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Gaza: Hamas ricostruisce i tunnel del terrorismo

Di Emanuel Baroz | 20 ottobre 2014
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Gaza: Hamas ricostruisce i tunnel del terrorismo

Hamas: stiamo ricostruendo i tunnel distrutti da Israele Gaza, 19 Ottobre 2014 – Un alto esponente delle Brigate Ezzedin al-Qassam (il cosiddetto “braccio armato di Hamas”), ha annunciato che il movimento palestinese sta ricostruendo la rete di tunnel del terrorismo distrutta da Israele durante la controffensiva antiterrorismo denominata “Margine Protettivo”  di questa estate sulla Striscia di Gaza. Il responsabile della squadra degli scavi, Abu-Khaled, ha dichiarato al giornale di Gaza al-Resalah che i lavori per riparare i tunnel sono iniziati […]Continua a leggere

Antisionismo: l’antisemitismo di chi si proclama “antifascista”

Di Emanuel Baroz | 18 ottobre 2014
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Antisionismo: l’antisemitismo di chi si proclama “antifascista”

II nuovo “tradimento dei chierici” Quelli che chiedono un boicottaggio di Israele fingendo di non sapere che la forza propulsiva dell’antisemitismo europeo è l’estremismo islamico. di Angelo Panebianco Dopo la caduta del fascismo, in età repubblicana, una gran parte degli intellettuali italiani ha fatto continua professione di antifascismo. La “spiaggia” antifascista è sempre stata molto più affollata (per tutto l’anno, e per oltre sessant’anni) delle spiagge romagnole a Ferragosto. C’era però qualcosa che non funzionava in tutto questo antifascismo parolaio. Il sospetto nasceva dal fatto che, secondo tutte le testimonianze, durante il fascismo il grosso degli intellettuali stava in silenzio, appartato, oppure era allineato, succube del regime, entusiasticamente schierato con il duce. Si consideri, ma è solo un esempio, quella magnifica testimonianza che è L’elogio della galera di Ernesto Rossi, le lettere che Rossi inviò alla moglie e alla madre nella sua ventennale reclusione. Si potrà facilmente constatare quanto forte fosse il senso d’isolamento di quei “quattro gatti” che osarono sfidare il fascismo trionfante. ANTIFASCISTI A BABBO MORTO Dunque, quattro gatti antifascisti all’epoca del fascismo e, per contro, legioni di antifascisti a babbo morto, a fascismo finito. Non è strano? I sospetti trovano oggi una conferma. Una parte almeno (speriamo che alla fine non risulti troppo grande) dei suddetti intellettuali antifascisti-a-fascismo-finito, si sta preparando per un nuovo “tradimento dei chierici”. Guardate quante dichiarazioni sono state fatte e quanti manifesti sono circolati e circolano, in Italia e in Europa, con richieste di boicottaggio di Israele, quante firme, illustri e non illustri, di accademici, artisti eccetera, si sono prestate e si prestano con entusiasmo a fiancheggiare il rinato antisemitismo europeo.Continua a leggere

Sollevazione popolare contro tv saudita per aver scritto “Israele” sulla mappa: “Dovete scrivere Palestina!”

Di Emanuel Baroz | 15 ottobre 2014
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Sollevazione popolare contro tv saudita per aver scritto “Israele” sulla mappa: “Dovete scrivere Palestina!”

