• 19
  • mar
  • 2009

Gaza: Hamas premia con tremila dollari chi sposa una “vedova di un martire”

Di Emanuel Baroz, in Hamas, Striscia di Gaza, Terrorismo.

Gaza: Hamas premia con tremila dollari chi sposa una “vedova di un martire”

Ma da movimento islamico palestinese arriva debole smentita

hamas-terrorismo-palestineseRoma, 18 mar. (Apcom) – Tre mila dollari di premio per chi sposa una vedova di un martire palestinese. Sarebbe questo ‘l’incentivo’ stabilito da Hamas per incoraggiare i giovani che a causa della tradizione islamica di sposarsi solo con ragazze vergini sono poco inclini a contrarre il matrimonio con una donna “già sposata”. La notizia diffusa da un sito palestinese e rilanciata oggi dai grandi giornali arabi, viene parzialmente smentita da un esponente del movimento radicale islamico che governo al Striscia dal giugno 2006.

Lunedì scorso, il sito palestinese Aafaq, aveva spiegato l’iniziativa con la “volontà di Hamas ad attenuare le sofferenze e dare stabilità alle giovani donne che hanno avuto il marito ucciso nell’ultima guerra” con Israele. All’uomo sposato che fa domanda sono richieste “capacità finanziarie per mantenere due oppure più mogli”; “buone referenze religiose e morali”; d’obbligo anche la disponibilità a “mantenere i figli ” della nuova sposa.

Debole la smentita del movimento islamico palestinese: Interpellato dalla tv al Arabiya, Ismail Radwan, portavoce di Hamas ha affermato che il suo il suo movimento non ha “intrapreso un progetto del genere” ne di avere “destinato fondi per le vedove dei caduti dell’ultima guerra”, ma non ha escluso che “alcune associazioni islamiche” possono avere promosso degli “incentivi” per favorire i matrimoni.


  • 18
  • mar
  • 2009

ONU: Nazioni unite nell’antisemitismo

Fosse solo Durban

Nazioni unite nell’antisemitismo

“Il sionismo è razzismo”
(Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, 10 novembre 1975)

un-vs-israel1L’Onu è profondamente antisraeliana, antisionista e quindi antisemita. Eppure Israele è l’unico Stato nato in seguito a una risoluzione dell’Assemblea Generale dell’Onu, nel novembre del 1947 (33 voti a favore, 13 contrari, 10 astensioni). Ma è anche l’unico Stato al mondo il cui diritto all’esistenza sia stato messo in discussione da una successiva risoluzione, l’unico Stato membro cui non è consentito partecipare pienamente ai lavori delle Nazioni Unite. Israele, per prassi consolidata, non ha gli stessi diritti degli altri paesi membri, nonostante la Carta delle Nazioni Unite stabilisca che l’organizzazione «si fonda sul principio dell’uguaglianza dei suoi membri». Israele è meno uguale degli altri. Fino a pochi mesi fa Israele non faceva parte di nessun gruppo regionale, così da non poter essere eletto né al Consiglio di Sicurezza né in nessun altro comitato o commissione. Diciotto Stati arabi su ventitrè non accettano l’esistenza dello Stato d’Israele, figuriamoci l’idea di poterci lavorare fianco a fianco nello stesso gruppo regionale. Ora, grazie ai soliti americani, Israele è entrato nell’onnicomprensivo supergruppo dei paesi occidentali che comunque non consente ancora la partecipazione a gran parte delle attività delle Nazioni Unite.

In un’intervista al quotidiano israeliano «Yediot Ahronoth», Kofi Annan ha dato una clamorosa conferma di questo status inferiore dello Stato ebraico. Il giornalista gli aveva chiesto se riusciva «a immaginare Israele seduto nel Consiglio di Sicurezza» e Annan ha risposto: «Sì, non escludo la possibilità che un giorno Israele diventi un membro del Consiglio di Sicurezza». Ma invece che denunciare la vergognosa esclusione cinquantennale, Annan ha posto una condizione alla piena partecipazione di Israele ai lavori delle Nazioni Unite: «Dipende dai progressi che riuscirete a conseguire nel risolvere il conflitto con i palestinesi». Condizione, ovviamente, mai posta alla Siria, all’Egitto, all’Iraq, all’Arabia Saudita, al Marocco, all’Iran e a tutti gli altri paesi coinvolti al pari di Israele nel conflitto mediorientale.

