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Parigi (Francia): manifestazione propalestinese degenera nuovamente nella violenza antisemita

Di Emanuel Baroz | 21 luglio 2014
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Parigi (Francia): manifestazione propalestinese degenera nuovamente nella violenza antisemita

Francia. Scontri e assalti alle sinagoghe parigine di Stefano Montefiori Nonostante il divieto delle autorità, le manifestazioni di sostegno a Gaza e gli incidenti non si fermano a Parigi. Dopo gli scontri di sabato nel quartiere di Barbès, ieri centinaia di persone hanno affrontato la polizia a Sarcelles, alla periferia della capitale. Automobili incendiate, lancio di pietre contro gli agenti che hanno risposto sparando proiettili di gomma e lacrimogeni Scontri violenti in particolare nei pressi della sinagoga, colpita da bottiglie […]Continua a leggere

I tunnel di Hamas: decine di km al servizio del terrorismo palestinese

Di Emanuel Baroz | 20 luglio 2014
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I tunnel di Hamas: decine di km al servizio del terrorismo palestinese

Nei tunnel di Hamas Una rete di decine di chilometri per il contrabbando e la guerra I terroristi li usano come magazzini e rifugi antiaerei. Ma anche per assalire i militari nemici e poi dileguarsi. Perciò Israele li sta distruggendo. di Michael Sfaradi Ashkelon (Israele)  – Con l’inizio delle operazioni militari i media hanno portato all’attenzione il problema dei tunnel sotterranei costruiti dai miliziani di Hamas. Quello che non è stato ancora chiarito è la loro natura e come possono essere usati. I primi tunnel si trovavano lungo linea Philadelphia, come era chiamata fino al 2005 dall’esercito israeliano la terra di nessuno al confine fra l’Egitto e la Striscia di Gaza. Questi passaggi erano molto ampi e permettevano il contrabbando di beni voluminosi come automobili e animali di grossa taglia. Proprio attraverso di essi sono arrivati a Gaza i componenti dei missili a lunga gittata di fabbricazione iraniana che in questi giorni vengono lanciati contro le città israeliane. Quando erano operativi Hamas li usava gratuitamente e imponeva pesanti tasse sui beni che transitavano in entrata. Era uno dei modi con cui l’organizzazione terroristica si finanziava. ECONOMIA – I tunnel sotto la linea Philadelphia sono stati operativi sia quando al Cairo governava il presidente Hosni Mubarak sia, e soprattutto, nel periodo in cui i Fratelli Musulmani erano al potere con il presidente Mohammed Morsi. In quegli anni l’aeronautica israeliana li ha spesso bombardati riuscendo solo a rallentarne l’attività, chi li ha definitivamente chiusi, nella seconda metà del 2013, è stato l’esercito egiziano subito dopo la presa del potere del presidente Abd al-Fattah Khalil al Sisi. Proprio la mancanza degli introiti derivanti dalle tasse sul contrabbando delle merci che transitavano in quei tunnel è stato uno dei motivi della mancanza di liquidità di Hamas. Le altre tipologie di tunnel oltre a essere di carattere squisitamente militare sono ora l’obiettivo primario delle operazioni che si svolgono in queste ore. Secondo alcuni rapporti dei servizi segreti la rete di tunnel sotterranei è di decine di kilometri e variano di profondità a seconda della natura del terreno nel quale sono stati scavati. Molte di queste gallerie hanno ambedue le entrate all’interno del territorio palestinese, spesso una è dentro case private, moschee o edifici civili, mentre l’altra è in campo aperto.Continua a leggere

La guerra immorale di Hamas

Di Emanuel Baroz | 20 luglio 2014
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La guerra immorale di Hamas

