• 26
  • gen
  • 2012

Argentina: un vergognoso fumetto antisemita provoca, giustamente, scandalo

Di Emanuel Baroz, in Antisemitismo, Nazismo.

Fumetto antisemita argentino: ballando in un campo di concentramento

Sarà stato un modo per ricordare il 70esimo anniversario della conferenza di Wannsee, quella in cui i nazisti decisero ogni dettaglio della soluzione finale della questione ebraica.

Oppure sarà un modo originale per celebrare la Giornata della Memoria che, come ogni anno, cade il 27 gennaio.

Oppure sarà un rigurgito di vecchio e insano antisemitismo sempre pronto a guizzar fuori alla bisogna.

Fatto sta che il 19 gennaio scorso il giornale argentino Página/12 nella sezione, si badi bene, “Cultura giovanile”, ha pubblicato una striscia a fumetti di Gustavo Sala dal giocoso ed evocativo titolo “FieSSta”.

Il protagonista si chiama David Gueto ed è la caricatura del DJ francese David Guetta. Anche lui DJ, fa musica in un campo di concentramento. Inizialmente, i prigionieri si rifiutano di ballare perché sentono che non c’è niente da festeggiare e gli dicono: “Ma lo sai che finiranno per ammazzarci nelle camere a gas e faranno del sapone con noi?”

Allora spunta Hitler e convince tutti a ballare perché “la vita è breve”. Poi, ringrazia il DJ osservando: “Se sono rilassati il sapone viene meglio”.

Poi solito copione: alle proteste sono seguite le scuse. Fino alla prossima oscena occasione. Magari in un altro pizzo del mondo.

Il Blog delle Ragazze

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In alto: due vignette del fumetto antisemita pubblicato dalla rivista argentina Página/12


  • 26
  • gen
  • 2012

Azerbaijan: sventato un attentato all’ambasciatore di Israele

Azerbaijan: sventato un attentato all’ambasciatore di Israele

Le autorita’ dell’Azerbaijan hanno sventato nei giorni scorsi un attentato nei confronti dell’ ambasciatore di Israele a Baku Michael Lotem e del direttore di una scuola religiosa ebraica, il rabbino Shneor Sega (e non è la prima volta che capita). Lo riferisce la stampa israeliana, secondo cui tre persone sono state arrestate. Una di queste, viene affermato, era in contatto con i servizi segreti di Teheran.

Si tratta del terzo incidente del genere questo mese. In precedenza un altro attentato anti-israeliano era stato sventato a Bangkok dalle autorita’ thailandesi, grazie anche all’arresto di un uomo legato in apparenza ai Hezbollah libanesi. Secondo la stampa israeliana, nel frattempo anche le autorita’ bulgare hanno sventato un attentato contro una comitiva di turisti israeliani, in visita a Sofia.

In seguito a questi episodi, i responsabili israeliani alla sicurezza hanno consigliato ai connazionali in partenza per l’estero di mantenere uno stato di vigilanza. ”Gli Hezbollah ed altri elementi ostili cercano di organizzare attentati terroristici crudeli lontano dai nostri confini” ha confermato il capo di stato maggiore, generale Beny Gantz.

(Fonte: Campanianotizie, 25 gennaio 2012)

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Nella foto in alto: Michael Lotem, ambasciatore israeliano in Azerbaijan


  • 23
  • gen
  • 2012

Satira e naso adunco nell’Italia del 2012

Di Emanuel Baroz, in Antisemitismo, Sinistra Italiana.

Satira e naso adunco nell’Italia del 2012

di Pierluigi Battista

Alcune lezioni per sapere come vanno le cose nell’Italia del 2012, alla vigilia delle solenni celebrazioni della Giornata della Memoria.

Prima lezione: alla vigilia delle celebrazioni della Giornata della Memoria un giudice ha appena condannato un giornalista, Peppino Caldarola, reo di aver satiricamente criticato una vignetta satirica di Vauro Senesi sul Manifesto, in cui si caricaturizzava una donna italiana ebrea, Fiamma Nirenstein, con il naso adunco, secondo una tradizione iconografica antisemita che certamente Vauro ignora (dobbiamo dire così, perché altrimenti se si critica troppo Vauro, si perde in tribunale), e che risale alle copertine della «Difesa della Razza» e prima ancora dei «Protocolli dei Savi Anziani di Sion».

Seconda lezione: se il posto dove critichi ferocemente una vignetta satirica è esso stesso un contenitore satirico intitolato Mambo, come è avvenuto in questo caso con Caldarola, un giudice rovescia la richiesta di assoluzione dello stesso Pubblico ministero, e stabilisce che il satiro politicamente scorretto deve immediatamente risarcire quello politicamente corretto (perché attaccare per principio gli ebrei e Israele è considerato politicamente corretto).

