Riarmo alla faccia di Unifil
Il caso della nave piena di armi intercettata dagli israeliani getta un’ombra sulla missione
di Michael Sfaradi
Il sequestro del mercantile “Francop”, nave cargo di proprietà tedesca ma battente bandiera di Antigua, in acque internazionali non lontano dalle coste cipriote, da parte dei commandos della Shayetet 13, l’unità d’assalto della marina israeliana, è sicuramente il frutto di un attento lavoro di intelligence.Infatti, a bordo del mercantile sono state trovate armi di tutti i tipi destinate ad Hetzbollah nel sud del Libano. Le armi, di fabbricazione iraniana, erano stivate all’interno di container trasbordati sulla “FrancoP” nel porto egiziano di Damietta da un’altra porta container arrivata dall’Iran.
La “FrancoP” viene, in queste ore, scaricata nel porto di Ashdod, e da un primo inventario risulta che questo sequestro non solo è di gran lunga superiore a quello effettuato, alcuni anni fa, sulla nave “Karine A”, ma si tratterebbe del più grande sequestro di armi effettuato dall’esercito israeliano in tutta la sua storia. Oltre ad armi leggeri di tutti i tipi, fucili d’assalto, mitragliatrici pesanti e decine di migliaia di proiettili di ogni calibro, facevano parte del carico anche centinaia di mine antiuomo, anticarro e un numero imprecisato di casse contenenti esplosivi vari. Leggi tutto l’articolo