La guerra immorale di Hamas La guerra porta sempre con se’ il suo carico di dolore, devastazioni e lutti; per cui sarebbe ingenuo o ipocrita credere che l’ultimo conflitto scatenato e perpetrato da Hamas , fosse diverso rispetto a quelli deflagrati in passato nell’area. Ciò non toglie che in tutte le guerre sia sempre stato rispettato un codice etico; una moralità che escludeva condotte palesemente ripugnanti, ancor prima che le stesse fossero censurate dal codice di guerra. Più volte Hamas in questi giorni sta violando senza scrupoli un codice non scritto ma rispettato da anni. Così, mentre l’aviazione israeliana si è preoccupata di avvisare i civili sciaguratamente residenti negli obiettivi terroristici di evacuare prima dello strike, al punto da abortire il bombardamento in presenza di uomini, donne e bambini privi di divisa; Hamas non ha esitato a macchiarsi di condotte esecrabili: - ha conservato interi arsenali negli scantinati delle scuole gestite a Gaza dall’UNRWA; l’agenzia ONU che si occupa esclusivamente dei rifugiati palestinesi. Non che questo atteggiamento – se non di manifesta complicità, quantomeno di fiancheggiamento – fosse in precedenza ignoto; ma l’opinione pubblica mondiale nel complesso l’apprende soltanto ora. A riprova della malafede dell’UNRWA, che pochi giorni fa ha “fortemente condannato” la scoperta (come se fosse facile occultare in una scuola 20 missili); apprendiamo oggi che ha riconsegnato i missili ad Hamas.Continua a leggere

Gaza: i rifugi ci sono, ma non per la popolazione civile

Di Emanuel Baroz | 19 luglio 2014
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Gaza: i rifugi ci sono, ma non per la popolazione civile

I rifugi antibomba nella Striscia ci sono, ma non per i civili Sotto Gaza ci sono più strutture di sicurezza che in ogni parte di Israele, ma Hamas le usa per tenere in salvo i missili e i suoi leader Uno degli argomenti dei difensori di Hamas nel conflitto di questi giorni è che gli israeliani hanno rifugi antibomba e i palestinesi a Gaza no. L’assenza di rifugi è una delle ragioni della differenza di vittime tra le due parti del conflitto. Ma per qualche ragione nessuno dei mezzibusti della tv si è mai chiesto perché a Gaza i rifugi non ci sono. Israele sta usando misure senza precedenti per evitare l’uccisione di civili palestinesi quando attacca le postazioni missilistiche e i centri di comando di Hamas, ma nonostante questo i civili sono morti. Visto il numero degli strike israeliani, la cifra delle vittime palestinesi è piuttosto bassa. Ma ci sarebbero state meno vittime se i palestinesi avessero un posto dove rifugiarsi durante i bombardamenti. Si ritiene che la Striscia di Gaza sia troppo povera per potersi permettere la costruzione di rifugi antibomba per i suoi civili, e questo aumenta l’impressione che i palestinesi siano vittime inermi che meritano la simpatia se non l’aiuto del mondo nel respingere l’assalto di Israele all’arsenale di Hamas. Questa visione è falsa. I tiranni di Gaza hanno fondi e materiale in abbondanza per costruire rifugi antibomba. E in effetti ne hanno costruiti moltissimi – solo che non sono per il popolo di Gaza. Come è noto, Gaza è un alveare di strutture sotterranee da un lato all’altro della Striscia. Queste non sono solo i più di 1.400 tunnel che collegavano Gaza all’Egitto e attraverso cui passavano ogni sorta di beni (razzi, munizioni, materiale da costruzione e beni di consumo) fino a che il governo militare del Cairo non ha fermato i traffici. Il problema principale che le Forze di difesa israeliane devono affrontare in questa campagna è lo stesso che hanno incontrato nel 2008 e nel 2012: i leader e i guerriglieri di Hamas si tengono al sicuro in un labirinto di rifugi costruiti in profondità sotto Gaza. C’è anche un sacco di spazio per proteggere migliaia di razzi e altri armamenti. Questi rifugi sono collegati tra loro da tunnel che attraversano tutta la Striscia: se si considera la dimensione di queste installazioni, potrebbero esserci più rifugi per chilometro quadrato a Gaza che in qualsiasi altra regione di Israele.Continua a leggere

Istanbul (Turchia): centinaia di manifestanti danno l’assalto al consolato israeliano

Di Emanuel Baroz | 18 luglio 2014
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Istanbul (Turchia): centinaia di manifestanti danno l’assalto al consolato israeliano

Proteste in Turchia Istanbul, in centinaia assaltano il consolato israeliano Istanbul, 18 Luglio 2014 – La sede della rappresentanza diplomatica israeliana ad Istanbul è stata assaltata da centinaia di manifestanti che hanno provato a fare irruzione ed hanno mandato in frantumi diverse finestre prima dell’intervento della polizia che ha sparato lacrimogeni ed usato i cannoni ad acqua Centinaia di manifestanti hanno assaltato, nella notte tra giovedì e venerdì, il consolato israeliano ad Istanbul. I manifestanti hanno tentato di entrare nel […]Continua a leggere

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