Il ritorno del signor Dalemmah

 
Emanuel Baroz
11 gennaio 2016
8 commenti

Il ritorno del signor Dalemmah

dalema-israele-hezbollah-intervista-corriere-della-sera-focus-on-israel

A volte ritornano. Non che se ne sentisse la mancanza sulla scena politica, ma questa mattina il Corriere della Sera ha pubblicato una intervista a Massimo D’Alema in cui l’ex presidente del COPASIR, non contento di aver flirtato con Tariq Ramadan pochi giorni fa, non fa altro che confermare quello che già sapevamo di lui: un misto di arroganza e strabismo politico, che causa una visione generale ottenebrata da un pregiudizio antisraeliano evidentemente duro a morire, che probabilmente nasconde un altro tipo di pregiudizio. Tralasciando le sue considerazioni sulla politica italiana, che ormai per fortuna lasciano il tempo che trovano, vorrei soffermarmi su alcune sue dichiarazioni che credo siano utili  ricordarci chi sia questo personaggio:

«Era sbagliato l’ostracismo verso l’Iran. Ed è divenuto insostenibilmente sbagliato con il passaggio dal conservatore Ahmadinejad al riformista Rouhani. L’ostracismo era dettato non dagli interessi dell’Occidente, ma da quelli dei due alleati dell’Occidente: Arabia Saudita e Israele. I quali, più che alleati, si sono rivelati due problemi»

Ora, già il fatto di continuare a considerare l’Iran un interlocutore affidabile nonostante i diritti umani regolarmente calpestati dal regime di Teheran e nonostante ciò che sta accadendo in Medio Oriente risulta un punto di vista quanto meno singolare (anche se purtroppo non unico nel panorama politico italiano ed internazionale…), e volendo essere maliziosi sembrerebbe quasi un voler stendere un tappeto rosso al presidente Rouhani che il prossimo 26 Gennaio -giorno prima della Giornata della Memoria…- sarà in visita in Italia, ma ancor di più colpisce il passaggio riguardante l’Arabia Saudita e Israele, messi addirittura sullo stesso piano in quanto a suo dire diventati, con il passare del tempo, addirittura dei “problemi”. Nessun riferimento al terrorismo che subiscono i cittadini israeliani, nessuna distinzione tra un regime, quello saudita, che è sempre risultato a dir poco ondivago nella lotta al terrorismo islamico internazionele e  nel rispetto dei diritti umani, e uno stato democratico che lotta da anni per la propria sopravvivenza contro nemici che vogliono la sua totale distruzione.

Ma andiamo avanti. Sulla tension tra Arabia Saudita ed Iran l’ex Segretario dei DS arriva a dire che:

«…Eppure sciiti e sunniti hanno convissuto per secoli…»

mostrando anche in questo una scarsa conoscenza della storia, visto che le lotte tra sunniti e sciiti vanno avanti da almeno tredici secoli.

Ma il meglio (o il peggio, scegliete voi…) deve ancora venire, perchè alla immancabile domanda sul governo Netanyahu ecco il ritorno del signor Dalemmah, quello per cui i razzi di Hamas sono “innocui mortaretti” (sic!), quello per cui l’eterna ricerca di una giustificazione del terrorismo palestinese, antisraeliano ed antiebraico sembra essere l’unica via possibile per poter poi parlare di Israele e dei palestinesi:

«Il governo della destra israeliana sta giocando un ruolo negativo nella regione. Con l’espansione delle colonie, la prospettiva di uno Stato palestinese è di fatto scomparsa. La coltiva ancora la leadership politica, che vive di aiuti internazionali; ma la società civile no. Gli intellettuali credono ormai allo scenario che chiamano sudafricano»

Si amici, avete letto bene: scenario sudafricano, con tutto ciò che ne consegue. Ed ovviamente la colpa è sempre della “destra israeliana”! Nessun accenno al fatto che chi oggi governa la Striscia di Gaza ha scritto nel proprio statuto che vuole ributtare i sionisti al mare. Ma non basta, perchè ad ulteriore richiesta di una spiegazione il nostro continua nella sua analisi a senso unico:

«Un unico Stato, in cui i palestinesi dovranno battersi per i propri diritti. È nata così la nuova Intifada. Ma Israele, negando uno Stato palestinese, mette in pericolo la propria stessa idea di Stato ebraico. E la comunità internazionale accetta il doppio standard: Israele non rispetta gli impegni sottoscritti, viola le risoluzioni dell’Onu. Questo alimenta nel mondo arabo l’odio verso l’Occidente. Usa e Europa dovrebbero smetterla di avere nella regione alleati privilegiati, ai cui interessi finiscono per essere sacrificati gli interessi della stabilità e della pace. Noi abbiamo bisogno di un equilibrio fra i diversi Stati e di una convivenza basata sul rispetto dei diritti umani e dei principi del diritto internazionale»

Ancora menzogne, ancora subdole giustificazioni per la nuova, ignobile ondata di terrorismo palestinese che ha colpito negli ultimi mesi i cittadini israeliani (non che prima si vivesse in pace, sia chiaro!). Quindi secondo il marito di Linda Giuva, un inesistente regime di apartheid dello stato di Israele nei confronti dei palestinesi avrebbe portato questi ultimi, di natura restii ad abbracciare il terrorismo – come d’altronde la loro storia passata e recente dimostra – ad imbracciare le armi per “battersi per i propri diritti”. Nessun cenno ai sermoni inneggianti all’odio antiebraico che si sentono nelle moschee di Gaza e delle cittadine arabe presenti nei territori contesi, nessun cenno alle continue dichiarazioni contro Israele e/o gli ebrei e/o i sionisti del presidente dell’A.N.P. (con mandato scaduto da ormai ben SETTE ANNI) Abu Mazen e di altri rappresentanti delle varie leadership e sigle palestinesi, neanche una parola sulla continua esaltazione dei terroristi, le cui gesta vengono glorificate da chi dovrebbe essere un interlocutore per la pace. Niente di tutto questo. Per il personaggio intervistato la colpa è sempre è solo di Israele e, ovviamente, della “destra israeliana”.

Infine la ormai consueta difesa della ormai tristemente famosa (o famigerata…) oscena passeggiata sotto braccio ad un esponente di Hezbollah dell’Agosto del 2006:

«Spesso in Italia prevale l’ignoranza di trogloditi che non sanno di cosa si parli. Hezbollah rappresenta una parte significativa della società libanese. All’epoca faceva parte della coalizione di governo: il ministro degli Esteri era un accademico islamico espressione di Hezbollah. Siccome io lavoravo per la pace tra Israele e Libano, era inevitabile che incontrassi anche le forze che governavano il Libano»

e ancora:

«Arrivai a Beirut il mattino del 14 agosto, un’ora dopo la fine dei bombardamenti di Israele, che aveva colpito sino a un secondo prima del cessate il fuoco deliberato dall’Onu…»

Ancora una volta quindi oltre alla incredibile arroganza di definire “troglodita” chi non condivide le sue azioni e il suo pensiero, il sig. Dalemmah continua a far finta di non capire che uno dei principi su cui si basa la politica di Hezbollah (legati e finanziati dall’Iran) è la distruzione di quello che loro chiamano “regime sionista”, che altro non significa se non la cancellazione dello Stato di Israele. Oltretutto sembra incredibile ma in tutta l’intervista non compare alcuna condanna nei confronti del terrorismo sia della organizzazione libanese che di quello di matrice palestinese che, lo ricordiamo a chi si fosse distratto, ha mietuto vittime innocenti anche al di fuori dello Stato di Israele, dimostrando così in più di una occasione quale fosse il proprio reale obiettivo. Purtroppo quindi siamo ancora una volta a dover fare i conti con delle posizioni pericolose di chi ha ricoperto ruoli decisamente importanti in ambito politico internazionale e che si pone all’interlocutore come un esperto in materia, anche se dimostra con le sue dichiarazioni di non aver titolo per essere considerato tale.

Caro signor Dalemmah, torni anche a portar fuori il cane la mattina…di certo causerà meno danni all’Italia e a chi si batte per una pace stabile e duratura in Medio Oriente.

Articoli Correlati
Il signor Dalemmah non si smentisce mai: “Renzi? E’ un uomo del Mossad”

Il signor Dalemmah non si smentisce mai: “Renzi? E’ un uomo del Mossad”

Il signor Dalemmah non si smentisce mai: “Renzi? E’ un uomo del Mossad” Roma, 7 Marzo 2016 – Interessante ed inquietante allo stesso tempo quanto scritto oggi sul Corriere della […]

Il signor Dalemmah e Tariq Ramadan: una bella accoppiata!