Israele non può far parte della commissione sui diritti umani di Ginevra, pur essendo l’unico paese del Medio Oriente che li rispetta. L’accesso gli è precluso, ma Israele è argomento di costante attenzione da parte degli altri membri, anzi occupa metà del tempo dei lavori della commissione. Nonostante la popolazione israeliana sia pari allo 0,10% della popolazione mondiale, lo Stato ebraico è al centro del 40% dei voti dell’Assemblea Generale.

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  • 17
  • mar
  • 2009

Quei Giochi senza Israele

Di Emanuel Baroz, in Antisemitismo, Antisionismo.

RETORICA DELLA MEMORIA E NUOVO ANTISEMITISMO

Quei Giochi senza Israele

IN GIUGNO A PESCARA

Giochi del Mediterraneo senza Gerusalemme: è il nuovo antisemitismo

giochi-mediterraneo-2009Sono passati solo pochi mesi dalle molte iniziative che ovunque nel nostro Paese hanno ricordato i settant’ anni delle «leggi razziali» fasciste, eppure l’ Italia sta per discriminare di nuovo degli ebrei sul suo territorio. A voler essere provocatori (ma, in fondo, non più di tanto) si potrebbe sintetizzare proprio in questo modo quel che accadrà a fine giugno a Pescara, dove si terrà la sedicesima edizione dei Giochi del Mediterraneo senza però la partecipazione di Israele in conseguenza di un veto dei Paesi arabi.

Nel 2005 – ha ricordato Gianna Fregonara su questo giornale – la Spagna avanzò la proposta di far partecipare sia gli israeliani sia i palestinesi: una soluzione che, eliminando la discriminazione ai danni di Israele, sembrava anche attuare ciò che sempre si auspica riguardo allo sport, che esso possa unire e non separare i popoli. Ma gli Stati arabi presenti nel Comitato internazionale dei Giochi preferirono lasciar fuori i palestinesi pur di non ammettere gli israeliani.L’ esclusione di questi ultimi esiste fin dalla prima edizione dei Giochi del Mediterraneo, che ebbe luogo nel 1951 ad Alessandria d’ Egitto. Ma ciò non autorizza a considerarla per questo meno grave.

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  • 17
  • mar
  • 2009

Liberazione di Gilad Shalit: Hamas ci ripensa

Di Emanuel Baroz, in Gilad Shalit, Hamas, Soldati Rapiti, Terrorismo.

Israele: Hamas ha inasprito la trattativa per la liberazione di Shalit

free-giladGerusalemme, 16 marzo 2009 – Hamas ha inasprito la sua posizione nei negoziati sulla liberazione del soldato israeliano Gilad Shalit, prigioniero a Gaza dal 2006, in cambio di quella di centinaia di detenuti palestinesi. Lo sostiene il governo israeliano, aggiungendo che non e’ stato raggiunto alcun accordo.

In una nota, il governo israeliano ha cosi’ annunciato che in due giorni di negoziati intensi non è stato raggiunto un accordo. Domani Olmert convochera’ una seduta speciale del Consiglio dei ministri per illustrare l’andamento dei contatti.

Il primo ministro ha sottolineato che i colloqui al Cairo, mediati dall’Egitto, saranno gli ultimi prima del termine del suo mandato. Il primo ministro designato, Benjamin Netanyahu, sta definendo il nuovo esecutivo.

RaiNews24


  • 17
  • mar
  • 2009

Durban II, la Ue: “Se il testo non cambia ci ritireremo”

Di Emanuel Baroz, in Antisemitismo, Antisionismo, ONU (UN).

