre chilometri di distanza, in una serra di Khan Yunes. Il tunnel e’ stato scavato ad una profondita’ di 13 metri sotto terra. La sua altezza e’ 1,75 metri, la larghezza di 70 centimetri: consente il rapido passaggio di un combattente armato. Le pareti sono coperte da lastre di cemento. Di cemento sono pure il pavimento ed il soffitto a forma di volta. Lungo le pareti corrono fili elettrici, mentre sul pavimento vi sono binari utilizzati per lo smaltimento del terriccio. Il suo costo e’ stimato da Israele sui 3-4 milioni di shekel: 600-800 mila euro. ”Quando abbiamo scoperto questo tunnel – ha detto il col. Max – Hamas ci stava ancora lavorando”.Continua a leggere

Gaza, aumentano i sospetti sulla responsabilità di Hamas per la scuola UNRWA colpita dai razzi a Beit Hanoun

Di Emanuel Baroz | 27 luglio 2014
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Gaza, aumentano i sospetti sulla responsabilità di Hamas per la scuola UNRWA colpita dai razzi a Beit Hanoun

Non sono stati gli israeliani a fare la strage. Gaza, la verità sulla scuola: distrutta dagli ordigni di Hamas di Michael Sfaradi Quella della morte di 15 persone e del ferimento di almeno altre 100 in una scuola dell’Unrwa (agenzia Onu per i palestinesi) a Beit Hanoun, a nord della Striscia di Gaza è a tutti gli effetti la cronaca del disastro annunciato. La scuola si trova in una zona che era interessata da intensi combattimenti di terra fra l’esercito israeliano e i miliziani di Hamas. Secondo testimonianze raccolte dai sopravvissuti alcuni ordigni hanno colpito l’area dell’istituto e nelle esplosioni che ne sono seguite si è consumata la tragedia di quelle persone che avevano cercato rifugio proprio sotto la bandiera dell’Onu. Anche se in un primo momento Hamas ha addossato la responsabilità alle forze di difesa israeliane fin dalle prime ore si è capito che il quadro era diverso da quello raccontato dalla propaganda, e che le eventuali colpe andavano cercate altrove. COLONNA DI FUMO Lo Stato Maggiore israeliano dopo una prima analisi dell’evento ha specificato che durante i combattimenti nell’area diversi razzi erano stati lanciati da Hamas, razzi che poi sono ricaduti nella zona di Beit Hanoun. È stato messo poi in rilievo che la forte detonazione, la nuvola di fumo nero che si è alzato dall’edificio scolastico, l’alto numero dei morti e soprattutto dei feriti, non poteva essere il risultato di alcuni colpi di mortaio ma di un’esplosione successiva all’interno dell’edificio. Non è possibile allora escludere che il primo razzo possa aver provocato l’esplosione secondaria di munizioni eventualmente immagazzinate nella scuola. L’ipotesi che ci fossero dei missili o del materiale esplosivo nell’edificio è avvalorata dai due precedenti del 17 e 22 luglio scorso quando per due volte dall’inizio dell’operazione “Margine protettivo” l’Unrwa ha ammesso d’aver trovato, durante normali ispezioni da parte del suo personale, decine di razzi di Hamas.Continua a leggere