Il signor Dalemmah e Tariq Ramadan: una bella accoppiata!

Duetto D’Alema-Tariq L’ex premier e il predicatore Ramadan. In nome della comune battaglia contro “gli islamofobi”. Dopo i convegni con il furbastro Ramadan, l’articolo a due mani sull’”islam religione europea”. […]

Il signor Dalemmah e il suo strabismo politico: ennesima puntata

Il signor Dalemmah e il suo strabismo politico: ennesima puntata

Il signor Dalemmah e il suo strabismo politico: ennesima puntata Ci risiamo. Come hanno segnalato gli amici di Progetto Dreyfus il famigerato signor Dalemmah ha colpito ancora: non contento di […]

Altra perla del signor D’Alemmah: “Hamas? Giusto parlarci”

Altra perla del signor D’Alemmah: “Hamas? Giusto parlarci”

La costanza con cui questo personaggio ci ricorda la sua assoluta incapacità di rimanere obiettivo e di risultare credibile per chi giustamente teme e combatte il terrorismo palestinese è sempre […]

Lo strabismo politico del signor D’Alemmah colpisce ancora: “Sono preoccupato per la malcelata ostilità con cui Israele sta seguendo ciò che accade nei paesi arabi”

Lo strabismo politico del signor D’Alemmah colpisce ancora: “Sono preoccupato per la malcelata ostilità con cui Israele sta seguendo ciò che accade nei paesi arabi”

Già la settimana scorsa in una intervista rilasciata (e mai rettificata, almeno nei passi più sorprendenti) al Sole24Ore, l’attuale presidente del Copasir (sic!), analizzando la rivolta anti-Gheddafi in Libia  non […]

Lista Commenti
Aggiungi il tuo commento

Fai Login oppure Iscriviti: è gratis e bastano pochi secondi.

Nome*
E-mail**
Sito Web
* richiesto
** richiesta, ma non sarà pubblicata
Commento

  • #1Emanuel Baroz

    Israele stato di discriminazione, giustificato il terrorismo palestinese, Iran e Hezbollah validi alleati’: le menzogne in serie di Massimo D’Alema

    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=61030

    11 Gen 2016, 23:30 Rispondi|Quota
  • #2Emanuel Baroz

    D’Alema sceglie ancora Hezbollah: “Israele è un problema”

    http://www.linformale.eu/dalema-sceglie-ancora-hezbollah-israele-e-un-problema/

    11 Gen 2016, 23:31 Rispondi|Quota
  • #3Emanuel Baroz

    L’ombra di un ex Premier

    di Umberto Minopoli

    L’ombra di un ex Premier. L’intervista di D’Alema, al Corriere della Sera di oggi, e’ inquietante. Primo: e’ irresponsabile su Israele. Non spende una parola sul terrorismo che insanguina le vie di Gerusalemme e Tel Aviv. Non un accenno di preoccupazione e di solidarieta’. Attribuisce al solo governo israeliano la responsabilita’ della crisi della prospettiva di uno Stato palestinese. Nessuna responsabilita’ dei palestinesi. Nessuna responsabilita’ di Hamas, che intanto guida un’Intifada a colpi di omicidi, che sabota col terrorismo quella prospettiva. Perche’ Hamas, ma D’Alema si guarda bene dal dirlo, non vuole “uno stato palestinese” ma vuole tutta la Palestina. E senza Israele. Nessuna responsabilita’, secondo D’Alema, dei moderati dell’Anp, il fantomatico governo palestinese, zitto, immobile, paralizzato, silente e corrotto. Arriva a definire Israele non un alleato ma il “problema”. Vergogna. A questo vergognosa manifestazione di autentico odio verso Israele non e’ giunta, in Europa, nemmeno la Le Pen. Che e’ piu’ cauta. Secondo: D’Alema, tra Arabia e Iran, parteggia per l’Iran. E con il suo corredo di marionette terroriste, a cominciare da Hezbollah. E per finire con i gruppi sciiti che, nella penisola arabica, cercano di destabilizzare i sunniti col terrorismo. Accusa l’Arabia Saudita che vorrebbe distruggere l’Iran con l’atomica. Dimentica che e’ l’Iran, non l’Arabia saudita che ha, ormai l’atomica. Parla dell’Iran come un vecchio alleato e tace, spudoratamente, sul proposito dichiarato dell’Iran: distruggere Israele entro il 2022. Vergogna. Terzo: attacca Renzi perche’ alza la voce con la Merkel. Ma poi, due righe dopo, gli propone di rovesciare le alleanze in Europa per ammucchiarsi con i “nuovi movimenti”. E chi sarebbero i “nuovi movimenti”? E’ la definizione ipocrita ( e usuale di una vecchia e logora sinistra ) per non chiamare con nome e cognome ( Cinque stelle, Podemos, lepenisti ecc ) , la vecchia e solita brigata kalimera: antieuro di destra e sinistra, populisti, demagoghi e sfascisti. La stessa cosa D’Alema la propone ai partiti socialisti: abbandonare il centro-sinistra europeo, l’allenza che vede i socialisti al governo con i centristi in Germania e nel governo europeo. Essi, sembrerebbe capire, dovrebbero passare all’opposizione, lasciare i moderati e dialogare con le opposizioni antieuro, i “nuovi movimenti”( sic). Pazzesco. Con queste posizioni D’Alema sta, veramente, insultando il meglio del suo passato. Viene da dire: meno male che Renzi non ha consentito a quest’uomo, con queste orrende posizioni, di avere un ruolo in Europa.