Scontro con l’Onu sul documento preparatorio alla conferenza sul razzismo.

I 27 trovano l’accordo su un documento alternativo. Il ministro Frattini soddisfatto: “E’ ciò che volevamo”

Durban II, la Ue: “Se il testo non cambia ci ritireremo”

boycott-durban-ii2BRUXELLES – E’ scontro Ue-Onu sulla conferenza sul razzismo Durban II, prevista per la fine di aprile a Ginevra: se il documento preparatorio non cambierà, l’Unione europea si ritirerà in blocco dai lavori. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri della Repubblica Ceca, Karel Shwarzenberg, al termine del Consiglio Esteri, spiegando: “Daremo dei suggerimenti per modificare il documento di preparazione, ma se esso non sarà modificato ci sarà un forte appello per ritirarsi dalla conferenza”.

Il ministro della Repubblica ceca, presidente di turno della Ue, ha spiegato che oggi, durante la discussione su Durban II in seno al Consiglio, “in molti hanno espresso profondo scetticismo sulla direzione che ha preso la preparazione della conferenza”. Dunque, se le cose non cambieranno, “ci sarà un forte movimento per ritirarsi”, ha concluso.

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  • 16
  • mar
  • 2009

Cisgiordania: uccisi due agenti israeliani. Attentato rivendicato dal gruppo “Imad Mughniyeh”

Di Emanuel Baroz, in Attentati, Cisgiordania, Terrorismo.

Cisgiordania: uccisi due agenti israeliani. Attentato rivendicato dal gruppo “Imad Mughniyeh”

terrorismo-palestinese1Gerusalemme – Due poliziotti israeliani sono stati uccisi in Cisgiordania nell’area di Massua nella Valle del Giordano. Lo riferisce Micky Rosenfeld, portavoce della polizia secondo cui la dinamica dell’attacco non e’ ancora accertata ma si sospetta si tratti di un possibile attentato di matrice palestinese. I due agenti sono le prime vittime dopo la fine dell’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza a gennaio. I poliziotti sono stati investiti da colpi di armi da fuoco mentre si trovavano in auto.

GRUPPO “IMAD MUGNIYEH” RIVENDICA UCCISIONE AGENTI

(AGI) – Gerusalemme, 15 mar. – Il gruppo palestinese “Imad Mughniyeh”, dal nome del comandante hezbollah ucciso il 12 febbraio 2008 a Damasco, ha rivendicato con una telefonata all’agenzia France Presse l’uccisione dei due poliziotti israeliani in Cisgiordania. Il gruppo aveva gia’ colpito il 2 luglio 2008: un palestinese a bordo di un buldozer si lancio’ nel centro di Gerusalemme a Jaffa street contro auto in coda causando la morte di tre persone e il ferimento di 45. Le autorita’ siriane incolparono Israele dell’uccisione di Mughniyeh ma il governo dello Stato ebraico ha sempre negato qualsiasi responsabilita’. (AGI) 21.16


  • 15
  • mar
  • 2009

Gaza: ore decisive per caso Shalit, Israele valuta scambio con Hamas

M.O./ Ore decisive per caso Shalit,Israele valuta scambio con Hamas

Stasera governo ascolta i negoziatori inviati al Cairo

free-gilad-shalitGerusalemme, 15 mar. (Apcom) – Ore e giorni decisivi per uno scambio di prigionieri tra Hamas e Israele, e forse per la liberazione di Gilad Shalit. Stasera i due negoziatori dello stato ebraico inviati al Cairo informeranno il governo degli ultimi sviluppi del caso del soldato rapito e tenuto prigioniero a Gaza dal 2006. Che le sorti del giovane Shalit saranno al centro di una riunione governativa, stasera, è stato confermato dal premier uscente Ehud Olmert in apertura dell’incontro settimanale del gabinetto israeliano. “I miei emissari rientreranno stasera e faranno un resoconto durante la riunione governativa”, ha detto Olmert, “il governo riceverà le ultime informazioni e in funzione delle circostanze e di tali informazioni, decideremo se bisogna decidere, e in che modo”.