“Eliminate Israele da quella mappa!” di Khaled Abu Toameh, del Gatestone Institute Di recente, il canale televisivo saudita MBC è stato costretto a chiedere scusa alle sue centinaia di milioni di telespettatori per aver usato il nome Israele invece di Palestina. Le scuse sono arrivate dopo che i telespettatori hanno fermamente condannato il network, minacciando di boicottare i suoi programmi per aver utilizzato una mappa recante il nome di Israele. Il motivo per cui Israele è apparso su questa mappa è stata la partecipazione di due giovani arabi israeliani al popolare talent show Arab Idol. Il programma, la versione mediorientale del britannico Pop Idol, è il più visto nel mondo arabo. I due arabi israeliani, la 25enne Manal Moussa e il 24enne Haitham Khalilah, vengono da villaggi del nord di Israele. Fanno parte dei numerosi concorrenti provenienti da tutto il mondo arabo che interpretano canzoni su un palco di fronte a quattro giurati e al pubblico. Questa è la prima volta che degli arabi israeliani partecipano al popolare show. A metà settembre, quando ha avuto inizio il programma di questa nuova stagione, l’emittente televisiva ha presentato una mappa con i nomi dei paesi di appartenenza dei concorrenti. Quest’anno, ovviamente, è stata mostrata la mappa di Israele, essendo uno dei paesi presenti allo show. La MBC e i registi di Arab Idol hanno rapidamente capito di aver commesso un grave e imperdonabile crimine. In pochi minuti, sono stati inondati di richieste per eliminare Israele dalla mappa e chiedere scusa agli arabi per questa “grave offesa”. Parole di condanna sono arrivate non solo dai palestinesi, ma da quasi tutti i paesi arabi. I contestatori hanno chiesto all’emittente di sostituire immediatamente “Israele” con “Palestina” altrimenti avrebbero dovuto far fronte a una massiccia campagna di boicottaggio. Gli attivisti arabi non hanno nemmeno aspettato la risposta della MBC e hanno lanciato la loro campagna online per boicottare l’emittente televisiva. Un gruppo ha avviato una campagna su Twitter intitolata “Fermiamo Arab Idol”. Una terza campagna online è stata intitolata “Tutti insieme contro Arab Idol”.Continua a leggere

In Europa continua la guerra contro Israele e la diffusione di odio antisemita

Di Emanuel Baroz | 15 ottobre 2014
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In Europa continua la guerra contro Israele e la diffusione di odio antisemita

Dai Comuni di Londra alla Fiera di Francoforte, grande assalto a Israele Parlano Samuels e Cassuto: “Il male della Shoah viene fuori”. Il console cacciato dal festival del cinema a Carpentras. di Giulio Meotti Lunedì notte i parlamentari inglesi, riuniti nella Camera dei Comuni, si sono guardati per un attimo, mentre un loro collega, il laburista Gerald Kaufman, esclamava: “L’antisemitismo oggi in Inghilterra è causato dalle azioni di Israele”. Poche ore dopo, Londra diveniva il primo Parlamento d’Europa a riconoscere lo “stato di Palestina”. Non c’è stata partita: soltanto dodici i voti contrari. Tira una brutta aria per Israele e gli ebrei in Europa. Un’aria di abbandono e di esclusione. Nella stessa settimana, al celebre Festival del Cinema di Carpentras, vicino Marsiglia, il console israeliano Barnéa Hassid e la regista israeliana Hilla Medalia venivano assaltati da una cinquantina di attivisti filo palestinesi al grido di “criminali di guerra”, interrompendo la proiezione del film “Dancing in Jaffa”. Ma soprattutto, alla Fiera del Libro di Francoforte andava in esposizione la peggiore letteratura antisemita. Lo stand del Qatar aveva “The Battles of Mohammed”, finanziato dall’emiro, che racconta come gli ebrei di Khaybar cercarono di avvelenare il Profeta dell’islam. C’erano “Le vene di Gerusalemme” di Munir Akash e Fouad Moaghrabi, sempre pagate da Doha, in cui la presenza ebraica a Gerusalemme è descritta come una cospirazione antislamica. Nello stand egiziano c’era “The Buraq Wall” di Jehad al Ayesh e Bait Almaqdes, dove anche il Muro del Pianto viene descritto come di proprietà dell’islam.Continua a leggere

Anche Londra vota si al riconoscimento della “Palestina”, non tenendo conto delle preoccupazioni di Israele

Di Emanuel Baroz | 14 ottobre 2014
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Anche Londra vota si al riconoscimento della “Palestina”, non tenendo conto delle preoccupazioni di Israele

Londra riconosce la “Palestina” senza fare i conti con Israele A castigare la House of Commons ci ha pensato ieri un editoriale del Times: “Qual è l’argomento urgente che discute oggi il Parlamento inglese? Il sostegno a un Kurdistan indipendente, forse? I legami della Gran Bretagna con i sostenitori dello Stato islamico come il Qatar? No. Una mozione proposta da un gruppo di parlamentari vuole che il governo ‘riconosca lo stato di Palestina accanto allo stato di Israele’ ”. E’ […]Continua a leggere

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