    https://lottimistablog.wordpress.com/2016/01/11/lombra-di-un-ex-premier/

    11 Gen 2016, 23:31 Rispondi|Quota
  • #4Parvus

    Nazismo, comunismo, islamismo, sono tre facce della stessa medaglia.

    12 Gen 2016, 10:12 Rispondi|Quota
  • #5Emanuel Baroz

    12 Gen 2016, 15:06 Rispondi|Quota
  • #6Emanuel Baroz

    «D’Alema e Israele, un’ossessione unilaterale»

    di Naor Gilon*

    Conoscendo l’esperienza di Massimo D’Alema in politica estera, dovrei essere sorpreso dalle sue dichiarazioni riguardo a Israele, così come riportate sul vostro quotidiano ieri (nella sua intervista «All’estero non siamo più protagonisti. Arabia e Israele da alleati a problemi»). Tuttavia, conoscendo le sue vedute unilaterali nei confronti di Israele e il fatto che queste distorcano la sua percezione della realtà, non sono rimasto sorpreso. Da molti anni esiste nel signor D’Alema un’ossessione che vede in Israele l’origine di tutti i problemi del Medio Oriente e del mondo, a tal punto che egli è disposto a vedere in alcune organizzazioni terroristiche degli alleati per l’Occidente preferibili alla democrazia israeliana. Già dopo l’orribile attacco terroristico a Parigi, D’Alema mise in relazione il terrorismo estremista islamico con il conflitto israelo-palestinese. Anche nell’intervista di ieri D’Alema correla il conflitto con l’atteggiamento negativo del mondo arabo verso l’Occidente. Nel migliore dei casi si tratta di un approccio naif, nel peggiore dei casi di una posizione ideologica anti-israeliana. L’odio di settori del mondo musulmano nei confronti dell’Occidente (e dei suoi stessi popoli), e certamente l’orribile terrorismo contro l’Occidente, non è correlato al conflitto israelo-palestinese. Si tratta invece di un’ideologia omicida e sanguinaria, che vede nello stile di vita occidentale (democrazia, liberalismo, capitalismo) un assoluto contrasto al suo mondo di valori, e per queste persone Israele è chiaramente un tutt’uno con le democrazie occidentali contro cui bisogna combattere. Purtroppo non è così per D’Alema. L’ex premier vede in Israele «un alleato problematico» dell’Occidente, anziché vedervi ciò che è: una parte integrante dell’Occidente e una barriera all’espansione dell’estremismo e del fanatismo verso l’Occidente, un faro di libertà, democrazia e diritti nel Medio Oriente. Per tutto ciò Israele merita forse sostegno? Non secondo D’Alema. Al contrario, il signor D’Alema continua anzi con l’ossessione di vedere proprio in Israele il punto focale dei problemi e ad esso preferisce dei regimi «famosi» per essere illuminati e paladini di democrazia e diritti umani, come quello iraniano. Secondo il suo approccio, «il nemico del mio nemico è mio amico», anche se l’amico è Hezbollah, un’organizzazione terroristica sanguinaria, secondo la definizione della stessa Ue. Sono certo che nell’intervista, alla domanda sulla sua visita di solidarietà di allora in Libano, accompagnato da un uomo di Hezbollah, sia sfuggito alla sua memoria il fatto che l’organizzazione terroristica avesse lanciato migliaia di missili sui centri abitati israeliani, che Hezbollah ha assassinato degli israeliani in suolo europeo nell’attentato di Burgas in Bulgaria nel 2012, che l’organizzazione è responsabile di attentati contro ambasciate israeliane in tutto il mondo e della morte di decine di persone, e che la stessa organizzazione ha compiuto dei sanguinosi attentati contro obiettivi americani in Libano. Hezbollah non si limita a compiere omicidi politici e a imporre il proprio potere in Libano mediante il terrorismo, ma già da tempo è coinvolto anche nella guerra in Siria.Purtroppo l’ossessione anti-israeliana emerge anche nella deformazione della realtà riguardo alle relazioni con l’Iran. È chiaro a tutti che, senza le pressioni internazionali, l’Iran non sarebbe mai nemmeno giunto a dei colloqui con l’Occidente, e non si sarebbe pertanto raggiunto un accordo. Non si tratta di un interesse soltanto israeliano: è prima di tutto un interesse occidentale quello di non permettere che la bomba atomica finisca nelle mani di un regime sciita estremista. Anche il riferimento a Rouhani come a un «riformista» cozza con i fatti: sotto Rouhani il numero delle esecuzioni capitali in Iran è giunto al culmine, sotto Rouhani l’Iran conduce una politica di destabilizzazione dei Paesi del Medio Oriente, sotto Rouhani sono attivate in Iraq delle milizie sciite che perseguitano le minoranze, sunnite e cristiane. Ma perché guardare in faccia la realtà? Per D’Alema è sufficiente l’ossessione contro Israele per spiegare tutto .