Il ministro dell’Interno, Meir Sheetrit, da parte sua ha fatto notare che il colloqui al Cairo tra il negoziatore Ofer Dekel e il capo dei servizi di sicurezza interni, Yuval Diskin, sono cruciali per prendere una decisione su Shalit.”Oggi si deciderà, in senso buono o cattivo. Spero in quello migliore”, ha dichiarato, precisando che in questi ultimi giorni sono stati fatti “sforzi importanti per arrivare a un accordo. Hamas comprende che i giorni sono contati.” Sheetrit ha messo in guardia dal cambio di posizione che potrebbe arrivare con il prossimo governo Netanyahu: “l’attuale governo è pronto ad accettare un accordo, nessuno può dire cosa accadrà quando sarà rimpiazzato”.

I due inviati israeliani sono da ieri al Cairo per colloqui sotto l’egida egiziana, nell’ottica di uno scambio di prigionieri in cambio della liberazione di Shalit. Il movimento palestinese chiede la liberazione di un migliaio di palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, compresi vari implicati in sanguinosi attentati.


  • 15
  • mar
  • 2009

Bin Laden minaccia Israele e i paesi arabi moderati

Di Emanuel Baroz, in Al Qaida, Fondamentalismo islamico, Terrorismo.

Nuovo messaggio del leader di Al Qaida

Bin Laden minaccia Israele e i paesi arabi moderati

Il leader di al Qaida, Osama bin-Laden, torna a minacciare Israele e i Paesi arabi moderati, in un messaggio audio diffuso dalla televisione satellitare araba Al Jazeera.

bin-laden“E’ evidente che alcuni dirigenti arabi sono stati complici con l’alleanza crociata e sionista (nella guerra) contro il nostro popolo (a Gaza). Si tratta dei dirigenti che gli americani definiscono ‘moderati’”, dice Osama. “In realtà, il mondo arabo e islamico senza alcuna eccezione dall’Indonesia al Marocco si dividono” in Paesi corrotti e altri più corrotti, aggiunge. “Oggi tutti questi Paesi, guidati da ipocriti con eserciti, vanno combattuti con le milizie non ufficiali dei gruppi islamici… e bisogna disobbedire a loro perché non legittimi”.

Parlando dell’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza dal 27 dicembre al 18 gennaio, che ha provocato oltre 1.300 morti tra i palestinesi, bin-Laden dice che “l’olocausto della cara Gaza, dopo un lungo assedio, è un importante evento storico e un tragico spartiacque tra i musulmani e gli ipocriti… E’ necessario garantire la situazione a Gaza con la Jihad per far vincere la giustizia sull’ingiustizia”.

Ma per il capo di al Qaida “la strada per Gerusalemme ha bisogno di una leadership sincera, indipendente, forte, affidabile e all’altezza di questo compito, una leadership in grado di comprendere la realtà”. Poi bin Laden invita i musulmani “alla costituzione di comitati di consulta ‘Haiat al Munasaha’ in tutto il mondo islamico per annunciare il risveglio dell’Umma (nazione islamica)”.

Secondo il leader del gruppo terroristico occorre “concentrarsi sui mezzi di informazioni come giornali, libri, riviste e emittenti… Occorre cercare Paesi al di fuori degli Stati del Taoq (Paesi assediati, ndr) per aprire i confini con la forza e raggiungere la nostra gente a Gerusalemme… sconfiggendo i crociati sionisti e conquistando la Giordania, per poi entrare in Cisgiordania, aprire il confine e liberare la Palestina, tutta la Palestina”.

Il Tempo


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  • mar
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"Per noi, popolo ebraico, questa risoluzione è fondata sull´odio, sulla falsità e sull´arroganza ed è priva di qualunque valore morale o legale. Per noi, popolo ebraico, questo non è altro che un pezzo di carta e noi lo tratteremo così" ["il sionismo è una forma di razzismo e di discriminazione razziale" - Risoluzione ONU Novembre 1975]


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