Terza lezione: nei giorni che precedono le solenni celebrazioni della Giornata della Memoria se su una caricatura di una cittadina italiana ed ebrea vengono accostate la stella di David e il fascio littorio, la parte offesa, cioè la cittadina italiana ed ebrea raffigurata nella sua ebraicità attraverso la stella di Davide, deve incassare l’umiliazione in silenzio, chi offende invece può incassare la somma che Caldarola, sceso in soccorso della cittadina italiana ed ebrea offesa, è tenuto a pagare per una sentenza decisa in nome del popolo italiano (non ariano, italiano). Leggi tutto l’articolo


  • 22
  • gen
  • 2012

Milano, Expo: bandiera di Israele imbrattata con vernice rossa

Di Emanuel Baroz, in pregiudizio antisraeliano.

Milano, Expo: bandiera di Israele imbrattata con il ‘sangue’

di Gregorio Romeo

Milano, 22 Gennaio 2012 – La bandiera di Israele esposta in via Dante è stata macchiata con alcuni schizzi di vernice rosso sangue. Nella strada fra il castello Sforzesco e il Duomo sono appese tutte le bandiere dei Paesi che parteciperanno a Expo 2015, ma solo il simbolo con la stella di David è stato preso di mira dai vandali.

“Gli schizzi sono apparsi da un paio di giorni – racconta un negoziante della via -. Sembra che i responsabili abbiano utilizzato uno di quei fucili che sparano proiettili di vernice”. Nessuna rivendicazione del gesto vandalico

Repubblica.it

 

Nella foto: la bandiera di Israele imbrattata esposta in Via Dante a Milano


  • 22
  • gen
  • 2012

Massima guida religiosa palestinese: “Uccidere gli ebrei è un dovere”

Mufti Muhammed: “Uccidere gli ebrei è un dovere”

Gerusalemme – Introdotto dalle parole di un cosidetto “moderatore” che ha affermato di fronte ad un pubblico in festa come sia un “dovere” dei palestinesi “combattere gli ebrei ed uccidere quei discendenti delle scimmie e dei maiali”, il Mufti Muhammad Hussein la massima guida religiosa dei palestinesi, ha nuovamente ribadito durante una manifestazione organizzata da Fatah il proprio odio antiebraico dichiarando quanto segue: “La resurrezione dei morti non avverrà fintanto che non sarà stata realizzata la prima fase di un vasto processo, ossia che i musulmani non abbiano ucciso quanti più ebrei possibile”. Il tutto è andato in onda il 9 Gennaio scorso sulla Tv dell’ANP.

Immediate le reazioni di alcuni politici israeliani: il ministro dell’energia Uzi Landau (del partito Israel Beitenu) ne ha chiesto l’incriminazione. “Occorre che la polizia conduca indagini e, se necessario, che ordini la sua incriminazione” ha detto alla radio militare.

Secondo Israel ha-Yom, il quotidiano gratuito che ultimamente sta vendendo sempre più copie,  il Mufti Muhammed Hussein “si è messo sullo stesso piano del suo predecessore Haj Amin al-Husseini, che durante il Mandato britannico in Palestina (1922-48,ndr) cooperò con i nazisti“. Il giornale ha appreso che il ministro degli esteri Avigdor Lieberman ha dato istruzione agli ambasciatori del suo Paese che diano ampio rilievo alle parole del religioso palestinese.

(Fonte: Palestinian Media Watch, 15 Gennaio 2012 e Tiscali news, 22 Gennaio 2012)

Nella foto in alto: un estratto del video pubblicato da PMW e disponibile anche su Youtube (nonostante fosse stato rimosso a causa delle segnalazioni effettuate da chi evidentemente non ha a cuore la verità)


  • 18
  • gen
  • 2012

Scandalo a Treviso: una bandiera nazista sventola indisturbata sul tetto di una casa

Di Emanuel Baroz, in Estrema Destra, Nazismo.

Scandalo a Treviso: una bandiera nazista sventola indisturbata sul tetto di una casa

Treviso, 18 Gennaio 2012 – Una cupa ombra del passato si allunga su Treviso; in particolare, su via Marconi, la strada principale del paese di Revine Lago. Una bandiera nazista sventola infatti da questa mattina sul tetto di una casa privata, proiettando sinistri interrogativi sul piccolo comune veneto, che già, recentemente, non ha mancato di suscitare polemica e seri dubbi di filo-nazismo.

A darne notizia è il quotidiano online “OggiTreviso”, che ricorda come “Revine è stata sede, anche la scorsa estate, di un raduno di skinheads, che pur dichiarandosi lontani dall’ideologia nazifascista, non hanno certo goduto delle simpatie della popolazione locale”. Ci si riferisce qui al raduno europeo “Ritorno a Camelot 2011″, in cui vennero chiamati a raccolta dal Veneto Fronte Skinhead oltre 1500 “camerati”. Meeting che venne aspramente condannato dall’ Anpi di Treviso. Inoltre, poche settimane fa, anche don Ezio Segat, il parroco di Revine, ci ha messo del suo, finendo nella lista nera dei “delinquenti italiani” – pubblicata dal sito online Stormfront – per aver accettato dagli skinheads una cospicua elemosina a favore di immigrati e indigenti.