    *Ambasciatore di Israele in Italia

    http://www.corriere.it/digital-edition/CORRIEREFC_NAZIONALE_WEB/2016/01/13/16/dalema-e-israele-unossessione-unilaterale_U43140934658142iwC.shtml

    13 Gen 2016, 10:58 Rispondi|Quota
  • #7Beppe

    Aggiungo una piccola considerazione sulle parole del “raffinato ed intelligentissimo statista” D’Alema.
    Tralascio il terrorismo anti Israeliano ( che non interessa minimamente al “Migliorino”) e vado al nocciolo.
    Nel 2005 la banda di mafiosi che risponde al nome di Hezbollah uccise Rafiq Hariri e altre 21 persone con 1 tonnellata di esplosivo a Beirut.
    Nel 2011, dopo lunghi tentennamenti, un tribunale dell’ONU stabilì senza il minimo dubbio, grazie ad un meticoloso lavoro di analisi dei tabulati telefonici, che gli esecutori materiali dell’attentato erano 4 uomini di hezbollah di cui si conoscono perfettamente nomi e cognomi.
    Per inciso, agli stessi risultati era già giunto per conto proprio un onesto e validissimo ispettore Libanese nel 2007, tale Wissam Eid, che inviò all’ONU i risultati delle sue indagini, lasciati a riposare in qualche cassetto per anni.
    Wissam Eid, venne poi ammazzato nel 2008, dagli stessi Mafiosi-Criminali-Nazisti che aveno ucciso Hariri 3 anni prima.
    Ora mi chiedo, definire Hezbollah “una componente importante della società libanese”, senza minimamente curarsi degli omicidi politici che tali criminali mafiosi hanno compiuto in questi ultimi anni…non sarà per caso da TROGLODITI ?

    13 Gen 2016, 19:23 Rispondi|Quota
    • #8Emanuel Baroz

      ottima osservazione. Ma qui il troglodita è solo uno….e non siamo noi, anzi!

      14 Gen 2016, 13:32 Rispondi|Quota
Trackbacks & Pingback
  1. Quei vecchi pregiudizi duri a morire - Progetto Dreyfus
  2. Il signor Dalemmah non si smentisce mai: “Renzi? E’ un uomo del Mossad” | Focus On Israel