Pare che proprio in concomitanza del raduno neonazista di settembre il proprietario dell’abitazione dello scandalo avesse ricevuto dei soldi dagli skinheads per collocare sul suo tetto la bandiera con la svastica. Molte le sollecitazioni alle autorità per far rimuovere il vessillo il prima possibile.

(Fonte: RomaTg24.it, 18 gennaio 2012)


  • 17
  • gen
  • 2012

Gaza: pugnalato attivista diritti civili

Di Emanuel Baroz, in Intrafada, ONG, Striscia di Gaza.

Mo: Gaza, pugnalato attivista diritti civili

E’ in ospedale, non in pericolo di vita

Gaza, 17 Gennaio 2012 – Un dirigente della Ong al-Mezan impegnata a Gaza nella difesa dei diritti civili, Mahmud Abu Rahma, e’ stato pugnalato da sconosciuti nella notte di venerdi’ in una strada di Gaza. Lo ha reso noto oggi al-Mezan precisando che Abu Rahma e’ da allora ricoverato in ospedale e si sta riprendendo.

Al-Mezan ha anche lanciato un appello affinche’ gli assalitori siano identificati ed arrestati. All’inizio del mese Abu Rahma era sfuggito ad un’altra aggressione, tesa in prossimita’ della sua abitazione.

Gli attacchi nei suoi confronti – prima verbali e quindi fisici – sembrano collegati ad un polemico articolo da lui pubblicato a fine dicembre in cui denunciava soprusi ed errori compiuti da gruppi armati attivi nella Striscia. Subito dopo Abu Rahma aveva ricevuto minacce anonime in cui veniva definito ”un collaborazionista” e gli veniva intimato di ritrattare le accuse.

”Questi attacchi nei confronti di attivisti dei diritti civili o di altre persone che si limitano ad esprimere le proprie opinioni rappresentano una violazione grave non solo dei diritti civili ma anche della legge palestinese”, precisa al-Mezan.

(Fonte: AnsaMed, 17 Gennaio 2012)

Per ulteriori dettagli cliccare qui, qui, qui e qui

Nella foto in alto: Mahmud Abu Rahma dirigente della ONG palestinese Al-Mezan Center for Human Right


  • 16
  • gen
  • 2012

Gaza: Hamas condanna a morte “collaborazionista”

Di Emanuel Baroz, in Hamas, Intrafada, ONU (UN), Striscia di Gaza.

Mo: Gaza; Ong, Hamas condanna a morte ‘collaborazionista’

Israele protesta per invito Hamas a riunione Commissione Diritti dell’Uomo dell’Onu

Gaza, 16 Gennaio 2012 – Insensibile alle critiche giunte da più parti del mondo e anche da Ong palestinesi, Hamas ha emesso questo mese una nuova condanna a morte, la prima del 2012 e la 36.ma da quando ha espugnato il potere con la forza nel 2007 (in realtà il golpe di Hamas risale al 2006). Lo rende noto una Ong di Gaza, Pchr, mentre da Israele giungono proteste per la partecipazione di Hamas ad una riunione della Commissione per i diritti dell’uomo organizzata a Ginevra dall’Unione inter-parlamentare.

Pchr-Gaza ha appreso che l’11 gennaio un tribunale militare ha condannato a morte per impiccagione un palestinese di Gaza di 48 anni, ritenuto colpevole di “collaborazionismo” con imprecisate forze ostili e di complicità in un omicidio. Come in passato la Ong non contesta a Hamas il diritto di combattere il fenomeno del collaborazionismo, ma ribadisce che ogni imputato ha diritto ad un processo sulla base di standard legali internazionali. Secondo Pchr, nei territori palestinesi la pena di morte (comminata 122 volte a partire dal 1994) andrebbe abolita del tutto.

E in Israele ha intanto destato forte irritazione l’invito esteso ad una delegazione di Hamas proveniente da Gaza di partecipare a Ginevra ai lavori della Commissione per i diritti dell’uomo. Il presidente della Knesset (parlamento) Reuven Rivlin, un dirigente del Likud, ha anticipato che Israele chiederà spiegazioni ed estenderà comunque una protesta ufficiale.

(Fonte: AnsaMed, 16 Gennaio 2012)

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Nella foto in alto: uomini di Hamas durante una conferenza stampa


  • 15
  • gen
  • 2012

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"Per noi, popolo ebraico, questa risoluzione è fondata sull´odio, sulla falsità e sull´arroganza ed è priva di qualunque valore morale o legale. Per noi, popolo ebraico, questo non è altro che un pezzo di carta e noi lo tratteremo così" ["il sionismo è una forma di razzismo e di discriminazione razziale" - Risoluzione ONU Novembre 1975]


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